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mercoledì 28 settembre 2011

Giornata delle Lingue: il bilingusimo parte già a due anni


Un "arabo" libro del Piccolo Principe
BOLZANO. Per diventare bilingui è meglio prendere la rincorsa e partire da piccoli. Se il potenziamento della sezione bilingue alla scuola primaria è ormai strumento sdoganato nell’immaginario collettivo, ecco che la nuova frontiera ha il nome di “apprendimento precoce” negli asili e chiama in causa un nuovo importante protagonista: le famiglie. A lanciare questo strumento didattico è direttamente l’assessore provinciale alla scuola italiana Christian Tommasini intervenuto ieri alle iniziative organizzate dal Centro Multilingue di Bolzano al Trevi in occasione della Giornata Europea delle Lingue. "Nelle nostre scuole dell’infanzia abbiamo diffuso e rafforzato la presenza della seconda lingua appoggiandoci su insegnanti madrelingua oppure agenzie educative specializzate. Credo che già all’età di due anni si possa cominciare a stimolare il confronto e l’apertura mentale verso il tedesco. Il tutto, chiaramente, attraverso il gioco o situazioni adatte a bambini di quell’età. In un ideale percorso, infatti, si tratta del perfetto step antecedente alle sezioni bilingui della primaria". Non è un mistero, comunque, che molte famiglie altoatesine di lingua italiana iscrivano i propri figli negli istituti tedeschi, nella speranza di seguire la strada del bilinguismo fai da te. "Questi genitori – replica Tommasini – devono sapere che si tratta di una scelta molto dispendiosa che potrebbe comportare dei rischi legati all’inserimento". Sembra quasi un invito a desistere. "Assolutamente no, ciascuno è libero di seguire il percorso che crede più soddisfacente, però non sempre si considera che le alternative negli asili italiani ci sono. L’apprendimento precoce, oltretutto, viene posto con una metodologia didattica specifica e sarà progressivamente potenziato a una condizione…". Quale? "Abbiamo bisogno delle famiglie, soprattutto con i bambini così piccoli. Non possiamo pensare che tutto venga demandato all’istituzione scolastica perché è anche leggendo insieme un libro in tedesco che si trasmette a proprio figlio interesse, curiosità e tolleranza verso la cultura diversa. Gli adulti devono fare questo passo, anche se le giovani famiglie sembrano già spingere abbastanza in questa direzione".
 Stessa opinione per Daniela Zambaldi, collaboratrice del Centro Multilingue che quotidianamente segue da vicino queste situazioni. "Basta poco – racconta – come prendersi in braccio il bimbo e affrontare con lui delle storie che non siano in italiano. In questo modo si crea un momento positivo da associare all’altra lingua". Il giudizio sul sistema scuola, invece, è un poco meno entusiasta. "L’apprendimento precoce – continua Zambaldi che fa anche parte dell’associazione “Mix-Ling Genitori per il Bilinguismo” - non mi sembra uno strumento così diffuso. Diciamo che in questa provincia ci sarebbero le potenzialità per sfruttarlo meglio, preparando un percorso davvero organico nella formazione bilingue dei nostri studenti". A furia di concentrarsi sul tedesco, però, si corre il rischio di perdere di vista altre realtà. "Non dimentichiamoci dei tanti figli di immigrati che hanno il desiderio di non perdere la cultura e la lingua originaria. Molto spesso, infatti, la prima reazione per facilitare la propria integrazione è quella di abbandonare le radici linguistiche. Succede molto spesso a scuola. Qui, con giochi, libri e strumenti adatti ai piccoli cerchiamo di creare un’atmosfera per recuperare questi valori". Si spiegano così i tanti volumi in arabo, cinese o spagnolo. "Esatto – conclude la collaboratrice mostrandoci una buffa copia araba de “Il Piccolo Principe” – perché è anche nelle favole che si possono ritrovare le proprie origini senza provare un senso di disagio".
 La giornata al Centro Trevi, intanto, è stata scandita da iniziative mirate come l’animazione in tedesco oppure lo spettacolo delle marionette in spagnolo. Sparse per tutta la struttura, invece, si potevano trovare delle postazioni linguistiche con libri, film e supporti tecnologici di ogni genere. Le operatrici del Centro hanno colto l’occasione per spiegare metodologie e trucchetti a genitori piuttosto interessati. In fondi ci si affanna in polemiche e discussioni, ma imparare una lingua può essere anche questo: un gioco. 
Alan Conti

 

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