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mercoledì 28 luglio 2010

Primo giorno di lavoro a Palazzo Widmann per il garante dei bambini


Alto Adige — 27 luglio 2010 pagina 13 sezione: CRONACA

BOLZANO. Primo giorno di lavoro ieri per Simon Tschager, 32enne di Nova Levante eletto nel maggio scorso garante dell’infanzia dal consiglio provinciale. Ad accoglierlo nel momentaneo ufficio di Palazzo Widmann è stato il presidente del consiglio Dieter Steger che ha donato al nuovo garante una copia simbolica della convenzione internazionale delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. Proprio in seguito a questo documento, infatti, è stato istituito in molti paesi l’ufficio del garante per i minori. Tschager, un lungo passato nel volontariato giovanile, è stato eletto a larga maggioranza e rimarrà negli uffici di via Crispi fino a quando non saranno ultimati i lavori per la nuova sede in via Cavour. Possibile che il trasloco avvenga già nel mese di settembre, intanto Tschager si occuperà di avviare le attività. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Astat: natalità al minimo


Alto Adige — 27 luglio 2010 pagina 16 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il 2009 è andato in archivio con un dato poco lusinghiero: mai, da quando esistono le statistiche ufficiali, si era registrato un tasso di natalità così basso nelle anagrafi della provincia di Bolzano. A sostenerlo è una ricerca dell’Astat intitolata “Natalità e fecondità 2009”. Il valore calcolato dall’istituto di statistica provinciale, infatti, si attesta a 10,4 nati vivi ogni 1.000 abitanti per un totale di nascite annuali di 5.232, il 4,2% in meno rispetto al 2008. Ciascuna donna residente, comunque, mette al mondo in media 1,55 figli ad un’età di 31 anni. Un altro numero curioso, però, è legato alle mamme non coniugate che partoriscono: in provincia di Bolzano sono il 43,7%. Il dato avvicina l’Alto Adige molto più a quelle che sono le statistiche e le tradizioni dei paesi del Nord Europa piuttosto che a quelle dell’area mediterranea, dove le nozze rappresentano spesso il passo prima della genitorialità. Guardando alla serie storica del nostro territorio, comunque, si può dividere la natalità in due tronconi: negli anni’60 e’70 abbiamo l’entusiasmo del baby-boom cui fa da contraltare la stagnazione del successivo trentennio. I dati dell’Astat evidenziano anche lo slittamento dell’età delle madri verso una fase più matura della propria vita. L’età media del perto, infatti, è passata dai 29 anni del 1990 ai 31 attuali e a contribuire sono sopratutto le donne delle famiglie italiane. A contribuire in modo consistente alla statistica ci sono, logicamente, anche le mamme straniere, sempre più numerose anche in seguito alle nuove normative sui ricongiungimenti familiari. Sono loro, per esempio, ad essere nel 74,1% dei casi in età fecondativa contro il 45% delle italiane e nel 2009 hanno generato il 18,5% dei bambini: una percentuale che in soli dieci anni si è letteralmente triplicata considerando il 6% registrato nel 2000. Le nascite, come detto, risultano invece sempre più slegate dal vincolo del matrimonio arrivando a toccare una cifra di 43,7% di bambini nati da una madre non coniugata. Nel 2000 questa percentuale si fermava al 27,2%. In Italia non esiste territorio che tocchi queste cifre e la media nazionale, con il suo 19,6%, è lontana anni luce dai valori altoatesini. Ad essere più vicini alla nostra realtà sono certamente i paesi dell’Europa settentrionale come la Svezia (54,7%), la Francia (52,6%) o la Danimarca (46,2%) dove, anche per tradizione, vengono adottate politiche e normative finalizzate allo specifico sostegno economico delle madri. Il numero medio di figli per donna, infine, mette la provincia di Bolzano sopra i paesi dell’Ue 27 e stacca di gran lunga tutta l’area dell’Europa centro-meridionale. Nessun Paese però, riesce a superare la soglia del 2,1 figli per donna necessario a mantenere costante la propria consistenza demografica. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Firmian: polo scolastico con strutture moderne e servizi per il quartiere


Alto Adige — 27 luglio 2010 pagina 17 sezione: CRONACA rendering: MODUS ARCHITECTS

BOLZANO. Una piazza che al centro del quartiere dedicata ai bambini. Entro l’inizio dell’anno scolastico 2013 Firmian potrà finalmente contare su tutte le scuole che i residenti aspettano da mesi. Già dal 2012, intanto, aprirà i battenti l’edificio che contiene il “polo dell’infanzia” comprensivo di asilo nido, scuola d’infanzia e centro bambini, l’anno dopo sarà la volta della struttura per la primaria e la biblioteca di quartiere. Nel frattempo continuano anche i lavori per la chiesa intitolata a “Maria Teresa di Calcutta”. Come sarà, però, la piazza che, non a caso, porterà il nome di Maria Montessori? A spiegarcelo ci pensa direttamente l’architetto e direttore dei lavori Matteo Scagnol dello studio “Modus architects” che vinse nel 2004 il concorso del Comune. «Abbiamo sviluppato un lavoro incentrato sulla dialettica». Ecco, dunque, che nasce un polo dell’infanzia curvilineo contrapposto ad una scuola elementare più ortogonale. «L’edificio della primaria sarà caratterizzato da un corpo ad “U” organizzato in due settori: verso la campagna le aule didattiche, l’aula magna e la mensa, verso la piazza la palestra e la bilbioteca di quartiere». Quest’ultima è un servizio per tutti «Aperta al pubblico, se servisse, anche l’aula magna a gradoni». L’effetto visivo esterno? «Grandi vetrate per la massima trasparenza». In totale, comunque, la struttura conterrà 15 aule didattiche e una speciale con possibilità di ospitare una sezione delle medie. Diverso, invece, l’edificio del polo dell’infanzia «sinuoso e curvilineo. Verso la piazza ci saranno tutte le zone comuni, mentre verso il parco si affacceranno le aule. Al piano terra le tre sezioni del “nido”, negli altri due le quattro della materna. Tutte le pareti saranno di legno o vetro. Nell’interrato, infine, una cucina che prevede 400 pasti al giorno». Idee chiare pure per quanto riguarda i costi: «Gli attuali - conclude Scagnol - senza somme a disposizione e Iva sono di 6 milioni e 100 mila euro per il polo dell’infanzia e 7 milioni per la scuola primaria. Cifre dovute al forte ribasso delle imprese che mette a dura prova la direzione dei lavori». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Moschea: no di Bassani


Alto Adige — 27 luglio 2010 pagina 17 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il consigliere comunale della Lega Nord Paolo Bassani risponde alle considerazione dell’assessore all’urbanistica Mariachiara Pasquali e ribadisce la propria contrarietà alla moschea. «Al di là dell’inopportunità di un luogo di culto islamico riteniamo che viale Trento sia la peggiore delle possibilità scelte. Consiglio all’assessore Pasquali di domandarsi se il proliferare dei comitati del no non dipenda dal suo modo di portare avanti il lavoro politico. Forse pretende che si proceda a una cementificazione selvaggia per far tornare il sorriso alla Cassa Edile». Importante, dunque, il confronto. «Sul futuro della città non si può lasciare tutto in mano a delle elite formate da amici e parenti ma va ricercato il più ampio dibattito possibile. Anche con i comitati si possono coinvolgere, infatti, tecnici ed esperti con buone idee su mobilità e riqualificazioni che interessino la città». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vedovelli: «L' assessore Pasquali infastidita dalla democrazia»


Alto Adige — 27 luglio 2010 pagina 16 sezione: CRONACA

BOLZANO. Risponde a muso duro il consigliere comunale della Lista Cinquestelle Cladio Vedovelli alle considerazioni sui comitati del no dell’assessore comunale Mariachiara Pasquali: «Si condanna la democrazia. Sul Virgolo esistono ponderate controproposte». È proprio il futuro della collina cittadina ad aver smosso le acque provocando l’intervento dell’assessore. «Siamo alla frutta - rincara Vedovelli - perchè si mescolano indistintamente i comitati e le istanze civiche senza fare distinzioni. Non si considera, per esempio, che molte di queste proposte sono documentate con precise e dettagliate proposte alternative che poi rappresentano il sale di una democrazia partecipata e di un confronto civile sul futuro della città». Non mancano anche le critiche al Comune sulla vicenda del Virgolo. «Chi veramente non ha fatto chiarezza da subito è stata l’amministrazione. Il progetto presentato, per esempio, dal comitato “Unser Virgl-Il nostro Virgolo” era molto più comprensibile di quello paventato da Thun. Il ricatto dei posti di lavoro, poi, non è serio». Interviene sulla questione anche il consigliere del Pdl Vitantonio Gambetti: «C’è stata poca comunicazione e del progetto si sapeva molto poco». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

E' il Comune di Bolzano a ricevere più soldi


Alto Adige — 26 luglio 2010 pagina 09 sezione: CRONACA

BOLZANO. In Italia nessun Comune può vantare finanziamenti pari a quelli di Bolzano. A stabilirlo è una classifica elaborata dall’Associazione dei Comuni italiani, sulla base dei dati del proprio centro studi Ifel, che ha messo a confronto gli incassi con le spese dei municipi della Penisola. Il capoluogo altoatesino conquista la vetta della classifica dei soldi ricevuti con una quota di 1.162 euro pro capite, mentre si attesta in seconda posizione per quanto riguarda quelli spesi con 1.592 euro. Meglio di noi solo Venezia alla vertiginosa quota di 2.092 euro. Nell’occhio della statistica anche lo stipendio elargito al sindaco Luigi Spagnolli, pari a 13.312 euro lordi al mese, considerato tra i più consistenti. Pronta la replica del primo cittadino: «Il mio compenso non lo stabilisco io ma l’ho trovato già fissato al momento della candidatura. Se chi ne ha la competenza riterrà opportuno modificarlo io potrò sempre valutare se ritengo la cifra congrua al lavoro che svolgo». Sui conti della Città l’analisi è lusinghiera: «I dati mostrano che spendiamo più di quanto incassiamo. Non solo, i nostri investimenti sono ben visibili in termini di infrastrutture e viabilità. Senza voler mancare di rispetto a nessuno mi permetto di andare a confrontare la nostra realtà con altri comuni italiani dove mancano le scuole materne, gli asili nido e sulle strade si trovano i buchi nell’asfalto. I nostri risultati sono confortanti e le nostre spese trasparenti». C’è un’altra classifica, però, dove Bolzano eccelle sempre: quella del carovita. «Sul settore alimentare - spiega Spagnolli - la verità è che i numeri della nostra città non permettono una vera e propria concorrenza. Chi dice che un maggior numero di catene di distribuzione abbasserebbe i prezzi sbaglia perchè è evidente che i supermercati si mettono d’accordo». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Confesercenti: «Il franchising è il futuro»


Alto Adige — 26 luglio 2010 pagina 11 sezione: CRONACA

BOLZANO. «Il franchising è il futuro della città perchè offre strutture e sicurezze che i singoli commercianti oggi non possono avere». È netta la replica all’Unione Commercio di Domenico Sacco, presidente di Confesercenti e gestore stesso di un franchising. «L’errore che fa Duzzi nel stigmatizzare il fenomeno in generale è ignorare che i rapporti tra le grandi aziende e i negozi possono essere di varia natura. Ci sono delle condizioni per cui l’imprenditorialità locale viene salvaguardata, basandosi sul brand unicamente per supporti di partenza, location, ricerce di mercato, know-how e arredi dei punti vendita. Lo sviluppo del commercio bolzanino, c’è poco da fare, deve essere questo e una volta che i Portici saranno saturati i brand si sposteranno anche in periferia». L’elemento di distinzione, dunque, è il grado di libertà che viene lasciato al gestore? «Esatto, in un rapporto positivo, per esempio, viene lasciata mano libera sulla gestione merceologica. I franchising diretti, come possono essere “H&M” o “Pimkie”, intendono controllare tutto. Così facendo, chiaramente, dequalificano anche la professionalità del settore. Purtroppo, a livello generale, anche a Bolzano la tendenza ad affidarsi a questi accordi è piuttosto diffusa». «L’Unione Commercio deve capire che i franchising non sono tutti uguali» riprende Marco Balzari, membro di una famiglia di commercianti da anni e prossimo all’apertura del negozio “Siste’s” di via Grappoli, proprio il punto vendita che ha scatenato l’analisi di Duzzi in cui si condannava la pratica del franchising. «L’aspetto merceologico - spiega - sarà totalmente gestito da me. Sbaglia Duzzi, quindi, a dire che rimarrò semplicemente un direttore responsabile». Balzari indica una strada per non snaturare il Centro: collaborazione promiscua tra brand e commercio locale. «Ovvio che l’omologazione è data da franchising di diretto controllo. Nei casi come il mio, però, rimane sempre il commerciante singolo a fare le sue valutazioni imprenditoriali, sopratutto nella scelta dell’offerta. Il margine di specificità, quindi, si può mantenere senza lanciare allarmi». L’ultimo distinguo è sugli affitti: «Ci possono anche essere ditte che ripianano e alterano il mercato - chiude Balzari - ma nel nostro rapporto la retta è solo a carico mio quindi rimane determinata all’interno del sistema cittadino». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rinnovabili: Alto Adige virtuoso


Alto Adige — 26 luglio 2010 pagina 10 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il Trentino-Alto Adige è la seconda regione italiana per rapporto tra quantità di energia elettrica rinnovabile prodotta e consumo generale. Nella nostra regione, infatti, il dato si attesta al 150%: sostanzialmente produciamo una volta e mezza quanto consumiamo. Meglio di noi fa solo la Valle d’Aosta con l’alta percentuale di 385 per cento. A rivelarlo è un’elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato che attribuisce grande merito degli standard regionali alla forte presenza dell’idroelettrico che segna, a livello nazionale, un incremento di produzione del 18,1%. Dati confortanti arrivano anche per il Paese che per la prima volta immette una quota di energia ricavate da risorse rinnovabili di 69.330GWh di poco superiore al consumo totale calcolato in 68.924GWh. Un incremento del 19,2% rispetto al 2008 quando si copriva solo l’85 per cento dei consumi quotidiani. La fonte pulita più cresciuta della Pensiola è risultata il solare (+250,5 per cento), poi l’eolico, biomasse, rifiuti ed idroelettrico. L’unica a segnare un trend negativo è la geotermia (-3,5%) che, tuttavia, rimane di gran lunga la fonte più diffusa sul territorio. A sorpresa, nonostante la classifica per regioni, il Nord Italia è la parte dello Stivale che, nel complesso, incide meno sulle energie rinnovabili con un 21%, staccato sia dal Centro (31%) sia dal Mezzogiorno (47%).(a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Aslago: mozione contro il dosso


Alto Adige — 26 luglio 2010 pagina 11 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il dosso rallentatore in via Castel Flavon che ha provocato l’incidente mortale in cui ha perso la vita il bolzanino Erich Madlaner, 66enne residente ad Aslago, approda nel consiglio di Circoscrizione di Oltrisarco. Gianni Cuda del Pdl, infatti, ha presentato una mozione in cui, considerate le segnalazioni preoccupate dei residenti e sentita la risposta del Comune per il quale mancherebbero i fondi, chiede che il presidente Wally Rungger si impegni affinchè venga messo in sicurezza quel tratto di strada. Il dosso, però, svolge una funzione di tutela nei confronti degli alunni delle scuole tedesche “Egger Lienz” e delle medie italiane “Enrico Fermi” che si affacciano direttamente sulla strada. In alternativa, dunque, il consigliere Cuda chiede l’asportazione del dosso artificiale solo durante il periodo estivo di chiusura delle scuole, venendo meno, causa l’assenza degli alunni, la necessità di un rallentamento a tutela della sicurezza di ragazzi e bambini. Il tragico incidente, comunque, sembra possa avere anche altre cause oltre alla pericolosità del dosso. Testimoni, infatti, hanno raccontato che complice la giornata di pioggia Madlaner stava probabilmente guidando la bici con una sola mano, perdendo fatalmente l’equilibrio nell’urto. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tanesini: nonni vigile appalto gestito male


Alto Adige — 26 luglio 2010 pagina 11 sezione: CRONACA

BOLZANO. Indispettito dalla vicenda sul nuovo appalto per il servizio comunale di nonni vigile, interviene anche Paolo Tanesini, presidente di Confcooperative. «Le cooperative non sono autobus dove si sale e si scende a piacere e bisogna ricordarsi che i cooperatori non sono dei passeggeri da utilizzare quando fa più comodo». Severo quindi il giudizio sulla vicenda. «Abbiamo toccato veramente il fondo negli appalti dei servizi alla persona che, gara dopo gara, sta arrecando dei danni inestimabili al sistema cooperativo. Sarà molto difficile aggiustare determinate situazioni». Oltre all’aspetto tecnico, infatti, c’è anche un lato umano. «Rischiamo di volatilizzare un patrimonio di professionalità, di relazioni sociali e rapporto con la città che questi cooperatori hanno saputo costruire anno dopo anno. Ci vuole rispetto per loro». Una rettitudine morale che Tanesini rivendica fino alla fine: «Anche in questa circostanza hanno dimostrato un profondo attaccamento al servizio cooperativo, dando dimostrazione di una compattezza ammirevole». Non manca, quindi, la richiesta da inviare direttamente in Comune: «All’amminisrazione chiediamo di rispettare l’accordo del’98 che prevede l’uso dell’offerta economicamente più vantaggiosa». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Scuola: i presidi rimangono in carica


di Alan Conti BOLZANO. Le nomine dei dirigenti scolastici avvenute dopo il concorso del 2005 sono salve. Lo comunica l'avvocatura provinciale dopo aver analizzato la sentenza del Tar cittadino che impugnava l'esito della prova che ha determinato le graduatorie utilizzate cinque anni fa. Il nodo della questione è legato all'annullamento solo parziale del concorso. «Ad essere stata cancellata - comunica la Sovrintendenza scolastica - è solo la graduatoria finale, ma rimane valida quella intermedia che vede assente solo la ricorrente Luisanna Fiorini e un'altra candidata. Nessun problema, quindi, per le nomine già effettuate che rimangono in linea con la lista valida». Il concorso, sostanzialmente, fu diviso in due tronconi. Il primo, l'unico che ora fa testo, consisteva in due prove, una scritta e una orale. La seconda, nell'occhio del tribunale amministrativo, prevedeva un corso di formazione con, nuovamente, esame scritto e orale. E qui che si registra l'intoppo. «Trattando il corso formativo di inglese e informatica era necessario integrare la commissione integratrice con due valutatori ad hoc per queste materie, il che è stato fatto unicamente per la prova orale, ma non per quella scritta». La graduatoria da considerare, quindi, rimane quella stilata per l'ammissione al corso di formazione finale. «Il che - continua la Sovrintendenza - dimostra come tutti i dirigenti nominati a seguito del concorso occupino legittimamente il posto loro assegnato». Nemmeno ad analizzare la sentenza in modo retroattivo si possono tirare altre conclusioni: «La dottoressa Fiorini non avrebbe potuto essere nominata neppure utilizzando la prima graduatoria in quanto sprovvista del patentino A, requisito necessario». La Fiorini dovrebbe, a questo punto, diventare comunque dirigente a breve, in seguito alla norma di attuazione sull'equipollenza dei certificati di accertamento linguistico. Salva anche la nomina a sovrintendente di Nicoletta Minnei che sarebbe potuta essere scelta anche solo in qualità di docente. Ora la Provincia dovrà decidere se ricorrere. Contento l'assessore Christian Tommasini: «Sostengo pienamente questi dirigenti che hanno superato con merito il concorso».

Pasquali: «Basta comitati del no»


Una Bolzano ingessata nella sua inclinazione a dire"no" e poco capace di concertare, mediare e cercare sviluppi che possano garantire uno sviluppo dell'imprenditoria e vantaggi per i cittadini. «Gli slogan continui dei comitati del no - spiega l'assessore Pd - non aiutano a costruire un progetto di sviluppo del territorio». Stroncare le iniziative imprenditoriali, infatti, in un momento di crisi può voler dire rifilare il colpo di grazia a un corpo malato. «La Cassa Edile ha sottolineato lo stato di difficoltà del settore con 2.500 posti di lavoro persi nell'ultimo biennio, mentre i lavoratori edili nel solo comune di Bolzano sono 1.188. Se a questi numeri aggiungiamo l'indotto è evidente che bisogna cercare di sostenere ed indirizzare gli investimenti come, per esempio, la riqualificazione urbanistica e l'ampliamento residenziale». La tempistica, inoltre, è fondamentale e ha giocato un ruolo importante anche nella vicenda del Virgolo: «La politica deve decidere nei tempi richiesti dall'imprenditoria». Musica suonata alle orecchie dei grandi investitori privati? «Niente affatto, anche loro devono essere capaci di accettare il confronto con altre idee e con il pubblico, senza guardare solo alla difesa del proprio profitto». Ci vuole, quindi, un patto. «L'unica strada - la convinzione di Pasquali - è quella di un patto tra pubblico e privato per raggiungere gli obiettivi programmati. Nel'ultimo periodo, invece, abbiamo sentito solo tanti"no": dal polo tecnologico osteggiato dagli imprenditori alla perdita di un'occasione per la riqualificazione del Virgolo, passando per le critiche all'inserimento di Bolzano all'interno di un progetto di Capitale della cultura 2019 allargato al Nord-Est». Le nuove sfide, intanto, sono già sul tavolo. «Penso all'areale ferroviario - conclude Pasquali - ma anche all'iniziativa congiunta tra Caldaro, Appiano e Bolzano sul minimetro e, ovviamente, un'ambiziosa proposta privata per il riuso del Virgolo. In quest'ultimo caso si è detto no ad un imprenditore per il timore di un intervento ambientalmente troppo invasivo. Il Comune, in questo caso, ha il compito di tradurre tutto questo in politica urbana ricordandosi che l'amministrazione non deve essere considerata uno sponsor ma, piuttosto, un regista dell'interesse collettivo ricercando sempre nuovi e costruttivi rapporti con i privati». Porte aperte, intanto, dalla società"BBG" che racchiude il pool di proprietari del Virgolo: «Aspettiamo un incontro con il Comune come ci è stato chiesto - spiega il presidente Vittorio Repetto - senza alcuna preclusione verso un progetto serio. Chiaro, comunque, che continuiamo a sperare che Thun possa tornare sui suoi passi e riprendere la concertazione per il futuro del colle cittadino».

lunedì 26 luglio 2010

L' offerta formativa si allarga con la laurea di Fruit Science


Alto Adige — 25 luglio 2010 pagina 14 sezione: CRONACA

BOLZANO. Si allarga l’offerta formativa della Lub con un nuovo corso di laurea magistrale in Fruit Science organizzato in collaborazione con l’ateneo ceco di Brno e quello slovacco di Lubiana. Gli studenti, che potranno preiscriversi entro il 10 settembre, frequenteranno un semestre a Bolzano, uno in Repubblica Ceca e uno in Slovenia. Nell’ultimo periodo, per la redazione della tesi di laurea, torneranno a Bolzano. «La scelta di questi due Paesi europei - spiega il presidente della facoltà di Scienze e Tecnologie Massimo Tagliavini durante la conferenza stampa di presentazione - non è casuale. Insieme a Bolzano, infatti, rappresentano il centro europeo della frutticoltura. I candidati potranno così avere un’elevata preparazione tecnico-scientifica sull’argomento e saranno qualificati per svolgere attività connesse alla progettazione, gestione e valutazione dei sistemi produttivi arborei. Centro dell’attenzione didattica, infatti, saranno le biotecnolgie frutticole, il marketing, l’ecologia e la fisiologia degli alberi da frutto». Un settore, dunque, che mantiene forti radici e prospettive sul territorio. «La nostra provincia - conclude Walther Waldner, direttore del centro consulenza per la frutticoltura altoatesina - costituisce il 10% della coltivazione europea con le sue 8.200 aziende e 18.500 ettari coltivati». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Europeade e turisti: città bloccata


Alto Adige — 25 luglio 2010 pagina 17 sezione: CRONACA

BOLZANO. Arginale bloccata, le vie del Centro congestionate, accesso da nord chiuso in mattinata e parcheggi pieni: giornata difficile ieri per la viabilità. Europeade e il tempo incerto che ha fatto scendere i turisti dalla montagna hanno paralizzato il traffico come nei giorni del Mercatino di Natale. L’intasamento della zona attorno al Centro è cominciata a metà mattinata e la prima strada a bloccarsi è stata l’Arginale. Dall’imbocco della galleria del Virgolo da via Claudia Augusta alle uscite su ponte Virgolo e Campiglio auto in coda e traffico a passo d’uomo. Nel frattempo anche l’accesso di piazza Verdi, dove confluivano le macchine da via Mayr Nusser e via Marconi, ha accusato i primi rallentamenti, il tutto aggravato dai lavori di ricanalizzazione che riduce la stessa via Marconi ad una sola corsia. Logico, quindi, che il tappo si sia fatto sentire anche lungo tutto l’asse di ponte Druso fino a via Renon e ai Piani. In via Brennero, invece, l’accesso di turisti e partecipanti di Europeade si è andato a sovrapporre ai lavori per il ripristino del muro crollato nei giorni scorsi causando nuovi intoppi al flusso regolare. Traffico a singhiozzo pure lungo le piccole via Cassa di Risparmio, via Carducci, via Dante e ponte Talvera in direzione via Museo. I vigili sono stati costretti a bloccare l’accesso proveniente da Nord chiudendo ponte Virgolo. Pieni, inoltre, tutti i parcheggi del Centro: da piazza Walther a via Mayr Nusser difficile trovare un posteggio. Sicuramente più di un migliaio il flusso di vetture stimato dai parcheggiatori: «Sembrava proprio un giorno di Mercatino di Natale in pieno luglio». Nel pomeriggio, poi, c’è stata la chiusura delle strada lungo il percorso del corteo di Europeade, anche in zone più esterne rispetto al tracciato. Per l’uscita dallo stadio Druso, per esempio, traffico fermo anche sul tratto di via Firenze che parte all’incrocio con via Roma. Rallentamenti, inoltre, sull’A22 con 6 chilometri di coda tra Chiusa ed Egna in direzione sud e traffico intensissimo in prossimità dei caselli di Bolzano, in particolare di vetture con targa straniera. Vittime della situazione i residenti che, tuttavia, mostrano un grado di sopportazione maggiore rispetto ai mesi invernali. «Il fastidio è relativo di fronte a una bella manifestazione» l’opinione di Martin Zanotti. «Finalmente la città è viva - esclamano Nicoletta Avanzo e Salhas Eddine - e per una volta possiamo anche muoverci in città senza auto». Philippa Erlacher allarga le braccia: «Un’odissea scendere dal Renon, ma la manifestazione di Europeade mi sembra ben riuscita». Hannes Kröss ammette: «Tantissimo il traffico stamattina, però ne vale la pena». Chiude Josef Fischnaller: «Fa comunque piacere vedere i turisti interessati alla nostra città. Non possiamo pretendere la botte piena e la moglie ubriaca». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

domenica 25 luglio 2010

Messner: «Diffida di stampo fascista»


Alto Adige — 24 luglio 2010 pagina 04 sezione: CRONACA

BOLZANO. È molto dura la reazione degli alpinisti sulle ultime vicende scaturite dalla rottura delle trattative sull’asse Bolzano-Roma per il ripristino dei cartelli bilingui sui sentieri. Reinhold Messner non usa mezzi termini: «La procedura della diffida mi sembra proprio di stampo fascista. Mi sono sempre battuto per un Alto Adige che faccia parte dell’Italia e possa battere la bandiera della convivenza, ma questa volta mi sono proprio arrabbiato. Le parole del ministro Fitto, oltretutto, sono molto pericolose perchè potrebbero alimentare sentimenti anti italiani nella nostra provincia. Un simile provvedimento serve solo a sostenere le forze di destra e chi marcia sull’ideologia dell’autodeterminazione». Il re degli ottomila non esita, comunque, a indicare l’Alpenverein come colpevole. «Ha sbagliato ad installare quei cartelli. Sono stato a Plan de Corones e ho trovato un’indicazione con la sola dizione “Kronplatz”. Stiamo scherzando?». Messner, poi, prova a proporre una soluzione per uscire dall’empasse: «Mettiamo in due lingue valli, paesi e città, ma non ha alcun senso tradurre i nomi di masi e prati». Durissima anche la reazione del “collega” Hans Kammerlander: «Il governo ha assunto un atteggiamento fascista portando avanti una vera e propria provocazione istituzionale. Invece di imporre la traduzione di tutti i nomi, infatti, sarebbe meglio tradurre solo termini come malga, sentiero o lago». Anche nelle parole di Kammerlander rispunta il fantasma di Tolomei. «La traduzione fatta cent’anni fa, che comprendeva anche i masi e i prati, è stata una porcata. Chiunque abbia studiato un poco di storia del Sudtirolo non potrebbe affermare tranquillamente il contrario senza essere conscio di essere in torto. Tornare ad imporre questi nomi significa rinnovare l’errore e provocare una parte della popolazione provinciale». L’alpinista, poi, parla a nome della categoria: «Come guida alpina e a nome di molti colleghi posso assicurare che ci sono molti toponomi italiani che veramente nessuno conosce. Imponendoli si creerebbe solo una grande confusione che non serve a nessuno, men che meno ai molti turisti italiani che arrivano». Diametralmente opposta l’opinione di Cesare Maestri: «Siamo in Italia e c’è una legge che parla chiaro».(a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Internet gratuito alle Passeggiate del Talvera


Alto Adige — 24 luglio 2010 pagina 14 sezione: CRONACA

BOLZANO. Sdraiarsi sull’erba delle passeggiate sul Talvera, prendere il sole, leggersi un libro e navigare su internet. Tutto questo è possibile sui prati più amati della città da metà luglio grazie a un ripetitore wi-fi fornito gratuitamente dalla Fondazione della Cassa di Risparmio che irradia dalla sede limitrofa. Dopo l’iniziativa del Lido, insomma, a Bolzano crescono le zone ad accesso gratuito alla rete mondiale: basta avere un computer portatile, uno smartphone abilitato, un Ipad o un lettore multimediale per connettersi liberamente. In una zona a forte presenza giovanile, specialmente nei mesi estivi, l’opportunità wi-fi offerta dalla Carispa mira anche a facilitare lo studio dei ragazzi in uno scenario certamente più confortevole di un’aula studio. La pratica del wi-fi gratuito, comunque, è comune a molte città italiane ed europee che sempre più si orientano verso la maggior diffusione possibile della rete. La prossima tappa, per quanto riguarda Bolzano, sarà prevedere un accesso anche nella zona direttamente adiacente al “Museion”, anche questo inequivocabile luogo di cultura cittadino. A livello tecnico la creazione del wi-fi hotspot è stata ottenuta dalla Cassa di Risparmio in collaborazione con il gestore It Gikispy/Lunas di Bolzano. Soddisfatto il presidente della Fondazione Gerhard Brandstätter: «Ci piace poter offrire alla cittadinanza un servizio che, nel mondo contemporaneo, è sempre più importante. L’accesso libero alla rete di internet, infatti, contribuisce alla crescita dei cittadini e soddisfa le esigenze degli studenti». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Sul Virgolo un parco e la funivia»


Alto Adige — 24 luglio 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il Virgolo è un colle di idee per i bolzanini, purchè ci siano funivia e un parco per la cittadinanza. Sono diverse le richieste che, passeggiando per Oltrisarco, si possono raccogliere per il monte che tanto fa discutere la politica. Spaccatura tra favorevoli e contrari al progetto Thun, ma prevale la voglia di riappropriarsi di una porzione di città. I presupposti fondamentali per i cittadini per restituire il Virgolo al suo ruolo di luogo d’aggregazione, dunque, sono la funivia e il parco: la prima per renderlo raggiungibile agevolmente, il secondo per farne una meta appetibile. Per il resto spazio alla fantasia. «Una volta molti bolzanini - spiega Gianluca Pietropori - si recavano sul colle per giocare a tennis. Sarebbe bello ricreare un polo sportivo». Beniamino Calvetti, invece, è il primo a commentare il progetto Thun: «Logico che agisca come un’azienda difendendo il proprio interesse, ma se a questo segue un beneficio per la città, anche in termini di posti di lavoro, perchè chiudere le porte?». Nettamente contrario, invece, Alex Bellutta: «Temo che Thun possa deturpare il paesaggio. Ricordiamo tutti le polemiche legate alla piscina nella sua villa. Sul Virgolo si potrebbe, molto semplicemente, creare un centro benessere a tariffa comunale. Perchè, poi, non prevedere un luogo sicuro e attrezzato per poter fare grigliate all’aperto senza pericolo nè disturbare nessuno?». Diego Mariotti guarda alle infrastrutture: «Thun o meno c’è assoluto bisogno di rendere il posto raggiungibile. Bene, quindi, un’eventuale funivia e una strada nuova». Manuel Di Carlo torna a pensare allo sport, ma anche alla sostenibilità: «Creiamo dei campi da calcio, tennis e beach volley aperti praticamente tutto il giorno e pagabili con un gettone. Si potrebbe pensare, per ipotesi, a 3 euro l’ora: cifra abbordabile anche per i giovani e comunque un’entrata per le casse del Comune». Fa breccia tra i ragazzi la proposta del luogo per grigliare: «Sarebbe - interviene Serena Gabellini - una splendida idea e si offrirebbe alla città un’opportunità in più, indipendentemente dall’età. Potrebbe, inoltre, essere il luogo ideale per creare un centro per concerti che è venuto a mancare dopo la chiusura del “KuBo”. Logico, però, che questo presuppone una funivia con un collegamento anche notturno». Felice Zanghirato e Matteo De Bonis osservano la questione dal punto di vista sociale: «La Thun offre molti posti di lavoro. Non è un aspetto da buttare via in un momento di crisi». Niente angioletti, invece, per Claudia Nicoletto: «Troppo impattante il loro progetto e incentrato sui propri interessi. Pensiamo a bambini, anziani ed animali». Liliana Alfi ricorda il “suo” Virgolo «quando da giovani ci si trovava per danzare. Restituiamo questo luogo ai ragazzi di oggi con le infrastrutture necessarie». Sulla questione, intanto, interviene anche Silvano Tiozzo (Udc): «Rinunciando al progetto Thun perdiamo una grossa opportunità. Coinvolgere i privati è la strada da seguire e si potrebbe guardare alle società partecipate come A22, Ae o Sel». Chiude il cerchio, tornando al principio, Luciano Bergo: «Le pietre miliari su cui basare la ricostruzione sono il ripristino della funivia e un parco per tutti. Tutto il resto sono variabili. Certo che il Comune dovrebbe venire ad ascoltare i cittadini, possibile che lo faccia solo la stampa?». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

sabato 24 luglio 2010

L' Unione: basta franchising in Centro


Alto Adige — 23 luglio 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. Prima i marchi affermati hanno cominciato a guadagnare avamposti in via Portici, adesso la frontiera del franchising bolzanino comincia a volgere lo sguardo verso altre strade. Le nuove aperture, infatti, spaziano a macchia d’olio in Centro: è in arrivo, infatti, il brand “Siste’s” in via Grappoli che rappresenta un forte cambiamento rispettto al recente passato commerciale. Bolzano, infatti, non arriva più al traino di altre numerose esperienze ma diventa, per questo marchio bolognese, soltanto il secondo punto vendita in franchising. Un’inversione di tendenza che indica come Bolzano attiri adesso il pionerismo del settore. Non è tutto oro, però, quello che luccica e a puntualizzarlo ci pensa il vicepresidente dell’Unione Commercio Dado Duzzi. «Vero che dal punto di vista di chi vuole aprire un esercizio il franchising può sembrare una miniera di vantaggi, ma attenzione che si rimarrà pur sempre dipendenti in veste di direttori responsabili del punto vendita. Non possiamo certo parlare di imprenditori locali». Chiara anche la posizione di Duzzi sul fenomeno in generale e delle nuove aperture pioneristiche: «Il nostro territorio è commercialmente un test affidabile perchè si rivolge a un cliente acculturato, europeo e ha anche un forte ritorno internazionale con il turismo. Attenzione, però, che queste catene stanno drogando il mercato degli affitti». Già, in molti dicono che siano gli unici in grado di reggere certe cifre. «Appunto. Se, però, le rette alte vengono pagate a prescindere si innesca un gioco al rialzo che mette in difficoltà l’eventuale imprenditoria altoatesina. Non solo, è vero che i grandi marchi funzionano da richiamo e quindi creano indotto, ma sono solo pochi i brand che svolgono questa funzione». Tra i commercianti storici della città, comunque, la preoccupazione è diffusa. «Ci sarà anche innovazione - commenta Georg Oberrauch - ma gli utili di questi brand finiscono fuori città e nulla rimane ad arricchire il territorio». Come fare ad uscirne? «Prima di tutto la politica potrebbe veramente occuparsi della riduzione della burocrazia. Le grosse aziende, infatti, hanno uffici legali che si occupano di questo mentre noi siamo penalizzati». Entra nel dettaglio anche Thomas Rizzolli: «Prendiamo, per esempio, la gestione degli acquisti. Io ci perdo un terzo del mio tempo, loro hanno chi li fa trovare la pappa pronta. La verità, però, è che non si tratta di vera imprenditoria, ma solo di succursali e il territorio, nel frattempo si impoverisce mentre la nostra professione perde di attrattività». Su internet, intanto, la prossima apertura del punto vendita “Site’s” viene trattata con grande enfasi e, non a caso, con l’entusiasmo di «aver fissato l’inaugurazione il 9 agosto, in un periodo di grande vivacità per la città viste le frotte di turisti italiani e stranieri che la invadono per trascorrervi le proprie vacanze estive». Quali sono, però, i vantaggi del franchising al di là degli affitti? A rispondere ci pensa lo stesso sito ufficiale di “Site’s”: «La scelta del campionario, per esempio, avviene con un solo mese in anticipo senza rischi di programmazione. Non solo, l’assistenza in fase di apertura è continua con l’aiuto nella scelta della location, studio di fattibilità sul territorio, appoggio nella redazione del business-plan, battage pubblicitario nazionale gratuito e progetto architettonico forniti dall’azienda». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

Siste s: dopo Roma si punta Bolzano


Alto Adige — 23 luglio 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il marchio “Siste’s” offre abbigliamento glamour femminile e dopo Roma guarda a Bolzano per il secondo negozio in franchising. Apertura in via Grappoli fissata per il 9 agosto. Il brand, di origine bolognese, nasce nel 1991 per iniziativa dei fratelli Stefano e Simone Sbrighi. A fine 2007 la catena si impone in Francia con l’installazione di uno showroom a Parigi. È del 2009, invece, il primo monomarca. (a.c.)

Trincanato: il Virgolo va recuperato


Alto Adige — 23 luglio 2010 pagina 20 sezione: CRONACA

BOLZANO. Ora il Virgolo diventa una questione da risolvere il prima possibile per la giunta comunale. A sancirlo è l’assessore all’ambiente Patrizia Trincanato (Verdi) che chiede al sindaco «che di Virgolo e del suo futuro se ne parli nella clausura di giunta in programma la prossima settimana al Colle. Nè durante questa legislatura nè durante la scorsa, infatti, non abbiamo mai saputo nulla, visto alcun progetto e nemmeno siamo stati informati della lettera del Conte Peter Thun o di eventuali appuntamenti saltati. È ora di fare un poco di chiarezza per restituire ai bolzanini quella porzione di verde, tenendo presente che è in mano ai privati». Rudi Benedikter (Verdi-Projekt Bozen) attende di essere nominato consigliere delegato sul Virgolo. «Credo che Thun abbia fatto bene ad investire sui posti di lavoro. Finchè ci saremo noi, comunque, ci opporremo a un progetto che sia così invasivo dal punto di vista ambientale. Il Virgolo deve essere una zona ricreativa e didattica naturale». È amareggiato anche Stefano Pagani, leader del Psi ed ex assessore ai lavori pubblici. «Una gestione allucinante da parte del sindaco, in cui è mancata completamente la trasparenza. Vengo a sapere solo dalla stampa di un presunto studio di fattibilità, mai accennato in giunta nella scorsa legislatura, che forse è rimasto nel cassetto di qualche scrivania. Manca completamente anche il confronto con i cittadini». Il comitato “Unser Virgl-Il nostro Virgolo”, intanto, prende la palla al balzo per rilanciare il proprio progetto «frutto del lavoro di architetti paesaggisti ed esperti, il tutto arricchito dai consigli dei cittadini. Ci vuole un intervento soft per il recupero del patrimonio già esistente». Il consigliere Guido Margheri (Sel), invece, è scettico sulla fuga del Conte Thun: «Sembra strategica per mettere il Comune con le spalle al muro. Se l’azienda degli angioletti, comunque, parla di investimenti da 200 milioni di euro, 520 posti di lavoro e un milione di visitatori è evidente che non si tratta di un progetto poco invasivo». Saluta con gioia la ritirata di Thun l’architetto Oswald Zöggeler: «Il suo progetto era quanto di più kitsch potessi conoscere. Bolzano non ne ha bisogno». Chi si rammarica per l’abbandono e lancia strali verso piazza Municipio è, invece, il Pdl. «L’assoluto immobilismo del sindaco - scrive il consigliere Fernando Pontecorvo - ha danneggiato i cittadini e penalizzato un’azienda che voleva investire sul territorio. Ho chiesto immediata discussione nella prossima seduta del consiglio». Un’interrogazione, infine, è quella presentata dal vicecapogruppo Enrico Lillo: «Siamo di fronte a un’occasione persa in cui non si è stati capaci di trovare un equilibrio tra interesse pubblico e privato. C’è stata una sottostima dei vantaggi infrastrutturali, sociali ed economici di un simile progetto. Chiaro che vogliamo delle spiegazioni sui perchè di questo danno». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lovera: manca il climatizzatore


Alto Adige — 22 luglio 2010 pagina 16 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il Centro Lovera è inserito nel piano emergenza caldo per gli anziani redatto dal Comune, ma senza alcun tipo di climatizzatore. L’incongruenza è oggetto di un’interrogazione del consigliere del Pdl Paolo Bertolucci: «Vengono fatti dei controlli sulle strutture e le associazioni percepiscono contributi?». Secca la risposta di Rita Krawczyk presidente del “Club della Visitazione” che organizza l’”Estate Anziani”: «I finanziamenti sono per tutta l’attività e non speicificatamente per il piano afa». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Holzmann: adesso si attivi il prefetto


Alto Adige — 22 luglio 2010 pagina 03 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il deputato del Pdl Giorgio Holzmann richiama «la Provincia ad assumersi le responsabilità di aver avvallato, un poco furbescamente, l’atteggiamento dell’Avs e di altri operatori turistici. Hanno violato lo Statuto e la reazione doveva essere immediata». La tempistica, quindi, è motivo di polemica: «Il presidente Durnwalder non può fare il furbo chiedendo di aspettare il deterioramento dei cartelli. Mi va bene anche un piano di 5 anni, ma bisogna porre subito rimedio alla violazione delle norme». Ora che la rottura si è consumata cosa succederà? «Mi auguro che Fitto dia mandato al prefetto di procedere alla sostituzione immediata addebitando i costi ai responsabili, che siano l’Alpenverein o la Provincia». Michaela Biancofiore, dal canto suo, mantiene il basso profilo e non commenta: «Non mi sembra il momento di fare valutazioni affrettate. Intendo aspettare spiegazioni più approfondite dal ministero». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gnecchi: responsabilità tutta dell Avs


Alto Adige — 22 luglio 2010 pagina 03 sezione: CRONACA

BOLZANO. È dispiaciuta Luisa Gnecchi, deputata del Pd, nell’apprendere la notizia della fine della trattazione tra Fitto e Provincia. «Non è una bella notizia - commenta - anche perchè mi ero appena rallegrata che Durnwalder avesse richiamato l’Alpernverein alle sue responsabilità. Posso assicurare che la scelta dei cartelli monolingui non fu della giunta ma dell’Avs. La responsabilità è tutta loro». Adesso sarà più complesso uscire dall’empasse? «Ho paura che incominci un gioco delle parti, per cui la Provincia risponderà a Fitto, poi ci sarà la replica innescando una spirale che, evidentemente, non porta da nessuna parte. Sarebbe stato molto più produttivo poter contare sull’esperienza sul campo di un’associazione come il Cai». La chiusura repentina è arrivata inaspettata. «Abbastanza, anche se sappiamo tutti che dietro il Ministro Fitto manovra l’onorevole Michaela Biancofiore». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

La Svp: no a un nuovo Tolomei


Alto Adige — 22 luglio 2010 pagina 02 sezione: CRONACA

BOLZANO. È amareggiata ma compatta la reazione dei deputati della Stella Alpina al comunicato con cui il Ministro Fitto taglia il filo della trattativa con la Provincia. “Nessuna possibilità di trovare un’intesa” le parole che arrivano da dicastero romano, «Quello di Fitto è un gesto incomprensibile - la secca replica di Karl Zeller - e sicuramente in un ambito specialistico è stato consigliato male. Se la sua consulente, poi, è stata l’onorevole Biancofiore allora non siamo proprio sulla buona strada. Non trovo mai la firma della deputata su progetti costruttivi mentre il suo zampino è evidente tutte le volte che si deve fare i conti con qualcosa che va a rotoli». Zeller, infatti, resta convinto che un accordo si potesse trovare «perlomeno sulle questioni di carattere generale. Certo, era molto difficile poter rispettare la tempistica immediata chiesta dal Ministro, così come non ci si può certo chiedere di tradurre tutto portando avanti l’opera di Tolomei decenni dopo. Chiunque sa che siamo un partito moderato ma se ci propongono una soluzione come questa è evidente che non potremmo mai essere d’accordo». Adesso, però, come intende procedere l’Svp? «Andiamo avanti per la nostra strada: proporremo la legge, poi invieremo una direttiva allo Stato in cui spiegheremo cosa intendiamo fare. La nostra intenzione, comunque, è di tradurre tutti i toponimi dei Comuni, di quasi tutte le frazioni e di non rendere più monolingui indicazioni come “maso”, “rifugio” o “cima”. È evidente, quindi, che non rimane moltissimo fuori da questa conta». La possibilità di un accordo con Roma, comunque, sembrava esserci. «Già - conclude Zeller - e spiace non aver centrato l’obiettivo. Il presidente Durnwalder, comunque, aveva mostrato la massima disponibilità lavorando per una soluzione consivisa. Oggi, invece, constatiamo che in alcuni uffici rimani è mancato totalmente il buon senso di agire cercando una compattezza di fondo tra i soggetti istituzionali coinvolti nella vicenda». Molto simile a quella del collega la posizione del deputato Siegfried Brugger. «Chiaro che impuntarsi su una tempistica immediata non poteva certo portare a risultati buoni. Non è pensabile chiederci di attivarci cambiando tutti i cartelli in così poco tempo: è praticamente impossibile». C’è poi una divisione sul numero di toponimi da cambiare: «Troppi quelli che ci hanno chiesto perchè davvero si passerrebbe a una traduzione forzata che richiama Tolomei e che non possiamo accettare come condizione per l’accordo». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

venerdì 23 luglio 2010

Il rione: «Togliere subito quell ostacolo pericoloso»


Alto Adige — 21 luglio 2010 pagina 13 sezione: CRONACA

BOLZANO. È da tempo che residenti e passanti guardano con sospetto al dosso rallentatore di via Castel Flavon. «Troppo pericoloso» si diceva in quartiere. Adesso che una tragedia ha scosso il rione il disappunto di trasforma in rabbiosa richiesta. «È innegabile che si tratti di un ostacolo insidioso - le parole di Paolo Leita, amico di alcuni familiari della vittima - per di più se in condizioni difficili come durante la pioggia. Tutti cercano di evitarlo ma in questo quartiere la sicurezza sulle strade latita, basti pensare che sono pochissimi a rispettare il limite dei 30 all’ora imposto dalla zona scolastica». Vittoria Insam scuote la testa: «Perchè non accorciarlo in modo che possano passare le bici?». Rainer Wallnhöfer è preoccupato: «Passo tutti i giorni sopra il dosso e sapere cosa può accadere è davvero preoccupante». Stessa sorte per Martin Pruenster: «Con la macchina è un conto, ma in bicicletta bisogna stare attenti perchè dalla curva si arriva davvero con troppa velocità». Silvano Albanello rincara la dose. «Non è possibile che in questo quartiere non venga fatto qualche controllo in più da parte dei vigili. Il dosso è pericoloso, ma in via San Vigilio ci sono punti preoccupanti». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cade in bici: muore dopo sei giorni


Alto Adige — 21 luglio 2010 pagina 13 sezione: CRONACA

BOLZANO. Strisciando la gomma della bicicletta sul dosso ha perso l’equilibrio e, cadendo, ha sbattuto fatalmente la testa. Dopo sei giorni di coma ha perso la vita Erich Madlaner, pensionato di 66 anni residente ad Aslago. L’incidente è avvenuto in via Castel Flavon davanti alle scuole “Egger Lienz”. La botta alla tempia sull’asfalto ha causato un’emorragia cerebrale troppo vasta per riuscire a salvare il bolzanino, residente in via Nicolodi, nonostante un’operazione immediata. Madlaner, pensionato dopo 30 anni di servizio presso l’Azienda Energetica e molto conosciuto nel rione, era un cliclista esperto in perfetta forma fisica e percorreva quel tratto di strada tutti i giorni. A dare notizia della tragedia è il mensile del quartiere “Taxi” che raccoglie l’amarezza di una fatalità forse evitabile di una mattina di metà giugno. A tradire il pensionato, infatti, potrebbe essere stato l’asfalto reso scivoloso dalla pioggia e l’ombrello che teneva in una mano mentre pedalava sulla sua bicicletta elettrica. Gli stessi residenti, inoltre, confermano la pericolosità di quel dosso che arriva esattamente dopo un curvone in discesa che fa guadagnare velocità. Che la fiducia dei ciclisti non sia totale lo si capisce anche dal fatto che praticamente tutti, quando possono, cercano di evitare il rialzo allaragando la traiettoria verso il parcheggio vicino, se libero, oppure tentando di infilare la gomma esattamente nel pertugio che separa la carreggiata dalla transenna del marciapiede, come sembra abbia fatto Madlaner. Qualche giorno prima, comunque, nello stesso punto era scivolato un ragazzino provocandosi un esteso ematoma al ginocchio e danneggiando la propria bici, mentre un altra persona è caduta dalla bici e ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. In poco meno di un mese, quindi, si contano tre incidenti, di cui uno mortale: normale che il quartiere abbia rivolto diverse lamentele in Comune per chiedere di creare un rallentamento, necessario per la sicurezza delle scuole, attraverso un rialzo dell’asfalto più dolce dell’attuale ostacolo. L’amministrazione, comunque, appena saputo dell’incidente ha provveduto, l’altro giorno, a montare alcuni bulloni nuovi per fissare meglio la struttura del dosso che, evidentemente, necessitava di manutenzione. Amici e conoscenti della vittima, però, non riescono a darsi pace: «Veniamo spesso in questo luogo - raccontano Ignaz Oberegger e Rainer Wallnhöfer - e ci chiediamo come sia possibile lasciare un simile pericolo dopo quello che è successo. Ci sono motorini e biciclette che occupano la carreggiata in senso opposto pur di evitare di passare sopra il dosso: è evidente che la gente ha paura. Sostituire qualche bullone non è sufficiente su una struttura che ancora oggi continua a staccarsi a pezzi. Chiediamo che il Comune intervenga il più presto possibile». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

Ryanair: prenotabili oggi i voli da Verona cinque le rotte europee offerte a 10 euro


Alto Adige — 21 luglio 2010 pagina 09 sezione: ECONOMIA

BOLZANO. Sono prenotabili da oggi i primi voli “Ryanair” in partenza dallo scalo veronese di Villafranca. Cinque le destinazioni possibili: Londra, Parigi, Madrid, Bruxelles e Brindisi. Per festeggiare le rotte sono offerte a 10 euro fino alla mezzanotte di domani. I bolzanini aspettavano da tempo l’opportunità di poter usufruire delle tariffe low-cost anche dal vicino aeroporto “Catullo” di Verona. Di meglio non potevano chiedere: a calare sul tavolo delle offerte cinque rotte di prestigio è la regina delle compagnie low-cost, ovvero l’irlandese “Ryanair”. Da novembre, dunque, si potrà raggiungere più economicamentre grandi capitali come Londra (scalo Stansted), Madrid, Bruxelles (Charleroi) e Parigi (Beauvois). Nel pacchetto, però, spunta a sorpresa anche la rotta per Brindisi che sostituisce la prevista Cagliari che potrebbe essere attivata la prossima estate. Tre i voli settimanali per Parigi e Brindisi, quattro quelli diretti a Madrid. L’offerta lancio, fino a domani a mezzanotte, è di dieci euro per tutte le rotte sul sito www.ryanair.it. La compagnia irlandese prevede di trasportare 230 mila passeggeri nel primo anno di operatività, generando un indotto turistico di circa 230 posti di lavoro sul territorio di Verona e circostante. Soddisfatto il presidente di Catullo spa Fabio Bortolazzi: «Queste nuove rotte rafforzano il turismo a basso costo in particolare da Francia e Spagna che per noi sono due mercati molto importanti» (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

mercoledì 21 luglio 2010

Pochi laureati in discipline scientifiche. L Alto Adige è il fanalino di coda in Italia


Alto Adige — 20 luglio 2010 pagina 03 sezione: CRONACA

BOLZANO. L’Alto Adige soffre della mancanza di risorse umane per progredire in termini di innovazione e sperimentazione. A stabilirlo è uno studio dell’Istat che ha semplicemente calcolato il numero di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche per mille abitanti e ha stilato una corrispondente classifica. La nostra provincia risulta impietosamente agli ultimi posti con un valore di soli 1,2 laureati, lontano anni luce dal 17,7 del Friuli, ma anche dal 12,9 del Trentino. Basta spostarsi di pochi chilometri, quindi, per trovare dieci laureati in più ogni mille abitanti a disposizione della crescita di imprese e aziende del territorio. La stessa media nazionale si attesta al 12,2, valore attorno al quale gravitano anche le regioni più industrializzate del Paese come Veneto (12,7) o Lombardia (14,8). Le pmi altoatesine, quindi, partono con un forte handicap nella corsa alla capacità innovativa nonostante la possibilità di collaborare con enti esterni e la capacità di fare sistema implementata negli ultimi anni sul territorio. Il calo di produttività economica, quindi, rischia di essere letto anche alla luce della mancanza di capitale umano scarsamente qualificato e tocca alla politica, ora, trovare delle soluzioni per recuperare velocemente il terreno perduto. Si inserisce in questo contesto la prima riunione della Consulta per la ricerca e l’innovazione in programma oggi. L’organo nominato la scorsa settimana dalla giunta provinciale si prefigge l’obiettivo di delineare le linee guida per lo sviluppo dell’innovazione incentivando le scienze all’interno di un piano di sviluppo pluriennale. Rientra nel discorso anche il mantenimento della competitività del sistema Alto Adige alla luce delle ultime novità adottate. Dalle agevolazioni sull’Irap al lavoro di supporto del Tis, passando per le collaborazioni con gli enti internazionali ed italiani e gli aiuti alle start-up dell’imprenditoria: tutto verrà passato al setaccio per capire dove e come migliorare i meccanismi economici provinciali. All’ordine del giorno anche l’integrazione tra le varie anime dell’innovazione altoatesina. Tis, Eurac, Fraunhofer, Iit Laimburg e la Lub sono tutti organismi che necessitano di una connessione stretta tra loro e con la Provincia: la Consulta, nelle intenzioni, dovrebbe fungere proprio da collante. Un occhio di riguardo sarà rivolto anche alle associazioni di categoria come Apa, Cna o Bauernbund che ultimamente si affacciano sul panorama dell’innovazione attivando specifici sportelli informativi. Tangente a tutti questi discorsi, ovviamente, si affaccia il progetto del Parco Tecnologico negli spazi dell’ex Alumix al centro dell’agenda politica degli ultimi giorni. Evidente come i rappresentanti della giunta provinciale, il presidente Luis Durnwalder e gli assessori competenti Sabine Kasslatter-Mur e Roberto Bizzo, spingeranno sulla necessità di un luogo fisico che funzioni da rampa di lancio per aumentare il livello di scambi e competitività. A confrontarsi con loro gli specializzati componenti della Consulta Walter Lorenz (Lub), Werner Stuflesser (Accademia Europea), Michael Oberhuber (Centro di Laimburg), Alfredo Guarriello (Tis), Irmgard Lantschner (Camera di Commercio), Silvia Vogliotti (Istituto promozione dei lavoratori), Christina Muhringer, Irene Unterkofler e Paolo Gasperi (in rappresentanze dei diversi settori economici presenti sul territorio), Nikolaus Tribus (settori economici), Tony Tschenett e Sandro Fraternali (sindacati), Heidi Siebenforcher e Giovanni Polonioli (Consorzio dei Comuni), Tilmann Mark, Josef Dalla Via, Franco Bontempi e Susanna Vetturelli (rappresentanti designati dalla giunta provinciale). (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tumore allo stomaco: Alto Adige a rischio


Alto Adige — 20 luglio 2010 pagina 14 sezione: CRONACA

BOLZANO. In Alto Adige si registra un rischio elevato di cancro allo stomaco sia nei maschi sia nelle femmine. A comunicarlo è una ricerca effettuata nelle regioni alpine e presentata dal direttore dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento Franco Debiasi (nella foto) che ha redatto una mappa dei tumori tra Trentino-Alto Adige, Austria e Slovenia. Nelle analisi dettagliate per zona, dunque, la nostra provincia risulta essere statisticamente più a rischio per quanto riguarda il cancro allo stomaco. In generale, però, la ricerca mette in luce come la prevenzione nella nostra area geografica rappresenti ormai un’arma efficace per sconfiggere i tumori maligni e come molte di queste patologie siano legate allo stile di vita. Sempre a rischio, per esempio, rimangono i polmoni, l’esofago, la laringe e bronchi: tutti fortemente danneggiati da abitudini come il fumo di sigaretta. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Piazza Erbe: stop al degrado


Alto Adige — 20 luglio 2010 pagina 16 sezione: CRONACA foto: DLIFE (OGNIBENI-AGOSTINI)

BOLZANO. È bastato sostituire un dehors di una pasticceria per riportare il destino di piazza Erbe sulla bocca di tutti. I commercianti del mercato chiedono a gran voce che il Comune formuli al più presto un nuovo regolamento per evitare il degrado. Prima dell’approvazione, però, intendono essere ascoltati. I turisti, nel frattempo, continuano a visitare uno dei simboli della città rimanendone affascinati dall’atmosfera. La pasticceria “Peter’s”, dunque, ha da poco sostituito il proprio piccolo giardino esterno, affacciato sulla piazza. Colore verde e architettura “minimal”, ma tanto basta per far storcere la bocca a qualcuno. «Non vengano a lamentarsi da noi - la replica piccata che arriva dal locale - perchè è stato il Comune a imporci estetica e progetto. Si rivolgano a loro se qualcuno desidera cambiare qualcosa». Nessun fastidio nemmeno per il banchetto di pane dirimpetto. «Ad essere sincero - ammette John Diaz - mi sembra perfino più bello e luminoso di prima. Dovessi cambiare qualcosa nella piazza, piuttosto, partirei dal presupposto che più varietà d’offerta c’è e meglio è per tutti. La possibile offerta dei banchetti è sicuramente un argomento da trattare nel nuovo regolamento». Pollice alto anche per il vicino Alfred Laner del “Banco 53”. «I veri problemi non sono legati al dehors che, peraltro, mi sembra anche piuttosto apprezzabile. Sarebbe oppportuno, invece, effettuare approfonditi controlli sulla merce di alcuni banchetti che non sempre è impeccabile». La piazza, come detto, è anche crocevia estivo di molti turisti «Arriviamo dalla Svezia per visitare le Dolomiti - premettono Anna Mooe e Jonas Sundell - ma abbiamo letto giudizi lusinghieri su questo gioiello della città. Devo dire che a livello architettonico ed estetico le aspettative sono pienamente rispettate: dal mercato, forse, ci aspettavamo qualcosa in più a livello di offerta». Passeggia guardandosi intorno anche l’austriaco Harald Pantsi: «Fossi in voi non mi lamenterei troppo perchè si tratta di un luogo suggestivo e caratteristico». Soddisfatto anche Michael Goll: «Mi sembra un piccolo gioiello che avete la fortuna di custodire e di cui dovete avere particolare attenzione per il futuro». Molto meno ammirati gli sguardi dei commercianti dei banchetti. «Hanno ragione i visitatori sul fatto che dobbiamo stare all’erta - avverte Bruno Muck - per non snaturare questo luogo storico. La modernizzazione deve arrivare dall’aumento di varietà delle merci offerte e dalla stretta osservanza di tutte le norme relative all’igiene. A livello estetico, comunque, alcune concessioni sono al limite: a metà mercato si trova un banchetto del pane che è simile ad un catafalco. In questo senso sarebbe necessario potersi basare su delle norme nuove e condivise». Drilona Doci vende i fiori e ha le idee chiare: «Bisognerebbe rendere la piazza più viva durante il giorno. La notte? No, lì è gia decisamente troppo vivace». Ilsa Mercuri è molto più drastica: «Le caratteristiche storiche non esistono più: mettiamoci il cuore in pace. Il Comune non ci ascolta mai, manca un nuovo regolamento e lentamente quello che era un gioiello sta morendo. Paghiamo anche la concorrenza eccessiva dei supermercati». Laura e Manuela Busato conoscono meglio la piazza Erbe notturna: «Non mi sembra molto cambiata. La verità è che a Bolzano non ci sono così tanti posti alternativi per i giovani e la sera qui si convoglia gran parte della provincia. Capisco, comunque, che i commercianti abbiano il diritto di lavorare quindi vanno punite le esagerazioni come chi lancia volontariamente le bottiglie per terra. Una mediazione si può trovare». Chiude Asif Javeed: «Sarò controcorrente ma credo che questa piazza con gli anni stia migliorando. Il movimento, anche turistico, è aumentato e di recente è sicuramente più vissuta anche dai bolzanini». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

In crescita gli iscritti Svp


Alto Adige — 20 luglio 2010 pagina 12 sezione: CRONACA

BOLZANO. L’Svp conta le iscrizioni e stappa lo spumante: le tessere staccate nell’ultimo periodo sono 51.304 con un incremento dell’1,23%. Dal 2003 la Stella Alpina non segnava un dato in crescita rispetto all’anno precedente. I numeri relativi al reclutamento 2010 sono stati presentati ieri in assemblea e confermano che è la Val Pusteria l’autentico zoccolo duro del partito di maggioranza provinciale. Intorno a Brunico, infatti, l’Svp conta 12.000 iscritti, la più alta di tutti e sette Bezirk. Raggiante il segretario Philipp Achammer che in tempi non sospetti aveva previsto l’incremento. «Per la prima volta dal 2003 - dichiara - possiamo registrare una crescita nel tesseramento. È chiaro che quando nel partito si respira unità d’intenti e una buona atmosfera allora è più facile raggiungere determinati obiettivi». Achammer, comunque, fornisce anche una spiegazione politico-organizzativa al dato: «La capillarità è fondamentale. Abbiamo coinvolto in modo sempre più stretto tutti i circoli cittadini e gli iscritti hanno sempre potuto rapportarsi con funzionari estremamente vicini ai vertici e al meccanismo del partito». La strategia, dunque, è stata quella di far sentire tutti parte dei processi decisionali di via Brennero: «Esatto. È questa la strada su cui l’Svp può accrescere il consenso, essere più efficace e raggiungere dei successi politici». Accoglie con piacere la notizia anche l’Obmann Richard Theiner: «Lanciamo un importante segnale all’esterno. In un momento in cui in tutta Europa i partiti, anche molto più grandi, fanno i conti sistematicamente con un declino nel tesseramento, la Stella Alpina è capace di centrare una crescita percentuale». Il primo “Bezirk” a seguire il bacino della Val Pusteria è quello di Bolzano con 11.471 iscritti, seguono poi il Burgraviato (9.178), Bressanone (7.697), la Val Venosta (5.367), la Bassa Atesina (3.304) e l’Alta Val d’Isarco con 2.311. Già avviate, nel frattempo, una serie di iniziative volte a mantenere stabile la crescita anche nel 2011, sempre delegando le operazioni in modo capillare. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

martedì 20 luglio 2010

In via Palermo un maxi Despar


Alto Adige — 19 luglio 2010 pagina 09 sezione: CRONACA foto: DLIFE OGNIBENI-AGOSTINI

BOLZANO. Il Despar di via Palermo diventerà uno dei più grandi supermercati della città: la Provincia ha infatti approvato la richiesta di ampliamento del punto vendita che passerà da 625 a 1.000 metri quadrati. Compatta la decisione della giunta che nell’ultima seduta ha dato il via libera. Al civico 20 di via Palermo verranno realizzati nuovi spazi per la grande distribuzione, ma nel rispetto del piano provinciale per le grandi strutture di vendita approvato nel giugno del 2009. Un documento che consente l’ampliamento fino al 30% delle superfici di vendita già esistenti. L’Aspiag ha sfruttato proprio questa norma: in via Palermo, infatti, c’è già un Despar che dispone di una superficie di vendita di 625 metri quadrati, molto utilizzato dai residenti della zona. Il 30% corrisponde a 187 metri quadrati, tutti destinati al settore alimentare. I restanti 188 metri provengono invece dalla disponibilità prevista dal nuovo piano per gli ampliamenti e riguardano sia il settore alimentare (88 metri quadrati) sia quello non alimentare (100 metri quadrati). I 1.000 metri quadrati totali, quindi, rientrano ampiamente nei limiti concessi, fissati a 2.000 metri quadrati, dalle “norme di piano” circa l’ampliamento delle grandi strutture di vendita nei comuni considerati superiori. L’orientamento della normativa, oltretutto, è proprio quello di privilegiare le grandi strutture già esistenti con disponibilità di locali. Il punto vendita di via Palermo rientra perfettamente in questa condizione. La Provincia, dunque, concede il via libera ma ammette, nella stessa delibera, di non aver ancora ricevuto, nei termini previsti di trenta giorni, alcun parere in merito da parte del Comune di Bolzano. Il nuovo punto vendita, comunque, raddoppia la superficie destinata ai prodotti non alimentari (da 100 passerà a 200 metri quadrati), mentre gli spazi per i prodotti alimentari passano dagli attuali 525 a 800 metri quadrati. Prevista anche la realizzazione di 25 posti macchina, una novità salutata con entusiasmo dai clienti viste le difficoltà a trovare posteggio lungo la strada quando il piccolo parcheggio attuale si riempie. L’ampliamento del supermercato di via Palermo, comunque, si inserisce nella scia di una serie di migliorie in atto nel quartiere. È di pochi mesi fa, infatti, la riorganizzazione complessiva del punto vendita “Eurospar” di via Roma dove è stata ridotta drasticamente l’offerta no-food e inserito il nuovo sistema di vendita self-service del pane sotto la regia del general manager di Aspiag Robert Hillebrand. Nel quartiere, comunque, si amplia ulteriormente l’offerta della grande distribuzione fortemente interessata, a quanto pare, a una delle zone a più alta densità abitativa della città. L’ampliamento del Despar di via Palermo, come detto, fa il paio con l’importante presenza dell’Eurospar di via Roma per quanto riguarda la catena “Aspiag”. Presenti, ovviamente, anche altre catene di distribuzione della città: la trentina Poli su tutte con il punto vendita di via del Ronco e quello più piccolo di piazza Matteotti. Per quanto riguarda i discount, infine, a difendersi rimangono i punti vendita “Ld” lungo viale Druso e in via Roma. Le dimensioni dell’ampliamento, però, porteranno il punto vendita di via Palermo a competere anche con i più grandi supermercati presenti in tutta Bolzano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elicotterista di stanza a Bolzano coinvolto in un grave incidente


Alto Adige — 19 luglio 2010 pagina 09 sezione: CRONACA

BOLZANO. È stato coinvolto in un grave incidente a Grotta Santo Stefano nel viterbese un pilota di elicotteri di 31 anni in servizio a Bolzano. Il giovane, originario della zona e tornato a casa per una licenza, è stato colpito, di rimbalzo, da un’auto parcheggiata urtata da un’altra vettura che sopraggiungeva a velocità elevata. Una carambola incredibile che ha coinvolto il pilota mentre si trovava semplicemente davanti alla propria abitazione. Il giovane militare, infatti, è finito schiacciato dall’automobile. Immediato l’intervento del Pronto Soccorso locale che ha subito trasportato il giovane all’ospedale di Belcolle con codice rosso di massima urgenza. Il guidatore dell’auto che ha scatenato la carambola è stato fermato dai Carabinieri, trasportato in caserma e sottoposto al test alcolemico. Il militare grottano di servizio a Bolzano, invece, ha subito un delicato intervento chirurgico di ben cinque ore e le prime indiscrezioni uscite dall’ospedale locale smentiscono, fortunatamente, l’amputazione della gamba sinistra. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Comune cerca 30 nonni vigili per il prossimo anno scolastico


Alto Adige — 19 luglio 2010 pagina 09 sezione: CRONACA

BOLZANO. La cooperativa sociale di servizi urbani si è messa alla ricerca di 30 nonni vigili per il prossimo anno scolastico che partirà a settembre. Per potersi candidare all’attività di sorveglianza su incroci e attraversamenti in prossimità delle scuole primarie comunali è sufficiente essere titolari di pensione e avere un’età compresa tra i 50 ei 75 anni. Tutte le mattine, infatti, i nonni vigili aiutano bambini e ragazzi ad attraversare senza rischi in un’ora in cui, tradizionalmente, il traffico è tanto. La selezione terminerà mercoledì 28 luglio e per chi fosse interessato a parteciparvi si può telefonare o prendere appuntamento telefonando al numero 0471-324239 dalle 9 alle 17. Il servizio, comunque, prevede interventi quotidiani di circa un’ora, rispettivamente al momento dell’entrata e dell’uscita dei bambini nelle scuole. Per essere facilmente riconoscibili, inoltre, i nonni vigili indossasno l’ormai inconfondibile giacca a vento gialla con striscia grigia. Le zone di sorveglianza sul territorio comunale in totale sono 75 per le quali vengono conferiti 90 incarichi. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stirner Brantsch: la scuola sia plurilingue


Alto Adige — 19 luglio 2010 pagina 08 sezione: CRONACA

BOLZANO. «Bene la salvaguardia della madrelingua, ma non possiamo sorvolare sulla necessità, anche sul futuro mercato del lavoro, che i nostri studenti abbiano un orientamento plurilingue». La consigliera provinciale dell’Svp Veronika Stirner Brantsch prende le distanze dal proprio partito sulla discussa cancellazione del passaggio sul plurilinguismo all’interno dell’articolo 1 della nuova riforma scolastica. La Stella Alpina, infatti, ha preteso il depennamento nel documento dell’obiettivo della scuola di formare studenti plurilingui. Quella della consigliera Svp è più che altro una distinzione d’intenti perchè quando si parla di organizzazione scolastica e di classi bilingui tira il freno e mantiene l’equilibrio. «Non è tanto un discorso legato solo all’italiano o al tedesco, ma considera anche altre lingue internazionali. La scuola bilingue e l’insegnamento veicolare in età precoce non convincono del tutto nemmeno me e sulla necessità di difendere la madrelingua sono d’accordo con il presidente». Se la chiusura sui bambini delle primarie è decisa, qualche spiraglio Stirner Brantsch lo lascia aperto sugli studenti del liceo. «Sono favorevole a qualsiasi tipo di innovazione, anche una formula come quella provata dal “Carducci”». La strada maestra, però, è quella segnata da anni dall’Svp: «Il vero nodo da risolvere è legato all’aumento imdel contesto d’uso della lingua tra i ragazzi. Favorire amicizie e ambienti in cui si possa usare naturalmente la seconda lingua: credo che possano essere molto utili, in questo senso, gli scambi tra istituti». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Morta suor Pereira. Avviò il microcredito con la Provincia


Alto Adige — 19 luglio 2010 pagina 10 sezione: CRONACA

BOLZANO. Papa Giovanni Paolo II l’aveva definita l’“imprenditrice dei poveri” azzecando una descrizione valida per tutta la vita di suor Nancy Pereira. La religiosa indiana, scomparsa nei giorni scorsi, era stata tra le prime a credere nella formula del microcredito come arma di riscatto per i poveri. A sostenerla per la prima volta in questa sua convinzione fu proprio la Provincia di Bolzano che fornì una somma iniziale alla suora per la creazione del “Fondo per i poveri” che consentiva di acccedere al credito con un tassi di interesse esiguo per l’avvio di attività lavorative in proprio. Il costante impegno di suor Nancy Pereira a favore di un aiuto non assistenziale verso i più poveri del mondo venne riconosciuto nel 1998 con il gratificante premio Belisario. Nel 1993, inoltre, fondò l’associazione Fides (Family Integral Development Education Scheme) che rappresentava un progetto di recupero sociale ed emancipazione culturale rivolto alle famiglie dei villaggi e delle periferie urbane più disagiate. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

L'assessore Pasquali: un tavolo per il Virgolo


Alto Adige — 19 luglio 2010 pagina 09 sezione: CRONACA

BOLZANO. Continuano le prese di posizione dopo la lettera al Comune in cui il conte Peter Thun minaccia di salutare Bolzano nel caso non gli venga concesso di portare avanti il proprio progetto per il Virgolo. La maggioranza si rivela piuttosto spaccata. Aperture arrivano dall’assessore comunale all’urbanistica Pd Mariachiara Pasquali: «La struttura del progetto Thun è positiva, ora è necessario aprire un tavolo di confronto con i privati e, logicamente, l’amministrazione provinciale». «Il progetto Thun - commenta invece il consigliere del quartiere Oltrisarco Giovanni Barborini - mi sembra abbia unicamente finalità commerciali. Bisogna evitare di andare incontro a una colata di cemento. È la politica che deve trovare un punto d’equilibrio. Per il quartiere, comunque, sarebbe bene manetenere le due chiese e riqualificare i sentieri di pellegrinaggio». Dura anche la replica del comitato “Il nostro Virgolo”: «Fin dall’inizio Thun ha voluto seguire la strada delle amicizie e della politica - afferma Verena Segato - lasciando sistematicamente fuori la cittadinanza. Il tutto per un progetto che ha il solo scopo dell’arricchimento personale, cercando di ottenere vantaggi attraverso l’odioso ricatto dei posti di lavoro. Tutti sanno che la Thun produce da anni in Cina con danni consistenti per l’economia locale». Il comitato, comunque, riesce a trovare anche un punto di condivisione con il Conte: «Anche noi siamo preoccupati dall’immobilismo del Comune che da tre anni dimostra di non avere uno straccio di idea su una zona importante per tutta la città. Per quanto ci riguarda abbiamo avanzato la nostra proposta e chiediamo a Thun di farsi avanti con la propria e di accettare il confronto tra visioni abbandonando quell’atteggiamento nobiliare che mal si concilia a questioni di puro mercato». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

lunedì 19 luglio 2010

Incidente in galleria: ferito lievemente un motociclista


Alto Adige — 18 luglio 2010 pagina 18 sezione: CRONACA

BOLZANO. Incidente ieri pomeriggio intorno alle 19 all’interno della galleria della statale per la Val d’Ega. Un motociclista e un’autmobile, infatti, si sono toccati: nell’urto il centauro è caduto a terra. Immediato l’intervento della Croce Bianca e del medico della Croce Rossa che hanno prestato soccorso al motociclista trasportato all’ospedale di Bolzano dove, infine, è stato giudicato ferito lievemente. I volontari dei vigili del fuoco di Cardano hanno ripulito la strada ripristinando il transito regolare lungo la statale. (a.c.)

Firmian: condizionatori fuori uso


Alto Adige — 18 luglio 2010 pagina 18 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il caldo colpisce anche gli impianti di climatizzazione. A farne le spese è stata ieri la struttura per lungodegenti “Firmian” dove i tecnici hanno dovuto intervenire per ripristinare l’aria condizionata, fondamentale dove gli anziani sono tanti. La spiegazione del guasto sembra nascondersi nella natura dei compressori, tarati per sopportare una temperatura media inferiore ai costanti trenta gradi che stanno facendo boccheggiare la città e i bolzanini da giorni. Sono diversi, quindi, i sistemi di condizionamento dell’aria che in questi gironi necessitano di manutenzione e controllo continuo. L’ondata di caldo che stringe la conca bolzanina, infatti, non accenna a fermarsi nei prossimi giorni. L’abbassamento di temperatura di oggi sarà solo una parentesi nella canicola che da tre settimane colpisce senza sosta la città. Una domenica per respirare con la temperatura che non dovrebbe superare i 31º contro i 37º toccati ieri. Ad alleviare la percezione dell’afa, infatti, ci pensa un leggero Föhn che spira da nord e contribuisce ad abbassare il senso di oppressione, aggravato anche dal tasso di umidità. Già da domani, però, si tornerà a salire con la massima prevista a 33º, stavolta senza vento, martedì e mercoledì a 34º. La buona notizia è che finalmente la temperatura minima notturna dovrebbe abbattere la quota 20º, scendendo a 18º lunedì e 19º i successivi due giorni. Alcuni siti specialistici provano a buttare lo sguardo più in là quando, lentamente, le temperature dovrebbero tornare nella media stagionale. Giovedì, infatti, si scala di un grado fermandosi a 30º mentre venerdì si scende a 28º con possibilità di pioggie molto deboli. Sforata ancora una volta, ieri, la soglia di informazione dell’ozono (180 microgrammi per metro cubo) a Bolzano. La centralina di via Amba Alagi, infatti, ha segnato 181, mentre Laives e Renon hanno toccato quota 193 e 197. I bolzanini, però, si stanno difendendo bene: solo 3, infatti, gli interventi nella giornata di ieri del Pronto Soccorso per malore da caldo. Diversi, infine, quelli che hanno deciso di cercare refrigerio nelle piscine del lido di viale Trieste. Gli ingressi staccati ieri sono stati 2.700: cifra discreta per un giorno semifestivo di luglio. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli altoatesini amano la bicicletta fumano poco e bocciano la birra


Alto Adige — 18 luglio 2010 pagina 13 sezione: CRONACA

BOLZANO. È una radiografia della vita quotidiana degli altoatesini quella presentata dall’Astat nella sua ricerca statistica “Multiscopo sulle famiglie - 2010”. All’indagine hanno contribuito 584 famiglie per un totale di 1426 componenti residenti in 23 comuni della provincia di Bolzano. Interessante il primo dato relativo agli spostamenti mattutini dove il 72% dei residenti esce di casa per andare al lavoro o a scuola tra le 7 e le 9, anche se la popolazione italiana tende a partire un poco più tardi. Relativo anche il pendolarismo italiano visto che il 74% ci mette meno di un’ora ad arrivare in ufficio: solo il 14%, inoltre, usa l’autobus contro il 45% che si muove con la propria auto e un lusinghiero 28% in sella alla bici. I lavoratori, comunque, in genere dedicano tra le 30 e le 40 ore settimanali all’attività professionale. Solo un altoatesino su cinque, invece, si dichiara fumatore e ben l’80% ha smesso oppure non ha mai toccato una sigaretta in vita sua. Il 40% dei fumatori, comunque, si accendono tra le 11 e le 20 “bionde” al giorno. Sorpresa anche nel consumo di birra, bevuta mai o raramente da ben il 94% dei residenti in provincia: solo il 6% ammette di apprezzarne più o meno di mezzo litro al giorno. Nettamente diverso il discorso sul vino dove la percentuale di chi non l’approccia scende all’83% mentre si alza la quota al 15% di chi lo consuma quotidianamente. Ampio capitolo, inoltre, dedicato all’attività fisica e sportiva con il 40% che dichiara di svolgerla regolarmente e il 61%, oltretutto, senza sborsare alcun soldo e addirittura. L’83,3%, infatti, ammette di non aver preso lezioni o utilizzato strutture a pagamento nemmeno una volta nell’ultimo anno. Molto diffuso anche l’utilizzo del personal computer e di internet, preferibilmente dentro le mura domestiche e utilizzando il proprio. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Margheri: «Non accetteremo ricatti per il futuro Virgolo»


Alto Adige — 18 luglio 2010 pagina 13 sezione: CRONACA

BOLZANO. Non sono piaciute a Guido Margheri, consigliere comunale di Sel, le dichiarazioni della famiglia Thun sul futuro del Virgolo. Vista l’apparente immobilità della situazione l’azienda degli angioletti ha buttato sul tavolo l’ultimatum: «O possiamo dar vita al nostro progetto sul colle cittadino oppure ce ne andiamo via». Una presa di posizione che Margheri legge come «un ricatto nei confronti della città che non possiamo subire. Bisogna ricordarsi che la tutela delle pendici è contenuta in tutti i documenti programmatici del Comune e allo stato attuale il lacunoso progetto di Thun la mette radicalmente in discussione». Per superare lo stallo Sel chiama l’intervento del sindaco Luigi Spagnolli: «Deve attivare al più presto l’incarico speciale previsto al fine di elaborare una proposta dell’amministrazione». Mal digerite anche possibili intromissioni della Provincia: «Una loro eventuale variante d’ufficio sarebbe facilmente impugnabile perché completamente priva dei fondamenti di legge. Si configurerebbe, infatti, come una mera imposizione burocratica viziata per di più da evidenti condizionamenti di natura lobbistica». In ultima analisi Margheri chiede il coinvolgimento popolare. «La scheda sul Virgolo del Masterplan contempla esplicitamente l’attivazione di tutti i documenti di partecipazione democratica previsti dallo statuto comunale. Tra questi, vorremmo ricordarlo a chi ha la competenza diretta, ci sarebbe pure il referendum». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

domenica 18 luglio 2010

Svendite: la partenza è positiva


Alto Adige — 17 luglio 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. Partenza con il botto per il primo giorno di saldi in città. Negozi pieni e casse prese d’assalto fin dal mattino con soddisfazione dei commercianti. Resta, sullo sfondo, uno strisciante malcontento per le differenze tra le date di inizio e nasce così una proposta che compatta i negozianti: «Unifichiamo il via dei saldi in tutto il Nord Italia». A lanciare l’idea è il responsabile di “Carpisa” Andrea Bonetto. «Bolzano - spiega - è una piazza che ci sta dando soddisfazioni. Chiaro, però, che i clienti sono abituati a considerare i saldi come fine stagione ai primi di luglio, non certo a metà. Faccio mia una proposta che circola nel Veneto: partiamo con le svendite lo stesso giorno in tutta l’Italia settentrionale». «Rispetto alle scorse due settimane - racconta Sabine Markart di “Tally Weijl” - oggi siamo pieni di gente. Ciò non toglie che la partenza unita per tutte le città sarebbe una bella novità». Linde Perrotti è una cliente e ammette «come ai saldi un’occhiata vale sempre la pena darla. Confermo, comunque, che mi è capitato di spostarmi in altre città quando qui partono tardi». Chi si scosta dal clima di generale entusiasmo è la responsabile di “Sisley” Milena Di Giampaolo: «L’anno scorso era nettamente più pieno, forse incide il gran caldo. Meglio partire prima e, magari, tutti insieme». Anche Miriam Piol di “Kiko” appoggia la proposta del via compatto: «Sarebbe una buona soluzione». Manuela Gasser, invece, è cliente soddisfatta: «Trovato tutto quello che cercavo, aspettavo da giorni l’apertura ufficiale». Michela Romagnoli di “Tezenis” sfodera un sorriso: «Abbiamo tre casse sempre attive e l’afflusso è consistente. Anche noi, comunque, ci allineiamo a sostegno della proposta di partire tutti insieme».In fila per pagare troviamo Laura Scarioni e Giuseppe Branca: «Che bello sarebbe non dover rincorrere le date nelle varie città. I prezzi, comunque, sono buoni e le offerte si trovano». Chiude la rassegna l’unica voce contraria: Peter Oberschartner, responsabile di “Sportler”. «Non vedo questa necessità. Lavoriamo molto con la clientela di bolzanini, va bene così». Dado Duzzi, vicepresidente dell’Unione Commercio, al contrario, appoggia la proposta dei commercianti. «Sarebbe una soluzione nobile e dal buon ritorno in termini di marketing. Siamo favorevoli, ma a muoversi in rete devono essere le Camere di Commercio». Già durante questi saldi, però, arriva dal Veneto un segnale incoraggiante: «Tutta la regione con le rispettive province partiranno oggi dopo un accordo comune. Credo sia un buon esempio da seguire, senza innescare ogni volta un effetto domino tra città vicine che non porta vantaggi». Giudizio lusinghiero, infine, sulla partenza: «Inizio ottimo, speriamo continui così». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

Piazza Erbe, cartellini irregolari


Alto Adige — 17 luglio 2010 pagina 18 sezione: CRONACA

BOLZANO. I Consumatori avevano lanciato l’allarme già nel gennaio del 2009 e nuovamente nel giugno scorso: gran parte dei cartellini dei prezzi dei mercati ortofrutticoli bolzanini non sarebbe a norma. Parziale conferma l’abbiamo avuta nei giorni scorso in un controllo a campione fatto in piazza Erbe assieme a Luca Marcon del Ctcu. Salta subito all’occhio come non ci sia nemmeno un banchetto che presenti tutti i cartellini in ordine come previsto dalla legge. Le indicazioni da fornire al cliente, infatti, devono essere quattro: denominazione e varietà del prodotto, prezzo, categoria e il Paese di provenienza. La mancanza di anche solo una delle seguenti informazioni fa scattare l’ammenda della polizia annonaria pari a un minimo di 100 euro. «Le infrazioni in cui ci si imbatte - spiega Marcon - sono varie. Si va dalla mancata specifica del prodotto all’assenza completa del cartellino, passando per chi omette la provenienza o la categoria». Passeggiando per il mercato, dunque, si riscontra come i cartellini imperfetti siano diversi: un gran numero di irregolarità pregiudicano più che altro l’aspetto formale che sostanziale, ma per chi viene a Bolzano in visita turistica potrebbe essere un problema, rendendo enigmatica la tracciabilità. Assai più grave, invece, quando la mancanza del cartellino è totale e i casi verificati nella nostra rilevazione sono ben 18. Patate, insalata, sedani, fiori di zucca, radicchio e angurie si presentano piene di colori nelle loro cassette senza nessuna indicazione utile. Piuttosto diffusi anche gli errori nell’indicazione geografica: molti commercianti specificano unicamente la regione o il comune di provenienza omettendo il Paese, altri riportano un generico “estero”, più rara l’omissione completa. Sono 8, infatti, i cartellini visti con indicazione incompleta, mentre solo un paio quelli che non la riportavano in toto. La maggioranza delle irregolarità, però, è da ricollegare alla specifica del prodotto e della categoria: obbligatoria la prima, facoltativa la seconda. Molto spesso l’ordine viene invertito e, per esempio, le mele vengono indicate semplicemente col nome “Golden”. Diffusa anche la completa assenza d’indicazione del prodotto oppure la presenza di cartellini illeggibili o non in vista. Generalmente a comparire in maniera imperfetta sono i cartellini relativi a pomodori, insalata o fagiolini. Sono 24, comunque, le irregolarità avvistate. Molto più contenuta, infine, l’assenza dell’indicazione di categoria riscontrata in un singolo caso. «E’grave - conclude Marcon - che dopo un anno e mezzo l’annonaria non abbia messo un freno a questa pratica». A stretto giro di posta arriva la replica del Comandante della polizia municipale Sergio Ronchetti: «I controlli vengono fatti sistematicamente e addirittura possediamo un arichivio fotografico su questo tipo di infrazioni. A noi risultava una situazione sotto controllo, verificheremo». Prende le difese dei commercianti, pur non rappresentandoli direttamente, Paolo Pavan di Confesercenti. «Ricordiamoci che la prezzatura viene fatta con un lavoro manuale certosino, senza particolari tecnologie, e le informazioni da fornire sono molte. Si può capire, quindi, come qualcosa possa anche sfuggire». (a.c.)