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martedì 19 gennaio 2010

In centinaia in coda per il medico delle orchidee


Alto Adige- 19 gennaio 2010
Bolzano - Tutti in fila per curare la creatura di casa. Pediatra? Medico? Veterinario? No, molto semplicemente il dottore delle orchidee. E’ un vero successo l’iniziativa che la giardineria Schullian dedica alle orchidee, autentica passione bolzanina. Quattro espositori di grande impatto abbelliscono il vivaio di via Merano e fanno da cornice al banchetto più affollato della manifestazione: il pronto soccorso per le piante.
Giovanni Zambaldi risponde pazientemente a tutte le domande che, senza soluzione di continuità, gli vengono poste. Quanto si annaffia? Quanta luce? E il concime? Riusciamo a sottrarlo per qualche minuto dal fuoco di fila: "Non c’è un attimo – sorride – tutto il giorno c’è un capannello fisso di persone che chiedono il mio aiuto. E’ anche un buon segno perché significa che c’è amore per questa pianta". Ci uniamo al gruppo e, taccuino alla mano, ripetiamo gli stessi quesiti dei clienti. "L’orchidea è molto semplice, l’importante è bagnarla solo quando è realmente secca, diciamo ogni 14 giorni, altrimenti si rischia di far marcire i serbatoi naturali delle radici. Luce è necessaria, ma niente sole diretto che brucia le foglie e la concimatura deve essere rarissima". Tutti i “pazienti”, bene o male, presentano patologie legata alla mancata osservazione di queste semplici regole.
Accodata per un consulto incontriamo Rita Fava, armata di libretto portafoto. Ci mostra subito gli scatti dei suoi gioielli quando di solito, in borsa, si tengono le foto dei nipoti. "Eh lo so – ride – ma per le orchidee ho una passione vera e a casa ne ho parecchie. Consiglio a tutti l’argilla espansa, ma oggi sono qui per chiarirmi le idee sui germogli di uno dei miei esemplari". Gianni Faranna, invece, è venuto per conto della suocera: "Aveva quest'orchidea ancora viva, ma palesemente in sofferenza. Aveva bisogno di cure e di qualche chiarimento su come farla vivere al meglio: adesso tornerà bella come prima e non c’è dubbio che la signora sarà contentissima". Sciaves Marsoner, invece, ha accompagnato il marito "autentico appassionato di piante e orchidee. Anche a me piacciono, ma lui ha un attaccamento viscerale: ogni tanto ci parla anche". Chi condivide la tendenza alla conversazione con le proprie creature verdi è Marisa Marini: "A casa ho quattro orchidee e capita di farci due chiacchiere. Insomma, fior di esperti dicono che faccia bene perché non dovrei? Oggi sono venuta a sentire quello che consiglia il “medico”: per me una vera e propria lezione da ascoltare. Non sapevo, per esempio, che a Bolzano la luce non è ottimale per le orchidee che, originarie del Madagascar, qualcosa patiscono e vanno quindi aiutate". E’ raggiante, infine, la padrona di casa Martina Schullian: "Da 15 anni questa iniziativa legata all’orchidea riscuote un successo grandissimo. Posso dire che i bolzanini, senz’altro, sono davvero affezionati a questa pianta".
Per entrare completamente nel mondo delle orchidee è bene farsi guidare dalle parole dell’espositore varesino Giancarlo Pozzi e del suo collaboratore vicentino Francesco Revere. Le orchidee, anzitutto, sono tantissime: "Pensare solo a un tipo – spiega Giancarlo – è sbagliato perché ce n’è di ogni dimensione e colore. Ce ne sono di profumate, ma anche che puzzano così come di un centimetro o di trenta metri. Pensate che ogni singola tipologia ha un singolo insetto che la impollina e se si estingue l’insetto sparisce anche l’orchidea. Come spiegare la mia passione? Un grande personaggio una volta disse “Le orchidee non sono parassite, ma sono estremamente contagiose". Chiediamo a Giancarlo di mostrarci un esemplare unico: "Questa è l’orchidea di Darwin che ha un serbatoio del polline lungo 30 centimetri. Lo studioso affermò che doveva esistere un insetto con un aspiratore della stessa lunghezza e tutti lo presero in giro. Trent’anni dopo la sua morte, però, scoprirono una falena con un’aspirotromba proprio di 30 centimetri che la impollinava". Francesco, infine, ci svela un’altra chicca: "Sapete, per esempio, che anche la vaniglia non è altro che un’orchidea che usavano pure gli aztechi per dare gusto al cacao?".

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