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sabato 26 giugno 2010

Gli istituti tecnici: prova semplice


Alto Adige — 24 giugno 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. Rispetto ai colleghi liceali negli istituti tecnici gli studenti maturandi possono considerarsi fortunati. L’ottimismo al termine della seconda prova, infatti, è abbastanza diffuso lungo l’asse di via Cadorna. Patrick Bianchi, per esempio, è uno studente dell’Ipia “Galilei” ed è tra i primi a consegnare in tutta la città: «Avevamo una facile trattazione sulla biotecnologia». Stesso compito per Deborah Raffaldoni, Martina Brida e Francesca Trevisan. «Non male, grafico e trattazione erano fattibili. La biotecnologia era un argomento su cui ci sentivamo piuttosto sicure. Adesso è il tedesco di venerdì a farci tremar le vene e i polsi». Anche Claudio Panato è più «preoccupato dal compito di tedesco», mentre il gruppetto formato da Samuel Mazzel, Marco D’Ignazio, Giovanni Paiarola e Pietro Stefanini scherza: «All’Iti abbiamo avuto il compito di meccanica, non particolarmente drammatico. L’importante è finire in fretta». E’ dentro l’Istituto Tecnico privato “Walther”, però, che troviamo Angela Stefanelli. Lei di Maturità ne ha già vissute 21 e non di certo perchè pluriripetente. «Sono bidella in questa scuola e l’atmosfera degli esami di Stato è sempre particolare. Avrei maturato la pensione, ma posso tranquillamente dire che è per essere presente in questi giorni che non lascio il lavoro. So che i ragazzi hanno bisogno di me, di uno sguardo carino, di un sorriso o di una pacca sulla spalla. Chiusura dedicata a Calogero Arcieri, dirigente dell’Iti ma in servizio all’Itc “Battisti”: «In economia aziendale è stato proposto un compito relativo a un’azienda in crisi che rilancia investendo in personale qualificato e migliorando la situazione. Piuttosto attuale no?». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Wally Rungger eletta al vertice vicepresidente sarà Gobbetti

Alto Adige — 25 giugno 2010 pagina 17 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il Consiglio di quartiere di Oltrisarco ha ratificato ieri la presidenza di Wally Rungger. Donna, tedesca e fuori dal duopolio Pd-Svp: la sua elezione rappresenta un elemento di novità da qualsiasi parte la si guardi. La votazione sulla presidenza ha visto la Rungger vincere per 6 voti a 4. L’opposizione aveva candidato Giovanni Cuda. Diverso, invece, l’esito sulla vicepresidenza: per Giuliano Gobbetti del Pd, infatti, l’opposizione si è astenuta. «Una mossa - commenta Rungger - che non ho capito: forse ha motivazioni etniche». Il primo atto della nuova consigliatura è stato il rilascio di un permesso per una manifestazione musicale al parco Mignone. «È stata più che altro un’occasione per presentarci. Ho notato uno spirito collaborativo incoraggiante» (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Peintner: «Modello positivo Si può aprire un dialogo»


Alto Adige — 25 giugno 2010 pagina 14 sezione: CRONACA

BOLZANO. «L’asilo trilingue può certamente essere un modello di confronto». L’apertura arriva dall’assessore comunale Judith Kofler Peintner che fornisce le strutture e getta uno sguardo interessato al progetto didattico trilingue. Recente l’apertura Svp di Steger in questo senso. «Ho letto e posso dire che sicuramente si tratta di un bell’esempio estivo. Non spetta a me dire se estendibile a tutto l’anno scolastico, ma certamente non penso possa essere imposto a tutte le scuole dell’infanzia». L’adesione dei cittadini, però, è massiccia «e i numeri, ad essere sincera, mi hanno stupito. La richiesta, evidentemente, c’è. Il discrimine del successo, però, ritengo sia proprio la volontarietà e la possibilità di rivolgersi a genitori che credono nel progetto» (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

All asilo trilingue dell Azb funzionano la convivenza e l apprendimento precoce


Alto Adige — 25 giugno 2010 pagina 14 sezione: CRONACA

BOLZANO. Per un progetto trilingue che vede la fine ce n’è un altro che cresce e si afferma sempre più. A variare è l’età. Da una parte l’ormai celebre sperimentazione del “Carducci”, dall’altra l’asilo estivo organizzato dall’“Azb” partito lunedì scorso e presentato ieri a Comune e Sovrintendenza scolastica. Il progetto, in piedi da quattro anni, si è mano a mano affinato e si organizza in modo piuttosto semplice. «Abbiamo circa ottanta bambini per turno - spiega la direttrice “Azb” Marialuisa Cama - che dividiamo in classi di una dozzina di alunni per fasce d’età. Mischiamo, indifferentemente, bambini italiani e tedeschi». Com’è la reazione alla convivenza infantile? «Ottima. I bimbi tra i tre e i sei anni, ma anche i più grandi, tra di loro non hanno alcun tipo di problema a rapportarsi. Non esistono preconcetti». In molti, però, evidenziano nella scelta dell’italiano come lingua comune uno dei motivi del ritardo del nostro gruppo nell’apprendimento del tedesco. «All’interno del nostro progetto questa scelta non avviene in automatico, anzi, noto che gli alunni parlano indifferentemente le due lingue. Probabilmente sono anche facilitati dalla struttura didattica del corso. Dalle 8 alle 10.30, infatti, organizziamo lezioni e attività ludiche in italiano, dalle 10.30 alle 13 in tedesco, compresa la mensa, dalle 13 alle 14.30 l’inglese e, infine, di nuovo italiano fino alle 16. Giochi e didattica, comunque, vengono calati all’interno di uno sfondo integratore, praticamente una fiaba d’ambientazione». Il meccanismo, quindi, è piuttosto semplice ed efficace. «I genitori sono contenti e l’adesione massiccia. Nei bambini, invece, vediamo un apprendimento rapidissimo, a spugna, per quanto riguarda il lessico che interiorizzano in fretta». Fanno confusione tra le lingue? «Nessuna. Esiste magari un piccolo periodo in cui diventa frequente il fenomeno dello switch, l’alternanza rapida tra i due idiomi, ma non ingenera incertezze». A furia di parlare del tedesco, però, a volte si rischia di dimenticarsi dell’inglese. «Sarebbe uno sbaglio - sentenzia Cama - perchè dovremmo entrare nelle mentalità che il tedesco dobbiamo parlarlo senza discussioni e l’inglese diventa fondamentale per la competitività dei nostri govani nel mercato del lavoro globale. Non esiste più la certezza, per loro, di misurarsi in futuro solo e unicamente con la realtà altoatesina». La struttura che ospita l’asilo fino ad agosto inoltrato è quella della scuola dell’infanzia “St.Johann“ di vicolo San Giovanni, mentre il personale è dell’associazione. È così difficile formare i docenti? «Non voglio entrare nella polemica sul classico - si schermisce Claudia Trevisan, che si è occupata della formazione delle maestre - ma se c’è condivisione del progetto ed entusiasmo didattico non è difficile riuscire a centrare l’obiettivo di un personale qualificato. Con il tempo, poi, si affinano anche le competenze dei singoli». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

liceali: difficili greco e matematica


Alto Adige — 24 giugno 2010 pagina 14 sezione: CRONACA

BOLZANO. Se martedì si guardava alla felicità e alla passione con i temi di italiano, ieri i volti felici, tra i maturandi in uscita dai licei cittadini, non erano tantissimi. Greco al classico e matematica allo scientifico hanno lasciato l’amaro in bocca ai ragazzi: difficile la versione di Platone da una parte, complessi i probemi dall’altra. Meglio, invece, la seconda prova assegnata al sociale, pedagogico e linguistico con tracce dalla trattazione più simile alla prima prova di italiano. «Niente da fare, traduzione troppo difficile» scuote la testa sconsolata Anna Antulov davanti alla scalinata del “Carducci”. Più distesa, invece, la faccia di Valentina Bruccoleri: «Versione fattibile». Daniel Palese è iscritto all’indirizzo linguistico e ha dribblato così greco per un più accessibile tema di inglese. «Avevamo due tracce: una di letteratura e una di attualità. Io ho scelto il tema sulla musica, abbastanza simile a quello di italiano». Nel cortile, intanto, un capanello di studenti torna a discutere di greco. «Ci aspettavamo un oratore, invece è uscito un filosofo - l’opinione di Davide Mattei, Rosanna De Feo, Gabriele Giovannetti e Michela Coronet - il che comporta delle complessità. Oltre al piano letterale, infatti, va carpito un significato interpretativo. Per di più si trattava di una versione piuttosto lunga. Durante l’anno, poi, non abbiamo mai avuto la fortuna di farla nelle prove». Volti abbacchiati anche all’uscita del liceo “Torricelli”. La difficoltà della prova d’esame è testimoniata dal fatto che i ragazzi dello scientifico sono gli ultimi, in città, a consegnare. «Mamma mia che difficile - l’eclatante esclamazione di Giulia Ginestous appena varcata l’uscita - speriamo vada tutto bene. Tra i due problemi il più accessibile era sicuramente quello relativo al grafico di una derivata». «Complesso ma affrontabile - riprende Luca Battisti - sopratutto nella parte dei quesiti». Luca Artesin non è affatto scosso: «Una prova dura, ma non mi aspettavo nulla di semplice. Ora non sarà una passeggiata il compito di tedesco in programma venerdì». Laura Del Prete sorride: «C’è poco da dire. Difficilissima la prova di matematica. Non ci resta che incrociare le dita e sperare che sia andata bene». Chiude Diellza Hasanramaj: «Preferivo il tema di italiano». Più tranquilli i ragazzi in uscita dal liceo pedagogico “Pascoli” a Firmian. «Oggi ci hanno proposta la traccia di scienze sociali con quattro titoli. Il Grande Fratello, la mobilità, l’educazione e il concetto di Stato attraverso la divisione dei poteri e il sistema democcratico» dicono in coro Stefania Greggio, Anna Fait, Chiara Pederzoli ed Elisa Endrizzi. «Il discorso relativo ai reality show - spiega Deborah Precivale - ci ha permesso di spiegare i meccanismi dello spettacolo individualista e come questi si inseriscano nel nostro sistema sociale». Marco Budai si è cimentato con la mobilità «e con un mondo per cui è diventato estremamente facile guadagnare o perdere posizioni nella scala sociale». Compito di pedagogia, infine, per Valeria Fonino e Aurora Bonometti: «Aristotele, la trasmissione dei valori, i leader e la cultura le tracce proposte per la seconda prova. Tutti i temi stimolanti e dalla trattazione piuttosto ampia. Sopratutto la divagazione sulla complessiva globalizzazione della cultura che diventa sempre meno elitaria, ma anche sempre meno specialistica». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Insegnante trova un errore nel compito di francese

Alto Adige — 24 giugno 2010 pagina 14 sezione: CRONACA

BOLZANO. Tra le tracce proposte ogni anno nei vari istituti superiori capita che ci scappi l’errore. Questa volta è toccato al tema di francese redatto dal Ministero per la seconda prova dei licei ad indirizzo linguistico, ambito letterario. Nel pieno dello svolgimento del tema, dunque, professori e ragazzi hanno cominciato a interrogarsi sul senso di una domanda legata all’analisi del testo “La Parure” di Gay de Maupassant. Il quesito, infatti, nascondeva una trappola non indifferente: uno scambio di personaggi che avrebbe potuto decisamente fuorviare i candidati. Nella domanda, infatti, un’azione veniva riferita al personaggio di Madame Forestier anzichè a Madame Loisel. Ad accorgersene in maniera “ufficiale”, comunuqe, è stata una professoressa della scuola “Marcelline” che ha immediatamente fatto partire una segnalazione per tutti gli istituti «Si trattava più che altro di un errore di battitura - spiega Antonella Biancofiore, dirigente del liceo linguistico europeo paritario “Marcelline” - ma poteva veramente portare fuori strada i ragazzi. È stato importante che una delle nostre professoresse si sia accorta dell’errore, provvedendo ad avvertire prima di tutto i ragazzi, poi le altre scuole, in modo da evitare immediatamente eventuali sfalsamenti nelle risposte». “La Parure” di Gay de Maupassant è un testo scritto nel 1884 e rientra a pieno titolo tra i grandi testi della letteratura francese. L’autore, infatti, viene considerato uno dei padri del racconto moderno, capace di scrivere tra i due e i quattro volumi all’anno in una vita che lo vide protagonista della politica interna francese, ma anche responsabile di alcune tra le più prestigiose testate giornalistiche transalpine. De Maupassant, infine, amava particolarmente la ricercatezza stilistica, la delicatezza e la precisione letteraria. Difficile accetasse un errore nel proprio testo. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il presidente di Gries: «Tenere chiusa via della Vigna»


Alto Adige — 25 giugno 2010 pagina 17 sezione: CRONACA

BOLZANO. «Giusto tenere chiusa la sbarra di via della Vigna». Peter Warasin, presidente Svp in pectore della Circoscrizione Gries-S.Quirino, propone subito una netta cesura col mandato appena concluso di Gianni Frezzato. Se fino a qualche mese fa, infatti, il Quartiere si schierava compatto con i ciclisti in transito in direzione dell’Ospedale, dal 5 luglio, giorno dell’ufficializzazione della presidenza Warasin, Gries si sposterà decisamente a favore del Consorzio. «I contadini sono i proprietari di quella strada. A livello assicurativo, in caso di incidente, la situazione non è per niente chiara, quindi non mi prenderei la responsabilità di riaprire senza adeguate garanzie. Se la situazione è questa non posso che essere al fianco della proprietà consortile». Il primo proponimento del nuovo presidente, però, è quello di collaborare con i cittadini: «Intendo avviare un confronto continuo con loro. Io ho le mie idee, ma è evidente che questo ruolo mi impone un dialogo continuo ed efficace. Lo stesso discorso, logicamente, vale per le dinamiche del consiglio: maggioranza o opposizione, poco importa, intendo compattare tutti e seguire una linea comune». La sbarra, comunque, non è certo l’argomento principe sulla strada dell’ unione. Meglio, forse, con il traffico. «Inutile lamentarsi, finchè la condizione della mobilità è questa. Il quartiere, inutile nasconderselo, si posiziona su alcune direttrici importanti del pendolarismo. È difficile cambiare le cose subito, non possiamo mica chiudere tutte le strade. Aiuterebbe molto, invece, la realizzazione del Tram verso l’Oltradige che potrebbe alleggerire il traffico in arrivo da Caldaro. Per ora, comunque, non abbiamo particolari alternative per risolvere il problema». Il confronto, però, non sarà solo con i cittadini, ma anche con l’amministrazione comunale, sopratutto per quanto riguarda il piano parcheggi. «Su piazza Vittoria e Mazzini mi incontrerò presto con l’assessore Ladinser per capire quali siano le sue intenzioni. Il confronto con lui è importante per capire quale direzione politica prendere». Con il Pd, comunque, la forbice si allarga anche sulla questione relativa all’ampliamento della clinica “Bonvicini”: «Non riesco a capire - la posizione di Warasin - quale sia la necessità di allargare la struttura. Per me dovrebbe mantenere la configurazione attuale senza particolari lavori. Si vedrà, ma al momento la ritengo funzionale così com’è, senza il bisogno di particolari ritocchi». Di stretta competenza della Circoscrizione, invece, il verde pubblico. «Credo che la situazione dei parchi sia soddisfacente. Sono pronto, però, ad accogliere eventuali proposte positive». Chiusura dedicata alle ciclabili: da mesi i residenti di “Druso 2” chiedono il completamento della pista lungo viale Druso. «Ci confronteremo con il Comune per trovare una soluzione. Altrettanto pericoloso, però, è l’incrocio tra via Vittorio Veneto e piazza Gries, dove tutti i giorni si concentra un gran numero di automobili». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

Svp: dialogo sul liceo trilingue


Alto Adige — 24 giugno 2010 pagina 11 sezione: CRONACA

BOLZANO. Importante apertura da parte dell’Obmann cittadino dell’Svp Dieter Steger verso la scuola trilingue. «È un peccato - le sue parole - che il progetto del “Carducci” sia terminato. L’Alto Adige deve aprire una profonda riflessione» Nel dibattito sullo stop all’esperimento trilingue del liceo “Carducci” si inserisce anche il presidente del consiglio provinciale. «Sarebbe stato interessante - dichiara - scoprire l’evoluzione di una simile esperienza scolastica. Sarebbe anche potuta essere una ottima base per un dialogo». E’ importante infatti, prosegue Steger, «approfondire e incentivare una riflessione attorno alla scuola trilingue, perché l’Alto Adige è inserito in un mondo globalizzato e ha un estremo bisogno di essere competitivo». Chiaro che la possibilità di padroneggiare tre idiomi rappresenterebbe un indubbio vantaggio per gli studenti altoatesini. «Solo i più qualificati - riprende l’Obmann cittadino della Svp - possono aspirare ad occupare i posti di lavoro più prestigiosi. La nostra società deve ovviamente fare i conti con un mercato globale e risulta evidente che la conoscenza delle lingue è in questo senso un discrimine importante». Per fare passi avanti, però, è necessario cominciare a parlarne e l’apertura della Svp è senz’altro una novità. Non solo, Steger sembra quasi spingere perché l’argomento entri nell’agenda politica: «È necessario discuterne in modo approfondito e cominciare una riflessione globale sull’opportunità di fornire un’alternativa al classico istituto frequentato nella madrelingua». I risultati dei nostri studenti, insomma, cominciano a essere poco convincenti anche per la Stella Alpina. «Le competenze dei giovani altoatesini nella seconda lingua stanno peggiorando e in inglese non usciamo benissimo dal paragone con i Paesi vicini come l’Austria». Eppure le potenzialità ci sarebbero: «Il nostro territorio è tradizionalmente portato ad essere una cerniera fra due culture. A tutto questo, poi, si può tranquillamente aggiungere l’inglese, che poi è la lingua internazionale per antonomasia. Le possibilità ci sono, bisogna pensare a come sfruttarle al meglio per tutti». La vicenda legata al progetto trilingue del liceo classico “Carducci” è ormai nota. La sperimentazione si basava sull’insegnamento di alcune materie in modo veicolare. Nel biennio predominanza per l’inglese, più tedesco nel triennio. Un progetto, però, che necessitava di risorse umane sufficienti a garantire una compresenza nelle ore di lezione nell’altra lingua. All’insegnante che parlava tedesco o inglese, infatti, andava affiancata la titolare della cattedra per una questione di valutazione. Con l’espandersi della sperimentazione, però, le classi interessate si sono moltiplicate e con loro, logicamente, i docenti necessari. Il tutto mentre a livello provinciale si decideva il blocco dell’assunzione dei docenti. Di fronte anche a un lieve calo degli iscritti, il collegio docenti aveva deciso di bloccare le prime classi nel 2006. Nella Maturità 2011, quindi, si diplomeranno gli ultimi ragazzi interessati. Il rimpallo di responsabilità è stato continuo: prima si è evidenziata la difficoltà a reperire docenti qualificati, poi i mancati finanziamenti in arrivo dalla Sovrintendenza, infine la scelta politica dell’assessorato Gnecchi. Ora, però, arriva inatteso il rammarico di via Brennero, che contribuisce comunque ad aprire uno spiraglio per la discussione sulla scuola plurilingue. © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

mercoledì 23 giugno 2010

«Persefone», regno delle tartine


Alto Adige — 22 giugno 2010 pagina 30 sezione: AGENDA

BOLZANO. Nella vetrinetta davanti al bancone campeggia un adesivo con una citazione di Oscar Wilde: «Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni». A giudicare da quello che il bancone contiene, un plateau di tartine che saziano l’occhio prima ancora che lo stomaco, difficile trovare definizione più azzeccata per il bar «Persefone» di via Rovigo. Un locale capace di essere versatile e poliedrico, riempiendo le sue piccole sale al mattino, come alla sera: dal caffè all’aperitivo, è raro trovare questo piccolo rifugio del palato vuoto. Alla base di un simile successo una filosofia gestionale che pesca a piene mani nel passato da ristoratore del proprietario Carlo Gresia, intrecciato con quello che a Bolzano si può definire come «sistema Carrettai»: self-service di vino alla spina e, per l’appunto, tartine. «Ho lavorato per vent’anni in una pizzeria - ci racconta Gresia, ”Carletto” per i clienti affezionati - poi ho deciso di buttarmi in questa nuova avventura con Eva. Il vino viene offerto alla spina self-service: ciascuno prende quanto preferisce, idem per le tartine. Pizze, piadine, bistecche e il resto delle bevande sono le uniche cose che si chiedono direttamente al banco. Questo sistema ci permette di incontrare il gradimento di adulti e ragazzi che qui vengono praticamente sempre in gruppo». L’interno del locale richiama un’antica architettura greca, così come la grafica dell’insegna e, logicamente, il nome del bar. Il perché ce lo spiega Eva Pasello: «Persefone è un simbolo di luce e di speranza. Nella mitologia trascorre i sei mesi invernali nel regno dei morti con il marito Ade, per poi tornare sulla terra portando con sé la luce e l’allegria della primavera e dell’estate. Diciamo che ci sembrava un nome molto beneaugurante e, per ora, sta portando fortuna». “Persefone” vive anche sulle continue novità: «Abbiamo appena inaugurato la nuova veranda interna e per chi va in vacanza abbiamo pensato a un piccolo concorso. Basta chiederci un adesivo del bar e attaccarlo in qualche luogo sperduto nel mondo facendone una foto. Ne abbiamo già una di New York, ma ne aspettiamo altri di bizzarri». È il giovedì la mattinata che, complice il mercato, riempie il bar di via Rovigo. «Per noi ormai è una tradizione da qualche anno - le parole di Paolino Ostino - e non manchiamo mai. Dopo la passeggiata tra le bancarelle ci sediamo qua tra amici per fare aperitivo e chiacchierare. Molti di loro arrivano anche dagli altri quartieri». «Quello che veramente fa la differenza - riprende Gianni Pregnolato - è il sistema di self-service del vino e delle tartine. Non solo, l’offerta gastronomica è davvero molto varia e si sente che i prodotti scelti sono tra i migliori e non di qualità scadente. Si è più comodi e si mangia bene: direi che possiamo accontentarci» e scoppia in una risata. Enzo Giacopuzzi chiude il giro: «È piacevole il clima che Carlo ed Eva sono riusciti a creare col tempo. È un locale trasversale con una formula che convince tutti». Dopo i rigori dell’inverno, insomma, la stagione di “Persefone” si prende il suo riscatto. (a.c.)

www.altoadige.it


Alto Adige — 22 giugno 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

Speciale esami su www.altoadige.it BOLZANO. Potrete seguire tutta la Maturità 2010 nello speciale web sul sito del nostro giornale. Tutte le notizie relative agli esami, ma sopratutto le tracce dei temi saranno consultabili pochi minuti dopo la distribuzione nelle varie classi della provincia all’indirizzo www.altoadige.it. Da non perdere la possibilità di commentare le news e scambiare opinioni con il popolo di naviganti. Gli studenti coinvolti potranno così scambiarsi impressioni “a caldo” per cominciare a capire com’è andata la prova. Se invece volete mettere alla prova le vostre capacità, ecco un quiz che vi dirà a che livello è la vostra preparazione. Utili, infine, i consigli per la stesura della tesina dell’orale. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

In Italia 500 mila giovani maturandi


Alto Adige — 22 giugno 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. Saranno oltre 500mila i ragazzi in Italia che oggi affronteranno la prima prova degli esami di Maturità. Secondo i primi dati diffusi dal Ministero sarebbero invece 28.500 gli studenti non ammessin (6,1% del totale), con un aumento dello 0,6% rispetto all’anno scorso. Domani per tutti sarà la volta della seconda prova di indirizzo, venerdì il quiz pluridisciplinare. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Da settembre 45 studenti in Germania


Alto Adige — 22 giugno 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. I primi tre mesi del prossimo anno scolastico li frequenteranno in Germania. Sono 45 ragazzi altoatesini che hanno aderito al progetto lanciato dall’Intendenza scolastica italiana, all’interno del programma “Scuola cultura”, che permette agli studenti degli istituti superiori bolzanini di frequentare tre mesi di scuola in tedesco all’estero. La Germania, dunque, il paese prescelto e le scuole di riferimento si trovano a Bonn, Eichstätt, Freiburg, Passau e Neckarbischofsheim. Saranno, quindi, 45 i ragazzi che partiranno, precisamente 16 studenti del terzo anno e 29 della quarta, per un totale di 7 istituti cittadini coinvolti. Nei giorni scorsi si sono svolte le ultime riunioni organizzative. Soddisfatto dell’adesione l’assessore provinciale alla scuola italiana Christian Tommasini: «Un’occasione unica di crescita linguistica e personale» (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maturandi preoccupati dal tedesco


Alto Adige — 22 giugno 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. Superata l’ormai famosa notte prima degli esami si scopre che ad agitare i sonni dei maturandi bolzanini non è tanto il tema di italiano che li aspetta stamattina quanto, piuttosto, la prova di tedesco. La seconda lingua, quindi, preoccupa molto più dello scritto che romperà il ghiaccio della Maturità del 2010. Tra i ragazzi, comunque, fino a ieri ha impazzato il classico “toto-tema”. Quotatissimi Pascoli e D’Annunzio, bene anche la crisi economica e l’Unità d’Italia. C’è, poi, chi si immagina una traccia dedicata al disastro ambientale della Louisiana. Nel pentolone della prima prova, insomma, ci finisce di tutto, ma a preoccupare i ragazzi, come detto, è sopratutto il tedesco che arriverà a braccetto con il “quizzone” dedicato a diverse materie scelte dall’istituto. Non lasciano tranquilli i ragazzi, inoltre, nemmeno i compiti di indirizzo come la prova di matematica allo scientifico, la traduzione di greco al classico o economia aziendale negli istituti tecnici. Fronte piuttosto compatto, invece, nel giudizio negativo della novità targata Gelmini che prevede tutti i voti sopra il 6 per essere ammessi all’esame di Stato. «Aspetto con curiosità la traccia storica - le parole di Gabriele Giovannetti, studente del liceo classico - perchè con una buona conoscenza della tematica penso sia più facile fare bella figura. Personalmente mi aspetto l’Unità d’Italia. A fare più paura, però, è la terza prova, non tanto per la valutazione ma perchè rappresenta il biglietto da visita per l’orale. Il 6 in tutte le materie? È cambiato poco, ma in linea di principio non mi sembra una norma sbagliata». «Potrebbero saltare fuori Saba, le catastrofi naturali, l’alcol, la violenza sulle donne o lo stalking - la lista di Evelyn Frizziero, Itc “Walther” - ma andare sui siti specializzati non serve proprio a nulla. Molto meglio leggere i giornali. Il vero cruccio, però, è il tedesco». «Ungaretti e i futuristi? - si chiede Caterina Romanelli - Potrebbero essere la sorpresa. L’orale, però, penso sia più complicato perchè il tempo per riflettere è molto più esiguo rispetto allo scritto». Matthias Furlani, Itc, punta forte sull’acqua: «È un tema di stretta attualità, sopratutto dopo le voci legate all’eventuale privatizzazione. Economia aziendale, però, è la vera bestia nera per chi frequenta gli istituti tecnici». Martina Turatti, invece, ripropone un “evergreen“: «Pascoli è da tanto che non esce, a ruota D’Annunzio. Speriamo solo di non ritrovarci Dante perchè sarei in difficoltà. La sufficienza in ogni materia? Molto meglio con il vecchio sistema che considerava la media totale». Elisa Pisotti guarda «alla crisi economica come traccia probabile», della stessa idea Davide Renzi: «Potrebbe scapparci anche un accenno alla manovra nazionale di Tremonti oppure alla Grecia». Per Federica Tanganelli, invece, spazio alla televisione. «I reality potrebbero farla da padrone. È da tempo, infatti, che rientrano nel lotto dei titoli probabili. Per quanto riguarda le nuove valutazioni, invece, credo non sia cambiato quasi nulla e che le compensazioni, se giuste, siano state fatte lo stesso durante gli scrutini dai vari insegnanti». L’Unità d’Italia, intanto, rispunta nelle parole di Erik Lerjefors del liceo scientifico: «Molto probabile considerando le ricorrenze e le polemiche. A preoccuparmi, però, sono tedesco e matematica. Nella mia classe contiamo cinque bocciati, ma non penso sia dovuto al nuovo sistema per l’ammissione». Vittoria Guarda procede per esclusione. «L’anno scorso è uscito un testo in prosa, quindi quest’anno tocca alla poesia. Paura? Sì, del tema di matematica». Riassume tutte le voci di corridoio Luca Battisti: «Pascoli, D’Annunzio o Pirandello per la traccia letteraria, Unità d’Italia per la storica e inquinamento petrolifero per la scientifica». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

lunedì 21 giugno 2010

Peintner: una soluzione per il parking


Alto Adige — 20 giugno 2010 pagina 17 sezione: CRONACA

BOLZANO. La patata bollente della “tassa-parcheggio” per l’ospedale passa nelle mani del nuovo assessore comunale Judith Kofler Peintner. La competenza, infatti, scivola da Klaus Ladinser alla faccia nuova targata Svp e la musica, in apparenza, sembra poter cambiare. «Ho molto a cuore la questione - dichiara - e prometto che troveremo una soluzione. Ancora non so quale possa essere, ma molto presto mi incontrerò con i tecnici e valuteremo insieme come muoverci». Impossibile, quindi, capire se verranno ripristinati i posti blu in superficie oppure se lo scatto al parcheggio sarà ogni mezz’ora anzichè ogni 60 minuti. Nonostante le smentite, comunque, «la nostra intenzione - spiega Kofler-Peintner - è quella di lavorare sulla falsariga di quanto detto da Ladinser nei mesi scorsi. Io stessa, oltretutto, ho potuto valutare di persona la criticità della situazione». Le polemiche e le lamentele, intanto, sono all’ordine del giorno. Sono 15.000, infine, le firme raccolta da una petizione del Ctcu che attendono una risposta che potrebbe arrivare presto: «La prossima settimana ci riuniamo» conferma l’assessore. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

La Sel: «Sale giochi lontane dalle scuole»


Alto Adige — 20 giugno 2010 pagina 16 sezione: CRONACA

BOLZANO. Sale giochi lontane almeno 250 metri lineari da scuole, ospedali, cimiteri, chiese, case di cura, centri giovanili e associazioni che curano le tossicodipendenze. E’ questo uno dei punti della mozione depositata dal consigliere comunale Guido Margheri (Sel) per limitare la diffusione del gioco d’azzardo attraverso una regolamentazione, come già fatto ad Empoli e Padova. La proposta suggerisce anche di ubicare le sale gioco al pianterreno, di dividere gli apparecchi in cui si vincono soldi dagli altri giochi e di non permettere contemporaneità di orario con quello delle scuole. Il documento auspica inoltre l’inasprimento delle sanzioni, la sottoscrizione di una carta etica sul gioco responsabile, un’adeguata formazione e certificazione per i gestori, lezioni per gli studenti e la limitazione del battage pubblicitario. «Anche a Bolzano il gioco d’azzardo è una piaga sociale e il 2% dei cittadini registra dipendenze». ha dichiarato Margheri, attivissimo anche sul fronte dei costi della politica. In un’interpellanza, infatti, il consigliere Sel invita a «destinare in modo pubblico e trasperente l’aumento di indennità del 7% in vigore dall’inizio del mese. Si potrebbe fare lo stesso con i gettoni di presenza, utili a finanziare finalità sociali di interesse pubblico». Chiesta anche una revisione della legge ragionale per una riduzione dei costi della politica. L’assessore comunale al personale Luigi Gallo, intanto, definisce la manovra governativa come «macelleria sociale che colpisce i lavoratori pubblici e tagli i finanziamenti agli enti locali. Aderirò convinto alla sciopero del 25 giugno» (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mafrici: «Subito i lavori»


Alto Adige — 20 giugno 2010 pagina 13 sezione: CRONACA

BOLZANO. A sollevare la questione del dissesto del manto stradale in via Genova e via Alessandria è Francesco Mafrici, neo eletto consigliere della Circoscrizione Don Bosco, in quota Pdl, che si chiede «come mai, ad estate inoltrata, sia ancora tutto da sistemare. Già si parlava di riqualificare queste strade quando sono stati creati i nuovi parchi di Santa Maria in Augia e vicino alle passeggiate, invece non se ne fece nulla». L’asfalto, dunque, avrebbe dovuto essere rifatto qualche tempo fa. «In particolare ci venne garantito che i marciapedi sarebbero stati migliorati e completati. Siamo ancora in attesa». Una situazione che si fa più complicata dopo pioggie e acquazzoni. Negli ultimi giorni, quindi, lungo la strada si potevano incontrare decine di pozzanghere. «Regolarmente - riprende i Mafrici - i pedoni sono costretti dalle pozzanghere a scendere lungo la carreggiata in mezzo alle auto. È evidente che si va incontro a un conseguente aumento della pericolosità per traffico e passanti. Non dimentichiamoci, infatti, che oltre alle biciclette passano pure le carrozzine o le mamme con i bambini e sarebbe giusto permettere loro di passeggiare in sicurezza». In zona, intanto, c’è anche un condominio che attende la costruzione di un muretto divisorio. Proprio sulla curva che da via Alessandria conduce su via Genova sono state montate delle transenne per dividere il piccolo cortile privato di un palazzo dal prato delle Passeggiate.I condomini chiedono, però, la costruzione di un divisorio definitivo: «Potrebbero proseguire naturalmente il muretto che già corre lungo via Alessandria. È più che altro una questione di sicurezza e tranquillità». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Via Genova protesta: asfalto pericoloso strada e marciapiede pieni di buche


Alto Adige — 20 giugno 2010 pagina 13 sezione: CRONACA

BOLZANO. Transitare in biciletta tra via Alessandria e via Genova significa dribblare abilmente buche, sconnessioni e irregolarità dell’asfalto. Dopo la pioggia, poi, la situazione si complica con le decine di pozzanghere che si formano con l’acqua piovana. I residenti del quartiere, però, sono stufi, anche perchè a primavera era prevista la prima riasfaltatura di marciapiede e carreggiata. «È davvero un disastro - il commento di Serafino Brasola - passeggiare in questa zona, così come transitare con la bicicletta. In direzione di via Cagliari, poi, il marciapiede di sinistra a un certo punto si interrompe. Pensare che anni fa in Comune avevo presentato un progetto proprio per la risistemazione dell’asfalto, ma nessuno lo prende in considerazione. Mi auguro che la Circoscrizione sappia essere più incisiva su questo argomento». Francesco Demartis è meno preoccupato: «È vero che ci sono dei problemi, ma il volume di traffico non è di certo elevato. Forse ci si poteva pensare durante i lavori del parco». Luigi Girardi decisamente non se ne cura: «Non ritengo sia un grosso problema, basta andare sulla ciclabile». Enrico Mercuri, invece, abita proprio all’angolo tra via Alessandria e via Genova e di quell’asfalto non ne può più. «Basta guardarlo per rendersi conto che non è regolare una strada in queste condizioni. Sono mesi, poi, che il nostro condominio aspetta un muretto di protezione verso il parco». Riprende la questione la vicina di casa Lucia Masera: «Sarebbe ora di costruire un minimo di divisorio dal prato. Il marciapiede, comunque, è impraticabile e la strada pericolosa con la bici. Hanno rifatto da poco l’asfalto di via Ortles: forse adesso tocca a noi?». Lapalissiano il commento di Luigi Pavanello attento a mantenere l’equilibrio sulle stampelle: «In strada quando c’è un buco c’è un problema. È evidente». Più netto il giudizio di Maria Rosa: «L’asfalto fa schifo. C’è poco da dire, dalle Semirurali in poi hanno fatto decine di lavori, forse sarebbe il momento di farne uno in più». Sabrina Adami allarga le braccia: «Passeggiare su quest’asfalto è improponibile. Ad ogni passo trovi sconnessioni o buche, senza contare che a un certo punto il marciapiede, inspiegabilmente, finisce. In bicicletta? Impossibile». Chiude il cerchio Luciano Soliman che percorre la strada con il nipote proprio in sella alle due ruote. «È pericoloso, specialmente per i bambini piccoli. Sarebbe auspicabile che si spendesse qualche soldo per metterlo in sicurezza». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

domenica 20 giugno 2010

Trilinguismo al liceo. L'ex preside: Gnecchi ha bloccato tutto


Alto Adige — 19 giugno 2010 pagina 20 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il progetto sperimentale della sezione bilingue l’ha visto nascere e seguito sempre da vicino. Marco Mariani, dirigente del liceo classico “Carducci” dal 2003 al 2009 e ora ispettore scolastico in Sovrintendenza chiarisce i perché del blocco della sezione trillingue. Mariani, il progetto si ferma e comincia il balletto delle responsabilità. Quali sono, però, le vere motivazioni? «Prima di stilare la lista è necessaria una premessa. Non si tratta di un fallimento didattico, anzi, i risultati sono di ottima qualità. Purtroppo bisogna fare i conti con l’organico». Mancano, quindi, figure professionali specializzate? «Non è questo il vero nodo. La nostra scuola organizzava l’insegnamento di un’ora settimanale di materia veicolare con le proprie forze. Gli insegnanti che utilizzavano l’inglese erano professori del “Carducci” con master negli Stati Uniti. Solo per il tedesco ci appoggiavamo su un’insegnante delle medie tedesche. Il problema è che ogni singola ora di veicolare necessitava di una compresenza con la titolare della cattedra». Inevitabile la moltiplicazione delle ore. «Esatto, per di più con l’aumentare delle sezioni. In breve la situazione ingenerò incertezza e gli iscritti diminuirono, tanto che al terzo anno avevamo solo metà classe sperimentale». Già ipotizzavate di gettare la spugna? «Ci siamo andati vicini, ma abbiamo deciso di portare avanti il progetto per chi aveva iniziato, sdoppiando una classe a metà tra ordinario e sperimentale». Con ulteriore aumento delle ore. «Già. Solo che l’assessorato Gnecchi decise, nonostante l’aumento demografico, il blocco del numero di insegnanti in provincia. Chiaro che ci venne a mancare la risorsa umana e nel 2006 si optò per la chiusura. Gli insegnanti, però, hanno fatto un lavoro egregio». Nessun problema con i finanziamenti? «Mai mancati. Fu la Rauzi a volere il progetto e sostenne le spese legate alla pianificazione e agli straordinari». Praticabile, comunque, il “prestito” di insegnanti tra le due Sovrintendenze? «Certo, il contratto collettivo dei docenti prevede il completamento in altri istituti del piano orario. Senza distinzioni di gruppo linguistico. Chiaro che il buon senso impone un accordo a livello politico, verificando la volontà». Favorevole, invece, alla formazione di insegnanti ad hoc? «Lo proposi alla Lub in un convegno qualche anno fa. Sarebbe una nuova figura professionale importante. Attenzione, però, che la nostra scuola ha già personale in grado di fare questo lavoro. Basterebbe un censimento sulle specializzazioni degli insegnanti». Il trilinguismo può diventare prassi diffusa? «A patto di armonizzare l’autonomia delle scuole con l’articolo 19 dello Statuto attraverso una regolamentazione della giunta». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Höllrigl: «Disponibili al confronto con il mondo italiano»


Alto Adige — 19 giugno 2010 pagina 20 sezione: CRONACA

BOLZANO. La scuola tedesca, per bocca dell’intendente Peter Höllrigl, tira il freno sullo scambio tra docenti e sperimentazioni trilingui, ma lascia aperto uno spiraglio. «Non ci siamo mai posti il problema, per di più il contratto dei professori non permette tutto questo. Noi, oltretutto, dobbiamo prima pensare a garantire il meglio per l’organico ordinario. Chiaro che se arrivasse una richiesta dalla Sovrintendenza italiana ci fermeremmo a ragionare». Nessun entusiasmo gratuito nemmeno per la formazione di insegnanti specializzati? «Ancora non sappiamo come lo Stato intenda riformare il sistema di scienze della formazione, mi sembra ardito spingersi oltre». Disponibilità, invece, sulle porte scorrevoli tre le graduatorie ad esaurimento delle due intendenze senza penalizzazioni di punti. «Ci stiamo lavorando con attenzione». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Parking ospedale: proteste continue


Alto Adige — 19 giugno 2010 pagina 18 sezione: CRONACA

BOLZANO. La tariffa di 1,20 euro all’ora, la mancanza degli scatti ogni mezz’ora e dei posteggi blu lungo via Böhler promessi dall’amministrazione irritano gli utenti dell’ospedale di Bolzano. Pazienti e visitatori, quindi, alzano la voce. «Basta con l’obolo per analisi, esami, visite e piccoli ricoveri in ospedale». La forte richiesta arriva dagli utenti del nosocomio bolzanino, stufi di sborsare 1,20 l’ora per il parcheggio. Oltre alla tariffa, però, ad irritare sono le promesse mancate sul calcolo dell’effettiva occupazione dello stallo e il ripristino dei posteggi blu a 50 centesimi lungo via Böhler. In gennaio, infatti, il presidente della provincia Luis Durnwlader annunciava «lo scatto della seconda ora e della tariffa di 2,40 euro solo dopo 90 minuti e non più solo per un’ora e un minuto». Più o meno contemporaneamente l’assessore comunale alla mobilità Klaus Ladinser prevedeva «il ripristino di un centinaio di parcheggi blu in via Böhler a 0,50 cents entro fine marzo. Vedrete, se dico una cosa la faccio». Nel frattempo, in un incontro con il Ctcu, l’assessore provinciale Florian Mussner ripeteva «l’intenzione di far pagare solo il tempo di sosta effettiva». Risultato? Ad oggi lo scatto a 2,40 euro avviene dopo un’ora e un minuto e dei parcheggi in superficie a prezzo calmierato nessuna traccia. «Le 15.000 persone che hanno firmato la petizione si sentono prese in giro» commenta Maurizio Albrigo, anima della protesta. «Una situazione ingarbugliata. Certo si tratta di un prezzo alto per chi viene all’ospedale» le parole di Raoul Colciago. «Arrivo da Predazzo per delle analisi - si lamenta Carlo Scarfì - e in quel parcheggio ci dovrei lasciare almeno 6 euro al giorno. Insostenibile, è una vera e propria tassa». Daniel Geremew è preoccupato: «Sono stato ricoverato all’improvviso. Non oso immaginare il conto del parcheggio. Ho visto ospedali in mezza Europa e tutti hanno posteggi a prezzo più basso, qui invece ci sono solo nell’immaginario dei politici». Rocco Del Verme è napoletano e «ho la sensazione che anche qui la logica del guadagno regni sovrana». Massimo Pecchioli ritorna sui posteggi blu esterni: «Sarebbero un’alternativa più comoda». «1,20 l’ora sono francamente un po’ troppi» gli fa eco Ermanno Zocchi. Più “commerciale” l’occhio di Lucio Bressan: «C’è una società che deve pagare i costi di costruzione. Istituire dei posteggi concorrenziali a un prezzo minore mi sembrerebbe scorretto verso gli investitori». L’infermiera Carla Peretto, invece, è perentoria. «Parcheggio caro caro e ancora caro. I miei pazienti se ne lamentano molto e non si calcolano i tempi d’attesa necessari per ogni esame». Micol Göggl e Rossanna Carisia si lamentano alle casse: «5,10 per fare dei banali esami. Assurdo». Zdravko Tancevski guarda agli stipendi: «In tempo di crisi pescare nelle tasche delle persone in difficoltà non è corretto». Della stessa opinione Ferdinand Gherardini. «Lo scatto ogni mezz’ora sarebbe auspicabile», mentre Karl e Sara Untertriefeller ribadiscono che «i posteggi in via Böhler sarebbero una buona alternativa». Chiude la carrellata Paolo Bertolucci, consigliere comunale del Pdl, che propose il documento voto da cui scaturì la promessa di Ladinser. «L’assessore aveva fretta di chiudere il Pum e accettò questa soluzione in cambio del ritiro di altri emendamenti che avrebbero frenato i lavori. Esistono verbali e votazioni di tutto il consiglio che lo testimoniano. La nuova giunta, per fortuna, ha passato la competenza a Judith Kofler Peintner che ha preso a cuore il problema. Qualche spiraglio verso il ripristino dei posteggi si sta aprendo». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

sabato 19 giugno 2010

Il «Città», la finestra sul centro


Alto Adige — 18 giugno 2010 pagina 30 sezione: AGENDA

BOLZANO. Piace perchè è una terrazza sulla città, con una finestra aperta sul mondo. Il bar dell’Hotel Città affacciato su piazza Walther, è un bel biglietto da visita per i turisti. E poi ha una particolarità: 80 giornali per 37 testate in 9 lingue accompagnano nel rito del caffè, mentre dietro le quinte si muove uno staff in cui ciascuno è parte di un meccanismo ben oliato. Eugenio Diamante è il barista della mattina e nessuno meglio di lui conosce umori e personalità del cuore della città e del “Città”. «I bolzanini che amano bere un caffè qui sono tanti. Il fatto che sia il bar di un albergo di prestigio non impedisce le classiche dinamiche da bancone: anche a me capita di raccogliere confidenze e scherzare con i clienti». Eugenio conosce bene i gusti dei concittadini: «Espresso per la più classica delle pause caffè, ma anche tanti aperitivi con stuzzichini». Al bancone troneggia una piccola fontanella coronata da bicchieri: da lì zampilla l’acqua del sindaco, per dissetarsi nel modo più naturale ed economico. Fondamentale, comunque, l’elemento scenografico del dehors affacciato su piazza Walther aperto pure durante i mesi invernali grazie alla chiusura “finestrata”. «Una soluzione - spiega il gestore dell’albergo, Francesco D’Onofrio - che funziona molto bene e piace ai clienti. L’importante, però, è la filosofia che sta alla base nostro bar: all’imperante cultura del “coffe to go” americano contrapponiamo il “coffe to stay”. La tazzina d’espresso deve essere un momento da dedicarsi e non un semplice pit-stop». Il valore dell’organizzazione del lavoro, la spiega il responsabile Matteo Natidio: «Gran merito ai nostri baristi: devono essere capaci di coniugare l’alta professionalità con la disponibilità tipica in un bar». I clienti, intanto, sfilano con un giornale in mano. «E’ il bello di questo posto - dice Celestino Girardi - perché con tutte le testate offerte, tra cui quelle straniere, ci si può veramente formare un’opinione precisa sugli avvenimenti mondiali in pochi minuti. Non esiste nulla di simile in città». Idee condivise da Tschicky Varesco: «Quest’offerta di stampa internazionale contribuisce a creare un’atmosfera particolare: vedere, per esempio, una giapponese intenta a leggere un giornale scritto in ideogrammi regala una sensazione di internazionalità». Come molti clienti anche Varesco è abitudinario: «Preferisco mettermi sugli sgabelli a ridosso delle vetrate e non in terrazza, dove generalmente ci sono molti turisti. Immancabile, poi, l’espresso di rito». Chi in terrazza si siede volentieri, invece, è Judith Trocker: «Vengo più volte al giorno per caffè e aperitivo. Nelle giornate di sole, poi, è fantastico sedersi all’aperto e osservare il cuore di Bolzano». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

Seab, le tariffe non saliranno


Alto Adige — 18 giugno 2010 pagina 14 sezione: CRONACA

BOLZANO. La Seab festeggia il decennale e butta lo sguardo verso il futuro. Quello a breve termine dovrebbe chiamarsi “raccolta condominiale del residuo”, ossia il piano rifiuti che ha fatto discutere. C’è chi teme un innalzamento delle tariffe. Un fiore all’occhiello della Seab, però, sarebbe il mantenimento delle bollette al di sotto del 22,3% di inflazione calcolato dall’Astat. Sarà così anche in futuro? «Il nostro obiettivo - spiega Francesco Gallina, responsabile del settore rifiuti - è quello di non aumentare i prezzi e contenere i costi, anche in virtù delle nuove opportunità fornite dall’inceneritore». Nessuna certezza sulle tempistiche: «Il progetto è stato approvato dal consiglio comunale, ora attendiamo il regolamento d’attuazione». Non mancano, intanto, le celebrazioni per i risultati raggiunti in questi dieci anni. «La Seab - ho dichiarato il sindaco Luigi Spagnolli - funziona molto bene». A fronte di tanti elogi, però, nessun accenno alla possibilità che i dirigenti di Seab possano passare in breve da tre ad uno. Delicata pure la questione parcheggi che nel grafico dei risultati per settore rappresenta la seconda voce di guadagno. Tra le tappe salienti della vita dell’azienda, infatti, fa capolino nel 2005 la partecipazione alla costruzione di Hospital Parking. Un parcheggio, oggi provinciale, maldigerito dai bolzanini che aspettano i posteggi blu di superficie promessi da Klaus Ladinser a tariffa calmierata. Impossibile, però conoscere le intenzioni dell’amministrazione. «Oggi festeggiamo solo il decennale della Seab» ha risposto piccato l’assessore. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mussner: riaprire il passaggio


Alto Adige — 17 giugno 2010 pagina 17 sezione: CRONACA

BOLZANO. “La Provincia ritiene opportuno che il transito lungo la strada consorziale che da Firmian conduce alla struttura per lungodegenti venga garantito”. Questa la risposta lapidaria dell’assessore provinciale ai lavori pubblici Florian Mussner all’interrogazione presentata dai Verdi che ha aperto il caso del passaggio chiuso verso la struttura di via Bivio. Una dichiarazione d’intenti incoraggiante per chi auspica una riapertura in virtù della servitù pubblica o, in alternativa, cerca un compromesso con il Consorzio foce Passirio foce Isarco proprietario della stradina. La doccia fredda, però, arriva in testa e in coda della comunicazione ufficiale. La premessa, infatti, è che la strada risulta tavolarmente di proprietà del Consorzio e, pertanto, l’eventuale transito di pedoni e biciclette è totalmente demandato alle decisioni degli agricoltori. Alla fine della risposta ufficiale, inoltre, viene rimarcato il piccolo margine di manovra dell’amministrazione provinciale “essendo le ciclabili di competenza comunale o delle comunità comprensoriali in caso di tracciati extracomunali“. La palla, dunque, viene rapidamente rimessa nel campo del Comune e lo stesso Mussner conferma l’orientamento provinciale. «Sul piano delle intenzioni - le parole dell’assessore Svp - la giunta provinciale riterrebbe opportuno tenere aperto il passaggio. È altrettanto chiaro, però, che il massimo che possiamo fare è porci come interlocutori per una mediazione tra il Consorzio e la sruttura dei lungodegenti». La competenza, però, è strettamente comunale: «Certo, le ciclabili fanno riferimento a piazza Municipio. Ovvio che se ci fosse l’opportunità di dare un sostegno non ci tireremmo indietro, ma prima deve muoversi il Comune. Discorso identico per la ciclabile lungo via Castel Firmiano». Nella stessa interrogazione, però, viene riportata la testimonianza di alcuni cittadini che, rivoltisi al Comune per lamentare la chiusura, si sono sentiti rispondere “che l’amministrazione comunale non è competente per questo accesso bensì, in misura rilevante, la Provincia”. «Credo - ribatte Mussner - si sia trattato di un errore» La risposta della Provincia, comunque, viene salutata con entusiasmo dalla vice direttrice della struttura per lungodegenti Luisa Moretto. «Gli enti si stanno muovendo per una soluzione condivisa. Passare in bicicletta per via Castel Firmiano, infatti, oggi è pericolosissimo. Andando verso via Resia possiamo contare su un minimo di battistrada che costeggia il distributore, ma muovendosi in direzione Frangarto sfrecciano i mezzi a pochi centimetri dal manubrio. Non solo, alla sera non esiste illuminazione, se non la flebile luce che arriva dall’autolavaggio o dal magazzino delle mele». Il centro, comunque, è aperto a ogni possibile soluzione: «Sarebbe bello poter arrivare a un compromesso con il Consorzio, ma dopo un primo contatto non abbiamo sentito più nulla. Andrebbe benissimo anche la realizzazione della pista ciclabile lungo via Castel Firmiano. La stradina consorziale, comunque, non rappresenta solo una tratta d’accesso, ma per buona parte dei nostri 120 ospiti era anche un’occasione per fare una passeggiata con i propri familiari». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Commissione d inchiesta della Provincia


Alto Adige — 17 giugno 2010 pagina 11 sezione: CRONACA

BOLZANO. Si farà la commissione d’inchiesta provinciale sulle presunti tangenti all’Ipes. A richiederla ufficialmente sono stati i Freiheitlichen durante la seduta del consiglio a Bolzano. La proposta, comunque, ha subito raccolto consensi trasversali dato che il documento dei Freiheitlichen è stato firmato da Svp, Pd, Pdl, Südtiroler Freiheit, Union für Südtirol, Lega Nord e Unitalia. La commissione d’inchiesta, quindi, è praticamente pronta a partire. Il consigliere provinciale Pius Leitner, inoltre, chiede con forza che venga chiarito se all’interno dell’Ipes vi siano «solo alcune mele marce, oppure se le irregolarità siano da considerare sistematiche». Compito principale della commissione provinciale, comunque, sarà quello di chiarire eventuali danni per la mano pubblica e per i contribuenti. Da verificare in profondità anche il meccanismo interno all’Istituto e il sistema dei controlli. Sulla commissione, come detto, si registra anche l’adesione della Stella Alpina. «Non si tratta - dichiara il capogruppo Svp Elmar Pichler Rolle - di una questione di maggioranza e opposizione ma di una problematica che riguarda tutti i cittadini». Un’iniziativa, comunque, che non si andrà a sovrappore con il lavoro dei magistrati. «Il compito della magistratura - riprende Pichler Rolle - è quello di verificare la presenza di reati penali, mentre la commissione d’inchiesta del consiglio provinciale dovrà chiarire come e secondo quali meccanismi queste irregolarità siano potute avvenire». Sempre all’interno dei Freiheitlichen prende posizione anche il consigliere comunale di Merano Thomas Peintner che stigmatizza il comportamento dei funzionari Ipes. «Ogni anno l’Istituto spende 4 milioni di euro per i lavori di manutenzione. Non è ammissibile che una tale massa di denaro venga gestita da un unico funzionario con poteri preosschè illimitati». L’architrave dell’organizzazione, logicamente, è il sistema degli appalti truccati. «C’era una singola persona che in completa autonomia decideva quali aziende potevano aspirare ad ottenere i lavori. Un sistema palesemente ingiusto». Peintner prende le difese di quel mondo artigianale che sistematicamente veniva escluso dai lavori dell’Ipes. «Anche un pittore di Merano, un idraulico di Lagundo o un giardiniere di Lana devono poter lavorare con un’istituzione che si regge sui soldi dei canoni d’affitto e sulle rette dei contribuenti». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cocaina e cannabis nell aria


Alto Adige — 17 giugno 2010 pagina 16 sezione: CRONACA

BOLZANO. Cocaina, cannabinoidi e nicotina nell’aria di Bolzano. A svelarlo è una ricerca sperimentale realizzata dal Centro Nazionale di Ricerca in collaborazione con l’Agenzia Provinciale per l’Ambiente. Insieme alle più note sostanze inquinanti Pm10, benzo (a) pyrene e Ipa (idrocarburi) nell’atmosfera della conca fluttuano composti, anche abbastanza consistenti, di sostanze stupefacenti. I valori, rilevati dalla centralina di piazza Adriano nell’arco di due settimane nel giugno 2009, si attestano sui 0.010 ng/m² per la cocaina, 10.9 per la nicotina, 0,22 per la caffeina e 0,011 per i cannabinoidi. Numeri che, paragonati allo 0.049 di benzo (a) pyrene, 1.4 di Ipa e 14.4 di Pm10, denotano una certa diffusione degli stupefacenti “aerei”. A scanso di facili allarmismi, però, non è ancora dimostrabile una relazione proporzionale certa tra consumo di droga e presenza dei loro composti nell’aria, così come non esistono conseguenze negative provate scientificamente sulla salute dell’uomo in caso di inalazione. Angelo Cecinato, coordinatore dello studio per il Cnr di Roma, si muove con i piedi di piombo. «È vero che non esiste nessuna conferma, ma è altrettanto corretto dire che ancora non è stato possibile effettuare studi approfonditi che possano dare un’indicazione di massima. La tabella rappresenta uno studio sperimentale: ora contiamo di allargare lo spettro d’indagine. Intendiamo rispondere alle domande sull’effettiva proporzionalità tra presenza nell’aria e diffusione e capire se ci possano essere conseguenze sanitarie. Alcuni dati, però, fanno riflettere, basti pensare che ci sono stupefacenti che hanno una concentrazione di dieci o cento volte maggiore rispetto alle tanto chiaccherate diossine». Relativamente a Bolzano, comunque, Cecinato propone alcune considerazioni. «Cocaina e cannabinoidi, in relazione ad altre città, possono essere considerate basse. La nicotina, invece, presenta valori piuttosto alti». Tra le città analizzate c’è anche la vicina Trento e il raffronto tra le due province autonome mette in evidenza come Bolzano superi sistematicamente il capoluogo trentino nei valori di stupefacenti nell’aria. Di contro, però, la nostra città può vantare dati migliori a tutte le voci relative agli inquinanti, centrando addirittura un -9,6% sulle Pm10. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si è spento martedì Aurelio Carti Il circolo Walter Masetti in lutto


Alto Adige — 17 giugno 2010 pagina 17 sezione: CRONACA

BOLZANO. Per tutti era Elio e lo trovavi fisso dietro ai fornelli dell’amato circolo Masetti: trippa e frittura le sue specialità. Aurelio Carti, macellaio figlio di una famiglia operaia conosciuta in città, incarnava la genuinità dello spirito della amata Don Bosco. Una delle prime tessere del “Masetti” è stata staccata per lui. Aurelio Carti era un’ anima storica del circolo di via Resia, dove prestava volontariato attivo da anni. Si è spento martedì lasciando la moglie Imma, i figli Tania e Claudio e i fratelli Gino e Roberto, da anni dirigente del circolo. Sepp De Vivo, voce del “Masetti”, intende ricordare prima di tutto un amico. «È stato lui a portare la famosa trippa del Masetti. Era una ricetta della mamma che Elio ha sdoganato per le feste invernali. In estate, invece, tutti lo ricordano come responsabile delle fritture di pesce al tendone del parco Europa». Carti, però, non era solo un socio attivo di uno dei circoli culturali più importanti della città. «Figlio di una famiglia operaia - racconta De Vivo - incarnava lo spirito della sua amata Don Bosco. Di professione era macellaio, per qualche tempo ha fatto l’operaio poi ha lavorato in Comune. Solo un anno fa aveva fatto il cammino per Santiago poi il male se l’è portato via». Il funerale si terrà domani alle 11 presso la Sala del Commiato del cimitero di Bolzano. Niente fiori, ma offerte all’associazione Ail Iban IT 69 Z 03002 03278 000400543111 (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

mercoledì 16 giugno 2010

Prima prova d'esame alle medie. Tema per 531 alunni


Alto Adige — 15 giugno 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. In attesa della maturità ad aprire la “stagione degli esami” ci hanno pensato ieri gli alunni delle scuole medie. A presentarsi davanti al foglio protocollato della prova di italiano sono stati 531 alunni per 7 scuole. Regolare lo svolgimento in tutti gli istituti di una prima prova che è diversa rispetto alla maturità. Non esistono, infatti, le tracce statali, ma ogni singolo istituto è autonomo. Interessante scoprire alcune delle tematiche proposte. «Il primo tema - racconta Giulio Clamer, dirigente dell’Istituto Comprensivo Bolzano I e presidente esterno di commissione alla scuola “Alfieri” - era relativo a un progetto scolastico svolto dai ragazzi durante l’anno. La seconda traccia invitava gli alunni a rivolgere una lettera al proprio dirigente scolastico in cui riportare un aspetto critico della propria scuola. Nel terzo, infine, libero sfogo alla fantasia con il famoso genio della lampada». Roberto Culpo, insegnante, racconta le tracce della “Foscolo”. «I primi due riguardano la sfera personale, con una valutazione dell’età adolescenziale. La terza proposta, invece, invita i candidati a “recensire” un film o uno spettacolo». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Scuola, approvata la riforma. Tre indirizzi alle superiori


Alto Adige — 15 giugno 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. L’impalcatura della riforma Gelmini per la scuola superiore sarà recepita anche in Alto Adige. Dall’anno scolastico 2011/2012 i macro indirizzi saranno tre: licei, istituti tecnici e formazione professionale. Approvato ieri, infatti, il ddl in giunta che a settembre approderà in consiglio provinciale. L’assessore provinciale Christian Tommasini, però, garantisce: «È nostra intenzione non fare alcun taglio del personale. Gli istituti professionali saranno coordinati con la formazione professionale». Nonostante l’anno di ritardo, comunque, gli studenti altoatesini saranno riallineati al resto d’Italia. Approvato ieri in giunta provinciale il disegno di legge relativo alla riforma scolastica che partirà in Alto Adige nell’anno 2011/2012, dodici mesi dopo rispetto al resto d’Italia. Accettato in blocco il documento uscito dal consiglio scolastico provinciale con l’aggiunta di una frase significativa. «Abbiamo inserito - spiega l’assessore provinciale alla scuola italiana Christian Tommasini - l’impegno di formare cittadini plurilingui e padroni delle nuove tecnologie». Prevista nel ddl la contrazione degli indirizzi in tre macrosettori corrispondenti ai licei, gli istituti tecnici e la formazione professionale. Proprio quest’ultima, specificità del territorio altoatesino, dovrebbe inglobare anche gli istituti professionali. «L’intenzione - riprende Tommasini - è quella di creare un migliore coordinamento del settore professionale tra la formazione e gli istituti. C’è la ferma intenzione, comunque, di non effettuare tagli del personale a tutti i livelli. Adesso il ddl passerà alle commissioni legislative, poi in settembre alla discussione del consiglio provinciale e, a gennaio, alla redazione dell’offerta formativa. In questi giorni, quindi, abbiamo confermato l’impalcatura di massima, tra settembre e gennaio si entrerà nel vivo. Porremmo grande attenzione al percorso triennale della qualifica professionale». Rassicuranti, comunque, le previsioni a livello occupazionale: «È un nostro preciso obiettivo - ripete Tommasini - evitare tagli». In linea di massima i licei dovrebbero passare da 450 indirizzi a sei, gli istituti tecnici da dieci settori a due, quelli professionali da cinque a due. Un aspetto sicuro è che, nonostante la partenza ritardata,i nostri studenti saranno riallineati al percorso nazionale e svolgeranno la maturità 2015 con un ordinamento in tutto e per tutto uguale a quello del resto d’Italia in partenza già a settembre. Soddisfatto dell’approvazione del ddl il presidente della Provincia Luis Durnwalder. «Siamo riusciti a recepire la normativa nazionale, mantenendo un occhio di riguardo per le nostre specificità». La nuova riforma, inoltre, potrebbe portare una semplificazione dell’orientamento. «Sicuramente - conclude Tommasini - porteremo avanti il dialogo con i settori economici per valutare le esigenze del mercato. Ripeto, comunque, che sulla scuola la Provincia ha competenza secondaria e quindi siamo costretti a recepire nell’impalcato generale la riforma Gelmini». © RIPRODUZIONE RISERVAT

Homies4Life, il rap al servizio dei giovani


BOLZANO. Il coraggio di utilizzare un genere di protesta tipicamente americano per descrivere l’Alto Adige. Ecco il mix di originalità che ha portato questi rapper nostrani a calcare il palco della finale di Upload con la loro “Graue Sonne”, capace di portare il genere all’attenzione di un territorio dove tradizionalmente incontra delle difficoltà. Praticamente dal giorno di apertura del sondaggio su www.altoadige.it, inoltre, gli “Homies4Life” dominano la classifica e si avvicinano sempre più al posto nelle serate finali che il nostro sondaggio mette in palio. Il brano iscritto presenta un groove piuttosto semplice che accompagna lo stile aggressivo tipico dell’hip-hop, genere che richiede sempre un’attenzione particolare alla forma testuale e al contenuto veicolato. Un messaggio da parte di giovani che individuano i punti deboli, dalla cultura alla politica passando per la società, di una terra che dimostrano di amare. Un’accusa che invita tutti a non dare per scontato l’appellativo, ormai quasi proverbiale e assodato, di “paese delle favole”. Dopo quattro anni di attività il rapper di riferimento Manuel Profunser produce un primo cd di sedici tracce, seguito in breve tempo da “Guess who’s back” (venti brani) e “Der Rapper”, finalmente registrato in studio, entrambi con l’aiuto di Cristoph Gesta Prugger e Peter Destroya Schweigkofler. Da quel momento gli “Homies4Life” hanno girato in lungo e in largo tutti i palchi di questa provincia e sono quindi prontissimi a giocare in casa. «Per noi - raccontano - non c’è nessuna distinzione tra l’esibizione in una stanza con i nostri amici, un concerto benefico o un concorso internazionale. Ci interessa solo fare musica con il massimo impegno». Di buon senso anche gli auspici per la loro carriera: «Chiaro che ci piacerebbe diventare delle star internazionali oppure vivere di musica. L’importante, però, è poter dare voce al pensiero dei giovani attraverso le nostre canzoni e per questo pretendiamo da tutti coloro che desiderano collaborare con noi uno sguardo critico e attento della realtà e della musica che ci circonda». WWW.ALTOADIGE.IT Votate fino al 17 giugno Il conto alla rovescia di Upload riguarda anche la votazione online dei nostri lettori, che su www.altoadige.it possono scegliere il brano preferito e mandarlo direttamente sul palco della finalissima, il 18 e 19 giugno. Ieri i voti dei nostri lettori hanno quasi raggiunto la cifra di 1800 e questa classifica vedeva in vetta proprio i bolzanini Homies4Life che presentiamo in questa ultima puntata della vetrina su dodici finalisti. Al secondo posto i Med in Itali. Per votare è sufficiente entrare nel sito del giornale www.altoadige.it, cliccare su “musica” ed entrare nella pagina dedicata al concorso. Se la band scelta dai lettori non dovesse figurare fra i quattro finalisti che la giuria sceglierà giovedì, entrerà comunque di diritto nella finale. - Alan Conti

martedì 15 giugno 2010

«Biagio Conte e i maggiordomi» portano il sound del Sud


Alto Adige — 14 giugno 2010 pagina 17 sezione: ALTRE

BOLZANO. «Che ridere mi fa»: un titolo una garanzia per il brano di questa band romana che fa dell’originalità e del divertimento un aspetto fondamentale della propria musica. Il tutto senza tralasciare la componente prettamente musicale del brano. È proprio una risata, infatti, ad aprire una canzone dai tratti melodici fortemente rock che accompagnano le parole del testo. A evitare l’effetto ripetitivo del suono si colgono intermezzi strumentali innovativi e interessanti: lo stesso ritornello viene, con una scelta piuttosto originale, lasciato sospeso in un attimo musicale molto delicato. Non mancano le citazioni da cogliere come il piccolo coro incastrato a circa metà canzone. Un pezzo, insomma, capace di strapparvi un sorriso senza scadere nella comicità pagliaccesca ma offrendo, invece, autentici spunti di riflessione. Su internet, inoltre, è possibile trovare anche il simpatico e irriverente video del brano. Il gruppo è fondato nel 2009 dal cantautore salernitano Biagio Conte, accompagnato dai suoi «maggiordomi», ovvero il bassista Roberto Battilocchi, il chitarrista Mirko Mancini, il batterista Claudio Gatta il tastierista Santo Tringali. In pochissimo tempo i «Biagio Conte e i maggiordomi» hanno accumulato un discreto numero di concerti nei dintorni di Roma e Salerno. Nel loro repertorio molto spazio alla musica d’autore, cui si ispirano dichiaratamente, senza perdere di vista le proprie radici nella musica del Sud Italia, valorizzata e riproposta in più versioni. Interessante il logo della band: un cameriere che, con un elegante guanto bianco, porge professionalmente un disco in vinile. Da sottolineare, inoltre, nel loro programma estivo 2009, le «aperture» dei concerti dei «Marlene Kuntz» a Monte San Giacomo e dei «Motel Connection» a Sant’Arsenio, entrambi nel salernitano. È di pochi giorni fa, invece, l’esibizione della band al Metting del mare di Camerota nella stessa serata del concerto di «Elio e le storie tese», in una serata ricca di soddisfazioni. I contatti con i grandi artisti, insomma, sono frequenti e a Upload i «Biagio Conte e i maggiordomi» avranno anche l’occasione di incontrare nuovamente Cristiano Godano, il leader dei Marlene Kuntz. - Alan Conti

domenica 13 giugno 2010

Un pullman per Roma


Alto Adige — 11 giugno 2010 pagina 21 sezione: CRONACA

BOLZANO. La Cgil bolzanina sta organizzando una trasferta in pullman per Roma in occasione della manifestazione nazionale di sabato pomeriggio, con appuntamento clou alle 15 in piazza della Repubblica. Il 25 giugno, invece, è in programma lo sciopero generale dei lavoratori del settore pubblico e privato di 4 ore cui aderirà anche la sezione altoatesina. Informazioni allo 0471/926411. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cgil: «Manovra da 140 milioni»


Alto Adige — 11 giugno 2010 pagina 21 sezione: CRONACA

BOLZANO. La manovra fiscale costerà all’Alto Adige 140 milioni di euro. A dirlo è la Cgil in una conferenza stampa tenuta nella sala “Guastalli” di viale Trieste per presentare le azioni di protesta contro le ultime scelte del governo. «Dallo Stato alla Provincia - le parole del segretario provinciale Lorenzo Sola - verranno traseriti 80 milioni di euro in meno e a questi vanno aggiunti 60 milioni di mancato introito fiscale. Tutto questo, ovviamente, significa un taglio deciso alla spesa sociale, meno risorse per lo sviluppo e più costi per le fasce deboli». L’opposizione del sindacato, comunque, si allarga anche alle altre misure della manovra, a partire dal congelamento dei salari pubblici fino al 2013 all’interno della pubblica amministrazione e della scuola. «A questo, logicamente, si aggiunge il taglio del 50% della spesa 2009 dello Stato per il personale a tempo determinato e per i co.co.co che provocherà gravi ripercussioni sul funzionamento dei prossimi anni scolastici. Il congelamento del turn-over e il licenziamento di metà dei precari sono logiche conseguenze di un sistema che danneggerà in particolare i giovani e le donne». Male anche le pensioni «con lo slittamento di un anno per chi ha maturato il diritto, riducendo la salvaguardia della mobilità». Fa molto discutere il taglio degli enti inutili. «Il 40% degli enti pubblici - continua Sola - di ricerca verrà chiuso, soffriranno gli istituti previdenziali e si riducono del 50% i finanziamenti alle fondazioni culturali e musicali. Soffriranno anche le nostre associazioni». Tempi difficili anche per le concessioni delle pensioni di invalidità «erogate solo a chi avrà una percentuale dell’80% e non più del 74% come prima. In una terra come la nostra si tratta di una misura eccessiva visto che le truffe allo Stato non sono di certo all’ordine del giorno». A completare il quadro un nuovo condono edilizio denominato “sanatoria catastale”. «Entro il 31 dicembre i titolari di fabbricati non censiti, individuati attraverso la mappatura fotografica del territorio, hanno l’obbligo di denunciare l’immobile e farlo accatastare pagando un terzo della rendita. Dopo la regolarizzazione all’edificio verrà attribuita una rendita presunta». Critica tagliente anche sulla quota chiesta ai parlamentari e l’annunciata lotta all’evasione. «La cifra che sarà decurtata agli onorevoli è solo simbolica. Giusto, invece, reintrodurre la tracciabilità dei pagamenti in contanti, ma nel concreto della lotta al sommerso si fa poco». Il giudizio complessivo, quindi, non può che essere negativo: «Si colpiscono solo i lavoratori, i precari e i pensionati, categorie di certo non responsabili di questo stato di sofferenza». Dopo l’analisi critica pronta anche una controproposta: «Bene il principio di chiamare tutti i cittadini a partecipare al risanamento - conclude Scola - ma ci vuole il rispetto di una progressione in base al redditto». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un furgone investe madre e figlia


Alto Adige — 11 giugno 2010 pagina 23 sezione: CRONACA

BOLZANO. Incidente ieri mattina sulle strisce pedonali all’incrocio tra via Firenze e via Valdagno. Verso le 11.30 un furgone Fiat Ducato bianco con targa austriaca ha investito due donne nei pressi dell’agenzia viaggi “Zucchi”. Il conducente, un bolzanino di lingua italiana, stava svoltando nella piccola strada che unisce via Firenze e via Verona e non si è accorto delle due signore, madre e figlia rispettivamente di 70 e 57 anni, centrandole con il mezzo. L’autista del furgone ha dichiarato alla polizia municipale di essersi accorto solo all’ultimo istante della presenza dei due pedoni, trovandosi nell’impossibilità di frenare in modo efficace. Entrambe le vittime, residenti in città, sono state trovate in evidente stato di shock ma non in condizioni preoccupanti. Nell’urto, infatti, la madre ha trascinato a terra la figlia provocandole alcune ferite ed escoriazioni. Entrambe, invece, hanno accusato un colpo alla testa di lieve entità. Le prime cure sono state apportate dalla Croce Rossa, giunta sul posto dopo tre minuti. Le due donne sono state poi trasportate al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bolzano per ulteriori accertamenti. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vende pollo avariato: denunciato


Alto Adige — 11 giugno 2010 pagina 22 sezione: CRONACA

BOLZANO. Ordina un pollo e glielo consegnano avariato con i vermi all’interno. Immediata la denuncia del locale da parte di H.E., un ragazzo di 21 anni che si è recato ieri mattina in una pizzeria take away verso le 10.45 per placare i morsi della fame. Insieme a tre amici si è seduto al tavolino ordinando un mezzo pollo. «Mi ero anche premurato di chiedere espressamente se si trattasse di un prodotto fresco, ricevendo ampie rassicurazioni». A quel punto l’inserviente cinese inserisce la carne nel forno microonde e la fa scaldare per qualche minuto. «Una volta arrivato il piatto - racconta il ragazzo - ho cominciato a mangiare diversi bocconi, ma a un certo punto con il coltello ho tagliato una piccola sacca da dove sono fuoriusciti alcuni vermi bianchi. Ho sputato e sono subito corso in bagno». A quel punto è scattata immediata la chiamata al 113 che è intervenuto in pochi minuti. «Il cameriere continuava a pregarmi di non chiamare le forze dell’ordine, proponendomi un accordo privato, ma non ho voluto sentire ragioni. Più tardi ci ha raggiunto anche il titolare italiano del locale». Il pezzo di pollo, però, era già stato occultato: «Nel tentativo di sciacquarmi la bocca sono andato qualche minuto al vicino bar per bere un poco di caffè con il limone e, una volta tornato, la carne era stata fatta sparire dall’inserviente». Dal punto di vista sanitario la situazione di H.E. non dovrebbe essere critica. «All’ospedale mi hanno dato una prognosi di tre giorni, pregandomi di allertarli se dovessi sentire dolore. Passato il periodo potrò effettuare delle analisi del sangue che possano dirmi se ci sono state reazioni particolari». Nel frattempo, però, il giovane promette battaglia: «Si immagini il senso di nausea che ho provato in quegli istanti. Dopo la denuncia è mia intenzione fare causa. Una cosa è sicura: da oggi in avanti niente più carne di pollo». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

Il titolare: «Era origano»


Alto Adige — 11 giugno 2010 pagina 22 sezione: CRONACA

BOLZANO. È molto risentito il titolare della pizzeria che ha servito il pollo con dentro i vermi a un giovane ieri mattina. La versione del ragazzo, comunque, viene smentita su tutta la linea. «Non esiste alcun pollo con i vermi - precisa - si trattava unicamente del ripieno abituale di origano e rosmarino. La carne è stata lavorata proprio questa mattina e siamo assolutamente certi che non si tratti di un prodotto avariato o di scadente qualità». Il ragazzo, insomma, si è fatto suggestionare. «Non capisco cosa possa aver visto da farsi spaventare così tanto e creare questo trambusto. So che sono intervenute le forze dell’ordine e l’Asl e anche a loro abbiamo spiegato l’incomprensione. Faranno le loro analisi e vedrete che il giovane si sbagliava di grosso». Secondo la versione della vittima, però, non esisterebbe più il pezzo di carne, fatto sparire in fretta e furia durante la sua assenza per andare a sciacquarsi la bocca nel bar vicino. «Non abbiamo nulla da aggiungere su questo, così come non corrisponde alla verità la richiesta di giungere a una conciliazione privata» (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

venerdì 11 giugno 2010

«Personale tagliato del 10%»


BOLZANO. La conferenza stampa di ieri è stata l’occasione per una radiografia del servizio di logopedia, guidato dal primario Peter Zelger. La scure dei tagli si è fatta sentire. «Abbiamo calato il personale del 10% - spiega Zelger - e oggi contiamo su 28 assunti regolari che coprono 21,35 posti. Facciamo, comunque, 3.462 screening l’anno sui bimbi». Possibile mantenere questi numeri? «Dobbiamo provarci e rimanere omogenei nei tempi d’attesa dei vari ospedali tra i 4 e i 6 mesi. Abbiamo abbandonato la strada della presa in carico individualizzata per un lavoro di team che agisca attentamente solo sui pazienti che ne hanno necessità». (a.c.) 72

Spinelli: «Attenzione alla viabilità»


Alto Adige — 10 giugno 2010 pagina 18 sezione: CRONACA

BOLZANO. È soddisfatto per la probabile riconferma e riparte con entusiasmo. Lorenzo Spinelli (Pdl), presidente uscente, è pronto a tornare alla guida del quartiere Europa-Novacella, incassando attestati di stima bipartisan per il suo operato. «Nulla di ufficiale, ma si tratta di un premio a tutto il vecchio consiglio. Farne una questione politica, comunque, non è corretto perchè abbiamo sempre cercato di valutare le singole situazioni al di là delle possibili polemiche. La funzione della Circoscrizione deve essere più libera rispetto al Comune. Il solo discrimine, infatti, è rappresentato dalla validità o meno delle singole proposte». La prossima legislatura, però, prevede una lunga lista di opere da portare a termine. «Sicuramente l’incrocio tra via Milano e via Palermo verrà riqualificato con nuove corsie per la svolta. Si tratta di un tratto molto trafficato nelle ore di punta e diventa necessario snellirlo. Lo spazio sarà ricavato dal restringimento del marciapiede». Migliorie in vista anche nei parchi. «L’area verde tra viale Europa e via Visitazione necessita di un intervento di restyling perchè al momento è un poco lasciato andare. Il tratto di verde tra via Bassano e ponte Roma (dove si trova la statua dei cavalli, per intenderci) va sistemato una volta terminati i lavori di riqualificazione del ponte». Non manca, logicamente, una riflessione sull’area dell’Aeronautica in via Novacella: «Dobbiamo assolutamente evitare la cementificazione selvaggia e batterci perchè quello rimanga uno spazio pubblico a disposizione della gente del quartiere». Vecchio cruccio del presidente, comunque, rimane piazza Matteotti, dal busto dell’eroe nazionale in poi. «Vero - sorride - adesso mi piacerebbe ravvivarla e ridarle la funzione di aggregatore sociale che aveva in passato. Per questo ci vorrebbe una nuova pavimentazione, ma non è così semplice perchè le lastre vengono danneggiate dal mercato del giovedì con il passaggio dei furgoni». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Europa chiede mensa e biblioteca


Alto Adige — 10 giugno 2010 pagina 18 sezione: CRONACA

BOLZANO. Ruota tutta attorno all’area verde di via Novacella la nuova consigliatura del quartiere Europa-Novacella. Diversi problemi, infatti, potrebbero trovare soluzione in questa porzione di terreno al centro di passaggi di competenza tra Demanio, Provincia e, forse, Comune. Al quartiere, infatti, manca una mensa per anziani, nonstante sia quello dall’età media più elevata, e una biblioteca, in vista del trasferimento della raccolta ospitata alle “Manzoni”. Non solo, si tratta anche della Circoscrizione con meno verde pubblico a disposizione, nonostante l’elevata densità. In un sol colpo, dunque, un progetto immerso nel verde che riqualifichi la struttura ex-aeronautica con un polo dove dare spazio a biblioteca e mensa risolverebbe tutti i problemi. Si bonificherebbe, per di più, una zona come via Rovigo dove si trova molto amianto sui tetti. Non è un caso, quindi, che tutti i consiglieri puntino forte su questa soluzione. «In via Novacella - comincia Francesca Maffei (Verdi) - la situazione è ancora piuttosto bloccata, ma è evidente che c’è bisogno di una mensa e della biblioteca. Bene, invece, la possibilità di mandare il nostro presidente nella commissione del “Cristallo”». «L’importante - le fa eco Carlo Visigalli (Pd) - è mantenere quell’area a disposizione della gente del quartiere. Già Europa scarseggia di verde pubblico, vedere ulteriori cementificazioni non sarebbe bello. Se poi si riuscisse a trovare posto anche per la biblioteca tanto meglio. Abbiamo intenzione, oltretutto, di effettuare una mappatura di tutti gli esercizi commerciali per individuare eventuali barriere architettoniche da eliminare». La compagna di partito Monica Bancaro si spinge più in là: «In collaborazione con l’Unione Ciechi e Ipovedenti abbiamo pensato anche a un percorso tattile in piazza Matteotti sulla falsariga di quanto fatto in piazza Domenicani. Sul verde di via Novacella penso che a breve la Provincia ne acquisirà la competenza e cominceremo a parlarne compiutamente. L’assessore Maria Chiara Pasquali, comunque, aveva appoggiato il nostro progetto per mensa e biblioteca. Non è possibile, infatti, che i tanti anziani del quartiere vadano a mangiare a Don Bosco. Sul piano del traffico, invece, contiamo molto sulle novità introdotte da Masterplan e Piano della Mobilità». Meno ottimista Livia Maturi (Pdl): «L’aeronautica da terreno demaniale passerà alla Provincia, ma per avere delle speranze concrete il Comune dovrebbe avere i soldi per acquistarlo a sua volta. Soluzione difficile. Non vorrei che sorgesse un palazzone per il ceto medio dell’Ipes. La vecchia costruzione adiacente all’Abbazia, inoltre, potrebbe fare la stessa fine, pur essendo sotto tutela degli Insiemi. Speriamo di bloccare la cementificazione perchè il quartiere è già troppo densamente abitato. L’amianto della zona, però, va bonificato una volta per tutte e sulla viabilità va fatta una riflessione sull’incrocio tra via Sorrento e viale Druso». Della stessa opinione Franco Giacomazzi della Lega Nord. «Quel manufatto dove oggi si trova l’officina va conservato e riqualificato. La bellezza architettonica andrebbe salvaguardata: altre città sarebbero già intervenute per restituirgli l’antico splendore. La struttura, infatti, fa parte dell’insieme dell’Abbazia». Loretta Dall’Alda (Pdl) è stata la prima presidente della Circoscrizione: «Un’esperienza stupenda, a stretto contatto con i cittadini. Lascerò il posto a qualcun’altro, ma mi auguro che il prossimo presidente prenda in considerazione la possibilità di ampliare i confini della Circoscrizione». Voce fuori dal coro quella della Svp con Kilian Bedin che non mette via Novacella tra le priorità. «Prima finire le ciclabili e affrontare la crisi del commercio, poi si può far pressione per un parco giochi all’Aeronautica». Completano il Consiglio Francesco Cozzi (Unitalia) e Daniel Varalta (Udc) qualora Antonio gennaccaro optasse per un subentro nel consiglio di Don Bosco. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sgombero all ex dogana: si butta dalla finestra per scappare agli agenti


Alto Adige — 10 giugno 2010 pagina 17 sezione: CRONACA

BOLZANO. Ha visto gli agenti della Polfer e si è lanciato dalla finestra del secondo piano dell’edificio dismesso della dogana in via Renon. Un volo di quattro metri che procura a un immigrato marocchino di 30 anni numerose fratture, tra cui quella del bacino ed escoriazioni. La struttura, in disuso da alcuni anni, si è trasformata in un dormitorio e all’interno dei locali si trova di tutto: bottiglie di vetro rotte, lattine, urina, feci, ma anche materasssi che non lasciano dubbi. Il quartiere si preoccupa. L’altra mattina, verso le 11, gli agenti della Polfer si sono diretti verso la vecchia struttura che ospitava gli uffici della dogana in via Renon, direttamente affacciata sui binari, per il solito controllo. All’interno, nonostante le sbarre e i lucchetti, si rifugiano diversi immigrati per passare la notte. Stava dormendo, infatti, una coppia di africani, un tunisino di 23 anni e un marocchino di 30, sorpresa all’interno dell’edificio. Preso dal panico, probabilmente perchè clandestino senza permesso di soggiorno, il marocchino si è lanciato dalla finestra del secondo piano. Ad ingannarlo, forse, la tettoia per la piattaforma dei binari che si conclude esattamente in prossimità della finestra. Possibile anche che l’immigrato contasse di aggrapparsi alla grondaia per garantirsi un atterraggio quantomeno morbido, anche se la fuga era già stoppata in partenza dai due agenti che piantonavano il primo piano. Un volo considerevole, di circa quattro metri, ha sbattuto il corpo del clandestino prima sul cemento della piattaforma, per poi atterrare su un binario tronco utile per i treni in sosta alla stazione. Pesanti le conseguenze: fratture multiple, tra cui quella del bacino, ed escoriazioni lungo tutto il corpo. L’uomo è ricoverato presso l’ospedale di Bolzano, dove è stato trasportato in tutta fretta dai soccorritori. Il compagno tunisino, in via di identificazione precisa, si è invece consegnato al comando della Polfer ed è in possesso di regolare permesso di soggiorno risultando, però, nullafacente. I due verranno denunciati per danneggiamento aggravato e invasione di edificio. La struttura, intanto, fa discutere nel quartiere dove era già stato notato uno strano movimento notturno nella zona. L’edificio, infatti, è accessibile dalla rampa che porta al parcheggio privato dei ferrovieri, esattamente a due passi dalle zone residenziali del Centro storico. La Polfer, nelle operazioni coordinate dal comandante Vincenzo Tommaseo, controlla periodicamente i vecchi uffici per sgomberarli. Che le stanze vengano usate frequentemente come dormitorio d’emergenza, comunque, lo testimonia lo stato delle stanze interne. Tra lo sporco e il fortissimo odore di urina ed escrementi, infatti, si scorgono vere e proprie camere allestite con letti di fortuna. Strati di cartone da macero fanno da base a un materasso all’interno di una camera piuttosto “curata”, dove campeggia persino una piccola scopa di saggina per le pulizie sommarie. In un altro locale ecco parcheggiata una bicicletta utile per gli spostamenti. Per terra, invece, un tappetto di immondizie, bottiglie rotte con vetri ovunque, mozziconi, lattine e, ovviamente, i bisogni fisiologici più impellenti. La vera latrina, però, sembra essere il piano superiore, dove l’odore diventa a tratti insopportabile. Difficile ipotizzare il futuro dell’edificio visto che nessun abbattimento o riqualificazione è in previsione nei prossimi mesi. Il timore è che si riproponga il problema ciclico degli sgomberi che vide coinvolta sempre la Polfer in una struttura abbandonata ai Piani. Possibile, invece, che vengano montate delle grate su tutte le finestre in modo da impedire nuove invasioni o fughe pericolose (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato il bando per dieci nuovi giudici


Alto Adige — 10 giugno 2010 pagina 16 sezione: CRONACA

BOLZANO. Pubblicato il bando per la magistratura onoraria presso la Sezione di Bolzano della Corte di Appello di Trento che prevede la presentazione delle domande entro il 30 giugno 2010. Entro la fine dell’anno, infatti, scade il mandato dei giudici presso il tribunale per i minorenni e per la stessa Corte. Il Csm, quindi, ha bandito a Roma un nuovo concorso che assegnerà l’incarico per 10 giudici onorari. La domanda va presentata entro il 30 giugno di quest’anno. Per i prossimi tre anni, comunque, i posti saranno ripartiti esattamente al 50% tra donne e uomini. I requisiti d’ammissione previsti dal bando di concorso sono il compimento di minimo dei 30 anni entro il 31 dicembre del 2010. L’età massima, invece, è fissata a 72 anni. Va ricordato che i giudici onorari prendono parte a tutte le decisioni nei procedimenti civili e penali. Nella pubblicazione è richiesta, inoltre, la conoscenza della lingua tedesca da documentare con un attestato di certificazone oltre, ovviamente, a quella italiana. I nuovi assunti resteranno in carica per un biennio, dal 2011 fino al 2013. I moduli per presentare le domande sono scaricabili dal sito web del Consiglio Superiore della Magistratura (www.csm.it). Ulteriori informazioni è possibile reperirle presso la sezione distaccata Bolzano della Corte d’Appello raggiungibile al numero telefonico 0471-226449. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA