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martedì 23 novembre 2010

I ragazzi del De Medici alla Provincia: fondamentale salvare l indirizzo sociale


Alto Adige — 18 novembre 2010 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. Striscioni alla mano, musica, slogan, sorrisi, ma anche tanta voglia di spiegare perché hanno deciso di scendere ancora una volta in piazza. Gli studenti, dunque, puntano il dito contro i finanziamenti alle scuole private, la soppressione di alcuni indirizzi nelle scuole provinciali e i tagli portati dalla riforma targata Gelmini. «È scandaloso - spiega Claudia Danti del liceo scientifico Torricelli - un sistema che favorisce le scuole private. Non possiamo accettarlo né a livello provinciale né su scala nazionale». Torna sul tema Simone Benatti: «I numeri provinciali sono impietosi e descrivono un finanziamento di 1,2 milioni ai privati e solo 300mila al pubblico». Dennis Gazzignato frequenta la scuola alberghiera a Merano e critica in particolare “il passaggio dalle ore di 50 minuti a quelle di 60 che provoca, mantenendo lo stesso orario effettivo settimanale, una diminuzione di 6 lezioni: una cifra importante”. Forte anche la presa di posizione dell’Istituto De’ Medici, presente in forze. «L’indirizzo sociale attuale - spiega Luca Scomparin - è per noi fondamentale perché ci offre un percorso fortemente professionalizzante. È nostra intenzione mantenerlo tale senza spezzare, come sembra nelle intenzioni provinciali, il segmento economico tra noi e il Pascoli». Davide Bertacchi, dal canto suo, critica “l’imposizione di un percorso quinquennale fisso per le professionali che impedisce, di fatto, la scelta di un periodo più corto per chi vuole andare a lavorare prima”. «Gli studenti del De’ Medici, comunque, sono rimasti amareggiati anche dal trattamento che ci hanno riservato al Pascoli nella discussione sull’indirizzo socio-economico: ci siamo sentiti considerati come una scuola di serie B». «Con questo meccanismo - sostengono Veronica Bonarrigo, Alessia Martinelli, Vanessa Mader e Silvia Ronggador - stanno riducendo le possibilità di scelta con una distribuzione territoriale degli indirizzi pessima». Diverse, comunque, anche le reazioni a manifestazione conclusa. Guido Margheri (Sel) ha espresso la propria solidarietà ai manifestanti “che giustamente criticano una riforma incentrata solo sui tagli economici e su una logica di risparmio”. Critica l’associazione Alternativa studentesca: «Siamo contrari alla manifestazione - spiega il presidente provinciale Alessandro Bertoldi - perché non si può criticare una riforma che ha il pregio di razionalizzare il mondo scolastico e di semplificarne gli indirizzi. I numeri, comunque, fotografano un flop dell’iniziativa che, oltretutto, vista la presenza di Margheri, la diffusione di canzoni come “Bella Ciao” e i veti imposti dalla Cgil è stata politicizzata. Gli studenti hanno voluto, insieme al sindacato, sfruttare il momento di crisi del governo per dare una spallata politica». L’attacco al sindacato viene riproposto anche da Mirko Gasperi del Blocco Studentesco: «Abbiamo tentato di costruire con gli Studenti Consapevoli una forma di protesta che potesse essere condivisa come successo altre volte, ma da Roma e dai vertici della Cgil è arrivato il veto su una nostra presenza alla loro manifestazione. Ammettiamo, pur non condividendo la linea del governo, che la Gelmini ha avuto il pregio di ascoltare le associazioni studentesche e siamo disgustati dai diktat che piovono da Roma». A rintuzzare gli attacchi, però, interviene Lorenzo Vianini, coordinatore degli Studenti Consapevoli. «Le critiche di politicizzazione sono solo un pretesto per screditarci. La data è stata fissata da più di un mese, quindi la contemporanea debolezza del governo non era preventivabile. Gli studenti della Lub, invece, ci hanno deluso ancora una volta con il loro menefreghismo». (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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