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lunedì 13 dicembre 2010

Gli studenti Lub: «Più bus dal Centro verso la UniverCity»


BOLZANO. Non vogliono sentirsi ospiti, ma bolzanini. Gli studenti universitari che alloggiano all'interno dello studentato di recente costruzione "UniverCity" in viale Europa - molto apprezzato dagli universitari - rappresentano un primo passo nel cammino, ancora lungo, di inclusione totale nella città dei ragazzi che frequentano la Lub. Le riflessioni degli studenti, infatti, abbracciano i giudizi sulla presenza di supermercati e adeguate linee di collegamento Sasa con il Centro perchè, forzatamente, la loro vita sociale si svolge praticamente tutta oltre ponte Talvera. Rientra in questa concezione un'esigenza comune dei ragazzi: un paio di corse notturne in più del 153 che possano far superare il limite da moderne Cenerentole del rientro in stanza entro la Mezzanotte. «Appena arrivati - spiega Chiara Marcato, studentessa di agraria di Pavia - ci si rende subito conto di essere inseriti in una zona residenziale. Le linee degli autobus sono soddisfacenti, anche se il 153 qualche corsa in più nella notte potrebbe farla». Evelyn Dal Monech, trentina, conferma «una vita nel rione che si limita alla mattina e la sera, ma durante il giorno c'è poco o nulla. Ci aiuta, invece, il gran numero di supermercati perché nelle nostre unità abitative abbiamo delle cucine autonome e possiamo arrangiarci da soli senza dover frequentare sempre le mense». Leonardo Morsi, aostano, concorda: «Tra Poli, Despar e mercato dei contadini l'offerta è sicuramente ampia. Certo che di altro non c'è molto e ci spostiamo sempre in Centro. Per chi viene da Aosta, comunque, inserirsi a Bolzano è abbastanza facile e naturale». Lo studentato, quindi, piace ai ragazzi più di altre strutture come testimonia Serena Manara, veronese iscritta al corso di viticoltura: «Prima ero al Rainerum, ma dopo aver visto Univercity ho insistito per trasferirmi. La differenza si nota soprattutto nella qualità della gestione e in questo la Provincia tutela e aiuta la realtà universitaria. Sulla zona, comunque, sono onesta e ammetto di conoscerla veramente poco perché non abbiamo grandi occasioni per frequentarla. E' un peccato perché sarebbe un'opportunità per noi, ma anche per i bolzanini. L'analisi che vuole la Lub come un universo parallelo alla città è in parte condivisibile: pensandoci sono rari i momenti in cui abbiamo uno scambio totale. Il vero collegamento sociale, però, potrebbe essere davvero un rione residenziale come Europa, dove si respira la storia di Bolzano. In Centro è più difficile che si esca dalla nostra cerchia. Confermo, comunque, la bontà dei servizi e dei collegamenti del bus, ma ogni tanto è davvero lungo e scomodo tornare a piedi la sera dal Centro. Aggiungere due o tre corse del 153 sarebbe un aiuto e ricalcherebbe quello che viene fatto nella maggior parte delle città universitarie italiane». Martha Kisa arriva da Augsburg e da tedesca talvolta non è facile inserirsi in uno dei contesti più italiani della provincia: «In viale Europa e nel quartiere è molto difficile trovare qualcuno che parli tedesco. Può anche essere positivo esercitare l'italiano, ma ogni tanto crea delle difficoltà. Lo studentato, comunque, è bellissimo, ma la Sasa dovrebbe aumentare la frequenza delle linee 5 e 8». Bilingue perfetto è Angelo Tomminero, bavarese con genitori italiani: «Bolzano è il mio ambiente ideale e proprio per questo mi piacerebbe avere più occasioni di confronto anche in rioni come, questo dove è difficile entrare totalmente in contatto con il mondo bolzanino». Chiusura dedicata ai gestori Richard Carotta, Claudia Geiser e Rupert Spergser: «Normale che vadano tutti in Centro ed è importante che i collegamenti siano funzionali. Certo che sarebbe bello approfittare della nostra presenza per creare un centro di aggregazione pure in questa zona».
Alan Conti
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