Cerca nel blog

mercoledì 29 febbraio 2012

Sind Sie für oder gegen einen freien Sonntag?

http://www.stol.it/layout/set/ajax/content/view/lightbox_video/423482/(auvicaid)/7207

Lega: "Fermare i cinesi con la legge Harlem"

La famosa Chinatown a New York
Franco Giacomazzi, consigliere di Europa Novacella, chiede anche a Bolzano la norma che limita le licenze ad attività simili limitrofe e impone adeguata conoscenza dell'italiano. 


BOLZANO. Fermare l’avanzata cinese nel settore commerciale e non solo. Franco Giacomazzi, consigliere di circoscrizione a Europa Novacella per la Lega Nord, chiede che anche Bolzano adotti la “legge Harlem” approvata da poco nella Regione Lombardia. La norma, fortemente osteggiata dai partiti di sinistra, mette a punto strumenti che permettano di frenare le licenze ad attività con tipologia simile entro una certa distanza se questo viene considerato potenzialmente rischioso per il degrado e la sicurezza pubblica. Non solo, agli esercenti stranieri si chiede un’adeguata conoscenza della lingua italiana per l’apertura degli esercizi. Un regolamento che prende ispirazione da quello messo a punto da New York nel tentativo di fermare la ghettizzazione del famoso Harlem e che da lì deve la propria denominazione. In Lombardia, però, tutto nasce per contrastare il fenomeno dei centri messaggi orientali, ma a Bolzano la situazione è assai differente. "In parte è vero – spiega Giacomazzi – ma se pensiamo solo all’esplosione di bar cinesi è evidente che il problema si pone anche sul nostro territorio comunale". Il paventato arrivo dei cinesi in via Torino al posto di “Blockbuster” alimenta le preoccupazioni in quartiere. "Dobbiamo adoperarci per difendere l’identità locale senza tralasciare nulla. Non dimentichiamoci che siamo una zona ad alta vocazione turistica e l’elemento caratteristico va mantenuto a tutti i costi. Ecco perché la legge Harlem non  può essere tacciata di razzismo. Semplicemente interpreta una richiesta di buon senso. Comune e Provincia hanno il dovere di rifletterci". 
Alan Conti

martedì 28 febbraio 2012

Ai Rangers un brutto derby


Hagelin festeggia con i compagni

Hagelin e Callahan inchiodano i Devils in un match avaro di tiri. Nessuno come Lundqvist. Sorprendenti Blues che battendo i Flames scalzano i Wings.

Sempre risicati e tirati i derby della Grande Mela, ma questa volta a spuntarla sono i Rangers sempre più primi solitari a est (2-0). Partita bruttina, ad essere sinceri, con una carestia di tiri e due gol di cui uno, il secondo firmato Callahan, empty net. Decisiva, quindi, la segnatura di Hagelin, reattivo su un passaggio da dietro la gabbia del solito Callahan e l’ottavo (!) shutout di king Lundqvist. Quest’anno nessuno ha i numeri del goalie dei Blueshirt. Sempre in tema di blu desta scalpore la vittoria di St.Louis che con il 3-1 di rimonta sui Flames scalzano i Red Wings dei record dalla testa della Division e si posizionano in scia dei Canucks in attesa della risposta di Detroit questa notte contro il fanalino di cosa Columbus. Da sottolineare la doppietta di Arnott. I Predators, invece, escono vincitori dallo scontro diretto con Los Angeles e incassano due punti fondamentali grazie a un 2-1 di misura. Regolare, invece, Colorado che continua la sua marcia in zona playoff con un perentorio 4-1 sul ghiaccio di casa ai danni degli illusori Ducks. Funziona la nuova prima linea Avalanche Downie-O’Reilly-Landeskog. Solita altalena, infine, per i Jets che escono a testa bassa dalla sfida contro gli Oilers (3-5): un passo avanti e due passi indietro basteranno per la post season? 
Alan Conti

Braucht es einen enheitlichen Schulkalender?



http://www.stol.it/layout/set/ajax/content/view/lightbox_video/423007/(auvicaid)/7183

lunedì 27 febbraio 2012

Dalle mense recuperati 210 chili di alimenti in tre mesi

Fondamentale la collaborazione con il Banco
Il progetto è ideato dal Comune in collaborazione con il "Banco Alimentare". Le derratte vengono destinate gratuitamente ad onlus bisognose. Nel 2011 raccolti 510 kg.




BOLZANO. In tre mesi recuperati 210 chili di alimenti destinati al cassonetto dei rifiuti. Contro lo spreco alimentare si schiera anche il Comune di Bolzano e lo fa intervenendo in uno dei templi delle eccedenze: le mense scolastiche. "Abbiamo seguito con attenzione i progetti proposti dalla Caritas – spiega l’assessore comunale alla scuola Judith Kofler Peintner – e siamo contenti di poter contribuire alla battaglia contro lo spreco". Attraverso una convezione con la Fondazione “Banco Alimentare”, infatti, vengono ritirate periodicamente le eccedenze alimentari delle mense scolastiche cittadine per ridistribuirle alle onlus convenzionate. "Ovviamente non si tratta del cibo che è già stato portato in tavola, ma di quelle derrate rimaste intonse, ma non più utilizzabili". I regolamenti legati ai prodotti delle mense, infatti, sono giustamente molto più stringenti rispetto a qualsiasi altra attività, quindi è piuttosto usuale che alimenti fuori standard per le scuole siano ancora pienamente regolari per altre tavole. "L’obiettivo è di non disperdere una risorsa e di reindirizzarla gratuitamente dove ci può ancora essere bisogno" continua l’assessore. Da ottobre 2009, comunque, il cibo viene destinato alla Santo Stefano, al Centro Aiuto alla Vita e al Cru. In tutto il 2011 sono stati ritirati 520 chili, mentre in questo primo spicchio di anno scolastico, da ottobre a fine anno, il totale ammonta già a 210 chili: facile ipotizzare un trend in crescita. Nel dettaglio si tratta di 20,5 chili di primo piatto, 48 di secondo, 18 tra salse e sughi, 46,5 di contorni, 20 di dessert o yogurt, 31 di frutta e 26 di pane.
 Alan Conti

Al tramonto di Blockbuster sbucano i cinesi


Insegne oscurate in via Torino

Il tanto atteso punto vendita di via Torino chiude i battenti. Dopo il fallimento della casa madre, la catena di videonoleggio paga dazio anche in Italia. Acqua e sapone o un market orientale in arrivo.

BOLZANO. Alla vigilia della notte degli Oscar cala il sipario su “Blockbuster” e potrebbe allungarsi la mano cinese su via Torino. Da qualche giorno, infatti, ha chiuso i battenti il grande distributore di film a noleggio della catena internazionale che per anni Bolzano ha aspettato. La crisi del commercio in generale e di vicinato in particolare, è bene chiarirlo, in questo caso incide ben poco dato che la fine dell’attività di “Blockbuster” non dipende strettamente dalle condizioni locali, bensì dalla messa in liquidazione di “Blockbuster Italia” conseguente al fallimento della casa madre statunitense. All’orizzonte, come detto, potrebbe esserci un nuovo negozio gestito da cinesi con merceologia varia sulla falsariga dell’enorme e discussa attività aperta mesi fa al posto dell’ex negozio di abbigliamento sportivo “Tacconi” poco più avanti. A questo si deve aggiungere una piccola bottega tra abbigliamento e sartoria dagli occhi a mandorla che da poche settimane ha aperto al fianco dello storico “Cioè”. Via Torino, insomma, rischia di trasformarsi in una nuova enclave orientale che, a differenza da via Claudia Augusta, punta forte sul commerciale e meno sul servizio bar. La zona, è bene non dimenticarlo, è sotto la lente di ingrandimento di Comune e Confesercenti che mirano a rilanciarla con la sfida del centro commerciale naturale di ampio respiro ma i cinesi, inutile nasconderlo, non sempre sono soggetti facili da coinvolgere in progetti di così ampio respiro. Il progressivo insediamento, insomma, potrebbe complicare i piani di amministrazione e associazioni di categoria. Niente, però, è ancora deciso dato che oltre all’interessamento cinese sui locali di via Torino avrebbe messo gli occhi pure un noto marchio di profumi e prodotti per la casa. Data la presenza a pochi metri di un punto vendita “Cad”, tutti gli indizi potrebbero portare alla concorrente “Acqua&Sapone”. In ogni caso gli unici numeri attualmente certi sono i 118.000 euro di canone annuale chiesti dal proprietario per 395 metri quadri di superficie di vendita al piano terra e 260 di interrato gestiti dalla vicina agenzia “Futuro Immobiliare”. Le trattative, comunque, proseguono serrate.
 Tornando al saluto di “Blockbuster”, intanto, vanno registrate altre chiusure su tutto il territorio nazionale. Dopo la bandiera bianca del nucleo centrale americano, infatti, il 21 giugno scorso il gruppo italiano ha deciso di sciogliere anticipatamente la società e metterla in liquidazione. Operazioni affidate al manager Generoso Galluccio che per l’occasione ha strappato uno stipendio tutt’altro che fallimentare: 480.000 euro. Lo stesso Galluccio, quindi, ha ricevuto potere di conservare il patrimonio sociale in funzione della liquidazione con facoltà di presentare istanza di fallimento della società e concedere in affitto uno o più rami dell’azienda. Tradotto significa che la concorrenza di pay tv, pirateria, internet e offerte al cinema hanno stritolato il noleggio e i primi a pagare dazio sono i punti vendita meno frequentati: Bolzano, smentite dei titolari a parte, aveva le ore contate da tempo. 
Alan Conti

Park Fiume, il carotaggio decisivo pagato dalla coop

Un'immagine dei lavori iniziati
Iniziati i sopralluoghi che saranno verifica decisiva per il garage. Azienda incaricata dai soci e il comitato protesta: "Chiediamo trasparenza". L'assessore Kofler Peitner: "Giusto non spendere soldi pubblici"



BOLZANO. Ieri via Fiume è stata bucata per la prima volta e l’infinita querelle tra favorevoli e contrari al parcheggio sotterraneo sembra arrivata alla resa dei conti. I tecnici della ditta bolzanina “Geologia e Ambiente” coordinati dal responsabile Michele Nobile, infatti, hanno cominciato ieri le operazioni preliminari di carotaggio della zona. Un’ analisi che dovrebbe fornire i dati decisivi per procedere con la realizzazione o meno del parking interrato. La partita, come noto, si gioca sul pericolo ambientale e idrogeologico dell’opera mettendo uno di fronte all’altro la cooperativa promotrice e un nutrito comitato di 5000 firme contrario all’intervento ambientale su una delle passeggiate più amate dai bolzanini. In campo, insomma, scendono i tecnici che dovranno fare da arbitri, ma a sorpresa dal Comune confermano di non aver conferito nessun incarico alla ditta specializzata lasciando l’iniziativa alla cooperativa. Il giudice che stabilirà definitivamente la fattibilità o meno del parcheggio sarà l’ufficio bacini montani provinciale diretto da Rudolf Pollinger, ma la perizia geologica su cui si baserà la scelta sarà pagata da una delle parti: un meccanismo che ha sollevato qualche perplessità e acceso le proteste del comitato “Giù le mani dal Talvera”.
"Vogliamo la certezza di analisi accurate e risultati trasparenti – chiede Maria Teresa Fortini, portavoce del comitato su facebook che anche ieri pomeriggio, come tutti i venerdì, si è trovato sulle passeggiate per raccogliere firme – senza contare l’assoluta incoerenza di una cooperativa che prima minaccia cause di risarcimento verso l’amministrazione in caso di mancata realizzazione e solo in un secondo momento si preoccupa di verificarne l’effettiva fattibilità". Intanto, però, i lavori cominciano a entrare nella fase operativa. "Si tratta di interventi comunque invasivi che hanno dimezzato la ciclabile per un po’. La perizia pagata da una delle parti in causa è francamente molto strana e, seppur il geologo Nobile sia sempre stato molto disponibile ai chiarimenti, il meccanismo non è il massimo della trasparenza. Lo capiscono tutti, tranne il sindaco Luigi Spagnolli". In un documento firmato da Natalina Fioretto, inoltre, il comitato chiede allo stesso Spagnolli “un esperto indipendente e qualificato disposto a mettere nero su bianco, assumendosene le relative responsabilità civili e penali, la sicurezza dell’argine anche in caso di eventi meteo eccezionali”. Nella stessa lettera si chiede all’amministrazione “di richiedere al costruttore e ai soci del garage il rilascio di una fideiussione bancaria per la messa in ripristino della passeggiata entro un anno dalla fine dei lavori del cantiere”. Il principio che ha portato alla scelta di lasciare alla cooperativa l’onere della perizia è, per il Comune, di carattere puramente economico. "E’ giusto che siano i cittadini che desiderano costruire a farsi carico di questa spesa – interviene l’assessore comunale alla mobilità Judith Kofler Peintner – quindi la conseguenza è che la ditta per la perizia l’ha scelta la cooperativa". D’accordo ma, fatta salva la professionalità dei tecnici, l’arbitro di solito non dovrebbe essere stipendiato da una delle squadre. "E’ vero, ma purtroppo la situazione è così. Inizialmente si era probabilmente sottovalutato la dimensione del problema e non si fecero i carotaggi preliminari: ora non ci rimane che questa procedura. I dati, comunque, sono oggettivi: non ci troviamo di fronte ad analisi interpretative, ma concrete. Verificheremo la verticalità o meno degli argini. Ci spiace solamente metterci tanto tempo per trovare una risposta definitiva. Come giunta abbiamo già espresso parere favorevole all’opera se le condizioni naturali e morfologiche la permetteranno: per il resto dobbiamo fidarci".
Alan Conti 

A caccia di sinagoghe nell'antica Bolzano


 Toniolo nei sotterranei della pasticceria "Peter" (Foto Valletti per Alto Adige)

Lo storico ed esperto Giuseppe Toniolo ne individua due. La prima con entrata in vicolo Erbe e la seconda in via Goethe. Dai sotterranei della città arrivano conferme.

BOLZANO. Non una, ma due sinagoghe e il ghetto a Bolzano esisteva eccome. Nell’acceso dibattito storico culturale sulla presenza degli ebrei in città acceso da un affresco del XIV secolo commissionato Niklaus Vintler si inserisce anche Giuseppe “Jo” Toniolo, bolzanino appassionato storico dell’arte e in passato collaboratore della Sovrintendenza alle Belle Arti. Toniolo segue da quasi cinquant’anni le tracce dei giudei nel capoluogo altoatesino e, dopo aver letto le ipotesi dei “colleghi” Helmuth Rizzolli ed Ettore Frangipane”, ci apre la porta delle sue scoperte che affondano le radici nella Bolzano sotterranea.
 "Secondo i miei studi - afferma senza esitazioni – nell’antica cittadina possiamo ipotizzare la presenza di due sinagoghe corrispondenti a periodi storici differenti e una successiva all’altra. Il ghetto, inoltre, esisteva anche se privo delle accezioni negative di origine veneziana. Gli ebrei, infatti, vivevano tra loro nella “periferia” di allora che potremmo perimetrare nel trapezio composto da piazza Domenicani-Via Goethe-Vicolo Cavallari (oggi Vicolo Erbe)-Via della Roggia-Via Vintola-Piazza Erbe e di nuovo via Goethe fino ai Domenicani. Senza scordarci di via Argentieri che fu autentico feudo ebreo perché, per note questioni religiosi, gli stessi argentieri erano in larghissima maggioranza giudei".
 Torniamo, però, sulla questione sinagoghe e focalizziamoci sulla prima. "Databile tra il 1300 e il 1450 – continua Toniolo – io la collocherei con buona precisione nell’edificio che si affaccia su Vicolo Erbe e Piazza Erbe, all’altezza del civico 11 da una parte e dei negozi “Leonardi” e “Maffei” dall’altra". D’accordo, però, le supposizioni necessitano di qualche fatto concreto. "Ho avuto l’opportunità di addentrarmi nei sotterranei di questo edificio e ho riscontrato alcuni muri costruiti con ciottolati tagliati a metà di tufo che sicuramente non sono originari del nostro territorio. Non solo, si tratta di materiale e composizione architettonica tipicamente ebraica e lo stesso muro di Gerusalemme, seppur difficilmente paragonabile, richiama questa tradizione. In aggiunta a questo ho potuto vedere con i miei occhi anni fa alcune stelle di David incise su queste pietre". All’interno del negozio d’abbigliamento “Maffei” ecco la testimonianza più impressionante: all’interno delle vetrina, tutta spostata sulla sinistra, spunta una parete di ciottoli di tufo e una colonna bifora. "Ho combattuto per tutelare questa presenza artistica – riprende Toniolo – perché si tratta di una parte dell’antica sinagoga. Probabilmente la superficie è da ricondurre a un piano superiore della struttura perché il terreno, qui, si abbassa di oltre sei metri sotto il terreno". Nella cantina della pasticceria “Peter” otteniamo un altro importante riscontro: una scala conduce in profondità per almeno sette metri e il muro, seicentesco, presenta caratteristiche totalmente differenti da quello del negozio “Maffei”. "Qui abbiamo un porfido assai meno lavorato in arrivo, probabilmente, dal Talvera: questa era la tecnica nostrana in vigore all’epoca, non certo il tufo". L’ingresso della sinagoga, però, viene collocato da Toniolo su Vicolo Erbe, esattamente all’altezza del civico 11 dove una volta si trovava l’osteria “Celestino” e oggi si impenna un edificio ex residenziale totalmente abbandonato con una porta ricoperta di scritte. "Vicolo Cavallari (Erbe) era più nascosto e raccolto rispetto alla frequentata via Argentieri: credo che per l’entrata si sia scelta questa opzione". Per immaginare la larghezza della prima sinagoga, invece, mettevi in piazza Erbe e calcolate dall’angolo del ristorante “Forst” fino allo spigolo di sinistra della pasticceria “Peter”.
C’è, però, una seconda sinagoga individuata negli anni da Toniolo attraverso le stesse prove di tufo, stelle di David e colonne oggi nascoste dalle varie ristrutturazioni. La sede è collocabile in via Goethe al civico 20. "In questi sotterranei, anche qui parecchio profondi come dimostrano alcuni magazzini dei negozi, ho trovato tracce che riportano alla seconda sinagoga in uso fino al 1770. Probabilmente le persecuzioni oppure le ridotte dimensioni del primo luogo di culto portarono la comunità ebraica alla costruzione di una seconda, più grande e confortevole, sede di preghiera".
Alan Conti 

Mille firme contro la firma..in bianco


Una manifestazione contro le firme in bianco
Consegnate le adesioni alla campagna per il ripristino della 188. Sindacati uniti: "Una battaglia per le donne e non solo".

BOLZANO. Un migliaio di firme contro la firma in bianco. Anche in Alto Adige i sindacati confederali hanno partecipato ieri alla giornata dedicata alla petizione nazionale “188 firme per la legge 188/2007” consegnando nelle mani del commissario del governo Fulvio Testi centinaia di adesioni alla campagna contro la pratica delle dimissioni in bianco. Cgil, Cisl e Uil provinciali, quindi, marciano unite per ripristinare la norma che imponeva la tracciabilità attorno alle motivazioni della richiesta di dimissioni da parte di un lavoratore. L’obiettivo è disinnescare il giochino per cui i datori di lavoro, all’atto dell’assunzione a tempo indeterminato, impongono al dipendente la sottoscrizione di una domanda di dimissioni priva di data. In sostanza una pistola carica nel cassetto da spolverare in caso di infortunio o, soprattutto, gravidanza. I dati statistici raccontano di 800 mila donne in Italia che tra il 2008 e il 2009 hanno lasciato il lavoro tra la gravidanza e il primo anno del neonato, mentre in Alto Adige la quota tocca le 600 unità nel 2006, con un incremento di 100 rispetto a tre anni prima. L’Astat, però, non ha mai prodotto statistiche dettagliate negli ultimi anni.
 "E’ molto difficile dare una dimensione precisa di questo fenomeno – specifica Doriana Pavanello della Cgil – perché da queste statistiche si può solo ragionevolmente desumere che una parte di queste dimissioni arrivino per coercizione. Chiediamo con forza all’Astat che ci fornisca un quadro preciso, dato che finora solo l’Ipl/Afi ha svolto qualche indagine sulla questione". Quindi dobbiamo preoccuparci anche in provincia di Bolzano? "Di sicuro il meccanismo è diffuso e l’abolizione della legge 188 decisa dal governo Berlusconi dopo soli 8 mesi non aiuta a ridurlo. Si colpiscono le donne, il valore sociale della maternità, ma possono essere coinvolti anche gli infortunati e i giovani. Non è un mistero, infatti, che alcune dimissioni arrivino a ridosso del termine del periodo di sgravi fiscali previsti per le assunzioni a tempo indeterminato oppure pochi giorni prima un incidente professionale. Sappiamo bene, infatti, che eventuali infortuni vanno a incidere sui bonus/malus che le aziende devono pagare alle assicurazioni per i propri dipendenti. Questa petizione, quindi, serve a sensibilizzare il ministro Elsa Fornero sulla tematica perché la riforma del lavoro non può ridursi a un semplice referendum per l’articolo 18". Difendersi dalle firme in bianco, però, non è affatto semplice. "Al livello legale – precisa Tila Mair della Cisl – si parte dal presupposto che la firma stessa sia un atto di volontà. Anche solo vergare il documento senza data, infatti, significa di fatto accettare il mancato riferimento al giorno delle dimissioni. L’unica strada percorribile è di consegnare il documento all’ufficio tutela sociale del lavoro non appena viene firmato". Già, ma non è propriamente semplice farsi lasciare l’originale dai datori di lavoro. "Lo sappiamo, infatti si tratta di una procedura delicata. Proprio per questo chiediamo l’introduzione di una legge deterrente che possa tornare utile pure in Alto Adige perché abbiamo la convinzione che anche da noi questa pratica sia adottata. D’altronde abbiamo già raccolto qualche testimonianza in passato". Pensando al mondo imprenditoriale altoatesino, oltretutto, sono le stesse statistiche a incoraggiare qualche sospetto. "Il 53% delle dimissioni delle donne attorno alla gravidanza – dichiara Cristina Girardi (Uil) - avviene in aziende piccole con meno di 15 dipendenti. Il nostro tessuto è composto principalmente da attività di questo tipo. Non solo, gli stessi numeri dimostrano che un lavoratore su quattro si è trovato, nel corso della sua carriera, di fronte a questo compromesso. Attenzione perché spesso ci si dimentica che presentare le dimissioni significa anche perdere il diritto a qualsiasi forma di ammortizzatore sociale. Le neomamme, dunque, si trovano di colpo disoccupate proponendosi su un mercato del lavoro che, purtroppo, non sarà particolarmente “generoso” data la loro condizione. Si tratta, dunque, di un fenomeno molto serio con riflessi sociali preoccupanti".  
 Alan Conti

Salorno approva i vigilantes

Salorno si interroga sulla sicurezza

Nessuna emergenza, ma il paese spalanca le braccia alle guardie notturne roveretane. Parchi e scuole sotto la lente.

Niente allarmi né emergenze, ma alle guardie notturne Salorno spalanca le braccia. E’ positivo l’atteggiamento con cui esercenti, commercianti e residenti accolgono la novità dei controlli del corpo di vigilanza di Rovereto. Il “do ut des” tra il Comune e la società a responsabilità limitata piace e parla chiaro: i guardiani ottengono un locale di 51 metri quadri, alcuni parcheggi e 240 euro mensili e in cambio offrono controlli, come minimo giornalieri, nei parchi pubblici di via Poit, piazza Municipio e via Aldo Moro, alle scuole medie, al centro di raccolta dei rifiuti ciclabili LaVis oltre alla apertura e chiusura della stazione e al pattugliamento generale. Durata annuale, poi si tireranno le somme.
 "Teniamo presente che non ci troviamo in un centro particolarmente delinquenziale – premette Ivana Albertini della Lavanderia “By Ivana” – quindi non abbiamo un’urgenza, ma tutto sommato qualche controllo aggiuntivo non si rifiuta. Può anche essere utile per i commercianti sapere che di notte il proprio esercizio è controllato da qualche occhio in più". Olga Ceolan, dal canto suo, non nasconde la vera polvere sotto il tappeto. "Purtroppo abbiamo avuto in passato qualche problema con una famiglia di nomadi, ormai stanziali, particolarmente “vivace”. Le giovani generazioni vanno sicuramente tenute sotto controllo, ma questo vale anche per alcuni nostri giovani. Nei parchi e nella zona più bassa del Comune, quindi, le guardie sono un servizio che accogliamo volentieri. Altre zone, invece, sono tranquille e non hanno mai dato particolari problemi". Franco Zanon, addirittura, vorrebbe un servizio a raggio allargato. "Sarebbe bello portarlo anche a Laghetti dove abito. Non c’è nessuna ragione, infatti, per essere contrari a un mattoncino in più lungo il percorso di una maggiore sicurezza". Qualche ragione di contrarietà, però, la trova il fotografo di piazza Municipio Alberto Ceolan: "Francamente mi sembra una scelta ridicola. Si dipinge Salorno per qualcosa che non è: non si tratta di un Comune pericoloso e non ci sono mai stati episodi di delinquenza tale da giustificare una richiesta del genere. Con lo stesso metro di giudizio, allora, dovremmo avere l’esercito a Bolzano o Trento. Direi che, seppur pochi, questi soldi potevano essere risparmiati dall’amministrazione". Diametralmente opposta la reazione di Giuseppina Fidenzi e Luciana Vian: "Finalmente si sono decisi ad attivare questo servizio, se ne sentiva il bisogno. Purtroppo non è un mistero che a Salorno ci siano delle zone da tenere sotto stretta osservazione. Inutile nascondersi". Laura Pacher individua con precisione il focolaio da monitorare: "L’area delle scuole medie è certamente delicata. I controlli sono una garanzia anche per i nostri figli o nipoti che intendono trovarsi e socializzare in tranquillità". Eloquente l’opinione della tabaccaia Cristine Schgraffer: "A chi non può far piacere un servizio in più a costi decisamente contenuti? Si tratta di una sperimentazione annuale che, a mio parere, non va bocciata a priori. Certo, poi bisognerà verificare se le condizioni di Salorno sono effettivamente così critiche da giustificare un intervento continuativo". Pierina Tondini, invece, è la sorella del consigliere Mario Tondini in quota Lega Nord che da tempo si spende per maggiori controlli sul territorio e, pur non trattandosi di  nulla di simile alle ronde padane, la soddisfazione in famiglia è tangibile: "Siamo contenti perché finalmente possiamo sentirci maggiormente tutelati". Chiusura con le sorelle Giuliana e Gabriella Eccli: "Non giriamo mai per Salorno di notte, ma non le nascondiamo che se fossimo costrette a farlo saremmo molto impaurite.  Per quel che costano queste guardie notturne, anche solo la sensazione di una maggiore sicurezza vale la spesa".
Alan Conti 

giovedì 23 febbraio 2012

Svp, Vorwahlen oder nicht?


Video Interviews Stol.it: Soll die Svp den Landeshauptmannkandidaten mit Vorwahlen ermitteln oder von den Svp Funktionaeren bestimmen lassen?

Canucks-Wings, passa tutto da qui

Canucks-Red Wings, classica che oggi conta di più
President's Trophy, Western conference,record e leadership Nhl: si giocano tutto questo stanotte Vancouver e Detroit. A Dallas aria di rivincita, mentre i Flyers cercano continuità. 

Il President Trophy passa per la Joe Louis Arena e un match che può scrivere molto sulla leadership della Western Conference e dell’intera Nhl. Sul ghiaccio di Detroit, infatti, incrociano le stecche Red Wings e Canucks: quanto di meglio si sia visto negli ultimi mesi. Non bastasse, in mezzo si aggiungono ingredienti come il record aperto di 23 vittorie casalinghe dei Wings, l’infortunio di Datsyuk, la necessità di riprendersi da una sconfitta per entrambe e una rivalità storica. Alle 1.30 sapete per quale motivo puntare la sveglia. Alta tensione anche tra Blackhawks e Stars con la rivincita dell’anno scorso e un match che non può essere banale(2.30), mentre i Flyers cercano continuità sul ghiaccio di una Edmonton totalmente imprevedibile (3.30). Frizzante anche la partita in programma tra Predators e Blues, con i primi in leggero vantaggio dato che solo stanotte St.Louis ha dovuto piegarsi ai campioni in carica di Boston: le note blu sono in grado di reggere due confronti così ravvicinati? (2.00). Tra Sharks e Maple Leafs (1.00), invece, è caccia ai punti importanti in ottica post season perché per entrambe nulla è da dare per scontato. Resisterà, invece, il ritmo infuriato con cui i Coyotes stanno sbranando la classifica? Ai Flames la risposta (3.00). In Florida, intanto, si chiede ai Wild il lasciapassare per un allungo forse decisivo sui Caps nella Division (1.30) e a Winnipeg i Jets provano a toccare il sogno playoff scavalcando Tampa Bay (2.30). Chiude il programma Ducks-Canes che per la classifica è il piatto meno ricco, ma data la qualità delle ultime partite di entrambe potrebbe addirittura risultare il più bello. It’s Nhl.
Alan Conti

In Marchand sul fortino dei Blues

Brad Marchand, protagonista ieri

I Campioni in carica violano il ghiaccio inespugnabile di St.Louis. Brad in grande spolvero con una doppietta. I Caps perdono l'ennesimo treno, mentre gli Avs tornano nella "bubble zone"

Si era detto difese d’acciaio e goalie di livello assoluto e nel solo primo periodo Blues e Bruins infilano 5 gol: 3 per Boston e 2 alle spalle di Thomas. La solita Nhl pronta a smentire ogni previsione. Alla fine l’hanno spuntata le “B” giallonere 4-2 su un ghiaccio che quest’anno pareva inviolabile quasi come la Joe Louis Arena di Detroit. Un doppio Marchand decisivo e un match condotto con esperienza e ritmo giusto hanno soffocato le fiammate dei Blues capaci comunque di riprendersi da un precoce 2-0 e non darsi mai per vinti. Forse St.Louis ha palesato proprio in questa partita una certa difficoltà nell’essere incisivi in attacco e questo, sul balcone con vista playoff in cui si trovano, potrebbe essere un grosso problema tra qualche settimana. Rimangono a terra da tutti i treni per i playoff, invece, i Capitals che incassano un sonoro 5-2 dai Senators guidati da un doppio Michalek. Washington ora è costretta a sperare in qualche passo falso dei Cats. Puntello importante, invece, quello fissato da Ottawa. Nell’ultima sfida della giornata, infine, sono gli Avs a rientrare nella “bubble zone” per la post season a ovest: 4-1 ai Kings e corsa ai playoff apertissima.
Alan Conti

mercoledì 22 febbraio 2012

Cababoz, lo Zelig bolzanino


Il logo di Cababoz-Comicità altoatesina
Un gruppo di giovani che, orfani del Festival Studentesco, ha deciso di ritrovare la strada del palco. Successo oltre le attese per il cabaret dei ragazzi

BOLZANO. E’ lo Zelig bolzanino, ma non inteso come programma televisivo, bensì come scuola di umorismo e cabaret. Si chiama “Cababoz-Comicità altoatesina” il progetto giovanile figlio del festival studentesco e capace di attirare centinaia di spettatori al centro giovanile “Spazio Vintola” in occasione delle sue serate. Un successo capace di stuzzicare l’attenzione degli esperti anche al di fuori dei confini bolzanini, tanto che è già in programma una puntata a Bologna. La storia di “Cababoz” è abbastanza semplice e affonda le radici in quella palestra di palco che è la gara-manifestazione organizzata dall’Artist Club. Una volta diplomati, infatti, un ventina di ragazzi si sono guardati in faccia per trovare un modo per continuare a coltivare la passione per lo spettacolo e il teatro. Ecco, quindi, che hanno deciso di provare a mettere in scena un evento autogestito, basato essenzialmente sull’alternanza di sketch e la voglia di far ridere. Pezzi scritti direttamente dai ragazzi, personaggi unici, monologhi rivisti o riscritti: c’è tutto questo nel menù di una serata “Cababoz” che si può scoprire anche in un paio di video postati su youtube. Dieci, cinquanta, cento, duecento spettatori: in un attimo le sale si riempiono e i sold out si infilano come le perline di un braccialetto. "Siamo molto contenti e un pizzico sorpresi – racconta uno dei fondatori Ayyoub Elhilhaa – dal successo che siamo riusciti ad ottenere". Non manca nemmeno quel necessario velo di satira: "C’è la parodia di Durnwalder, qualcuno imita l’assessore Christian Tommasini. Cerchiamo di leggere la realtà altoatesina con gli occhi dei ragazzi, ma senza prenderci troppo sul serio". Realizzata pure una maglietta dedicata al gruppo e già richiesta da alcuni affezionati.
  Il prossimo appuntamento è in programma per il 16 marzo. Prezzo d’ingresso a 5 euro, ma meglio informarsi prima sulla disponibilità allo 345/3596558. A condurre la serata ci sarà Gianluca Iocolano, mentre i protagonisti sul palco saranno Emanuele Colombi, Daniel Ruocco, Elia Liguori, Max Meraner, Marco Concer, Mattia Brutto, Alberto Brugnoli, Alessia De Paoli, Marco Zenti, Diego Zambiasi, Salvatore Cutrì, Vladi Martello e Giancarlo Maria Vincenti. 
Alan Conti
 

Bruins-Blues, gabbie d'acciaio


Annata straordinaria per Brian Elliott

Elliott e Thomas sicurezze di due squadre dalla difesa arcigna. Bruins per il blasone, Blues per imporsi: sfida di livello stanotte.

Difese d’acciaio, portieri di livello e attacchi piuttosto lunatici: gli ingredienti di Bruins-Blues sono questi e non c’è dubbio che inchioderanno al ghiaccio gli occhi di moltissimi appassionati delle squadre arcigne. Non è un periodo semplice per i campioni in carica che, oltretutto, rendono sette punti agli avversari di questa notte (ore 2.00). Elliot e Thomas, dunque, si guarderanno da lontano sapendo di un confronto tra due goalie di assoluto livello: del primo si è detto tutto con la Stanley in mano, ma il secondo quest’anno ha stampato record che solo Lundqvist riesce ad eguagliare. I Blues, oltretutto, sono probabilmente la sorpresa più grande della regular season e cominciano adesso a soppesare la propria tenuta in match che profumano di playoff. Campanella che suona, invece, in casa Capitals che dopo la scoppola contro Carolina sono attesi al riscatto sulla non facile pista dei Senators. Ottawa, dal canto suo, ha tutta l’intenzione di continuare a dimostrarsi solida e da playoff (ore 1.00). Chiude il tris di partite odierne la sfida tra Avalanches e Kings (ore 3.00) che in palio non mette la post season, ma la possibilità di sperarci: non è comunque poco.
Alan Conti 

I Rangers sbattono sul muro Fleury

Marc Andrè Fleury, protagonista nel 2-0

Shutout e vittoria per i Penguins che fermano la capolista a Est. Anche ad ovest, intanto, si perde la testa con Red Wings e Canucks sconfitti

Si chiama Fleury il muro contro cui sbattono i Rangers a Pittsburgh lasciando due punti sotto altrettanti gol segnati dal point leader Malkin e Sullivan (2-0). Non è giornata per le capolista dato che anche i Red Wings, cingolati in casa, piegano la testa a Chicago sotto la doppietta firmata Hayes-Kruger (2-1). Non ne approfittano i Canucks che trovano la prima sconfitta stagionale dal 15 gennaio in quel di Nashville, fermati dai Predators che con l’arrivo del difensore Gill hanno fatto bingo (2-3). Non si fermano più, invece, i Coyotes che puntellano la zona playoff con un combattuto 4-3 imposto ai Kings solo agli shootout: decisiva la segnatura di Boedker, ma citazione merita anche la doppietta di Vrbata. A fatica passano i Flyers  a Winnipeg grazie al 5-4 in overtime segnato da Jagr che frena i Jets trascinati da un Ladd su grandi livelli. All’ OT arriva anche la vittoria dei Devils che ringraziano Fayne e salutano Toronto con due importanti punti (4-3). Fa rumore, invece, la caduta di San Josè che incassa addirittura sei gol dal fanalino di coda Columbus che per l’occasione ritrova il talento di Carter e di un forse partente Nash. Non basta agli Sharks la doppietta di Couture (6-3). Nulla da fare nemmeno per i moribondi Canadiens, schiantati 3-0 dagli Stars che festeggiano pure lo shutout di Lehtonen. Rallenta, invece, la rincorsa dei Ducks stoppati 3-2 dai Bolts tenuti in piedi dal cecchino Stamkos. Piccole gioie, infine, per i Sabres (2-1 agli Islanders) e per gli Oilers (6-1 ai Flames). 
Alan Conti

domenica 12 febbraio 2012

Wings a un passo dal record


L'ingresso della Joe Louis Arena a Detroit: fortino inespugnabile?

Una vittoria e la Joe Louis festeggerà i 20 successi consecutivi: impresa riuscita solo ai Flyers, rivali di stasera. Rangers con i Caps alle 18.30, mentre Sharks-Blues è sfida da playoff.

Quota 20 è lì a un passo: significa record di vittorie casalinghe eguagliato nella storia della Nhl. I Red Wings sono pronti a scrivere la storia, ma dovranno superare i Flyers reduci dall’ennesima sconfitta subita dai Rangers. Indovinate, scherzo del destino, chi fu l’unica franchigia a raggiungere i 21 successi sulla pista di casa? Bravi, proprio Philly. Game dai mille risvolti, quindi, quello che oggi alle 1.30 potrebbe consacrare la Joe Louis Arena fortino inespugnabile e rinforzare i Wings in cima alla Western Conference nonostante la minaccia Canucks. Sul ghiaccio anche l’altra capolista: Rangers che andranno a Washington in un lunch match assai abbordabile anche per gli orari italiani (face off alle 18.30). Aria da playoff pure tra Sharks e Blues: i primi risorti contro Chicago, i secondi sempre solidi e continui (1.00). Identico il clima per Kings-Stars: entrambe alla ricerca di un filotto che garantisca sicurezza (24.00). Apparentemente favorite, invece, Penguins e Panthers nelle sfide a Bolts (1.00) e Isles (21.00): attenzione, però, alle sorprese sempre nel cilindro di Tampa Bay e New York. Chiude il programma il malinconico Ducks-Blue Jackets (24.00):classico appuntamento per stabilire chi è il meno peggio. Testa alla prossima stagione.
Alan Conti

Triplo Callahan e i Flyers ancora in ginocchio


Callahane i Rangres festeggiano: Flyers ancora sconfitti

Continua la maledizione Philly e i Rangers fanno pokerissimo. Boston rincorre con il fiatone, frenano i Canucks.


Non c’è proprio verso per i Flyers: battere i Rangers è ormai chimera assoluta e per la quinta volta consecutiva devono abbassare la testa al cospetto di New York. Questa volta è Ryan Callahan a far volare i cappellini e centrare un hat trick determinante nel 5-3 finale. Ora i Rangers hanno il volante in mano della Eastern Conference e nessuna intenzione di mollarlo. Tengono il passo, a fatica, i Bruins capaci di superare Nashville solo grazie agli shootout di Bergeron e Seguin (4-3) e al provvidenziale pareggio di Lucic a un soffio dalla sirena finale. Dall’altra metà del cielo Nhl, ecco i Canucks frenare a Calgary, ancora una volta agli shootout decisi dal duo Kiprusoff-Iginla (3-2): Vancouver a intermittenza, Flames nella scia dei Coyotes. Proprio Phoenix continua a stupire affossando una Chicago annaspante con un imperioso 3-0 alla Jobing.Com con tanto di shutout di Smith. Una settimana capolavoro che si corona con l’ingresso in carrozza nel filotto playoff. Bene anche i Panthers che superano 3-1 i Devils in una partita non facile mantenendo la testa della Division e lasciando i Capitals ancora fuori dall’uscio post season. Decisi anche i Penguins che superano una partenza difficile e inchiodano i Jets sotto un roboante 8-3 con Malkin, Letang e Staal sugli scudi. Battuta d’arresto, invece, per i Kings fermati all’overtime dal gol decisivo degli Isles siglato da Streit (2-1). Sempre gol vittoria dopo i tempi regolamentari è quello di Hall che regala agli Oilers il 4-3 sui Senators, mentre i Lightnings regolano i Sabres con un faticoso 2-1 che apre nuovi orizzonti. Perentorio, invece, il 5-0 stampato in faccia ai Maple Leafs da Montreal che mantiene vergine la gabbia di Price. Regolarità impressionante, invece, per i Blues che battono Colorado 3-2 con doppietta di un Perron in formissima, mentre i Wild ancora una volta portano a casa una sconfitta dal fanalino di coda Columbus (3-1). Dopo il lusso iniziale, vita dura a Minnesota.
Alan Conti

venerdì 10 febbraio 2012

In trecento in fila alle 3: è febbre da Colonia


La Colonia di Cesenatico gestita dalla Fondazione Odar

Notte al ghiaccio per iscrivere bambini e ragazzi alle ferie di Cesenatico organizzate dall'Odar. La responsabile Galli: "E' così da 50 anni, ci vuole meno ansia". Manca, però, il servizio di iscrizione on-line

BOLZANO. Trecento persone in fila in via Cassa di Risparmio alle 3 di una notte tra le più rigide dell’anno. Sembra incredibile eppure è lo scenario che tra giovedì e venerdì ha coinvolto le famiglie desiderose di iscrivere i propri figli alla nota Colonia 12 Stelle di Cesenatico. Colonnina di mercurio di sei o sette gradini sotto lo zero e ragazzi con mamma e papà davanti al portone: una situazione paradossale figlia della scarsa disponibilità di posti per adolescenti in alcuni turni particolarmente quotati, dell’apprensione generale di alcune famiglie e, non ultimo, della mancanza di un servizio di iscrizione on-line. Un posto al sole della Romagna tra il 26 luglio e il 10 agosto, dunque, vale una notte all’addiaccio e un raffreddore pressochè assicurato. Una scena che, secondo i vertici Odar, si ripete ogni anno, ma che con simili proporzioni è forse un ulteriore specchio di una crisi che impone alle famiglie di sfruttare formule di vacanze low cost per i propri figli.
 Il vero bandolo della matassa, però, sembra essere legato agli adolescenti maschi: per i nati tra il ’97 e il ’98, infatti, l’Odar prevede per tutta la provincia 20 posti per turno, un totale di 80 su quattro turni. Una miseria che ha però motivazioni di ordine pedagogico e disciplinare. La corsa al turno migliore, quindi, genera la presenza di alcuni ragazzini fin dalle 3 del mattino, ma l’incredibile numero di 300 persone si tocca anche per una sorta di psicosi diffusa. Si teme, infatti, di perdere pure i posti per tutte le altre età, eventualità categoricamente smentita dalla Fondazione che gestisce la Colonia. Oltre a questo, però, qualche bolzanino mette il dito su una certa carenza tecnologica della Caritas. "Mi chiedo come sia possibile – dichiara Carlo Benvenuti, in coda dalle 5 – che nell’era dell’ipertecnologia non si sia in grado di prevedere a un sistema di iscrizione on-line alla Colonia. E’ incomprensibile stare in coda in piena notte nei giorni più freddi dell’anno perché ci troviamo di fronte a un sistema inadeguato ai tempi moderni. Evidentemente la Colonia, oltre alla struttura e all’organizzazione della giornata, ha mantenuto anche i metodi di iscrizione del Ventennio nella quale è nata. Se intende continuare in questo modo, consiglio all’Odar di distribuire perlomeno piatti caldi e coperte ai suoi clienti".
 Pronta la replica della responsabile Odar Lucia Galli. "E’ dagli anni ’50 che ogni volta si verifica questa situazione durante il primo giorno di iscrizioni, ma non dipende dalla nostra volontà. Non riusciamo a predisporre l’iscrizione on-line semplicemente perché non troviamo un contenitore adatto. Non solo, i genitori non scelgono sempre in maniera definitiva il turno, quindi diventerebbe molto complesso gestire le varie opzioni o le modifiche". Obbligare da subito le famiglie a una scelta definitiva potrebbe essere una soluzione, ma rimane l’esigua offerta per gli adolescenti maschi. "Qualche anno fa prevedevamo un turno interamente dedicato da 80 posti, poi abbiamo deciso di spalmarli in 4 tornate. Sappiamo tutti che concentrare troppi ragazzi di quell’età può crearci dei problemi di ordine disciplinare, quindi riteniamo si tratti del massimo della quota controllabile. Le femmine, invece, possono ambire a 40 posti e i bambini completano le 280 iscrizioni di ogni turno". Se i numeri non mentono, però, ci sono anche queste categorie a rimpinguare la fila notturna: "Esatto, ma qui entriamo nel campo dell’apprensione delle famiglie. Per gli adolescenti è indubbia la necessità di essere tra i primi, ma gli altri sanno perfettamente di poter aspettare eppure hanno comunque timore di non trovare spazio. Così si spiega la fila mattutina e le “staffette” tra i ragazzi che tengono il posto poi vanno a scuola e i genitori che li sostituiscono. Noi, comunque, avevamo avvertito le famiglie dei bambini di non farsi prendere dalla fretta". Dopo 50 anni, però, è il caso di studiare un sistema alternativo. Sempre che i contributi pubblici non condannino la Colonia. "Questo lo smentisco categoricamente – chiude Galli – perché non è vero che le nostre attività dipendono dai finanziamenti. Anzi, sarebbe grave il contrario. Posso assicurare che non dipendiamo esclusivamente dalla mano pubblica".
Alan Conti 

L'Unione commercio punta Confesercenti e Corso Libertà


Il direttore dell'Unione Pietro Perez

Il direttore Perez critica i colleghi: "Su piazza Matteotti mai coinvolti, non ci si comporta così con i soldi pubblici". Intanto spunta la contromossa sull'asse Vittoria-Gries

BOLZANO. Il progetto di centro commerciale naturale attorno a piazza Matteotti è la scintilla che accende la polemica tra le associazioni di categoria. Pietro Perez, direttore dell’Unione Commercio, non esita a puntare il dito contro i cugini di Confesercenti per il mancato coinvolgimento nella fase di progettazione. "Abbiamo chiesto loro più volte di accettare un nostro responsabile al tavolo delle trattative, ma la prima volta che è stato convocato è stato in occasione della presentazione ufficiale. Che senso ha farci venire unicamente a lavoro ultimato?". L’Unione, infatti, pur essendo in minoranza conta qualche associato nella zona coinvolta dal progetto. "Più di qualcuno e non è la procedura corretta escluderlo o coinvolgerlo di meno unicamente perché aggregato a un’altra categoria. Qui parliamo del bene dei commercianti in un importante quartiere popolare: non era il caso di farne una questione di paternità o di colori". Perez non nasconde, comunque, l’approvazione per alcune misure previste nel progetto, ma contemporaneamente appaiono chiare certe perplessità del direttore sull’effettiva realizzabilità dell’intero centro. "Le migliorie vengono certamente incontro ai desiderata degli operatori, ma ho l’impressione che anche il Comune abbia avuto poca voce in capitolo. Tutte le modifiche viabilistiche, per esempio, mi sembrano interessanti, tuttavia ho seri dubbi che l’amministrazione possa completarle tutte. Rilanciare integralmente piazza Matteotti, però, mi sembra una priorità incontestabile". Dopo la sfuriata il direttore dell’Unione Commercio lascia la porta socchiusa per un recupero dei rapporti diplomatici. "Rimangono da affinare molte strategie di promozione e iniziative che promuovano tutte le attività della zona in modo sinergico. Ecco, ci aspettiamo un maggiore coinvolgimento in questa fase del lavoro".
 Pronta, comunque, anche la risposta sul campo dell’Unione che nel capoluogo ha centrato il mirino sul tanto discusso corso Libertà. "Intendiamo intervenire sull’asse piazza Matteotti-piazza Gries perchè si tratta di un’area dal grande potenziale di sviluppo. Già adesso sappiamo che corso Libertà è il secondo punto di maggiore attrattiva per bolzanini e studenti dopo via Portici. Oltre a questo può beneficiare di un ottimo mix d’offerta commerciale. Ci vuole, però, il salto di qualità". Come piace agli oratori moderni, anche Perez divide il progetto tra hardware e software. "Nel primo caso ci aspettiamo i parking sotterranei di piazza Vittoria e Muri Gries, oltre al possibile rifacimento del manto stradale e generale miglioramento dell’illuminazione. Il software, invece, è più competenza delle categorie e si potrebbe basare su promozioni collettive, pubblicità e iniziative mirate a far circolare più clienti". Spada di Damocle, però, è la sistemazione del mercato settimanale in caso di lavori: "Cercheremo una soluzione per renderlo complementare al commercio al dettaglio di Corso Libertà. Il museo del Monumento, il futuro polo bibliotecario e le generali riqualificazioni delle infrastrutture offrono buone prospettive anche agli ambulanti". D’accordo, ma nemmeno le vostre sono opere che il Comune può soddisfare con uno schiocco di dita. "Infatti avremo frequenti colloqui con gli uffici comunali attività economiche, tempi della città e viabilità: ai nostri associati non prometteremo nulla che non ci venga confermato dall’amministrazione. Non solo, parleremo anche con gli artigiani oltre a tutti gli esercenti coinvolti". Quindi anche Confesercenti? "Certamente, saranno i primi a essere interpellati. E’ così che si fa quando si intende portare avanti un progetto di centro commerciale naturale con i soldi pubblici".
Alan Conti 

Laghetti, arriva il sindacato pensionati Cgil


Un manifesto del sindacato

Tanti i servizi offerti ogni primo e terzo venerdì del mese: calcolo pensioni, bonus energia, esonero abbonamento Rai e assegni sociali.

EGNA. Sono tempi difficili per i pensionati tra mensilità risicate e pressione fiscale in aumento. Può essere prezioso, quindi, l’aiuto di un sindacato specializzato come quello che ha aperto i battenti a Laghetti con una cerimonia ufficiale presso la pizzeria Roby. La sigla è quella della Cgil/Spi e la sede è presso lo sportello dei cittadini di Laghetti messo a disposizione dal Comune di Egna ogni primo e terzo venerdì del mese dalle 9 alle 10. Certo, data e orari sono un poco limitati, ma gli argomenti sui quali viene offerta consulenza specializzata sono tanti. Meglio, dunque armarsi di carta e penna per segnarsi le varie domande da sottoporre ai sindacalisti di categoria.
 Il capo lega Elio Scottini, come detto, potrà chiarire ogni dubbio attorno alle pratiche pensionistiche, fiscali e previdenziali. La burocrazia, si sa, è spesso un avversario ostico da superare, specialmente per alcuni anziani che necessitano di un supporto fidato. Non a caso la Cgil offre anche la possibilità di verificare se nella pensione vi siano gli assegni al nucleo familiare, la quattordicesima mensilità, gli aumenti annuali di perequazione della pensione, il bonus energia, l’esonero o la rateizzazione dell’abbonamento Rai e il controllo delle ritenute fiscali o del diritto all’assegno di cura. Si darà una risposta, in sostanza, alla domanda sulla congruità della somma di denaro ricevuta da ogni pensionato. E’ la stessa Cgil, infatti, a comunicare l’allarmante dato per cui il 20% dei pensionati non riceve quanto gli spetta: una verifica per essere sicuri di trovarsi nell’80% regolare vale la pena metterla in conto.
 Oltre alle consulenze strettamente sindacali, comunque, lo Spi di Egna potrà avvalersi di qualche servizio aggiuntivo grazie alla collaborazione con il patronato Inca. Ecco, dunque, che si potranno chiarire perplessità attorno a pensioni, assegno sociale, infortuni sul lavoro, assegno al nucleo familiare, maternità, congedo parentale, disoccupazione, mobilità e permessi di soggiorno. Grazie al Caaf, invece, spazio a dichiarazioni dei redditi, Imu/Ici, Isee, Red, successioni, colf, badanti e Durp: una vera e propria panoramica sul delicato e complicato meccanismo della tassazione. Lo Spi della Bassa Atesina, dunque, mette un altro tassello sulla sua continua crescita in Bassa Atesina, una zona dove conta attualmente oltre 1200 iscritti e punti informativi a Pineta di Laives, Salorno, S.Giacomo, Laives ed Egna. 
Alan Conti

mercoledì 8 febbraio 2012

Imprendevils!

David Clarkson festeggia con la panchina Devils dopo il gol vittoria
Con il solo gol di Clarkson e un super Brodeur continua la corsa di New Jersey che supera i Rangers. Bene anche i Capitals, mentre i Canucks passano all'ultimo respiro


Difficile pronosticarlo, ma il derby della Grande Mela si chiude con un solo gol decisivo e il colore è quello rosso della maglia Devils di Clarkson. I Rangers apparecchiano tanto, ma gustano nulla stoppati a più riprese da un Brodeur in serata di grazia. Non male nemmeno la prestazione del dirimpettaio Lundqvist che stavolta, però, torna con il sacco dei punti vuoto. Perentoria anche l’affermazione dei Capitals che regolano i Panthers per 4-0 grazie alla doppietta di Ovechkin e la serranda chiusa di un Vokoun monstre. Nella division più pazza della stagione, ora, Florida precipita dal terzo posto Conference nella zona out dai playoff. Di misura, invece, l’affermazione dei Canucks che ancora una volta la tirano lunga e guadagnano il secondo punto grazie allo shootout decisivo di Edler per un 4-3 finale che ferma, ma non troppo, i Predators. Continua, invece, la marcia di Phoenix che inanella il secondo successo in due giorni superando di slancio gli Stars con un perentorio 4-1, mentre fa rumore il tonfo Blackhawks incapaci di superare gli Avalanches con un Jones in stato di grazie (2-5). Importante, inoltre, l’affermazione agli SO dei Canadiens che tengono viva la speranza imponendosi in casa contro i Penguins per 3-2. Flyers incomprensibili, invece, nel fermarsi al palo contro i non irresistibili Islanders che grazie al muro eretto da Nabokov trascinano Phlly fino agli shootout finali. Onore anche alla prestazione di Bryzgalov per un 0-0 nei tempi regolamentari da ricordare. Redivivi i Blue Jackets che infilano un bastone nella ruota dei Wild con un 3-1 che complica maledettamente i piani post season di Minnesota, ma non sorridono nemmeno i Senators superati con identico punteggio dai Blues del doppio Perron. Convincenti, infine, la affermazioni dei Kings su Tampa Bay per 3-1 con compleanno amaro per Stamkos e dei Jets per 2-1 nel back to back con Toronto. 
Alan Conti

Nones: "Io adatto per l'integrazione"



Girogio Nones, vicesindaco Pd

Il vicesindaco spiega le motivazioni che lo hanno portato a essere referente. "Per anni ho lavorato a contatto con i cittadini stranieri, necessario operare in sinergia".

EGNA. Lavorare in rete e stringere un patto di collaborazione tra enti istituzionali e associazioni. La ricetta per l’integrazione di Giorgio Nones, vicesindaco, assessore e referente municipale per i cittadini stranieri nel Comune di Egna, è chiara e condivisa. Una dichiarazione d’intenti che trova spazio nella risposta ad una interrogazione in cui si chiedevano motivazioni sull’assegnazione del ruolo di responsabile per l’integrazione. "Per anni – spiega Nones nel documento ufficiale – il mio lavoro mi ha portato a contatto con i cittadini stranieri. Sono stato il primo, per esempio, a organizzare a Egna e Salorno corsi di alfabetizzazione sia in italiano sia in tedesco. Come presidente dell’Acli locale e cofondatore dell’associazione “Ponti di Pace” ho potuto maturare un’idea ben precisa di integrazione basata sulla collaborazione sociale di tutti i componenti". Completata l’introduzione auto promozionale, dunque, si passa al concreto. "Possiamo avere speranze di successo solo intessendo un lavoro di rete tra i vari servizi comunali offerti. Dal mondo del lavoro fino a quello della scuola, passando per la Caritas o i servizi sociali, tutti devono impegnarsi nel condurre al meglio il proprio compito coordinandosi con gli altri soggetti coinvolti. Non solo, a Egna sono presenti molteplici comunità straniere che vanno ascoltate per renderle partecipi del processo democratico e arrivare a una completa integrazione istituzionale".
 Pur essendo referente, però, Nones comprende come non possa essere l’unico a portare avanti il discorso integrazione. "Non penso affatto di essere il solo a dover proporre misure e soluzioni. So che la frequentazione degli stranieri alla libreria Endidae è continua e importante, quindi si tratta di uno dei luoghi più adatti a un contatto con gli stranieri. Solo parlando direttamente con loro possiamo comprendere appieno i problemi legati al lavoro, la casa o la burocrazia". Primo passo, dunque, parlarsi. "Non a caso – conclude Nones – sto già prendendo contatti con alcuni responsabili di associazioni impegnate nel settore per organizzare una serata informativa aperta a tutta la cittadinanza. Nei prossimi mesi intendo mettere in piedi un gruppo di lavoro in grado di analizzare e dare un indirizzo preciso alla politica sull’integrazione della nostra amministrazione comunale".
Alan Conti  

L'appello di Fb: liberate Walther!


L'immagine simbolo del gruppo Fb

Sul social network nasce un gruppo in difesa della statua nella piazza centrale. Un tempo fontana e luogo di sosta, oggi vittima di bancarelle e fioriere. 

BOLZANO. Riconsegnare Walther von der Vogelweide al suo semplice destino di fontana. E’ questa l’idea che sta alla base del neonato gruppo “Free Walther” creato su Facebook dalla bolzanina Federica Cumer. Una pagina tra il serio e il faceto che, effettivamente, si pone il problema di un simbolo della città ridotto sempre più a comparsa in funzione di qualche altra manifestazione. Eccolo, per esempio, fare da valletto a centinaia di zucche per l’omonima festa o ridursi a punto di riferimento per un pascolo di pecore blu, per non parlare del contorno di speck, birre o del giardinetto che ormai la divide perennemente dalla popolazione. Non è passato tanto tempo, infatti, da quando ai piedi del Walther ci si poteva sedere o, con un po’ di coraggio, dissetare nell’arsura estiva bevendo l’acqua zampillante da alcune delle bocche della statua. Oggi il massimo dell’onore concesso al Minnesänger più famoso della città è una costosissima replica da realizzare nel nuovo rione di Casanova.
 Emblematici, comunque, gli ancora pochi documenti raccolti sulla pagina del social network aperta dall’appello della fondatrice Cumer: "Liberate Walther. Si sente così solo". Seguono una serie di scatti che ritraggono la statua della piazza centrale nel suo percorso da monumento avvicinabile a bunker di vario genere. Spunta, per esempio, la “rosa” di bancarelle che attorniano Walther seguendo la disposizione del Mercatino di Natale in voga ormai da qualche anno. "Prigioniero. Nessuno si può avvicinare" la didascalia tranchant di Federica Cumer per un monumento che in dicembre è possibile percepire nella sua interezza solo con un’improbabile visita dai tetti della piazza. Altri due scatti sono riservati al giardino abituale che “tutela” Walther da possibili vandalismi in assenza di particolari feste e a una cornice delle immancabili zucche autunnali.
 Nonostante il forte senso di umorismo e il divertimento nell’attendere gli scatti dei bolzanini con il “poeta imprigionato”, la pagina si riallaccia a una polemica mai sopita attorno al salotto buono del Centro. In molti, tra cittadini ed esercenti, hanno espresso in passato il desiderio di rendere piazza Walther meno simile a un padiglione fieristico, dove si susseguono decine di manifestazioni, alcune delle quali dal ritorno di immagine quantomeno discutibile. Il tutto senza considerare che a pochi metri di distanza, con piazza Domenicani come primo esempio, c’è chi farebbe carte false per ospitare qualcuna di queste iniziative. La sintesi più efficace, quindi, arriva dal commento lasciato da Ferruccio Cumer: "Aderite al gruppo Free Walther come liberazione della piazza dalle piazzate". Ridiamo, ma non troppo.
Alan Conti