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giovedì 30 giugno 2011

Maturità, con il «quizzone» scritti finiti. Manca solo l'orale poi sarà università


di Alan Conti


BOLZANO. Finita ieri la prima parte degli esami di Maturità in città con la quarta prova ormai genericamente nota come "quizzone". Un compito, in sostanza, costituito generalmente da tre materie scelte dalla commissione d'esame con domande inerenti al programma affrontato durante l'anno scolastico. E adesso l'ultimo scoglio: l'orale. Tutto come previsto, quindi, all'uscita degli istituti tecnici, mentre al liceo classico "Carducci" è spuntata la sorpresa inaspettata del greco come quarta materia: inconveniente che ha indispettito alcuni studenti. Ora, però, tra la scuola superiore e il mondo accademico o professionale resta solo l'orale, quindi è normale che i ragazzi comincino a svelare concretamente il proprio futuro. Scienze delle finanze, inglese e matematica: questo il trittico uscito sulla ruota dell'indirizzo Igea dell'Itc "Battisti". «Le derivate mi hanno creato difficoltà - ammette Petra Panfili - ma per il resto sono soddisfatta e fiduciosa. Il prossimo anno lavorerò e studierò per il patentino, poi continuerò con l'università, ma via da Bolzano. E' praticamente impossibile pensare di restare per chi non ha particolari attitudini con le lingue, poi città come Padova, onestamente, hanno una marcia in più per gli universitari». Numeri e cifre sono state il fastidio principale anche per Fabio Zani: «Naturalmente matematica è stata la materia che più ha comportato delle difficoltà, ma l'avevamo previsto. Ora ci concentriamo sull'orale e poi finalmente sarà finita». Federico Belarelli, poco più in là, tira un sospiro di sollievo: «Finalmente anche gli scritti sono andati». Tutti in rotta verso Trento, invece, Chiara Colozza, Morena Ferraro e Angelo De Sarro. «Prima di tutto si tratta di un ateneo che ha una tradizione più lunga e uno spettro di scelta proporzionale alla sua storia. Dal punto di vista dell'offerta extra ateneo, poi, non è comparabile con Bolzano». La quarta prova ha lasciato l'amaro in bocca, come detto, ad alcuni studenti del liceo classico. L'inserimento improvviso del greco e alcune domande "fuori programma" di biologia hanno girato la luna di molti ragazzi. «E' vero - spiegano sulle scalinate Greta Plattner, Giulia Vigl e Federico Gallina - che alcune domande non ce le aspettavamo, ma tutto sommato pensiamo di essercela cavata. Ora spazio all'orale e all'estate. Il prossimo anno, comunque, si andrà a studiare lontani da Bolzano, ma non sempre si tratta di un'avversione alla città, quanto semplicemente la scelta di percorsi di studio che la Lub non offre». Sembrano lontani i tempi, insomma, in cui le nuove generazioni non vedevano l'ora di dribblare il capoluogo altoatesino. «Siamo sinceri - interviene Max Meraner - in fondo in questa piccola conca incastrata tra le Alpi non si sta affatto male, quindi personalmente non sono divorato dalla voglia di separarmi dalla città». Marco Scippacercola esce dall'atrio del liceo con un eloquente «una prova impossibile, davvero impossibile», ma davanti al taccuino mitiga il giudizio: «Le difficoltà erano più che altro legate ad alcune domande di biologia che non avevamo affrontato durante l'anno. A tutto bisogna aggiungere la sorpresa del greco con un commento alla tragedia, ma siamo arrivati lo stesso alla fine. Il prossimo anno? Studiare in un'altra città aiuta senz'altro l'esperienza e il bagaglio personale». Contropiede della commissione riuscito, infine, anche al liceo scientifico "Torricelli". «Tutte le previsioni - chiude Giacomo Gatti - puntavano verso filosofia e invece nel compito ci siamo ritrovati storia. Effettivamente è stata una sorpresa, speriamo di essere riusciti a reagire bene».
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29 giugno 2011

mercoledì 29 giugno 2011

Gli studenti: abbinare la prova di lingua tedesca all'esame del patentino


BOLZANO. La terza prova di Maturità di tedesco - in calendario ieri - e il patentino di bilinguismo hanno qualcosa in comune: esistono solo in Alto Adige. Gli studenti all'ultimo anno delle superiori, però, cercano un ulteriore motivo di contatto tra le due peculiarità e invitano la politica a pensare un collegamento tra questo scritto e la certificazione di bilinguismo. Tante le proposte sul tavolo, a cominciare dal considerare la prova come scritto del patentino B. Davanti, ovviamente, alla commissione provinciale, fino al riconoscimento secco di una certificazione al termine del corso di studi dei licei o degli istituti tecnici. La riflessione dei ragazzi, inoltre, assume ulteriore peso perché non è basata sui motivi utilitaristici per il mondo del lavoro: in caso di cambio della norma, infatti, ad avvantaggiarsene sarebbero i maturandi del futuro. Lo stesso ufficio di bilinguismo ha rimarcato in occasione dell'audizione presso la commissione provinciale speciale per l'apprendimento della seconda lingua la necessità di ripensare alcuni meccanismi dell'esame, con particolare riferimento alle lunghe liste d'attesa e l'iscrizione in massa degli studenti a fine ciclo. Per quanto riguarda la prova d'esame di Maturità, invece, sorrisi distesi all'uscita di tutte le scuole dove il grado di difficoltà del compito è stato sancito dalla tematica del testo scelto dalle varie commissioni di classe. Più che la comprensione, comunque, l'abilità linguistica che più mette in difficoltà i giovani è una produzione che sia grammaticalmente ineccepibile. «Abbiamo ricevuto un testo di Anna Frank - commenta Fabio Tranquillini dell'Itc "Battisti" - da analizzare e commentare attraverso alcune domande inerenti al testo e un piccolo tema sull'Olocausto. Non troppo dissimile dall'esame del patentino. Credo sia andata piuttosto bene, anche se ancora una volta si è rivelata drammatica la grammatica». «La possibilità di utilizzare il vocabolario - interviene il compagno Daniele Defant - ci facilità il lavoro dal punto di vista lessicale, quindi è grammaticalmente che incontriamo le maggiori difficoltà. Patentino con la Maturità? Assolutamente d'accordo». Chi va controcorrente è Marina Gacic: «E' andata male anche se non era difficile. Sono andata in confusione e per questo onestamente non credo di avere le competenze per esigere un patentino alla fine di questo percorso scolastico». Sara Scrinzi, Chiara Bortolamedi e Matteo Angriman si confrontano davanti alle scalinate dell'Iti "Galilei": «Avevamo un testo sui social network e sul moderno dibattito circa la protezione della propria privacy. Non a caso uno dei temi chiedeva di scrivere un articolo per un ipotetico giornalino scolastico in cui sconsigliare il rilascio di dati sensibili in rete: tutto sommato contemporaneo e divertente. Abbiamo seguito in passato il dibattito sul rilascio del patentino con la Maturità e crediamo che i tempi siano maturi per valutare attentamente alcuni cambiamenti. Si potrebbe, per esempio, considerare questa prova tutta altoatesina come esame scritto del patentino B oppure pensare a un grado intermedio tra il B e il C da rilasciare agli studenti. La nostra preparazione, grosso modo, è certamente a quel livello». Davide Azzolini dell'Ipa chimico biologico ha affrontato invece «un testo legato allo stress da lavoro non troppo complesso». Sempre il mondo professionale nello scritto del Liceo scientifico tecnologico frequentato da Alessio Lapegna, Alessandro Santoro e Luca Ottogalli: «La tematica era legata alla sicurezza sul lavoro, quindi questioni piuttosto dibattute. Ci uniamo, comunque, al coro degli altri ragazzi che chiedono un collegamento tra questo esame e il patentino perché alcune richieste sono simili a quelle strutturate dall'ufficio bilinguismo e gli stessi testi dell'esame provinciale vengono usati dai professori per prepararci alla Maturità. Un nesso didattico, quindi, già esiste: manca quello politico». Argomenti particolarmente di spessore quelli scelti per i ragazzi del liceo classico "Carducci". «A me è capitata una versione sull'eutanasia - interviene Francesca Fabris - e personalmente lo ritengo un tema piuttosto complesso per una prova di lingua. Sarebbe stato più adatto allo scritto di italiano, comunque sono abbastanza soddisfatta. Spinoso, invece, l'argomento patentino perché comunque, a mio avviso, c'è un gap tra il nostro livello e quello richiesto per la carriera B. Si potrebbe, però, tranquillamente considerare questa prova alla stregua di uno scritto». Concordano le compagne Gaia De Giorgi e Mariaelena Bonaccorsi: «Sarebbe un primo passo e un buon compromesso. Per noi, comunque, mattinata dedicata al rapporto culturale dell'Islam nella nostra società, con particolare attenzione alle dinamiche familiari e di integrazione».
Alan Conti
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martedì 28 giugno 2011

Un pediatra a Oltrisarco: lo chiede anche Facebook


Un pediatra a Oltrisarco è annosa mancanza. Ora protesta anche il mondo dei social network e sul più celebre di loro, ovvero Facebook, è spuntato nei giorni scorsi un gruppo dal titolo eloquente: “Vogliamo un presidio pediatrico ad Oltrisarco”. Nella presentazione della pagina tutto il disagio di chi “con un bambino ammalato deve recarsi oltre ponte Roma generando ulteriore traffico. Nel quartiere abbiamo il veterinario, quindi per gli animali non c’è problema, ma ai nostri bambini qualcuno pensa?”. Fondatore del gruppo è Lorenzo Pellicini: “I pediatri scelgono zona e ufficio dove esercitare, ma la sanità non la paghiamo tutti? Il dove mettere un ufficio non dovrebbe essere deciso in base alla necessità?Anche gli abitanti pagano per avere un servizio, eppure siamo lasciati senza. Evidente il controsenso”. I membri che hanno aderito all’appello sono 148 tra cui la consigliera provinciale Elena Artioli, i consiglieri comunali Mauro De Pascalis, Max Berloffa, Sergio Bonagura, Eriprando Della Torre Valsassina e Matteo Degli Agostini, l’anima della lotta per la salvezza dell’asilo Dante Alighieri Giusi Desiato e il rapper di Oltrisarco Sklero Mc.

lunedì 27 giugno 2011

Anziani: con il caldo non si scherza


Con il caldo non si scherza: colonnina di mercurio e soglia d’attenzione devono alzarsi contemporaneamente, specialmente quando a soffrire la canicola sono le persone anziane. Alle porte di un’estate che si preannuncia particolarmente calda è bene, prima di tutto, armarsi di buonsenso. Il solleone, infatti, innesca delle reazioni quasi istintive, ma non tutte vanno bene. Pollice alzato, per esempio, alla ricerca di luoghi freschi e al desiderio di soddisfare la propria sete, purchè si evitino passeggiate nelle ore più calde o bevande ghiacciate. In molti ambienti dedicati agli anziani, fortunatamente, si installano fondamentali impianti di climatizzazione che per funzionare al meglio, però, hanno bisogno di finestre chiuse. L’occasione è buona per ombreggiare il più possibile le varie stanze con tende o tapparelle. Di primaria importanza, comunque, è l’idratazione e qui le raccomandazioni sono ferree. L’assunzione quotidiana di liquidi per una persona anziana durante periodi particolarmente caldi non deve essere inferiore a 1,5 o 2 litri al giorno: un piccolo trucco può essere quello di prendere una bottiglia d’acqua e imporsi di berla tutta durante la giornata oppure contare circa 10 bicchieri al dì. Il vero salto di qualità, però, non è tanto dissetarsi quando se ne sente il bisogno ma farlo in assenza di stimoli diretti. Bere tanto e bere tiepido, comunque, è consiglio buono anche per chi anziano non è: il caldo, infatti, non fa distinzioni generazionali.
Oltre al bere è necessario controllare anche l’alimentazione. Una dieta a base di frutta e verdura di stagione è l’ideale, così come sarebbe bene evitare di mangiare cibi particolarmente pesanti come i fritti o i grassi. La necessità, infatti, è quella di reintegrare il sodio perso nella sudorazione senza affaticare l’apparato digerente: meglio, quindi, le proteine del pesce e il formaggio stagionato rispetto a carne e latticini freschi. Posto che bere rientra nella colonnina delle cose da fare, sarà bene ricordare di mettere via per qualche tempo le bibite, spesso eccessivamente zuccherate e poco dissetanti. Acqua, dunque, la soluzione azzeccata, meglio ancora se naturale. Capitolo a parte meritano i vestiti perché la traspirazione della pelle è favorita da abiti leggeri, comodi e preferibilmente di fibre naturali come cotone o lino: meglio riporre nell’armadio i tessuti sintetici che sigillano i pori della pelle. Sciacquarsi e fare la doccia spesso, invece, può attenuare la sensazione di caldo purchè, anche in questo caso, si prediliga l’acqua tiepida e non fredda. Parentesi tecnologie: no al ventilatore che aumenta la disidratazione e sì al deumidificatore. Detto che all’esterno è bene andarci nelle ore più fresche, resta da precisare la necessità assoluta di occhiali da sole e copricapo per proteggersi dai classici colpi di sole. Gli esperti di cura delle persone anziane, inoltre, invitano i parenti a stabilire un contatto quotidiano con i propri cari che abitano da soli: una misura di controllo e sicurezza che si può tranquillamente estendere anche al periodo invernale. Oltre alla prevenzione, infine, serve intelligenza in caso di malessere e se compare un poco di cefalea è importante bagnarsi subito la testa con acqua fresca. Reazione al primo sintomo: con il caldo non si scherza.

Franceschini: nelle scuole italiane e tedesche il modello ladino non va


di Alan Conti
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BOLZANO. Il modello scolastico di Gardena e Badia non è trasferibile a tedeschi e italiani. «Perché il ladino viene usato come lingua ponte solo 2-3 ore a settimana e gli altri gruppi non sarebbero disposti a relegare in secondo piano la propria madrelingua». Così Rita Franceschini, docente alla Lub ed ex rettore dell'ateneo. Sono proseguite ieri le audizioni in consiglio provinciale all'interno della commissione speciale per la seconda lingua. Rita Franceschini ha parlato dello sviluppo delle conoscenze della seconda lingua in Alto Adige dal punto di vista dell'università, facendo riferimento alle attività del centro linguistico dell'ateneo, che ha concluso di recente degli studi dai quali emerge che, per i progetti di approfondimento delle lingue nelle scuole, c'è bisogno di migliorare la formazione degli insegnanti, anche per affrontare le nuove lingue di immigrazione (e la Lub vi sta lavorando), di un piano differenziato per le città e le valli, dell'integrazione scuola/tempo libero. Importante è comunque definire una visione di società futura, a cui adeguare il piano scolastico. Franceschini ha poi invitato a promuovere le lingue per creare la comunità e sottolineato i maggiori successi del gruppo linguistico tedesco nella seconda lingua. L'atteggiamento degli insegnanti disponibili verso la madrelingua dell'alunno è importante per questi, e gli studi dimostrano che lezioni di seconda lingua puramente monolingui non funzionano. Secondo Goethe, se si parla un'altra lingua si può imparare molto della propria, ha riferito Franceschini. Poi lo sguardo al sistema delle scuole ladine che «funziona secondo la legge dei vasi comunicanti: tale modello scolastico si fonda su docenti formati a livello universitario che utilizzano il ladino come lingua ponte, usata solo 2 o 3 ore a settimana e non è quindi trasferibile, perché gli altri gruppi non sarebbero disposti a relegare in secondo piano la propria madrelingua». Franceschini ha poi fatto vedere delle radiografie del cervello che dimostrano come l'apprendimento della seconda lingua in tenera età coinvolga in una zona diversa del cervello rispetto a quello coinvolto imparando la lingua più avanti negli anni. Per l'apprendimento linguistico è importante anche l'aspetto extra-scolastico, e i progetti in cui la lingua non sta al centro, ma viene appresa tramite azioni concrete, sono molto importanti, così come la formazione all'estero. In provincia bisognerebbe puntare almeno a un apprendimento che permetta a ciascuno di parlare la propria lingua, comprendendosi a vicenda: le paure della minoranza di perdere la propria lingua sono comprensibili ma non fondate, «semmai è nel dialetto che vengono introdotti elementi italiani», ha detto Franceschini, invitando a intervenire a Bolzano, dove il tedesco è troppo poco parlato. L'ex rettore ha proposto anche un modello di insegnante di L2 che conosca la lingua dell'alunno, e chiesto di ammettere insegnanti di italiano come L2 anche se germanofoni, perché questo li avvicina agli alunni. Conclusione? «La popolazione è più avanti di quanto si pensi».
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I politici tedeschi: troppo dialetto in classe


BOLZANO. Dopo la prima tornata di audizioni si registrano già alcune reazioni politiche, in aula e a margine dell'appuntamento, da parte dei componenti della commissione speciale per l'apprendimento della seconda lingua. Particolare attenzione, chiaramente, viene posta alle metodologie, mentre si accende un dibattito sul fenomeno della diffusione del dialetto tedesco. L'assessore alla scuola italiana Christian Tommasini oggi tirerà le conclusioni finali, ma già ieri ha lasciato intravedere quali saranno gli sviluppi futuri sul tema. «Posto che ormai il potenziamento delle scuole primarie secondo il modello delle sezioni bilingue è ben avviato, ora è nostra intenzione rafforzare in modo sistematico il meccanismo degli scambi. Che siano tra docenti o parti di classe, infatti, possono contribuire in modo determinante a incentivare i rapporti tra i due gruppi e stimolare il contesto d'uso. In questo, logicamente, abbiamo bisogno dell'Intendenza tedesca. Sentiamo la necessità, comunque, di un sistema di monitoraggio che permetta di confrontare i risultati nel tempo». "Il nostro obiettivo è quello di formare cittadini attivi e plurilingui", ancora Tommasini. Donato Seppi, consigliere di Unitalia, batte sul tasto del dialetto: «Esiste la necessità di impararlo perché non possiamo far finta che non esista, anche se nessuno dei relatori ha voluto affrontare in profondità il problema». Concorda, in parte, la presidente di Commissione Martha Stocker (Svp): «Sarebbe opportuno invitare le persone di madrelingua tedesca a usare più spesso la lingua standard». Alessandro Urzì (Fli) si iscrive alla lista dei «preoccupati per il rapporto con il dialetto tedesco, ma mi chiedo se non si possa far coincidere la Maturità con il patentino B». Elena Artioli (Lega Nord) guarda invece al modello ladino: «Un esempio che abbiamo in casa e che nei dati del servizio di bilinguismo si dimostra essere estremamente funzionante. Il dialetto sudtirolese, invece, andrebbe insegnato nelle scuole». Riccardo Della Sbarba (Verdi), dal canto suo, ha acceso i riflettori sulla scuola superiore: «Dove mancano gli insegnanti doppiamente competenti». Completano la commissione l'assessore ai lavori pubblici Florian Mussner (Svp) e il consigliere Maurizio Vezzali, mentre pesa l'assenza dell'assessore alla scuola tedesca Sabine Kasslatter Mur. (a.c.)
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La scuola: «Potenziare il tedesco»


25 giugno 2011 — pagina 03 sezione: Cronaca


BOLZANO. Potenziamento dell’insegnamento veicolare, docenti da formare e affinare, aumento sistematico degli scambi e un esame del patentino da rivedere. È stata una radiografia accurata del bilinguismo in Alto Adige quella proposta ieri in consiglio provinciale da esperti e professionisti di scuola e istituzioni alla commissione speciale per l’apprendimento della seconda lingua. Dalla scuola al mondo del lavoro, insomma, il concetto di L2 è stato sviscerato in tutte le sue sfaccettature con ovvie attenzioni all’aspetto dell’insegnamento. In apertura dei lavori la presidente della commissione Martha Stocker (Svp) ha sottolineato l’importanza di «raccogliere le nuove sfide proposte della società cercando una strada che porti a un bilinguismo effettivo con salvaguardia della propria madrelingua».
I cambiamenti, anche di atteggiamento, portati avanti dalla scuola italiana sono stati sintetizzati dal direttore di Ripartizione all’Intendenza italiana Ivan Eccli: «È cresciuta moltissimo la motivazione delle famiglie che si sono tradotte, nell’aspetto pratico, in un aumento nel monte ore dell’insegnamento di tedesco e nel forte utilizzo del metodo veicolare. Nel futuro, comunque, svilupperemo pure scambi, gemellaggi, esperienze all’estero ed extrascuola. Va fatto un ragionamento, infine, sulla formazione specifica universitaria dei docenti, anche perché i ragazzi delle sperimentazioni crescono». In rappresentanza delle tanto discusse classi bilingui della scuola primaria italiana è intervenuta la dirigente dell’Istituto Comprensivo Gries I Marina Degasperi che davanti alla commissione ha sottolineato come «i risultati Invalsi sostenuti dalle sezioni ad insegnamento bilingue e biculturale siano uguali, se non migliori, di quelli dei coetanei. Le materie oggetto di didattica veicolare, quindi, non pagano alcun dazio in termini nozionistici al sistema Clil. Non solo, una delle grandi vittorie di questa sperimentazione è l’approccio di uguale dignità che viene riconosciuto da genitori e studenti all’insegnante di seconda lingua: sembra un dettaglio, ma non lo è affatto». L’ispettore di italiano Marco Mariani si sofferma invece sull’effettiva convinzione della scuola tedesca nel percorrere la strada del Clil. In molti chiedono più intraprendenza: «In realtà esperienze simili esistono anche nell’Intendenza tedesca, pensiamo solo alle normative nazionali in lingua italiana che vengono affrontate nei vari istituti tecnici superiori. Da sempre buona parte di queste materie sono veicolari. La volontà di sistematizzare gli scambi tra alunni, invece, è da demandare all’autonomia singola di ogni scuola, senza invadere troppo questa libertà. Bisogna, però, considerare una verità: non è vero che la scuola tedesca è più statica rispetto a quella italiana perché gli scambi e i gemellaggi, per ovvie ragioni logiche, sono lo stesso numero in una e nell’altra istituzione».
La panoramica della scuola tedesca, comunque, è stata affidata all’Intendente tedesco Peter Höllrigl, particolarmente attento alla situazione degli insegnanti di italiano «di cui continuiamo a soffrire una mancanza importante e una certa difficoltà nella continuità didattica. Non solo, molti docenti arrivano al di fuori dalla Provincia, quindi lavoriamo molto sulla trasmissione dell’esperienza da parte dei colleghi e la formazione specifica». Il direttore generale di “Alpha Beta Picadilly” Aldo Mazza punta il dito sulla necessità «di disporre di sistemi di monitoraggio che siano comparabili nel tempo. Lo studio Colipsi presentati nei mesi scorsi dall’Eurac, infatti, ha fissato un momento importante, ma ora si sente il bisogno di studi che possano essere riproducibili nel tempo». Le motivazioni d’apprendimento, infine, sono al centro dell’intervento della ricercatrice dell’Istituto di comunicazione sul plurilinguismo dell’Accademia Europea Chiara Vettori: «Troppo spesso i ragazzi della nostra provincia affrontano la seconda lingua per semplici motivi utilitaristici legati, per esempio, al conseguimento della certificazione. Comprendere e stimolare la ricchezza linguistica oltre ai suoi aspetti di solo aiuto nel mercato del lavoro porrebbe portare a dei vantaggi».

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Alan Conti

sabato 25 giugno 2011

Maturità: latino più facile di matematica


di Alan Conti
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BOLZANO. Tutti col sorriso, tranne al liceo scientifico. E' questo il panorama degli umori all'uscita degli studenti che hanno affrontato ieri nei vari istituti la seconda prova di Maturità dedicata alla materia di indirizzo. Il grande punto interrogativo ruotava attorno all'autore proposto per la versione di latino al classico tradizionale e alla fine sui banchi è spuntata l'epistola 74 di Seneca delle Lettere a Lucilio: tutto sommato fattibile considerando che il filosofo romano è certamente tra i più tradotti durante l'anno scolastico. Mani nei capelli, invece, allo scientifico dove lo studio di funzione e l'elenco dei quesiti hanno preso in contropiede i ragazzi del Torricelli, usciti con il muso lungo e molta preoccupazione. Normale impegno, invece, quello richiesto al classico linguistico con il testo inglese di Viriginia Woolf. Programmazione informatica, economia aziendale e ancora inglese per gli istituti tecnici. Partenza, dunque, dedicata ai licei e alle reazioni opposte tra Carducci e Torricelli. «Siamo sincere - dicono Francesca Giacomoni e Francesca Azzolini -: ci aspettavamo proprio Seneca, anche se non il brano "Il vero bene è la virtù". L'autore, infatti, è tra quelli affrontati durante l'anno scolastico, quindi in parte conoscevamo già le sue considerazioni filosofiche». A proposito di aspettative, il sito "scuolazoo.com" aveva pubblicato mercoledì pomeriggio una versione diversa di Seneca in anteprima come testo della seconda prova, immediatamente bollato come "bufala" dal Ministero. A quanto pare, però, chi aveva dato credito agli spifferi on line ha goduto, a differenza del tema di italiano, di qualche buona dritta. «L'inizio della lettera di Seneca - intervengono Max Maraner e Pietro Vicentini - era straordinariamente facile. Ci siamo illusi che fosse una passeggiata, mentre alla fine abbiamo incontrato delle difficoltà. Nel complesso, comunque, non si è trattato di una prova impossibile». Promossa pure la prova di inglese raccontata da
Maria Bernardi: «Un teso di Viriginia Woolf da analizzare con relative domande». Fuori dalle porte del liceo scientifico, invece, gli studenti escono scuotendo la testa e non certo per l'acquazzone che si è abbattuto sulla città. «Prova di matematica al limite dell'impossibile - ammette Naim Salmani - con dei quesiti su aspetti del programma che non abbiamo mai trattato. Il problema, onestamente, era standard e quindi fattibile, ma a un certo punto davvero ho gettato la spugna perchè ero confuso dalle difficoltà. Persino i miei compagni portati per la materia avevano un'espressione disperata». Lukas Stampfer, tra i più bravi, ammette «una certa complessità, tanto che nella lista dei dieci quesiti a scelta ho cercato di concentrarmi su quelli che contenevano maggiori nozioni teoriche. Alcune formule, infatti, non mi tornavano in mente. Il problema, invece, era simile a quelli affrontati nelle prove durante l'anno». Giulia Tornarolli e Cesare Dall'Ara, dal canto loro, si lasciano andare a simpatiche esultanze alla fine del tema. «Difficilissimo e, supponiamo, neppure andato troppo bene, ma siamo contenti di essercelo messo alle spalle. D'altronde lo sapevamo già che la nostra seconda prova è storicamente la più complessa, quindi mettiamo in conto di perdere qualche punto per strada». Prove assai differenziate, invece, all'Istituto Tecnico Commerciale Battisti che conta diversi indirizzi. «Io ho affrontato la classica economia aziendale - racconta Federico Litterio - ma non credo sia andata benissimo. Intendiamoci, la prova era alla nostra portata, ma personalmente ho qualche difficoltà con la materia». Più articolato il compito per i programmatori spiegato da Rossella Ruele e Massimiliano Quaglia: «Dovevamo progettare e sviluppare un database con le tabelle di un'azienda immobiliare per poi agganciarlo a una pagina web. Una piccola parte introduttiva, inoltre, era dedicata a quesiti teorici». Spazio anche all'indirizzo linguistico, ieri chiamato ad affrontare l'inglese. «Ci sono stati proposti - le parole di 24 giugno 2011

Barriere antirumore lungo la ferrovia ai Piani e a Rencio


BOLZANO. Barriere antirumore lungo la ferrovia sì, ma con suggerimenti da prendere in considerazione e perplessità da fugare. Approvato in circoscrizione Centro il progetto concordato da Rfi e istituzioni che dovrebbe abbattere l'inquinamento acustico causato dal passaggio dei treni in buona parte dei Piani e di Rencio. Un voto unanime che, però, presenta un elenco di postille spiegate dal presidente Rainer Steger e volute da diversi consiglieri: «Vogliamo capire bene come mai Rfi ci abbia proposto una tipologia di barriera esteticamente più impattante quando esistono delle proposte innovative e forse più adatte. Sappiamo, comunque, che si tratta principalmente di una questione di costi, quindi pur di arrivare finalmente a un risultato siamo disposti ad accettare il compromesso». Altri punti elaborati dal consiglio riguardano, invece, l'ubicazione delle barriere. «Chiederemo - prosegue Steger - di allungare il tratto protetto sul lato sud ai Piani di circa 50 metri verso est per includere pure la zona abitata del Premstallerhof e proporremo un allungo anche a nord di 550 metri per tutelare una zona più ampia di Rencio». Ci sono, poi, due nodi legati alla situazione di viale Trento: «Allo stato attuale delle cose pare che nulla si possa fare lungo quel binario perché le case sono troppo attaccate al percorso del treno. Pretendiamo, però, che si cerchino soluzioni e tecnologie alternative, mentre stiamo già valutando l'opportunità di concedere un contributo a chi abita nei piani superiori e intende cambiare le finestre. Le barriere, infatti, possono arrivare fino a una certa quota, ma economicamente potremmo venire incontro anche alle famiglie che risiedono più in alto». Prime risposte ai quesiti posti dalla Circoscrizione arrivano dal direttore dell'ufficio aria e rumore provinciale Georg Pichler: «Su viale Trento, purtroppo, sarà praticamente impossibile intervenire data la vicinanza con le abitazioni, ma stiamo già predisponendo lo studio di alcune tecnologie capaci di lavorare direttamente sul binario. I primi esperimenti verranno condotti nella zona di Bronzolo, poi speriamo di poterli replicare pure su viale Trento». Va chiarita, inoltre, la questione della scelta delle barriere. «Da una parte abbiamo strutture interamente in calcestruzzo, dall'altra opere in calcestruzzo e acciaio che hanno il vantaggio di essere modulabili. Abbiamo scelto con Rfi le prime perché in armonia con quelle già preesistenti e hanno un costo di circa la metà. Non solo, da un punto di vista di tutela del rumore le prestazioni sono pressoché identiche. Per l'intera operazione, comunque, la Provincia prevede un esborso di circa 12 milioni su tutta la tratta del Brennero, mentre solo per Bolzano sono stati stanziati 1,8 milioni di euro». (a.c.)

Enologia: esperti di tutto il mondo da ieri a congresso a Bolzano


BOLZANO. È iniziata ieri all'università di Bolzano la quinta edizione della conferenza annuale dell'associazione americana economisti del vino che fino a sabato propone un ciclo di conferenze di altissimo livello dedicate all'enologia. A Bolzano saranno presenti esperti e professori universitari in arrivo da tutto il mondo. Dal Canada all'Austria passando per Russia, Africa e Asia: ogni angolo del globo avrà un suo rappresentante e sarà toccato dalle oltre 100 relazioni in programma fino a sabato. Ampio spazio sarà dedicato alla realtà locale con un simposio dedicato che ieri ha aperto ufficialmente la manifestazione. Tra i diversi appuntamenti si segnalano quello di oggi dalle 13.45 alle 15.15, quando Maria Di Crescimano, Dario Siggia e Viviana Natale dell'università di Palermo parleranno del consumo di vino nelle famiglie italiane. Dalle 15.30 alle 17, invece, Silvia Gatti dell'ateneo bolognese toccherà un argomento che riguarda da vicino anche il mercato altoatesino, ovvero come vengono promossi e venduti i vini italiani in ambito tedesco. L'intero programma della manifestazione è consultabile sul sito della Lub www.unibz.it. (a.c.)

Negli istituti tecnici piace Warhol. Bocciati gli anni '70: «Mai studiati»


BOLZANO. Grande varietà tra le scelte degli studenti degli istituti tecnici per la prima prova della Maturità: quasi tutte le tracce hanno conquistato qualcuno, ma si confermano alcune critiche già mosse dai colleghi liceali al panorama complessivo delle proposte ministeriali. «Il titolo sugli anni Settanta un'assurdità, e chi li ha mai studiati?», era il ritornello ieri in via Cadorna. Rispetto a Classico e Scientifico, però, si nota una leggera preferenza per il tema sul concetto di fama nella società moderna che muoveva i passi dalla citazione di Andy Warhol: "Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti". «La traccia sulla celebrità - cominciano Sonia Milovanovic e Natasha Dalvai dell'Itc "Battisti", tra le prime a completare il lavoro in tutta la città - ci sembrava la più semplice e fattibile. Molte altre tematiche potevano solleticare la nostra curiosità, ma francamente divenivano di difficile attuazione una volta letti i documenti a corollario. E' stato bello, invece, poter inserire la questione di come viene trattato il corpo delle donne nello spettacolo». Jasmin Gafsi ha reagito più di pancia: «Ungaretti non l'avrei mai fatto, la proposta sull'amore non l'ho nemmeno letta, mentre sul cibo ho trovato la giusta ispirazione. Diciamo che mi sono subito sentito stimolato e mi sono potuta slegare dai tanti testi in allegato che presentavano altre trattazioni. Nel complesso sono molto contenta della scelta fatta». Alberto Pasquazzo all'uscita dall'Iti "Galilei" arriccia il naso: «Bisogna essere onesti e ammettere che quest'anno era molto più difficile rispetto all'anno scorso quando uscì, per esempio, la prova sulla felicità. Personalmente ho optato per il tema sulla celebrità agganciandomi a questioni più vicine al nostro mondo come i reality show o i social network». «Cercare dei legami con argomenti che ci appartengono - gli fa eco
Lorenzo Fraccarioli - è stato il riflesso naturale che ha portato molti di noi a svolgere la traccia legata alla citazione di Warhol. In generale, però, siamo tutti molto più preoccupati dalla seconda prova in disegno tecnico perché oggi, bene o male, sapevamo che in qualche modo potevamo cavarcela». Idea originale per superare l'annoso intrico dei documenti è quella seguita da Sara Bonometti, sempre del "Battisti". «Ho svolto il tema sull'alimentazione - racconta - in forma di articolo giornale e ho ipotizzato la cronaca di un convegno in cui, di volta in volta, facevo intervenire i personaggi più noti delle citazioni proposte dal Ministero. Mi aspettavo qualcosa di più, invece, sulla traccia scientifica. Dopo tutto quello che è successo quest'anno tra terremoti e crisi nucleari, infatti, Enrico Fermi mi sembra alquanto anacronistico». Stessa scelta per Daniel Gallo. «Mi sembrava il più semplice da elaborare e, al di là di ogni scaramanzia, già ipotizzo il voto della prova: 10 su 15». Più abbottonato l'amico Amedeo Palugan: «Io immagino di aver totalizzato 8 punti perché ho provato a cimentarmi sulla divisione tra destra e sinistra, ma mi sono tenuto molto aderente ai suggerimenti. Poco male, il primo scoglio è superato». Chiusura con Davide Cuccu che, controcorrente, ha scelto Ungaretti. «Sono appassionato di poesia e "Lucca" - spiega emozionato - mi ha subito catturato per sonorità, metrica e significato. Mi sono ritrovato immediatamente nella sua descrizione del trasferimento e nel sentimento di lasciare la propria città o la propria terra. A breve, infatti, mi sposterò da Bolzano a Trento, quindi la tematica mi ha toccato subito sul personale ed è scatta la scintilla giusta. Penso, perciò, sia andata bene e tutto sommato non sarei così critico con le proposte in generale che invece mi sono sembrate interessanti». Ultima curiosità, proprio su "Lucca": ieri il primo link della poesia a un blog fornito da Google è stato letteralmente preso d'assalto dagli studenti che già dalle 9.35 ne chiedevano all'autore l'esegesi. Dopo un attimo di sorpresa per le decine di interventi su un post di cinque anni fa, l'intervento più saggio del curatore: «Non cercate spiegazioni in internet, ma leggetela e ascoltate quello che suggerisce al vostro cuore».
Alan Conti

venerdì 24 giugno 2011

Maturità: vince il tema sul rapporto con il cibo L'amore batte Ungaretti


di Alan Conti


BOLZANO. Dalle passioni al cibo: tanti gli argomenti nelle sette tracce del tema di Maturità, ma gli studenti bolzanini alla fine della prima prova masticano amaro. Ungaretti con la sua poesia intitolata "Lucca", le riflessioni su amore e passioni, la figura di Enrico Fermi, la storia degli anni '70, la modernità dei concetti politici di destra e sinistra, il rapporto con il cibo e la fama nella società moderna sono titoli che non hanno entusiasmato chi si aspettava di analizzare l'Unità d'Italia o la guerra in Libia. Il primo motivo di delusione, dunque, è legato essenzialmente al fallimento, peraltro proverbiale, del toto-tema, fatta eccezione per un debolissimo filo che poteva unire le riflessioni sull'energia nucleare alla figura di Fermi. A creare disappunto, inoltre, hanno contribuito i documenti inseriti a corollario dei titoli: quelle citazioni o spunti, per intenderci, che i candidati devono inserire in parte nel proprio tema. Argomenti profondi come l'amore, per esempio, secondo i ragazzi sono stati ancorati a suggerimenti troppo restrittivi o in contrasto tra loro. Ma l'unico titolo bocciato all'unanimità è stato il trattato storico sugli anni '70. Difficile, infatti, che gli insegnanti abbiano il tempo durante l'anno di trattare quel periodo, mentre per ovvi motivi anagrafici gli studenti non possono averne un'esperienza diretta. Sarah Daldoss è tra le prime a uscire dal liceo classico "Carducci". «Ho affrontato la traccia intitolata "Siamo quello che mangiamo" analizzando il cibo nell'ottica estremamente utilitaristica suggerita dalla nostra società dei consumi. In generale, comunque, ci aspettavamo ben altri titoli come il nucleare o l'unità d'Italia». Molti hanno optato per il tema legato all'amore e alle passioni. «Ho scelto questa traccia - spiega Valentina Piliego - per la sua ampiezza. Ho cercato di attenermi alle citazioni che ci sono state proposte come lo stralcio dei "Promessi Sposi" sulla monaca di Monza e in generale penso sia andata bene». Stessa scelta per Francesca Florea, Martina Decock e Giulia Ferrari: «Ci sembrava il più facile. Siamo rimaste un poco spiazzate da un ventaglio di proposte non proprio graditissime. Affrontare un universo vasto come le passioni, invece, ci ha permesso di esprimerci al meglio». Chiara Moretti è l'unica ad aver optato per la figura di Fermi, alla caccia di quel nesso con il nucleare. «Sì, ho trovato la strada per parlare di quanto avvenuto nella cronaca recente e mi sono anche potuta un poco sfogare», scherza. Tornano sulla questione dei documenti Jessica Ghirigatto, Valentina De Vito e Maria Bernardi: «Non era così semplice trovare un filo conduttore. L'ampiezza o lo stimolo di alcuni titoli venivano messi in secondo piano dalle ristrette possibilità di elaborazione. Un conto, per esempio, è parlare di amore in generale, un altro farlo cercando una sintesi tra le posizioni di Manzoni, Verga, D'Annunzio o Svevo». Pochi sorrisi anche all'uscita del liceo scientifico "Torricelli". «Tutto difficilissimo - dice scoraggiato Matthias Bernard pochi minuti - compresa la traccia su amore, odio e passioni che ho scelto. Poco male, adesso ci aspetta matematica, un'altra montagna da scalare». «La seconda prova fa veramente paura - confermano Andrea Sanciati, Vincenzo Scaccia e Salvatore D'Urso - mentre il tema sul cibo poteva essere alla portata di tutti. Certo, a essere sinceri ci aspettavamo che almeno una delle tracce tanto annunciate potesse uscire, invece nulla. Il 150esimo, per esempio, sembrava proprio inevitabile, invece ci siamo ritrovati tutti stupiti e qualcuno in difficoltà». Chiusura con la tranquillità di Chiara Sartori: «Ho scelto Ungaretti perché lo trovavo fattibile e comunque si tratta di una poesia che già avevamo analizzato durante l'anno. Da un punto di vista letterario, però, mi sarei aspettata Pascoli, ma va bene così». 23 giugno 2011

mercoledì 22 giugno 2011

Musica silenziata, vertice col Comune


BOLZANO. Un tavolo di confronto e un nuovo codice di intervento per la polizia municipale nel giro di qualche mese, mentre sul lungo periodo potrebbe vedere la luce una nuova struttura ad hoc per la musica. Due i binari entro il quale si è mossa la chiacchierata informale che è andata in scena ieri pomeriggio tra alcuni rappresentanti del movimento "Freie Musica" (tra cui Andrea Maffei, Vanja Zappetti e Thomas Barncalion) e l'assessore comunale alla cultura Patrizia Trincanato. Sul tavolo le delicate questioni delle normative e degli spazi per la musica. Entro l'estate, comunque, dovrebbero partire dei tavoli di discussione istituzionale. «Mi attiverò - spiega Trincanato - perché Bolzano possa aprire un confronto con la Provincia, ma anche per incontri con gli stessi musicisti e la polizia municipale. La questione è diventata importante anche perché finalmente abbiamo un interlocutore propositivo e in grado di comprendere perfettamente quali possano essere le difficoltà dell'amministrazione. A medio-lungo termine, invece, sono state valutate delle possibilità per predisporre una struttura che possa ospitare eventi di medie dimensioni in una zona attentamente pensata per questa funzione». I luoghi entrati nelle ipotesi sarebbero in prima battuta legate ai Piani vicino ai Magazzini Generali, ma lo stesso destino dello stabilimento dell'Alumix in via Volta, rispolverato per le finali di Upload, sarà monitorato costantemente. Il modello, comunque, dovrebbe essere quello di Innsbruck, dove una struttura simile è contenuta addirittura nel Centro storico. I musicisti, inoltre, hanno sottolineato la possibilità di trovare così parziale soluzione alle criticità notturne di piazza Erbe nel rapporto con giovani e giovanissimi. Di stretta attualità, invece, le procedure della polizia municipale. «Auspichiamo - prende la parola Thomas Brancalion - l'istituzione di un protocollo d'azione concordato. Prima dell'intervento, per esempio, si potrebbero controllare con cura tutti i permessi burocratici e contattare telefonicamente gli organizzatori dell'evento o concerto in questione. Più complesso, invece, ottenere un'autentica misurazione dei decibel». Già nei giorni scorsi i dialoghi tra musicisti e politici si erano infittiti. In occasione del concerto dei Modena City Ramblers di venerdì scorso, per esempio, un capannello di esponenti di "Freie Musica" si era intrattenuto con il vicepresidente della Provincia Christian Tommasini. L'assessore avrebbe fornito le proprie rassicurazioni circa una modifica della legge, mentre i musicisti non hanno mancato di rimarcare l'importanza del loro lavoro in qualsiasi manifestazione, comprese quelle organizzate dagli enti pubblici. Tra le richieste del gruppo, comunque, ultimamente si è fatta largo pure la domanda di un controllo più serrato sulle chiamate che denunciano schiamazzi alla polizia municipale: benissimo se la situazione è particolarmente grave, ma giro di vite su chi allerta le forze dell'ordine in occasione di concerti regolarmente permessi.
Alan Conti

Alle superiori 28% di rimandati e bocciati


di Alan Conti
BOLZANO. Uno studente bolzanino su cinque non passerà un'estate del tutto tranquilla tra studio per gli esami di riparazione o delusione per la recente bocciatura. La pubblicazione dei quadri di valutazione all'interno di licei ed istituti tecnici cittadini mette in evidenza percentuali molto significative: solo il 72% degli alunni di cinque tra le principali scuole cittadine, infatti, ha ottenuto una promozione piena senza insufficienze, mentre il 19% si ritrova con il giudizio sospeso fino agli esami di riparazione a settembre, e l'8% sarà chiamato a ripetere l'anno. Un dato che indica una tendenza all'uso sempre più diffuso della strumento della "sospensione" e, nel dettaglio, un'autentica ecatombe nelle classi al primo anno. «Sappiamo - commenta - la sovrintendente Nicoletta Minnei - di dover migliorare nell'orientamento fin dalle medie, mentre la sospensione può essere utile ai vari consigli per rimandare il giudizio e concedere un'ulteriore opportunità». Tra gli aspetti positivi, invece, una sostanziale ammissione generalizzata all'esame di maturità, a dimostrazione di una preparazione soddisfacente degli alunni alla fine del ciclo scolastico. «Se nei primi anni avviene una selezione naturale - continua Minnei - la conseguenza positiva è che chi continua il percorso arriva pronto al salto dell'esame di Stato praticamente in tutti gli istituti. La nuova sfida, legata anche alle riflessioni connesse alla riforma, diventa quindi quella di indirizzare da subito i ragazzi che finiscono le medie verso il loro percorso più adatto». Dal punto di vista delle semplici bocciature, comunque, si assottiglia la distanza tra i licei (scientifico Torricelli, classico Carducci e sociale Pascoli) e gli istituti tecnici (Itg Delai e Itc Battisti) con percentuali dell'8,1% per i primi e di 9,8% per i secondi. Resta profondo, invece, il solco tra i "sospesi" (una volta si diceva "rimandati") che sono il 16,6% nei licei e addirittura il 25,4% presso gli indirizzi tecnici. A diminuire lo scarto, comunque, contribuisce in maniera decisiva lo scrutinio severo dei docenti del Pascoli, dove solo il 61,7% dei ragazzi è stato promosso senza postille, mentre i sospesi sono il 23,8% e i bocciati 14,4%. Nessun'altra scuola ha fatto registrare percentuali così basse nelle ammissioni e proprio in via Deledda emerge con forza la nettissima differenza tra prime e quinte, con 49 bocciature tra le matricole e nessuna per i maturandi. Record, inoltre, per la prima F dove a sopravvivere al terremoto delle pagelle senza graffi sono solo due alunni su 15, con 2 respinti e 12 sospensioni. Manica molto più larga in via Rovigo dato che al liceo scientifico chiude con il sorriso l'85,5% dei ragazzi contro il solo 10% dei sospesi e il 4,4% dei bocciati. Menzione particolare per le classi 2A e 3B del Torricelli che sono le uniche, tra i cinque istituti analizzati, a centrare l'en plein di promozioni, per un totale di 39 studenti senza macchia di insufficienza. Sono 4, invece, i ragazzi fermati alla soglia della Maturità, la metà causata, però, da ritiri durante l'anno. In mezzo al guado troviamo il Carducci con il 77,8% di promozioni, il 16,1% di sospensioni e il 6% di bocciature su un autentico esercito di 614 alunni. Gli insegnanti di Battisti e Delai, invece, lasciano trasparire una certa predisposizione per lo strumento della sospensione, utilizzato rispettivamente nel 23% e nel 26% dei casi. Sono i giudizi rimandati, dunque, a incidere sulle basse percentuali di promozione del 63,2% al Battisti e del 68,5% al Delai: tra geometri e ragionieri, dunque, su cinque alunni sono ben due a non andare in ferie con il cuore in pace. Forbice larga tra classi prime e quinte pure al Battisti dove a fronte di 22 matricole respinte si registrano solo 3 maturandi costretti allo stop alle porte degli esami di Stato. «Un quadro definitivo - conclude Minnei - potremmo averlo quando tutte le scuole saranno calcolate nella statistica, ma già mi sembra evidente che la riforma ci dovrà condurre a un orientamento più preciso fin dalle medie».


LICEO SCIENTIFICO TORRICELLI
Totale alunni: 594
Respinti: 16 (4,4%)
Sospesi: 60 (10,1%)
Promossi: 508 (85,5%)
Bocciati in prima: 12
Bocciati in quinta: 4

LICEO CLASSICO CARDUCCI
Totale alunni: 614
Respinti: 37 (6%)
Sospesi: 99 (16,1%)
Promossi: 478 (77,8%)
Bocciati in prima: 11
Bocciati in quinta: 1

LICEO SCIENZE SOCIALI “PASCOLI”
Totale alunni: 575
Respinti: 83 (14,4%)
Sospesi: 137 (23,8%)
Promossi: 355 (61,7%)
Bocciati in prima: 49
Bocciati in quinta: 0

ISTITUTO PER GEOMETRI “DELAI”
Totale alunni: 235
Respinti: 19 (8%)
Sospesi: 55 (23,4%)
Promossi: 163 (68,5%)
Bocciati in prima: 5
Bocciati in quinta: 4 (compresi 2 della sezione serale)

ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE “BATTISTI”
Totale alunni: 479
Respinti: 51 (10,6%)
Sospesi: 125 (26%)
Promossi: 303 (63,2%)
Bocciati in prima: 22
Bocciati in quinta: 3

DATO AGGREGATO PER LICEI
Totale alunni: 1.783; Respinti: 146 (8,1%); Sospesi: 296 (16,6%); Promossi: 1.341 (75,2%)
DATO AGGREGATO PER ISTITUTI TECNICI
Totale: 708; Respinti: 70 (9,8%); Sospesi: 180 (25,4%); Promossi: 458 (64,6%)
DATO GENERALE COMPLESSIVO DELLE CINQUE SCUOLE
Totale: 2.491; Respinti: 216 (8,6%); Sospesi: 476 (19,1%); Promossi: 1.799 (72,2%)

Rilevazione condotta dal giornalista consultando i quadri di valutazione esposti all’interno delle scuole.

lunedì 20 giugno 2011

Laura Chiatti sul set nel centro di Bolzano «Che bella città...»


di Alan Conti
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BOLZANO. Motore, azione e...paralisi di piazza Erbe. Il celebre mercato ortofrutticolo ha fatto ieri da cornice al set del film "Il volto di un' altra" di Pappi Corsicato con protagonista Laura Chiatti. Dividendo i bolzanini: passeggiando tra le bancarelle, infatti, in moltissimi sono rimasti stupiti dalla deviazione sul marciapiede imposta dalla polizia municipale durante le riprese. Due le reazioni contrapposte: ammirazione per uno spettacolo decisamente insolito e fastidio per l'imprevisto, con una decisa preponderanza per la prima. Fin dalle prime ore del mattino, comunque, la produzione ha cominciato a prendere possesso della piazza scegliendo come location particolare la macelleria "Peter Egger" per la sua architettura estremamente tradizionale. Nelle intenzioni della troupe quello di Bolzano doveva essere un set blindato: niente fotografie, bandite le domande al cast e massimo riserbo sul girato. Con il passare dei minuti, però, anche la componente romana della produzione si è accorta che il sabato mattina in piazza Erbe a Bolzano è quanto di meno appartato ci possa essere. Sussurri dell'equipe, infatti, parlano di un suggerimento, inascoltato, da parte dei tecnici bolzanini che avrebbero voluto schioccare il ciak alle prime luci dell'alba. In assenza di Alessandro Preziosi, comunque, tutti gli sguardi erano rivolti alla ricerca di Laura Chiatti che nella pellicola interpreta il personaggio di Bella, di nome e di fatto. Durante la scena in piazza, però, l'attrice ha indossato una maschera che la rendeva praticamente irriconoscibile. La trama, infatti, prevede un'oscillazione tra sogno e realtà con al centro una clinica di bellezza: si spiegano così le tante comparse con il volto fasciato dalle bende sanitarie. Chiatti, vestita con un'elegante pelliccia bianca e nera invernale, nella scena 42/A di Bolzano si stupisce della propria effige in vetrina e viene adocchiata sull'uscio dal personaggio interpretato da Lino Guanciale: frammento ripetuto con meticolosità da Corsicato per almeno cinque volte. In scena, comunque, Laura ha indossato due tacchi vertiginosi che a un certo punto le hanno strappato una disperata richiesta di «una soletta» per alleviare il dolore. Nelle pause tra un ciak e l'altro, comunque, l'attrice ha accettato con un sorriso saluti e qualche foto dei pochi bolzanini che hanno preso coraggio avvicinandola. «E' la prima volta qui - ci racconta - e devo dire che mi piace molto l'atmosfera della vostra città. I Portici e l'architettura generale mi ricordano alcuni scorci di Bologna, dove passo molto tempo quando vado a trovare il mio fidanzato, da Perugia. Finalmente il tempo ci ha concesso una tregua e arriviamo direttamente dalle temperature rigide di San Candido e della Val Pusteria: meno male che il film è ambientato in inverno. Per tre settimane e mezzo, comunque, abbiamo fatto tutti gli esterni e devo dire che gli altoatesini sono stati molto carini e pazienti assecondando tutte le nostre richieste. Li ringrazio». Dopo la partenza alle 4.30 dalla montagna, i camion della produzione che hanno riempito ieri Piazza Università hanno fatto rotta in serata verso Roma. Alle spalle si lasciano una Bolzano dal doppio umore. Da una parte gli emozionati come l'agente della polizia municipale coinvolta a sorpresa come comparsa e poi preoccupata per aver accettato sull'onda dell'entusiasmo, senza chiedere prima il permesso ai superiori. Dall'altra, invece, gli arrabbiati come Hamza Sas, titolare del banchetto davanti al quale si sono svolte le riprese: «Abbiamo perso tutto il sabato mattina, per noi è un danno economico». Il saluto gentile della Chiatti, ne siamo certi, sarà stato un buon risarcimento.
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Elettrosmog: in viale Europa controlli pagati dai residenti


BOLZANO. Gli abitanti si sono autotassati e in questi giorni sono partiti i controlli sull'inquinamento elettromagnetico tra via del Ronco e viale Europa. Egidio Tonolli, rappresentante del comitato che protesta contro le antenne installate sul palazzo Plaza, ha accompagnato due esperti in alcune abitazioni e in strada. Del team di rilevazione fanno parte una geologa di Trieste e un professionista in questo genere di analisi, ma i nomi rimarranno secretati fino a risultati acquisiti. Tre, comunque, gli appartamenti controllati da cima a fondo con le apparecchiature specifiche. Le prime anticipazioni sono tutt'altro che rassicuranti: «La sensazione - riferisce Tonolli - è quella di una situazione in buona parte fuori dai limiti di sicurezza, ma di certo potremo essere più precisi una volta pubblicati ufficialmente i dati». Tutto, dunque, dovrà poi essere confermato e verificato sulla base dei riscontri numerici. I controlli da parte di professionisti esterni, comunque, era stato autorizzato dalla stessa Agenzia provinciale per l'ambiente che tramite il suo direttore generale Luigi Minach aveva dato disco verde all'operazione: «Purché finanziata dai cittadini interessati, saremo contenti di veder certificata anche da chi arriva da fuori l'attenzione che la Provincia pone all'inquinamento di onde elettromagnetiche rispettando ampiamente tutti i limiti». Il pagamento degli esperti, quindi, è avvenuto grazie a una colletta tra i residenti che, ricordiamo, innescarono la protesta in seguito a una serie sospetta di tumori nell'arco di poche centinaia di metri attorno ai ripetitori per la telefonia mobile. «Hanno partecipato in moltissimi alla raccolta dei fondi - riprende Tonolli - e a breve organizzerò un'assemblea condominiale per spiegare quello che abbiamo scoperto». Sono quattro anni che sulla cima del palazzo provinciale Plaza sono installate le antenne di alcune compagnie telefoniche nazionali e già nel 2008 la mappa cartografica dell'elettrosmog cittadino mostrava proprio all'incrocio tra via del Ronco, viale Europa e viale Druso i valori più alti del territorio comunale con lo sforamento della soglia limite di 6 v/m. I casi di tumore e leucemie denunciati dagli stessi residenti nei vicini condomini dei "pifferi", infine, sono circa una ventina. (a.c)
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I presidenti dei quartieri: non possiamo lasciarlo così


BOLZANO. Da quando ha chiuso definitivamente anche il «Circolo tennis», ormai due estati fa, il Virgolo versa in una condizione di crescente abbandono. L'unico presidio lo tengono i (pochi) residenti e i due masi che ancora svolgono un servizio di ristorazione. Uno spreco: la collina che per decenni è stata frequentatissima dai bolzanini, ora rischia di non risollevarsi più da un declino costante. La bocciatura del progetto Thun per molti abitanti del Virgolo è stata "un'occasione persa". Ora il dibattito si riapre. All'incontro del Kohlerhof c'erano anche i presidenti dei quartieri Centro e Oltrisarco, i più coinvolti dal recupero della collina. Cauta la posizione della presidente di Circoscrizione Oltrisarco-Aslago Wally Rungger: «Seguirei una strada poco impattante - ha spiegato -, magari cercando di valorizzare quello che già c'è. Potrebbe funzionare, per esempio, una casa per anziani, ma attenzione sempre alle problematiche legate alla presenza dei tralicci e di una base di distribuzione del metano». Il suo omologo per Centro-Piani-Rencio, Rainer Steger ricopre il ruolo di mediatore e mantiene le distanze. «Credo che da questo incontro siano emerse delle richieste comuni legate alla sostenibilità e alla possibilità di restituire al pubblico questa parte di città. Qualcuno, forse per provocazione, ha anche chiesto di lasciare tutto così com'è, ma credo che si cominci a delineare un quadro entro cui disegnare una proposta condivisa». (a.c.)
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Virgolo, vertice imprenditori-ambientalisti


di Alan Conti
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BOLZANO. Comune, ambientalisti e gli imprenditori proprietari dei terreni: tutti assieme intorno ad un tavolo per discutere del futuro del Virgolo. E' successo l'altra sera "Kohlerhof". Un "deponete le armi" convocato dal consigliere comunale con delega per il Virgolo Rudi Benedikter. L'argomento, si sa, dall'abbandono dei Thun è un foglio bianco su cui chiunque può tracciare un proprio progetto: centro benessere, fattoria per animali, sala da ballo, spazio musicale per giovani o vetrina per i prodotti tipici territoriali sono solo alcuni esempi sbocciati durante l'incontro articolato nelle distinte tavolate, ciascuna con una tematica specifica. Tra i partecipanti, come detto, per la prima volta tutti i protagonisti del dibattito: sono emerse, così, alcune linee guida condivise su un intervento che sia per tutta la cittadinanza e non residenziale, con il punto interrogativo attorno alla partecipazione del settore imprenditoriale. Sui collegamenti, invece, la discriminante legata alla presenza o meno della funivia dovrebbe agganciarsi al flusso di pubblico previsto nelle strutture che saranno realizzate. Importante, la presenza dei proprietari (un pool di noti imprenditori bolzanini), rappresentati da Vittorio Repetto. «Prima di tutto siamo qui per ascoltare - le parole di Repetto - ribadendo la necessità di creare un punto di ritrovo che possa accrescere l'interesse intorno al Virgolo. L'obiettivo è di rendere il colle patrimonio della città e, in caso di progetto convincente, siamo disposti a mettere a disposizione alcuni terreni. E' evidente, però, che per raggiungere l'obiettivo sarà necessario trovare una formula in grado di apportare dei vantaggi e garantire degli utili ad eventuali investitori privati. Puntare sul tempo libero e sulla valorizzazione dei due masi esistenti può essere un punto di partenza». Precisa anche l'idea dell'assessore comunale all'urbanistica Maria Chiara Pasquali: «Dobbiamo conciliare le esigenze di residenti, turisti e imprese locali. Meritano attenzione le proposte di realizzare un centro per la musica o una piccola sala congressi. Si potrebbe anche pensare a piccole appendici di ricerca dal polo tecnologico su tematiche ambientali specifiche. Di sicuro non concederemo spazio al residenziale». Dal fronte ambientalista arrivano progetti concreti. «Da tempo - dice Gertrud Oberrauch del Vke - chiedo si possa realizzare una piccola casetta con gli animali domestici che venga attrezzata per la didattica ai bambini. Si potrebbe così coinvolgere le scuole e avviare progetti di pet therapy». Sportiva, invece, l'elaborazione di Thomas Brachetti di "Ambiente e salute": «Sarebbe bello predisporre una pista di downhill per la discesa con le mountain bike, tanto gli appassionati già seguono questi percorsi arrivando dal Colle». Christian Sölva, sempre dal Vke, chiede il coinvolgimento di «partner come Eurac, Trauttmannsdorf o Fondazione Vital. I corsi dell'Accademia Europea rappresenterebbero un bel volano per il Virgolo, mentre bisognerà riflettere bene sulla funivia, giustificabile solo con un buon flusso di persone». Non poteva mancare la proposta del comitato "Il nostro Virgolo" rappresentato da Maria Teresa Fortini e Verena Segato: «Abbiamo previsto una scalinata da 1.088 gradini da 18 centimetri, con una funicolare parallela lunga 342 metri con un dislivello di 196. Pendenza piuttosto impegnativa al 70%. A monte, invece, ci impegneremo per il restauro dell'Hotel Bellavista del 1898 seguendone la struttura originaria e rendendolo una casa passiva in grado di ospitare, per esempio, centri di socializzazione al costo di circa un milione di euro». Fitto il dialogo con Repetto. L'imprenditore però invita a stringere su soluzioni che siano sostenibili anche economicamente. «E vanno sicuramente migliorate le infrastrutture per rendere la collina finalmente raggiungibile tutto l'anno». Adesso la palla passa a Rudi Benedikter. Tocca a lui tradurre le proposte in realtà e mettere tutti d'accordo: residenti, Comune, ambientalisti, proprietari e quartieri.

domenica 19 giugno 2011

Musica, la legge sarà cambiata


di Alan Conti
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BOLZANO. Dopo la spettacolare manifestazione di giovedì sera in centro - 23 «concerti simulati» e alla fine musica «vera» davanti al Municipio -, oggi la protesta di band e artisti bolzanini contro la rigidità delle regole sulla (o contro...) la musica dal vivo a Bolzano si ripropone sui prati del Talvera con un evento organizzato dal Circolo Masetti e intitolato «Bolzano Suona». Ma la protesta dell'altra sera farà parlare di sé a lungo. Intanto un risultato lo ha ottenuto: il mondo politico inizia a muoversi. In Comune a Bolzano i consiglieri Tobias Planer e Martin Fink (Verdi-Projekt Bozen) e Miriam Canestrini e Sergio Bonagura (Pd) hanno presentato una mozione per chiedere alla giunta di trovare, insieme alla Provincia, "soluzioni tecniche o istituire delle zone di salvaguardia che rendano meno gravoso il rispetto dei decibel, e per distinguere le attività promosse da attività commerciali da quelle no-profit". Anche Angelo Gennaccaro dell'Udc sostiene i musicisti. E dalla Provincia interviene l'assessore competente Michl Laimer: "La legge provinciale sarà cambiata - dice -, abbiamo già inviato la proposta all'ufficio legale e a settembre andremo in consiglio. Daremo più competenze ai Comuni e quindi ai sindaci, almeno per quanto riguarda la valutazione del rumore tollerabile". Il nodo è infatti quello di alzare il limite dei decibel tollerati, che oggi sono 45 e considerati insufficienti dagli addetti ai lavori. Anche i tecnici dell'assessorato di Christian Tommasini lavoreranno alla legge, che darà più responsabilità alle singole amministrazioni cittadine. Eppure non è solo una questione di rumore. “Non si tratta solo di una mezz’ora o di un decibel in più o in meno, qui stiamo affrontando un discorso più profondo sulla dignità stessa del musicista come lavoro e figura”. Andrea Maffei si passa tra le mani il logo di “Freie Musica Musik Libera” con l’ormai celebre Ötzi contrabbassista e parte proprio da lì nel raccontarci il concerto di stasera. Tutti gli amici musicisti del Masetti, infatti, si riuniranno al parco del Talvera per dire con le note che il circolo è ancora vivo e che uno spazio andrebbe trovato per permetterne la continuazione delle attività. Il momento, dunque, dopo la manifestazione dei musicisti giovedì in piazza Municipio è particolarmente caldo sul fronte delle sette note. "Vede – riprende Maffei – dobbiamo porci delle domande sulla funzione della musica nei molteplici eventi della città. Sappiamo che si tratta di una componente fondamentale per moltissime manifestazioni, senza la quale perdono molto, eppure viene spesso trattata come se fosse un semplice sottofondo, da abbassare se infastidisce le chiacchiere o se urta i nervi di un singolo. L’esempio più eclatante di questo, se vogliamo, lo abbiamo verificato durante il Festival del Gusto. L’essere catalogati alla voce “piano bar e musica d’accompagnamento” deve essere una scelta del singolo musicista e non la condizione abituale di chi fa questo mestiere nel capoluogo altoatesino, soggetto a migliaia di altre priorità prima del suo lavoro”. A volte è difficile, però, immaginarsi la vostra arte come un vero e proprio professione. “Dietro ai concerti ci sono ore di studio, di aggiornamento, di ricerca e di meticoloso affinamento di quello che si intende trasmettere. Senz’altro è un qualcosa che amiamo fare, ma non dimentichiamoci che non si tratta solo di salire su un palco e intrattenere: alle spalle ci sono passione e impegno. E’ in questo che il musicista deve vedere riconosciuta più dignità nella nostra città”. Il “Masetti” ha sempre sostenuto e promosso questa condivisione.”Ecco perché stasera è importante esserci in molti, dalle band storiche a quelle più giovani”. Il movimento intergenerazionale è tema caro a Maffei. “La stessa “Freie Musica” mi ha molto colpito per la sua capacità di coinvolgere musicisti di tutte le età. In piazza Municipio si sono trovate diverse generazioni e sono saltati gli steccati di genere musicale: una bella dimostrazione di compattezza e una piacevole sensazione di condivisione”. “Freie Musica” nasce prima di tutto nell’alveo del web, con Facebook quale primo trampolino. Dopo i referendum fior di analisti elettorali si sono affrettati nel descrivere le potenzialità di questa nuova comunicazione che, nel caso della musica di Bolzano, diventa addirittura humus di una protesta. Funziona allora? “Devo ammettere che inizialmente ero piuttosto scettico perché attendevo la verifica dalla carica virtuale alla manifestazione reale. Giovedì, invece, abbiamo assistito a una protesta piuttosto corposa e convinta”. Sono arrivate pure le prime reazioni politiche: “Ci sono state delle rassicurazioni precise da parte di alcuni assessori comunali sulla volontà di aprire un dialogo con la Provincia e avanzare determinate proposte a Palazzo Widmann. E’ evidente che le responsabilità non possono essere tutte da una parte o tutte dall’altra, quindi sarà bene tenere sempre alta la soglia d’attenzione. Rispettare la democrazia, in fondo, è anche non costringere decine di persone a un concerto a piegarsi alla volontà di un singolo che si sente disturbato”.

Gli amici di Mattia Fiori scendono in campo per aiutarlo


18 giugno 2011 — pagina 31 sezione: Agenda

BOLZANO. L’altruismo, il supporto a un amico per sostenerne la battaglia per la vita. In sintesi, un gol per Mattia: torna oggi e domani il torneo amatoriale di calcio organizzato per sostenere la battaglia di Mattia Fiori, il ragazzo bolzanino che in seguito a uno shock anafilattico causato da un antibiotico è in coma ormai da quattro anni. Organizzatori, la sorella Francesca e gli amici di Mattia, così come quelle persone che accompagnano quotidianamente la famiglia Fiori in questa delicata battaglia. L’evento si tiene a Ruffrè, dalle ore 9 alle 19 sia oggi che domani, con la partecipazione di 10 squadre e il patrocinio del Comune di Bolzano e di quello di Ruffrè. Ci sarà anche una pesca di beneficenza organizzata da commercianti e associazioni con la partecipazione “da vetrina” della Lamborghini che mette in palio una visita al proprio stabilimento e la Ferrari che regala abbigliamento e gadget del reparto corse. Spazio poi anche a musica e cibo con il concerto stasera dei “Nomansland” e le prelibatezze preparate dai volontari, sulle cui spalle poggia tutta l’organizzazione logistica. Importante è anche la presenza dell’associazione “Il Papavero” per testimoniare la vicinanza della famiglia Fiori alla richiesta di un hospice provinciale. Il ricavato della manifestazione, precisa Francesca Fiori, «sarà versato su un conto corrente di Mattia, gestito dal giudice tutelare insieme alla mamma, al fine di poter garantire un fondo per perseguire il benessere fisico e spirituale di Mattia e creare sicurezza attorno al suo incerto futuro». L’elenco delle squadre partecipanti va dalla storica Forza Mattia (team degli amici più stretti del ragazzo) allo Sporting Sassuolo (dal modenese, amici e colleghi della sorella Francesca) passando per Independiente (squadra in cui giocò Mattia), White Caffè (locale di ritrovo con gli amici), Altair (da sempre sostenitori della battaglia della famiglia Fiori), Firmian (rappresentativa della struttura per lungodegenti, con il direttore Paolo Giuliani e parte del personale), Girasole (centro di assistenza e sicurezza sociale), Capolinea (omonimo bar di amici di Mattia), Gsl (squadra dell’amico Luca) e Riise, rappresentanza trentina per un derby della solidarietà. (a.c.)
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Ieri al via gli esami di licenza media


L'ultima campanella è suonata ieri e a nemmeno 24 ore di distanza sono cominciati nelle scuole medie di Bolzano gli esami delle classi terze. Ieri mattina, alle 8, poco più di 1.200 alunni si sono seduti al banco per le 4 ore del tema di italiano. Varie le tipologie di traccia proposte: si va dai classici ricordi accumulati nel triennio alle aspettative sul futuro, passando per i problemi adolescenziali con i genitori, la complessità dei nuovi mezzi di comunicazione o socializzazione e l'importanza del fattore fortuna negli esami stessi. Terminata la prima prova, continua un calendario dal ritmo sostenuto che vede per domani il tema di tedesco di quattro ore e lunedì l’ormai celebre Invalsi. La prova nazionale sarà divisa in una parte di italiano e un’altra di matematica, ciascuna con un massimo di 75 minuti a disposizione per lo svolgimento, e andrà a confluire nei dati statistici nazionali che valutano lo stato di salute della scuola distribuiti tra qualche mese. Un’uniformità di giudizio che troverà a breve identica trasposizione all’interno dell’esame di maturità in modo da monitorare, assieme alle primarie, l’intero spettro dei gradi scolastici italiani. Martedì, comunque, si tornerà in aula per la prova di matematica con chiusura degli scritti mercoledì per inglese. Un totale record di cinque temi, dunque, introdurrà agli esami orali che dovrebbero durare, secondo gli istituti, fino a fine giugno. Il numero di ragazzi che sosterranno le prove nelle scuole italiane dovrebbe aggirarsi intorno ai 1.200 alunni considerando, come fanno sapere dalla Sovrintendenza Scolastica, i 1.238 studenti frequentanti la terza media e la percentuale media del 94% di ammissioni all’esame finale. Nel dettaglio di alcune singole scuole cittadine, invece, 65 sono i candidati delle Alfieri in quattro sezioni, 89 alle Ada Negri e 86 alle Foscolo in cinque.
Ieri, quindi, è andata in scena la prima prova con il tema di italiano e dalle tematiche proposte emerge un quadro piuttosto chiaro di interessi e aspettative dell’età. Facebook, rapporto con i genitori e pagine di diario, infatti, sono tra le proposte più assecondate dagli studenti. Non è mancato, però, il coraggio di alcune commissioni che hanno provato a mettere sul banco argomenti delicati come la Shoah, l’analisi dell’affetto e delle relazioni umane, riflessioni sulla noia o paragoni tra differenti stralci letterari. Per ciascuna classe, comunque, sono state realizzate tre proposte che, a differenza della Maturità, possono variare da sezione a sezione e da scuola a scuola. Interessante, per cominciare, il trittico servito alle Foscolo: problemi dell’adolescenza, rapporto con Facebook, social network e nuovi metodi di comunicazione o, per concludere, il racconto di un’esperienza positiva maturata nei tre anni appena trascorsi. All’uscita delle Ada Negri, invece, i ragazzi discutono delle tracce assegnate che comprendevano una lettera a un amico, le considerazioni sull’incidenza della fortuna negli esami e un confronto tra testi letterari. "Tuttavia a fare veramente paura – ci confidano alcuni – è la prova di matematica. Agli orali, invece, ancora non pensiamo: avremo tempo per preoccuparcene". Alle Alfieri, invece, proposti spunti particolarmente stimolanti come l’analisi del rapporto affettivo degli umani rispetto a quello che provano gli animali o la riflessione intorno alla scuola intesa come luogo di divertimento e non solo di noia. Chiusura con le proposte delle “Da Vinci” che, oltre alla gettonatissima pagina di diario, proponevano una valutazione del fenomeno dei campi di sterminio o un articolo di giornale che raccontasse un’esperienza particolare dell’anno scolastico trascorso. Pare che gli alunni che hanno affrontato la delicata questione della Shoah si contino sulle dita di una mano: al di là della valutazione, forse, meritano un applauso.

sabato 18 giugno 2011

La musica scende in piazza


17 giugno 2011 — pagina 39 sezione: Altre

BOLZANO. Hanno provato a cantargliele silenziosamente. È uscita ieri allo scoperto - in modo piuttosto eclatante - la protesta di musicisti e artisti bolzanini riuniti sotto il nome di «Freie Musica Musik Libera». Dalle 19 sono state dislocate in tutto il centro cittadino 23 postazioni nelle quali altrettante band hanno mimato un concerto nel più completo silenzio. Poco più di mezz’ora dopo ritrovo in piazza Municipio dove i decibel, questa volta senza alcun mimo silenzioso, sono saliti vertiginosamente con la libertà per ciascun musicista di suonare ciò che desiderava con lo strumento che voleva. Grande curiosità tra i bolzanini.
Ma grande curiosità anche fra i politici: i consiglieri comunali hanno interrotto la loro seduta, scendendo fra i musicisti che protestavano con i loro strumenti. E il sindaco Spagnolli ha promesso che cercherà di intervenire presso la Provincia per far modificare le legge che pone grossi limiti ai concerti. La protesta è rimasta sottotraccia fino all’ultimo, costituendosi lentamente sul web per poi concretizzarsi nell’azione di ieri, che pare essere solo la prima di una serie. Allegato alla manifestazione, comunque, i promotori hanno indirizzato un documento al consiglio comunale e ai passanti sintetizzando i primi punti di un lungo programma che intendono portare avanti. In sostanza i musicisti criticano la progressiva riduzione a Bolzano dei luoghi dove poter suonare e la storica rigidità in materia di orari e comprensione della polizia municipale. Il testo di ieri sera ribadiva queste perplessità anche in un’ottica di candidatura di Bolzano a Capitale della cultura 2019, aggiungendo degli spunti più local come lo snellimento delle difficoltà amministrativo-burocratiche nel rilascio dei permessi, la liberalizzazione delle concessioni, la semplificazione degli incentivi per i locali che ospitano concerti ed eventi, l’adeguamento delle strutture esistenti con la pianificazione a medio termine di nuovi spazi, possibilmente in zone non residenziali, e il potenziamento della mobilità pubblica diurna e notturna.
In cantiere c’è un vero e proprio manifesto programmatico in cui si dovrebbe anche toccare il delicato tasto del controllo dei decibel durante i concerti. «Freie Musica Musik Libera», dunque, smette di essere solo il marchio di Ötzi con il contrabbasso moltiplicatosi nei profili di Facebook o sui palchi dei vari eventi musicali cittadini e si concretizza in una serie di richieste cui l’amministrazione comunale, a questo punto, dovrà dare delle riposte. Lo stesso assessore provinciale Tommasini ha condiviso il logo nella propria bacheca Facebook istituzionale inserendosi in qualche misura nella dialettica. Intanto la manifestazione di ieri ha suscitato le prime reazioni politiche. Secondo Guido Margheri (Sel) si tratta di «un giusto schiaffo ironico alla politica e alle istituzioni che hanno fatto scivolare questi temi in fondo alla lista delle priorità. Se si pensa che con un finanziamento analogo a quello concesso per la super-palestra di roccia della Salewa si sarebbe potuto finalmente dare alla città lo spazio degli ex-magazzini delle Ferrovie in via Macello si ha un esempio concreto delle scelte operate in questi anni».
Alan Conti (foto Manuel Riccadonna)
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Finita la scuola: a settembre cambiano presidi e docenti Minnei: «E più plurilinguismo»


di Alan Conti


BOLZANO. Gioia e malinconia con saluti che oscillano tra il congedo e l'arrivederci a settembre per la fine dell'anno scolastico. Occhi lucidi che non sono appannaggio esclusivo degli studenti agli ultimi anni, ma colpiscono pure una nutrita schiera di insegnanti e dirigenti scolastici della scuola italiana arrivati al ritiro. Massicci i pensionamenti tra i docenti, quindi, ma sono ai saluti pure personalità "storiche" della scuola altoatesina come i dirigenti del liceo scientifico "Torricelli" Carlo Runcio e dell'Istituto Comprensivo Bolzano I Giulio Clamer, rispettivamente da 10 e 19 anni alla guida delle loro scuole. Per loro la sovrintendente scolastica Nicoletta Minnei spende parole dolci e rilancia con la necessità di tutor che accompagnino il ricambio, tenendo ben dritta la barra del plurilinguismo e della nuova sfida rappresentata dalla riforma delle scuole superiori. La partenza, però, è dedicata alla gioia di chi festeggia l'arrivo di quasi tre mesi lontani dai libri come i bimbi della scuola primaria "Manzoni". Entusiasmo che si riflette nelle braccia al cielo, nelle scritte sulla lavagna e nel simbolico lancio dei quaderni. I genitori delle seconde attendono la distribuzione delle schede di valutazione. «Siamo molto soddisfatte - spiegano - dell'anno scolastico e dei progressi, con un'attenzione particolare all'aspetto delle lingue». I PRESIDI CHE LASCIANO. Al "Torricelli", invece, nell'ufficio del preside Carlo Runcio, saluti e abbracci per il dirigente prossimo alla pensione. Cosa rimarrà di dieci anni di direzione del liceo? «Credo - risponde Runcio - il rafforzamento poderoso dell'asse scientifico con l'inserimento di scienze, biologia e fisica dalla prima. Il cruccio, invece, è forse legato agli spazi perché quando si decise la ristrutturazione della scuola non si analizzarono con cura flussi e natalità, così si progettò una struttura per 17-18 classi quando io oggi ne ho 28. Le nuove scuole di oggi, invece, tengono più conto di questi fattori e di una didattica che, specializzandosi, richiede sempre più laboratori e ambienti specifici. Una tendenza del futuro che mi piace, infine, è la progressiva rivalutazione della formazione tecnica». Giorno di congedo pure per Giulio Clamer: «Lascio dopo 19 anni una scuola che è sempre stata in prima linea nella didattica per gli stranieri e contro qualsiasi discriminazione. Fa piacere salutare dopo un anno in cui abbiamo celebrato il centenario della primaria Dante e a pochi giorni dall'esame dei nostri alunni al Goethe Institut dove il 95% ha ottenuto la certificazione "Fit in Deutsch" di livello A2». Suona l'ultima campanella e si chiudono delle lunghe storie.
L'INTENDENTE. E' un ultimo giorno particolare pure negli uffici della Sovrintendenza, dove già si volge lo sguardo verso il prossimo anno scolastico, quando partirà una stagione di rinnovo con il via alla riforma delle scuole superiori e il ricambio di molti dirigenti, alcuni dei quali storici. Nove, infatti, le scrivanie da preside che rimarranno vuote, tra cui quella di Carlo Runcio al liceo scientifico Torricelli, Giulio Clamer e Giuseppina Rossi, rispettivamente all'Istituto Comprensivo Bolzano I e III. Dagli uffici, però, per cautela ancora non filtra la lista completa. «Posto che siamo soddisfatti - interviene la sovrintendente Nicoletta Minnei - di un anno scolastico che ha confermato il buon livello qualitativo e quantitativo della scuola in Alto Adige, ora ci prepariamo ad affrontare delle nuove sfide. Da una parte avremo l'inizio ufficiale della riforma su cui tanto abbiamo lavorato in questi mesi e dall'altra cercheremo di sostituire i tanti insegnanti che andranno in pensione, ma anche i dirigenti tra cui personalità che hanno costruito la scuola dell'autonomia. Stiamo valutando l'ipotesi di affiancare dei tutor ai nuovi dirigenti in modo da garantire una certa continuità. Il plurilinguismo, invece, rimarrà una direzione precisa del nostro lavoro». Bisognerà aspettare metà luglio, comunque, per capire chi saranno i sostituti al comando delle varie scuole: «Prima gestiremo i trasferimenti, poi intorno al 20 faremo le nomine». I rumors, per ora, riguardano unicamente il liceo scientifico "Torricelli" che potrebbe finire nelle mani dell'attuale dirigente dell'Istituto Tecnico per Geometri "Delai" Roberto Chistè. 17 giugno 2011

Park Fiume: decisiva la perizia geologica


i Alan Conti
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BOLZANO. Assemblea pubblica affollata e infuocata ieri sera nell'aula magna dell'Ipsct "De Medici" per la discussione sul parcheggio in via Fiume. Favorevoli e contrari si sono scontrati dialetticamente dopo gli interventi del sindaco Luigi Spagnolli e del city manager Helmuth Moroder. L'amministrazione, comunque, ha illustrato progetti e potenzialità della nuova opera, insistendo forse più sul contorno che non sul parking vero e proprio. A bocce ferme, comunque, la realtà vede il discusso cantiere legato alla conformazione del muro d'argine che sarà svelata dai rilievi geologici: se verticale si procederà con il cantiere, se obliquo il progetto sarà abbandonato. Il sindaco, in apertura, ha illustrato i passaggi istituzionali che hanno portato alle porte della realizzazione del parking. La vera spada di Damocle, però, è legata all'argine del fiume: «Sarà quella la vera discriminante. Se il muro sarà verticale ci saranno le condizioni per intervenire, in caso di obliquità il progetto andrà abbandonato. I rilievi, costosi, verranno fatti da un geologo professionista». Una battuta pure sulle paventate alternative: «Piazza Vittoria è bloccata dalle trattative con lo Stato proprietario del Monumento, mentre davanti allo stadio Druso dobbiamo aspettare gli sviluppi legati alla cittadella di Laives». Il sindaco è poi tornato sulla delibera di stralcio bocciata dal consiglio comunale: «Restituirò comunque la delega al consigliere Margheri». Di tutti gli interventi che ruotano attorno al parcheggio di via Fiume come aggiunta o risarcimento alla zona limitrofa se ne è occupato il city manager Helmuth Moroder. «Faremo interventi in un raggio di 350 metri: via Zara cambierà pavimentazione e arredo senza posto auto, via una fila di macchine in via San Quirino con marciapiedi ampi e nuova alberatura, mentre in via Fiume si realizzerà la ciclabile di collegamento est-ovest verso il Talvera e all'intersezione di via San Quirino e viale Venezia potrà vedere la luce una rotonda più bella e sicura. Altri interventi, inoltre, sono previsti in via Dante e via Cassa di Risparmio riordinando le soste disordinate e peicolose. Via Wendelstein, infine, riavrà marciapiedi percorribili togliendo i parcheggi». Il pubblico, però, si accende per la discussione del progetto. «Pianteremo addirittura più alberi di prima» è la frase che scatena un ironico applauso. «Il cantiere - continua Moroder - sarà vigilato seguendo le prossime direttive dei Bacini Montani, ma tutta la passeggiata sarà mantenuta percorribile. Miglioreremo pure gli accessi». Il vero rodeo, però, si accende con gli interventi da parte del pubblico, cui va fatta abbondante tara dei problemi eccessivamente personali. «Da anni aspettiamo una sistemazione in viale Druso e per il verde non farete nulla. Il sindaco non può disporre così dei soldi pubblici» attacca Gimmi Amato del movimento "Convivenza e Politica". Johann Heiss, dal canto suo, ha presentato una serie di fotografie di via San Quirino: «In questa strada il traffico è già sostenuto, migliorandone la viabilità si accentuerà questa criticità. Perché non si costruisce un parcheggio sotto via Combattenti oppure sfruttando la futura dismissione del carcere?» «Parliamo del parcheggio - alza la voce Nunzia Scatola - e affermiamo con forza la necessità per noi residenti di averlo. Siamo stufi di girare per ore alla ricerca di un posto». Il consigliere comunale Pd Ubaldo Bacchiega ne approfitta per svelare il proprio voto in aula «a favore che mi è costato pesanti richiami da parte del comitato. L'emendamento presentato dal sindaco è stato decisivo nel farmi cambiare idea. Mi chiedo come Guido Margheri possa ancora fare parte della maggioranza». Verena Segato, tra le anime della protesta che anche ieri ha accolto i partecipanti con eloquenti cartelli all'entrata della scuola, interviene nel dibattito: «Gli alberi e uno spazio pubblico socialmente importanti sono stati sacrificati alle logiche di partito. La maggioranza è succube di sindaco e Svp». «Occorre - l'opinione del segretario di Rifondazione comunista Fabio Visentin - cercare dei compromessi. A questo punto le assicurazioni comunali e lo stralcio dei parking in piazza Mazzini e via Visitazione sono sufficienti». Roberto Dall'Armi, invece, chiede «controlli sull'effettiva vicinanza dei soci al parcheggio ed eventuali subaffiti irregolari». «Ci sono persone che hanno il garage - spiega la residente Maria Cristina Bartolameolli- e lasciano l'auto all'esterno. È stato fatto un censimento dell'effettiva necessità?» Paolo Giacomoni, dal canto suo, torna sui decisivi carotaggi «che dovranno essere affidati a tecnici affidabili e non legati alla cooperativa o al Comune». Cerca di rispondere ad alcune domande l'avvocato della coop Francesco Coran: «Tutti i soci sono vicinissimi all'opera e per entrare è necessario non essere proprietari di un box. La realtà, comunque, è che chi abita vicino non vuole sopportare il disagio di pochi mesi del cantiere». C'è spazio, invece, per un annuncio del sindaco di controlli a tappeto sui garage: «Vogliamo controllare minuziosamente la situazione in tutta la città. Chi fa il furbo sarà sanzionato e chi è a conoscenza di situazioni poco chiare le segnali al Comune». Scena muta, infine, dell'assessore alla viabiltà Judith Kofler Peintner.
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Parrucchieri cinesi e locali in via Dalmazia: «Concorrenza positiva»


di Alan Conti
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BOLZANO. «Nessuna flessione di clientela, anzi, abbiamo un aumento dovuto a chi viene a farsi sistemare dopo i loro tagli sbagliati». «Lavoro in crescendo e grande soddisfazione dei bolzanini, anche sotto il profilo qualitativo». E' caldo il botta e risposta tra parrucchieri locali e cinesi a un anno di distanza dall'apertura del primo salone "Simpatia" in via Dalmazia e a quattro mesi dal raddoppio nella stessa strada con il "Moda". Logicamente la prima sfida si gioca nel rione, dove le dichiarazioni di tutti i protagonisti volgono al sereno con conseguente soddisfazione. Gli altoatesini puntano su qualità e fidelizzazione, mentre i cinesi ribattono con convenienza e rapidità: entrambe si stanno rivelando, per i titolari, strade vincenti. Le alternative, quindi, sono due: o qualcuno ha servito un bluff oppure l'arrivo dei saloni con gli occhi a mandorla, a dispetto delle preoccupazioni iniziali, comporta benefici a tutto il settore. La prima mossa dei parrucchieri autoctoni, inoltre, è stata quella di portare la competizione sul campo della qualità e gli asiatici hanno accettato la sfida promuovendo una raccolta firme tra chi è rimasto soddisfatto della loro professionalità. Le forbici, insomma, sono più che mai incrociate. «Tutto bene - comincia Paola Brida del salone "Why Not?" - e siamo contenti non ci siano state ripercussioni sullo zoccolo duro della nostra clientela. Certo, qualcuno è venuto a farsi sistemare un lavoro fatto male nel salone cinese, mentre altri hanno voluto provare la novità, ma nel complesso non ne abbiamo risentito. Una curiosità, volendo, è che sono più le donne a voler cambiare ogni tanto: l'uomo, invece, si fidelizza. L'unica cosa che è aumentata, infine, sono i controlli». Morena Finatti del salone "Morena" cala il carico da undici sul tavolo della qualità. «Siamo ancora un passo avanti e la controprova viene proprio da chi ci raggiunge per farsi mettere a posto i danni procurati dalle tinte sbagliate o dalle permanenti discutibili. Non avevamo paura quando hanno aperto, men che meno adesso che sappiamo come si muovono. Nella nostra clientela, oltretutto, contiamo persino dei cinesi che non ne vogliono sapere di farsi tagliare i capelli dai propri connazionali». Tra questi c'è Iuomei Chen, titolare del bar "Verona". «E' vero, ormai mi sono affezionata e non cambierei anche perché il mio, in fondo, è un taglio semplice. Ognuno, comunque, è libero di aprire l'attività che desidera e proporsi come vuole, poi il giudizio definitivo spetta al pubblico». Risoluto è pure Maurizio Boragine di salone "Mister": «La verità è che chi oggi va dai cinesi non veniva da noi nemmeno prima. Credo che vadano a pescare tra chi era abituato a farsi la tinta a casa oppure non badava particolarmente alla fedeltà a un parrucchiere in particolare. Nulla in contrario, ma trattandosi di target differenti non abbiamo risentito della loro apertura». Partenza col botto, inoltre, anche per Elena Barbierato che da poco ha aperto proprio in via Dalmazia. «Sapevamo di doverci inserire in questa particolare situazione, ma i primi giorni sono davvero incoraggianti e positivi». All'interno del salone "Moda", intanto, tutte le poltrone sono occupate e tra i clienti serpeggia una fiducia cieca. «La speranza - sentenziano senza indugio Gioacchino Mumelter e il signor Antonio - è che ben presto a Bolzano tutti i parrucchieri siano cinesi. Loro uniscono cordialità, competenza e gentilezza alla convenienza e un tempo d'attesa praticamente nullo. Non c'è motivo di infangarli». La polemica, comunque, è fuori dalla natura asiatica e lo conferma anche la parrucchiera Ana Chen Xiu Qin: «Non vogliamo dare fastidio a nessuno, ma cerchiamo il nostro spazio con quelle che sono le nostre qualità. Disponibilità, accuratezza e convenienza sono a disposizione dei bolzanini che sempre più ci stanno dando fiducia. Convivere con gli altri, comunque, è possibile». Chiusura con il responsabile del salone cinese "Simpatia", un italiano che chiede l'anonimato ma ci mostra un quaderno pieno di firme. «La qualità c'è anche da noi e a chi è soddisfatto chiediamo di lasciarne una testimonianza. Siamo già a 1.123, quindi sentiamo di non dover sentire messa in discussione la nostra professionalità basata, oltretutto, sull'utilizzo di prodotti totalmente italiani». Tutti contenti, ma con l'occhio vigile.
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16 giugno 2011

giovedì 16 giugno 2011

Alle Manzoni il patentino D alle elementari



di Alan Conti

BOLZANO. La scuola bilingue funziona: gli alunni della quinta elementare della sezione sperimentale delle «Manzoni» hanno superato tutti i test del Goethe Institut che valgono l'equipollenza al patentino D. L'obietto, spige la dirigente Mirca Passarella, è far ottenere loro il C alla fine della terza media. La sperimentazione in autunno verrà, infatti, estesa al triennio: 13 ore in tedesco e 4 in inglese. I numeri parlano chiaro: i bambini che frequentano la scuola primaria bilingue sono in grado, alla fine della quinta, di mettersi in tasca il patentino D. Gli stessi dati suggeriscono identica fiducia nel conseguimento dell'attestato di livello C per le medie e, per i più bravi, addirittura il B. Soono stati presentati ieri i risultati nell'esame di certificazione linguistica "Fit in Deutsch 1 e 2" sostenuti quest'anno dalle classi 4C e 5D delle sezioni bilingui della scuola primaria Manzoni. A scorrere una tabella che certifica il buon risultato del progetto è stata la professoressa Stefania Cavagnoli, docente di didattica delle lingue presso l'ateneo di Macerata e referente scientifico del percorso di scuola bilingue in via Dalmazia. Le certificazioni "Fit in Deutsch 1 e 2", dunque, vengono rilasciate dal Goethe Institut dopo apposito esame e trovano corrispondenza con i gradi di valutazione A1 e A2 del quadro europeo di riferimento per la valutazione delle conoscenze linguistiche. Le norme sull'equipollenza permettono, quindi, di stabilire un parallelo tra patentino e certificazione: ecco perché si può dire che tutti e 15 gli alunni della classe 5D si sono messi in tasca il patentino D avendo superato con successo l'esame Fit in Deutsch livello A2. La sezione, guidata dalle insegnanti Valentina Lazzarotto, Anni Vikoler e Laura Ventrella, ha centrato l'invidiabile percentuale del 100% di successi. Non solo: a differenza del patentino il Goethe Institut prevede un giudizio della prova con una scala di quattro valori che va da "molto buono" a "insufficiente": accade così che ben 2 alunni abbiano ottenuto il massimo della votazione, 13 un lodevole "buono" e 4 "sufficiente". Se passare l'esame è il primo obiettivo, farlo bene è senz'altro una soddisfazione in più che certifica l'efficacia dell'uso veicolare del tedesco e dell'immersione nell'altra lingua. I costi dell'esame, 57 euro a studente per un totale di 541,50 euro per l'intera classe, vengono coperti in prima battuta dall'Istituto Comprensivo Bolzano VI e, in caso di esito positivo, rimborsati dalla Provincia. I genitori, così, si ritrovano a casa un bimbo con il curriculum arricchito a fronte di un esborso praticamente nullo. Dati incoraggianti, intanto, arrivano anche dalla 4C che ha sostenuto il Fit in Deustch livello A1 lasciando intravedere in prospettiva un ulteriore salto di qualità. Tutti gli alunni hanno passato l'esame con 14 "molto buono" e 7 "buono", rispettivamente 3 e 1 in più rispetto all'esito dello scorso anno dei "colleghi" che si sono appena aggiudicati la certificazione equivalente al patentino D. Chiaramente soddisfatta è la dirigente Mirca Passarella che getta ponti sul futuro grazie al già strutturato proseguimento del progetto alle scuole medie. «Ora hanno il patentino D e metto la mano sul fuoco che fra tre anni si intascheranno il C, mentre i più bravi potrebbero addirittura tentare il B: tutto a massimo 14 anni». La prima media bilingue, comunque, si articolerà attraverso 13 ore di tedesco e 4 ore di inglese su un totale di 34,40 ore settimanali: in soldoni il 50% della didattica sarà dedicata alle lingue. Il ciclo, comunque, è continuo e alle porte ci saranno due nuove prime bilingui alle Manzoni, la IB e la IC a tempo modulo, per un totale di circa 50 alunni che si aggiungeranno ai 162 già coinvolti dalla sperimentazione. Entusiasmo, infine, viene espresso in alcuni sondaggi interni proposti a genitori bambini. I primi, per esempio, regalano percentuali bulgare nel grado di soddisfazione verso l'apprendimento del tedesco con il 91% generale in prima, 70% in seconda, 100% in terza e 87% in quarta. Il 95% degli alunni in quarta, infine, ammette di amare particolarmente i metodi sperimentali in scienze e matematica. I numeri cominciano a parlare.
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