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giovedì 9 dicembre 2010

I residenti del Centro «Bene l'ordinanza contro le prostitute»


di Alan Conti
zoom . BOLZANO. Pollice su da parte dei residenti di Centro e Piani alla possibile ordinanza del sindaco mirata a colpire i clienti delle prostitute. Elevare sanzioni a chi intralcia il traffico per mercanteggiare prestazioni sessuali potrebbe servire, dunque, ad allontanare il fenomeno da strade come via Piave, via Macello, via Crispi o via Raiffeisen. Soddisfazione, chiaramente, arriva dalla possibilità di avere finalmente marciapiedi liberi, ma un distinguo i cittadini ci tengono a farlo: non si deve trattare di una misura capace unicamente di nascondere la polvere sotto il tappeto. Se da un lato, infatti, colpire i clienti favorirebbe uno spostamento delle prostitute, dall'altro non cambierebbe nulla della situazione delle lucciole, spesso sfruttate e oggetto di mercato clandestino. Salvare il buoncostume, dunque, è positivo, ma il vero salto di qualità è legato a operazioni organiche che smantellino le reti criminali che con il sesso a pagamento si rafforzano economicamente. Una multa, in questo caso, è difficile possa bastare. «Un'ordinanza come quella anticipata dal sindaco ci regala più tranquillità - ammette Rudolf Riegler - e permetterebbe anche di rivalutare un poco la zona e gli immobili di alcuni rioni dei Piani e del Centro». Giovanni Rossi si spinge un passo più avanti nella valutazione del fenomeno. «L'ordinanza va bene e aiuta certamente i residenti, ma per abbattere il problema ci vorrebbe la riapertura delle case chiuse. Inutile nascondersi dietro a un dito quando sappiamo tutti che ci sono meretrici che esercitano tranquillamente nelle proprie abitazioni attraverso annunci e quelle di strada, la gran parte africane o cittadine dell'est, vengono sfruttate da racket più o meno criminali. La domanda di sesso a pagamento, è evidente, rimane costante, quindi tanto vale cercare di controllare un mercato che al momento sfugge». Michele Sciortino invita a «punire pure le lucciole che per adescamento e favoreggiamento. Colpire solo gli automobilisti, infatti, è una soluzione parziale. Certo, è utile per chi abita nella zona allontanare la fonte di richiamo per i clienti, ma sarebbe ancora meglio estirparla alla radice. Intervenire sulle norme di circolazione come divieto di fermata o sosta è solo la prima delle contromisure possibili». Carlo Poier ricorda una simile ordinanza in passato. «Devo ammettere che funzionò abbastanza bene perché allontanò il giro della prostituzione. Se non sbaglio in si veniva anche fotografati, il che sarebbe un altro buon deterrente. Una volta ottenuti i primi successi, però, vanno studiate contromisure durature che impediscano il ritorno del fenomeno, altrimenti si tratterebbe solamente di un'ordinanza placebo». Abbastanza soddisfatto del possibile provvedimento comunale è anche Klaus Heufler, titolare del centro "Oilcontrol" affacciato su via Crispi. «A livello commerciale, chiaramente, le prostitute non arrecano particolari danni, ma da un punto di vista del decoro della strada e della sua rivalutazione questa misura può sicuramente portare dei vantaggi per tutti». Guglielmo Gasser, però, getta acqua sul fuoco. «Dobbiamo essere onesti e ammettere che a Bolzano non esiste tutta questa emergenza legata alla prostituzione. Ci sono città europee, come Monaco o Milano, dove troviamo interi vialoni dominati dal mercato del sesso notturno. Lanciare l'allarme a Bolzano, francamente, è forse fuori luogo». Articolata, infine, la riflessione del dottor Lorenzo Sottovia, responsabile della "San Vincenzo" che opera in via Renon. «Dobbiamo porci la domanda se intendiamo pulire un luogo oppure combattere veramente il fenomeno. Se la soluzione è legata al buoncostume, allora l'ordinanza del sindaco può essere giudicata sufficiente, ma in caso contrario si rischia solo di far slittare la criticità in altri spazi, magari nei singoli appartamenti, senza ricavarci nulla. Spostare le prostitute in zona industriale o ai Piani nelle strade senza abitanti, infatti, può significare solo emarginare ulteriormente delle persone che già sono emarginate socialmente e probabilmente con storie di enorme difficoltà alle spalle. Siamo di fronte a un fenomeno che non riusciamo a governare perché è la stessa domanda di mercato ad alimentarlo costantemente. Credo che un intervento efficace non sia il gioco delle tre carte dell'ordinanza, ma l'organizzazione di retate che colpiscano veramente chi organizza il mercato della prostituzione cittadina. La radice del problema, insomma, è molto più profonda di una lucciola sul marciapiede da rimuovere».
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