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mercoledì 30 maggio 2012

Torna Playground, la strada in piazza


Un'evoluzione di breakdance 

 Il weekend del 9-10 giugno in piazza Tribunale trionferanno basket, musica hip hop, graffiti, freestyle e breakdance. La manifestazione, intanto, varca i confini provinciali.

BOLZANO. La cultura di strada scende in piazza. Sembra un paradosso eppure è la forza della manifestazione Playground nel fine settimana del 9 e 10 giugno taglierà il traguardo della nona edizione con gli ingredienti che l’hanno resa celebre a Bolzano e fuori provincia: musica hip hop, basket, graffiti, breakdance e freestyle. Tutte le espressioni della cultura da marciapiede mutuata dagli Stati Uniti, insomma, troveranno il proprio tradizionale palcoscenico in piazza Tribunale con tanto di concerto finale affidato allo storico rapper italiano Kaos One. Tra microfono e canestri, insomma, la promessa dell’associazione “La Strada-Der Weg” e dei centri giovanili “Villa” e “Charlie Brown” è ancora quella dello spettacolo.
 Il torneo di street basket si ripropone quest’anno nella sua veste di quattro contro quattro senza categoria e senza arbitri. "Come sempre – le parole dell’organizzatore Davide Zanon, noto come Dj Rebo – abbiamo voluto responsabilizzare i giocatori per partite che, alla fine, sono sostanzialmente di puro divertimento". Il torneo, però, mette in palio un premio gustoso: "I vincitori della finale di domenica pomeriggio accederanno di diritto alle finali nazionali organizzate a Cesenatico dalla federazione di street basket che a loro volta metteranno in palio un pass per gli internazionali di Mosca. La prospettiva, insomma, è di quelle importanti". Da non perdere, invece, la partita tra dream team con squadre formate dai migliori giocatori selezionati dagli stessi giocatori del torneo. Denso anche il programma musicale con una base non stop garantita dai dj set degli appassionati bolzanini e le punte di diamante dei concerti. Si parte sabato con le esibizioni di Musteeno con dj Night Skinny e Duplici con dj Tsura, continuando domenica con l’headliner Kaos One accompagnato da dj Craim. Concerti sempre tra le 19 e le 23, dove non mancheranno nemmeno le band locali come Nido Sound. Particolarmente affascinante per il pubblico meno abituato alla cultura hip hop è senz’altro il contest di breakdance che andrà in scena domenica alle 17 su appositi pannelli studiati per le migliori evoluzioni. Salti, capriole e giramenti vari cattureranno sicuramente l’occhio. Ugualmente curiosa la gara di freestyle programmata per sabato alle 18 con ragazzi che si sfideranno nell’arte dell’improvvisazione a suon di hip hop. Durante tutta la manifestazione, inoltre, si alterneranno i graffitari che comporranno i propri pannelli lasciandoli in mostra una volta ultimati nella giornata di domenica.  Assai meno di strada, ma comunque in grado di attirare moltissime persone, la proiezione della partita degli europei di calcio Italia-Spagna in programma alle 18 di domenica 10 giugno.
 "Questa manifestazione – continua Zanon – ha ormai superato ogni aspettativa rispetto al ritrovo tra amici che era nove anni fa. Oggi nel panorama hip hop italiano, costantemente in crescita, Bolzano si è guadagnata un posto al sole che molti ci invidiano. In questa edizione, inoltre, ospiteremo ragazzi dei centri giovanili di Garbagnate e Chiavari per allargare ancora di più i nostri orizzonti e cominciare un lavoro di rete che porterà Playground anche fuori dai confini strettamente provinciali". Piazza Tribunale si è trasformata così in una vera e propria palestra. "Certamente – chiude – soprattutto se pensiamo che alcuni dei giovani gruppi che suoneranno in questa edizione hanno abbracciato l’hip hop dopo averlo scoperto sotto il palco di Playground. Stiamo raccogliendo i frutti di quanto seminiamo". Per tutte le informazioni e iscrizioni ai vari concorsi basta visitare il sito della manifestazione www.playgroundbz.com.
Alan Conti

martedì 29 maggio 2012

Cane e gatto? Perfetti coinquilini

Se cane e gatto si trovano da cuccioli in casa non avranno problemi
Attenzione alle convivenze tra animali domestici: tutto è possibile, ma ci vuole accortezza. Il veterinario Luca Pazzini: "Ci sono razze più portate e altre meno".


 BOLZANO. I proverbi avranno anche un fondo di verità, ma non sempre hanno ragione. Quel cane e gatto che tradizione popolare vorrebbe acerrimi nemici, per esempio, nella realtà si scopre che possono andare d’amore e d’accordo. Sono tanti, infatti, i bolzanini che hanno trovato la chiave per queste difficili convivenze e il boom di specie da compagnia degli ultimi anni ha ulteriormente allargato le possibilità di unione sotto lo stesso tetto. Attenzione, però, a non cadere nell’estremo posto perché per innescare amicizie tra animali differenti è necessario rispettare alcuni accorgimenti. A spiegarceli ci pensa il veterinario bolzanino Luca Pazzini. "Cane e gatto è la situazione che capita più di frequente e l’importante, in questo caso, è rispettare la territorialità dell’animale che già vive in casa. Se si tratta di un giovane entro i quattro mesi non esistono problemi, ma se ci troviamo al cospetto di adulti allora la novità deve essere introdotta gradualmente. Una buona idea potrebbe essere quella di mantenere per qualche giorno uno o due stanze di esclusivo accesso del cane o gatto già presenti: in questo modo continuerà ad avere una zona che considera suo territorio abituandosi però al nuovo amico". Non tutte le razze di Fido e Micio, comunque, possono essere avvicinate con disinvoltura. In linea di principio l’abitudine fa miracoli con tutti, ma esistono evidentemente soggetti più portati. "Tra i cani – continua – ci sono specie da compagnia che meglio si prestano alle convivenze come carlino, shih-tzu, volpino o barboncino, mentre sono meno predisposti quelli ad alto “indice di predatorietà” come il siberian husky. I gatti dalle grandi dimensioni come il norvegese delle foreste sono anche meno inclini alla convivenza con altri animali di qualunque specie, ma se si intende puntare su un esemplare pacifico un’ottima scelta è quella del persiano. Lo stesso gatto comune europeo si adegua piuttosto facilmente purchè non abbia avuto traumi in precedenza. Questo è un aspetto importante e sempre da valutare, se possibile".
 L’orizzonte degli animali da compagnia, però, non si esaurisce unicamente a cani e gatti. Nell’ultimo periodo, per esempio, si sono molto diffusi uccelli esotici o rettili. "In questo caso, soprattutto se inseriti in un ambiente con un gatto, è bene predisporre al meglio il sistema di protezione attiva garantito dalla gabbia o dal terrario. Pare banale, ma è importante assicurarsi che non sia accessibile ai felini o ai cani. In alcuni casi di razze canine particolarmente tranquille, come lo shih-tzu, abbinate a volatili di carattere socievole come i pappagalli si può anche tentare di lasciare aperta la gabbia con libero contatto, ma sempre sotto la più stretta sorveglianza e con particolare attenzione all’inizio della socializzazione". Vale la pena, infine, annotare alcune considerazioni generali molto utili. "E’ sempre importante – conclude Pazzini – pensare molto bene a cosa si va incontro quando si decide di portare un animale in casa. Nel caso dei rettili, per esempio, bisogna essere in grado di riprodurre il loro ambiente ideale e le condizioni microclimatiche adatte a quella specie. Esigenze che non sempre possono essere coniugabili con quelle di un altro animale. Può essere utile, infine, avvalersi degli educatori nei casi di convivenza adulta".
Alan Conti 

Sfida alla crisi con la canna da pesca


Il logo di Garofalo Pesca sul web e a Oltrisarco

Luca Garofalo,24 anni, prova l'avventura del commercio in una strada discussa come via Claudia Augusta. Dal web a Oltrisarco "ma che difficile otenere credito e superfici in questa città".

BOLZANO. I giovani non trovano più sbocchi per le loro iniziative, Oltrisarco non si presta più ad aperture commerciali e via Claudia Augusta non garantisce più accessibilità. Luca Garofalo si è affidato alla sua passione per la pesca e ha abbattuto contestualmente questo trittico di luoghi comuni. Dopo il successo a livello europeo della vendita online del materiale specifico all’indirizzo www.garofalopesca.it, infatti, il giovane bolzanino ha deciso di fare il grande passo: salutare il supermercato dove lavorava come dipendente e mettersi in proprio. La scelta dei locali per il negozio è caduta sul civico 97 di via Claudia Augusta: un po’ per volontà e un po’ come soluzione dettata dal mercato. Questa porzione di Oltrisarco, dunque, dopo l’importante riqualificazione dell’area del S.Rosario in vista del 2014 si arricchisce di un ulteriore tassello di novità e rilancio.
 "Fin da bambino ho sempre avuto la passione della pesca e il desiderio di provare a lavorare in modo autonomo" le parole di Luca davanti a una lunga fila di ordinate canne da pesca. "All’inizio ho voluto provare con il commercio on line e quando mi sono accorto che funzionava molto bene ho preso la decisione finale". Gestire un negozio è affare delicato, specialmente lungo una strada dove la questione traffico e passaggio sono da sempre due croci importanti sui registratori di cassa. "Lo so – allarga le braccia – mi sono informato sulle condizioni del quartiere, ma io nono sono affatto negativo. Il progetto della nuova chiesa con condominio qui a fianco porterà nuova gente, come peraltro già successo all’ex albergo “Roen”. Non solo, noto con piacere che l’interesse dei residenti, tra cui tanti anziani, è elevato e si respira un clima di coinvolgimento". Per gli abitanti di Oltrisarco, insomma, Garofalo è già uno di loro e va sostenuto con il calore caratteristico del rione oltre l’Isarco. "Ho avvertito subito questo appoggio. Allargando il discorso, inoltre, il genere di merce che propongo mi permette di offrirmi al pubblico indipendentemente dal luogo in cui sono posizionato. I miei clienti, di norma, vengono apposta e questo mi permette di dipendere meno dal blocco del transito da sud di via Claudia Augusta che sta invece danneggiando altri esercizi". Prima della scelta definitiva, però, Luca aveva condotto una ricerca piuttosto estesa. "Ho guardato in tutti i quartieri e ho incontrato prezzi inaccessibili. Inizialmente avevo l’intenzione di aprire in Zona Industriale, ma le liberalizzazioni delle licenze statali valgono dappertutto tranne che a Bolzano e il commercio al dettaglio in quelle strade viene permesso ai soliti noti. Con l’obiettivo di salvare i negozi di vicinato si rischia di soffocare le iniziative giovanili: forse alcune associazioni di categoria dovrebbero riflettere maggiormente su questi aspetti. Non è facile, inoltre, ottenere finanziamenti e aprire linee di credito". Arduo, quindi, il percorso che conduce alla soddisfazione dell’apertura, soprattutto se si necessita di grandi spazi. "Qui posso contare su due piani e 150 metri quadrati, ma ancora mi sento stretto. Mi rendo conto, però, di come sia praticamente impossibile ottenere certe metrature all’interno degli storici quartieri cittadini". A richiedere tanto posto, tra le altre cose, un’ampia sezione dedicata al carpfishing. "Si tratta della disciplina finalizzata alla cattura delle carpe. Richiede materiali molto specifici e, per le abitudini stesse di questo pesce, può durare intere settimane di attesa in posa. Bisogna essere costanti e pazienti". Doti che possono fare la fortuna anche del buon commerciante.
Alan Conti

venerdì 25 maggio 2012

Oltrisarco, scoppia il distretto


L'attuale distretto in via Pietralba

Da 12 anni il quartiere attende una soluzione definitiva. Le persone si accalcano all'alba e attendono ore sulle scale. Comune e Circoscrizione strigliano la Provincia: "Sveglia". 

BOLZANO. Si stringono in coda lungo le scale per la mancanza di una sala d’aspetto, si presentano alle 6.30 del mattino davanti alle porte automatiche senza sapere se riusciranno a passare e attendono ore per poi essere costretti a tornare a casa senza nemmeno essere entrati in ufficio. Gli utenti del distretto socio sanitario di Oltrisarco sono ormai esausti: in via Pietralba la situazione è al limite della sopportazione e, dopo una dozzina d’anni di tira e molla, i residenti chiedono che qualcuno concretizzi le promesse provinciali di una nuova struttura per il quartiere. Un caloroso invito che viene raccolto dalla presidente della Circoscrizione Wally Rungger, dall’assessore alle politiche sociali Mauro Randi e dal direttore dell’Assb Bruno Marcato che con una conferenza stampa infiocchettano e spediscono un chiaro invito a Palazzo Widmann: “sbrigatevi”. Da anni la soluzione è stata individuata nell’ex caserma Mignone, oggi sede dell’inamovibile scuola d’economia domestica, attraverso una demolizione e una successiva ricostruzione. Qualche mese fa il dietrofront provinciale: la palazzina rimane in piedi, la scuola al suo posto e per il distretto si costruirà un edificio a “L” che porterà via anche una porzione di verde pubblico. Poi più nulla.
 "La politica si sbrighi – il lamento di Cari Maiorca e Marina Zanoratti in coda ieri mattina per ore nel tentativo di chiedere un sussidio o un'esenzione dal ticket – perché qui la situazione è ormai insostenibile. Le attese durano tre o quattro ore, talvolta aspetti e poi scopri che i funzionari non hanno più tempo. C’è chi si presenta all’alba per stare in piedi sulle scale anche sei ore: l’emergenza è evidente". La direttrice del distretto Daniela Qualtieri non usa mezze misure. "Non ce la facciamo più, gli spazi non sono sufficienti e gli utenti, giustamente, si lamentano. Non siamo in grado di soddisfare tutti e le difficoltà inficiano inevitabilmente la qualità dei servizi. La Provincia, inoltre, ha deciso di delegare ai distretti la pratica del sussidio casa: bene, noi non saremo in grado di gestirlo". Mentre Lana, 11.000 abitanti, ha inaugurato da poco un nuovo distretto all’avanguardia a Oltrisarco, 13.000 anime, nessuno sa ancora come intervenire. "Trovare una soluzione è la priorità del mio mandato – le parole del presidente di Circoscrizione Wally Rungger – e non mi importa se questo comporterà la demolizione del Mignone oppure no. L’insufficienza del servizio è palese: in quartiere ci sono persino ambulatori in un'ex falegnameria. La convenzione con la Provincia ha ormai 12 anni, quindi l’ora delle decisioni è più che arrivata". Riflessioni condivise dall’assessore Mauro Randi: "Sulla questione dobbiamo mantenere alta l’attenzione politica. In questi giorni avremo degli incontri tecnici che, mi auguro, possano essere propedeutici a presentare il progetto del nuovo distretto da 5 milioni all’interno del comitato di piano entro il prossimo mese. Per quanto possibile, dopo così tanto tempo, dobbiamo cercare di essere rapidi, anche perché questa situazione influisce sulla qualità dei servizi". In caso di trasferimento, oltretutto, sarebbe possibile un ampliamento dell’organico. "L’aumento delle richieste – specifica il direttore Assb Bruno Marcato – ha toccato il 40%, in parte legato all’aumento della popolazione e in parte all’accresciuto fabbisogno. In quest’ottica il trasferimento permetterebbe un rafforzamento del personale che qui non è possibile. Al momento nella struttura operano stabilmente una ventina di persone e sono praticamente il massimo consentito da questo edificio". E la Provincia? Per ora si limita a un carteggio dell’assessore alla sanità Richard Theiner con un generico impegno "di trovare una soluzione finale e definitiva dopo approfonditi colloqui con il Comune". Più che parlare basterebbe osservare. 
Alan Conti

La conferenza stampa di protesta

giovedì 24 maggio 2012

In Alto Adige l'8% di stranieri


Sono 41.699 gli immigrati in provincia. Nel '90 erano 5.099

La radiografia Astat sull'immigrazione mostra un aumento percentuale, una diffusa preoccupazione per casa e lingue e una sostanziale tollernanza degli altoatesini. 

Stranieri in aumento, preoccupati dall’apprendimento delle lingue e dalla ricerca di una casa, ma tutto sommati felici di vivere in provincia di Bolzano. Altoatesini ben disposti e con contatti più frequenti con gli immigrati rispetto a qualche anno fa, anche se tendenzialmente contrari alla costruzione di moschee e agevolazioni. E’ uno specchio statistico interessante quello che fornisce l’Astat attraverso la sua pubblicazione “Immigrazione in Alto Adige” presentata ieri a Palazzo Widmann dal presidente della Provincia Luis Durnwalder. I numeri, infatti, raccontano di un fenomeno in crescita, ma senza particolari allarmi salvo qualche difficoltà in alcuni settori specifici.
 ANDAMENTO DEMOGRAFICO. Gli stranieri in Alto Adige sono 41.699 pari all’8,2% dell’intera popolazione (13,5% nel capoluogo). La cifra è in realtà al di sotto del sentire comune dato che molti altoatesini ammettono di aspettarsi percentuali maggiori, soprattutto nei centri urbani. E’ innegabile, tuttavia, che rispetto ai 5.099 del 1990 c’è un abisso considerevole. Aumenta l’immigrazione femminile, mentre tra i non europei il continente asiatico è quello di maggiore provenienza. Nonostante le più disparate vicissitudini che li hanno condotti in Alto Adige, gli stranieri si dichiarano soddisfatti, se non felici, della scelta. Il 51,5% di loro, per esempio, intende rimanere ancora per anni in provincia per la qualità della vita, oltre che per raggiungere i requisiti minimi  all’assistenza pubblica.
SCUOLA E FORMAZIONE. I laureati stranieri sono il doppio di quelli altoatesini. Il 18,9%, infatti, si fregia dell’alloro contro il 9,2% degli autoctoni: una differenza che, evidentemente, non si riflette nel mondo del lavoro. A incidere nell’inquadramento professionale, infatti, concorrono altri fattori come le competenze linguistiche e il mancato riconoscimento di alcuni titoli di studio esteri.
LAVORO. Gli immigrati non hanno particolari difficoltà a trovare lavoro, generalmente sono soddisfatti e il 55,8% di loro conta su un contratto a tempo indeterminato. I più contenti sono gli impiegati della pubblica amministrazione, meno consenso registrano i servizi di pulizia o il commercio, ma la maggioranza è impegnata nel turismo. In media, comunque, il reddito è più basso di quello degli altoatesini. Italiano e tedesco assumono rilevanza fondamentale tanto che per l’86,5% sono la chiave per un’effettiva integrazione.
FAMIGLIA E SOCIETA’. La parola d’ordine è la famiglia e l’80,6% vive con i propri cari. Il 6,1% aspetta il ricongiungimento e la quota di separati e divorziati è lontana anni luce da quella locale. Crescono gli importi delle rimesse e i principali Paesi beneficiari delle transazioni sono Pakistan, Marocco e Perù. Nei contatti con gli amici, invece, i luoghi preferiti sono pub e bar piuttosto dei poco frequentati cinema o teatro. L’83,4%, comunque, si sente a proprio agio in questa terra e non si sente discriminata pur reclamando maggiore attenzione da parte della politica (il 55,2% vorrebbe votare alle comunali).
CASA. Questo il tasto dolente per la maggioranza degli immigrati, specialmente se extraeuropei. I prezzi eccessivamente alti (per il 73,9%), la diffidenza dei locatori d’affitto (47,7%) e la carenza di appartamenti (21,2%) sono i motivi che rendono la ricerca di un alloggio particolarmente ostica. Le superfici preferite variano dai 51 agli 80 m² e servizi immancabili dentro le mura domestiche sono computer e connessione a internet.  
RELIGIONE. Capitolo delicato che riserva alcune sorprese come la contrarietà del 41,2% degli immigrati all’istituzione di una moschea. La maggioranza, infatti, è cristiana e tollera i luoghi di preghiera (contrario solo il 27,5%), ma senza andare oltre. Dopo cristiani e islamici, invece, comincia a diventare consistente il gruppo che si professa senza alcun credo, fascia in cui potrebbe rientrare massiccia la comunità cinese.
ALTOATESINI. Il primo dato è una sostanziale sovrastima mentale da parte degli autoctoni dell’effettiva presenza straniera sul territorio. In ogni caso, però, aumentano sensibilmente i contatti con gli stranieri che avvengono principalmente sul lavoro (46,5%) o tra amici (43,5% ma nel 2002 era il 27,4%). I maggiori “fastidi” o intolleranze sono legati alla sensazione che gli immigrati cerchino di approfittare di tutti i vantaggi (76%) oppure che mal si adeguino al modo di vivere altoatesino (71,1%). Molto amati gli stranieri provenienti dalla Svizzera, mentre  diffidenza maggiore verso Sinti, Rom e albanesi.
DURNWALDER. Il Landeshauptmann ha salutato con entusiasmo una fotografia tutto sommato serena del fenomeno. "Questi dati ci permettono di inquadrare meglio alcune difficoltà degli stranieri, ma registriamo con piacere il buon grado di soddisfazione e la capacità di relazionarsi con gli altoatesini. Uno degli effetti da evitare è sicuramente quello della ghettizzazione e la nostra società sta rispondendo bene".
Alan Conti

Monte Cavallo, la terrazza del sole


Veduta aerea del Montecavallo-Rosskopf

Perfetto per la vacanza estiva. A pochi chilometri dagli splendidi vicoli di Vipiteno sorge un paradiso per mountain bike, parapendio e escursioni a cavallo. E non perdetevi l'alba...

BOLZANO. La chiamano la terrazza del sole ed è il tempio del tempo libero. Difficile desiderare qualcosa meglio di Monte Cavallo per una vacanza estiva al contempo divertente e rilassante. A 5 chilometri da quel gioiello architettonico che è Vipiteno con i suoi vicoli dello shopping, Monte Cavallo è meta ideale per gli amanti delle escursioni a piedi, sugli zoccoli dei cavalli oppure librati nell’aria. Nordic Walking, equitazione e parapendio, infatti, sono discipline che permettono di ammirare lo splendore di una natura incontaminata con vari livelli di difficoltà e possibilità di prova senza rischi per i principianti. Snodo centrale di tutto è la celebre cabinovia che, con sezioni da sei posti, permette di arrivare a una quota di 1.860 metri in soli 15 minuti: un lampo per scappare dalle temperature torride del fondovalle e rifugiarsi nel frizzante fresco montanaro. Da lassù si apre a ventaglio un insieme invidiabile di percorsi per le mountain bike da provare tutti. Per i più piccoli, invece tappa obbligatoria al minizoo “Rossy Park”, mentre alle signore potrebbe affascinare il “Giardino delle Erbe Alpine”. Ciliegina sulla torta la cartolina che rimarrà impressa nel cuore affacciandosi dalla piattaforma situata appena di sotto della cima “Köpfl” (2.189 metri) con una vista che spazia fino alle Dolomiti altoatesine. Lo sguardo, infatti, gira a 360 gradi sopra i tremila metri delle Alpi dello Stubai e della Zillertal fino, appunto, alle cime in provincia di Bolzano. Chi fosse incuriosito dallo spettacolo ma impaurito dalla salita può rallegrarsi lasciandosi trasportare dall’apposita seggiovia panoramica che arriva proprio nei pressi del “Köpfl”. Per aggiungere un tocco in più, però, il consiglio è di non perdersi le corse aggiuntive del mercoledì mattina che permettono di ammirare da lassù lo spettacolo dell’alba, impreziosito da un’abbondante colazione al ritorno nelle gite organizzate.
Tornando al minizoo “Rossy Park”, invece, è bene sottolineare come in questa area gli animali siano assolutamente liberi. I bimbi potranno così stringere amicizia con loro in piena libertà e nel rispetto delle specie. Come non farsi intenerire dal muso di una pecorella o un coniglio appena nato?
 Durante le tante escursioni possibili da Monte Cavallo, infine, è molto probabile imbattersi in malghe e tipiche baite che sono autentico feudo delle prelibatezze culinarie altoatesine. Menù con canederli, specialità di selvaggina, formaggi fatti in casa, burro fresco e latte appena munto solleticano qualsiasi palato, specialmente dopo una camminata di livello.
 Alan Conti

Demenza, arriva la terapia della bambola


La bambola utilizzata è studiata in ogni minimo dettaglio

Proposto come un neonato, il pupazzo è capace di risvegliare affettività e ridurre farmaci sedativi o disturbi comportamentali. Coinvolti 16 anziani per la durata di un anno.

BOLZANO. Una bambola per allontanare i farmaci sedativi e restituire la dimensione dell’affetto ai malati di demenza senile. E’ stata presentata ieri nella casa di riposo Don Bosco la nuova terapia sperimentale che sarà introdotta nella struttura e a Villa Europa nei prossimi dodici mesi. Tutto ruota attorno a una bambola che sarà affidata ai pazienti come fosse un autentico bambino stimolando una serie di effetti benefici che possono aiutare a mantenere l’equilibrio psicologico in situazioni cliniche delicate. Una sperimentazione che ha prodotto buoni risultati nelle prove precedenti in Italia e in Europa e che approda per la prima volta in regione sotto la regia del professore responsabile Ivo Cilesi. "Con questo metodo sappiamo di poter risparmiare ad alcuni pazienti parte dei farmaci sedativi. L’idea è semplice, ma l’attuazione richiede attenzione e formazione da parte del personale e dei familiari". Ai malati, dunque, viene consegnata questa bambola trattata in tutto e per tutto come un bambino. "Proprio il momento dell’affidamento – continua Cilesi – è fondamentale perché deve trasmettere immediatamente un sentimento di affettività stimolando l’istinto di maternità o paternità. Tutto deve avvenire in modo molto naturale". La stessa bambola è studiata in ogni dettaglio. "Può apparire poco verosimile, ma ci sono delle ragioni dietro ad ogni scelta. La postura, per esempio, permette un facile abbraccio e agevola la presa, nel volto grande spazio è dato agli occhi e allo sguardo, i tessuti sono morbidi per invitare alla stretta e i vestiti ricalcano quelli stagionali per inserire importanti elementi della ciclicità del tempo". Quali sono, però, i risultati effettivi oltre alla non secondaria diminuzione dei farmaci? "Si riducono i disturbi del comportamento come insonnia, inversione ritmo sonno-veglia, wandering, agitazione o nervosismo. Allo stesso tempo si sposta parzialmente l’attenzione del paziente da se stesso e dai suoi disturbi permettendo un maggior benessere personale. In alcuni casi, inoltre, la presenza della bambola si è rivelata molto utile nell’aiutare il personale in interventi talvolta delicati come la cura dell’igiene. La responsabilità porta l’utente ad accettare il trattamento senza protestare". Attenzione, però, che la bambola non verrà lasciata sempre a disposizione dell’anziano."No – puntualizza il responsabile – perché anche il distacco è terapeutico nello stimolare reazioni positive nel momento del nuovo incontro. Non solo, così facendo si evitano le conseguenze negative di un’eccessiva convivenza come la sensazione di simbiosi".
 La sperimentazione bolzanina riguarderà sia la struttura di Don Bosco sia la casa per lungodegenti Villa Europa per un totale di 16 pazienti equamente divisi. La durata sarà di un anno per un costo complessivo di circa 6.000 euro e controlli trimestrali comprensivi di dati e considerazioni. "Siamo orgogliosi di questo progetto – le parole della presidente della casa di riposo Francesca Gigliotti – anche alla luce della prossima apertura del nucleo alzheimer proprio nella nostra struttura". Presente alla conferenza, infine, il direttore dell’Assb Bruno Marcato: "Qualsiasi valida iniziativa che metta al centro un miglioramento delle condizioni di vita dei nostri residenti va salutata con entusiasmo e positività".
Alan Conti 

mercoledì 23 maggio 2012

Acqua e frutta: anche Fido ha la sua dieta estiva


Arriva l'estate anche per i nostri cagnolini: attenzione al cibo

Il veterinario Alessandro Folchini: "Mai lasciare i bocconcini nella ciotola per ore, bene la frutta, tanta acqua e bando ai dolci. Il cane mangia l'erba? Nulla di preoccupante". 

BOLZANO. Arriva l’estate, attenzione alla dieta. I mesi caldi sono ormai alle porte e, come per i nostri piatti, bisogna valutare bene cosa mettere nella ciotola dei nostri amici a quattro zampe. Le alte temperature, infatti, impongono qualche piccolo accorgimento che in inverno, magari, potevano passare in secondo piano. In tutto questo, ecco che spuntano alcune leggende metropolitane confermate e altre da ricalibrare con l’aiuto del veterinario bolzanino Alessandro Folchini. "L’arrivo della bella stagione, chiaramente, non rivoluzione l’alimentazione dell’animale come quella dell’umano perché si tratta di diete più ripetitive. Bisogna, tuttavia, prestare attenzione ad alcuni aspetti". Primo fra tutti la somministrazione del mangiare umido. "Sarebbe opportuno che rimanesse il minor tempo possibile in esposizione nella ciotola. Dopo un paio di ore al massimo, infatti, comincia il processo di fermentazione che rende l’alimento potenzialmente fastidioso per il cane. L’eventuale ingerimento, infatti, potrebbe causare disturbi intestinali spiacevoli per Fido e il padrone. Assicurarsi, quindi, che ci sia un forte appetito prima di aprire buste o scatolette, altrimenti meglio orientarsi sul secco che non presenta particolari controindicazioni stagionali". Se è vero che la maggioranza dei cani non si pone nemmeno il problema di avanzare bocconcini e patè, non dobbiamo dimenticare che alcuni hanno invece l’abitudine di gestirsi le porzioni. "Certamente – conferma Folchini – ma generalmente ogni padrone sa esattamente come si comporta il proprio animale nei confronti del cibo".
 Un classico dell’estate è, perlomeno per gli umani, l’invito ad assumere grandi quantità di frutta e acqua. Consiglio buono anche per chi vede il mondo da qualche centimetro più in basso. "Teniamo presente – continua il veterinario – che i cani bevono molto più dei gatti, quindi la ciotola deve essere sempre piena e possibilmente fresca". Auspicabile un ricambio frequente perché anche l’acqua, se stantia, potrebbe non essere esattamente un toccasana per stomaco e intestino. La sorpresa, invece, riguarda la frutta. "Va benissimo, anzi è perfetta nel conferire un buon apporto vitaminico. In generale va bene qualsiasi tipo di frutto, dalla mela alla pera. Evitare, invece, l’uva perché pare possa causare delle difficoltà a livello digestivo". Vale sempre, inoltre, un must dei divieti dell’alimentazione canina. "Cioccolata assolutamente da tenere lontana da Fido, come tutti i dolci in generale". Anche se per noi sono buoni e loro mettono il muso da carità penitente ricordatelo bene: fanno male. Un altro importante avvertimento estivo, slegato dal cibo, Folchini ci tiene a darlo. "Non lasciateli mai in macchina da soli. Davvero bastano poche decine di minuti per mettere a rischio la loro vita a causa della disidratazione. Non fatelo mai".
 Ultimo capitolo, gettonatissimo, il mal di stomaco. C’è, per esempio, la nausea da macchina che porta moltissimi a costringere il cane al digiuno nei giorni di viaggio. "Io preferirei una soluzione che prevede una porzione molto piccola di cibo, ma senza privare totalmente Fido del nutrimento. Esistono, inoltre, specifiche pastiglie che eliminano il problema del mal d’auto se assunte nelle ore precedenti lo spostamento". Ultimo tema assai diffuso è il brucare dei cani. Con la bella stagione e le corse sui prati, infatti, le mangiate d’erba con possibile successivo rigurgito rischiano di diventare prassi quotidiana. "Non c’è nulla di cui preoccuparsi – conclude Folchini – perché si tratta di un atteggiamento diffuso e normale. Il mangiare l’erba e il successivo vomitarla, infatti, non è affatto una patologia".
Alan Conti

Oltrisarco, si sbriciola la maggioranza


Piazza Nikoletti, sede della Circoscrizione di Oltrisarco

Domani sera delicato consiglio di Circoscrizione sulla gestione del campo bocce. Pd spaccato, Svp defilata e arrabbiata: la presidente Rungger costretta a cercare i voti dell'opposizione.

BOLZANO. A Oltrisarco si sbriciola la maggioranza. Mercoledì scorso la seduta di Circoscrizione è stata annullata per la mancanza del numero legale con la presenza di appena 4 eletti nella sala di piazza Nikoletti, mentre il prossimo mercoledì potrebbe affondare una delle delibere cardine di questa legislatura. Ai voti, infatti, l’affidamento alla cooperativa “La Ruga” della gestione del discusso campo di bocce al Mignone: una misura che ha mandato su tutte le furie alcuni componenti della maggioranza pronti a voltare le spalle alla presidente Wally Rungger. Bandolo della matassa la mancata richiesta scritta ad altre associazioni del quartiere e lo spettro di un conflitto di interessi essendo Maria Grazia Zanetti, presidente del club La Ruga, moglie del vicepresidente Giuliano Gobetti. La collega di partito Cristina Baldo si è clamorosamente smarcata, mentre i due consiglieri Svp hanno da tempo abbandonato la nave della presidenza. Martin Schweigkofler non si è praticamente mai presentato in consiglio, senza che la Stella Alpina muovesse un dito, mentre la collega Edith Ploner è stata tra le firmatarie di un durissimo documento contro il Quartiere per la mancata regolazione dell’orario del nuovo campetto da calcio al Mignone. Entrambi potrebbero marcare visita mercoledì. Facendo i conti della serva, quindi, la delibera dovrebbe contare su soli due voti di maggioranza posto che Gobetti dovrebbe astenersi per opportunità istituzionale e Graziella Bortot (Idv) appoggiare. L’approvazione a quota sei, quindi, dovrà giocoforza passare per l’opposizione, come già avvenuto in passato, ma la realtà racconta di un Quartiere sfuggito alla maggioranza comunale. Probabile che le segreterie dei partiti, come pare abbia tentato il Pd, si muovano per riportare i consiglieri nei ranghi, ma la grana resta evidente.
 "Da tempo la maggioranza politica in Circoscrizione non esiste più – le parole del consigliere Giovanni Barborini – e le approvazioni arrivano grazie al sostengo di parte dell’opposizione. Il problema è evidente e andrebbe affrontato una volta per tutte". Pesante la posizione di Baldo (Pd) che prende le distanze in modo piuttosto netto. "Nel particolare del campo da bocce sarebbe stato più corretto ottenere un rifiuto scritto da parte delle altre associazioni del quartiere: così rimangono i sospetti di conflitto d’interesse. In generale, invece, ormai la Circoscrizione è diventata un palcoscenico del presidente che continua solo con lo sporadico appoggio dell’opposizione". Le delibere votate durante gli ultimi 5 mesi, comunque, sono appena 5: molto poche. "E’ vero – ammette l’assessore al decentramento Luigi Gallo – a Oltrisarco abbiamo un problema. Mercoledì sarò alla seduta e comincerò a confrontarmi con i consiglieri che stanno protestando perché bisogna capire dove è il limite tra le valutazioni fatte per il bene di Oltrisarco e quelle legate a idiosincrasia personale. Continuiamo, comunque, ad avere massima fiducia in Rungger che ha saputo farsi apprezzare da larga parte dei residenti". Chiusura, dura, con la presidente: "Barborini sulle bocce aveva votato orientamento favorevole poi ha cambiato misteriosamente idea, mentre su Baldo sono stufa di dovermi gestire i problemi interni del Pd. Sarebbe ora intervenisse il partito in modo deciso. Così si lavora contro il quartiere". Risultato? Arriva la bella stagione e la pista, rimessa a lucido dagli alpini, rimarrà inevitabilmente chiusa. Cattedrale nel deserto.
Alan Conti

martedì 22 maggio 2012

Bolzano invecchia: residence e coop per gli anziani


Anziani intorno a un tavolo di una struttura bolzanina

Un cittadino su cinque è over 65 e il trend di invecchiamento è in costante rafforzamento. La politica cerca nuove idee: condomini dedicati al posto di case di riposo e clinica.

BOLZANO. Un bolzanino su cinque ha superato i 65 anni, ogni due giovani o adulti c’è un anziano e ciascun lavoratore può essere abbinato a un pensionato. Le statistiche fotografano una città in costante invecchiamento, parzialmente rallentato solo dall’immigrazione, e le istituzioni devono cominciare a studiare contromosse per una situazione che i dati danno in costante progressione. Il convegno organizzato ieri in piazza Nikoletti da Comune, Eurac, Upad e Assb è solo il primo passo di un processo che dovrà portare a idee innovative tra assistenza e lavoro. Residence per anziani destinati al recupero psico-fisico, cooperative edilizie per seniores con immobili dotati di tutte le attrezzature e un maggiore strumento del part-time come uscita “dolce” dal mondo del lavoro sono le prime direttrici che potrebbe seguire Bolzano.
 Alla base di tutto, quindi, c’è una realtà ben spiegata dai numeri relativi al 2012 proposti dall’Ufficio Statistica del Comune. Tanto per cominciare Bolzano conta un 22% della popolazione over 65 contro un 14,2% tra gli 0 e i 14 anni, mentre si attesta a un notevole 11% la parte di cittadini che ha superato i 75 e 3,3 oltre gli 85. Desta impressione l’indice di vecchiaia che mostra come ogni 100 bolzanini giovani o adulti ve ne siano ben 158 anziani, il che ha una ricaduta nel mondo professionale con il 58,2% di cittadini pensionati a fronte del 50% di attivi: per ogni lavoratore, quindi, si trova un corrispettivo “a riposo”. Il fatto, poi, che in totale ci siano più 77enni (936) di 18enni (925) la dice lunga sulla composizione della popolazione. Da un punto di vista civile, invece, il 75,8% degli anziani uomini è sposato, mentre il 59,3% delle donne è vedova: indicazioni che sono importanti nel campo dello sviluppo urbanistico di eventuali appartamenti dedicati. Scendendo nel dettaglio, il quartiere più anziano è Europa Novacella con il 28,8% di over 65, segue Gries al 24,2% poi gli altri tre. A ogni 100 giovani tra viale Europa e via Roma corrispondono 237 seniores: ecco perché una questione come la mensa per anziani a Regina Pacis, finanziata dagli alpini con 50.000 euro, diventa determinante. "Ora che sono arrivati i soldi – specifica il presidente di quartiere Carlo Visigalli – chiediamo al Comune di velocizzare le pratiche e arrivare al più presto alle fasi attuative".
 Queste, dunque, le basi in una città che conta 4 case di riposo nell’orbita Assb (Villa Europa, Armonia, Serena e Don Bosco), ma deve necessariamente guardare oltre. "Prima di tutto viene la possibilità di poter vivere a casa propria in autonomia – premette l’assessore comunale alle politiche sociali Mauro Randi – poi però dobbiamo cercare di innovare alcuni aspetti. E’ importante, quindi, ricevere degli stimoli per rispondere a un fenomeno in espansione. L’Adunata ci ha insegnato che la collaborazione tra veci e bocia è determinante". A entrare subito nel concreto ci pensa Dario Caldart, membro della Consulta Anziani comunale. "Penso che il futuro possa essere la realizzazione di cooperative specificamente pensate per gli anziani. Appartamenti dalla metratura limitata, servizi per il movimento, arredi a misura, vani per ospitare servizi medici e di sorveglianza. Non solo, credo si possa ragionare sulla costruzione di residence con piccole unità abitative destinate ad anziani rimasti soli che intendono seguire programmi di recupero mensili all’interno di una piccola comunità che si formerebbe nel condominio. Sono puntelli importanti alla sola soluzione della casa di riposo o del ricovero temporaneo in clinica". Un’idea condivisa e approfondita dall’ingegnere Danilo Postal: <>. Ad affrontare il discorso lavoro e attività, infine, ci pensa il direttore dell’Assb Bruno Marcato: "Sento spesso di persone che entrano in pensione e poi proseguono con un lavoro part time. Una mossa che ha poco senso perché comunque l’Europa si muove verso una soglia professionale di 70 anni e diventa necessario smetterla di immaginarsi un confine netto nel pensionamento. Tra aziende e amministrazione dovremo impegnarci a pensare misure che permettano un’uscita “dolce” dal mondo del lavoro attraverso una diminuzione progressiva dei carichi, ma una sostanziale continuità di attività".
Alan Conti 

giovedì 17 maggio 2012

Operazione simpatia: il fisco sul camper


Il camper dell'Agenzia delle Entrate l'altro giorno ad Appiano
Un caravan attrezzato come vero e proprio ufficio dell'Agenzia delle Entrate ad Appiano e Laives. Francesca Seppi: "In tempi di tensioni la chiarezza diventa determinante"

 BOLZANO. In piena nostalgia post adunata farsi voler bene con un camper è operazione abbastanza semplice. L’Agenzia delle Entrate, quindi, sfrutta la fortunosa coincidenza e spolvera l’operazione simpatia con l’iniziativa “Il fisco mette le ruote” che toccherà in questa settimana Appiano e Laives. Il meccanismo è molto semplice: davanti a un caravan opportunamente griffato è stato montato un tavolo, aperta la veranda e predisposto un bell’ufficio mobile in tutto e per tutto identico agli sportelli fissi. Chiunque, quindi, si potrà avvicinare al funzionario e chiedere delucidazioni sulla compilazione delle dichiarazioni de redditi con modello Unico o 730, rilascio del codice fiscale o partita Iva, richiesta di duplicato della tessera sanitaria, irregolarità o iscrizioni a ruolo, contratti di locazione, abilitazione ai servizi telematici, rimborsi, successioni e donazioni. Tutto lo scibile fiscale, insomma, a portata di chiacchierata. La scelta di Appiano e Laives, all’interno di un tour nazionale più articolato partito dalla Toscana e che proseguirà in Friuli, non è casuale ma deriva dalla mancanza di uffici o sportelli territoriali. Per una volta, insomma, è il fisco che si muove verso i cittadini per informarli e non il contrario. Di solito, infatti, vedersi venire incontro l’Agenzia delle Entrate raramente era segnale di buon auspicio.
 Francesca Seppi, responsabile della comunicazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate, è raggiante. "Siamo contenti di ospitare questa iniziativa che mette a disposizione un vero e proprio ufficio mobile. Avvicinare la popolazione all’amministrazione è un segnale molto importante perché permette di fare chiarezza su procedure e informazione". La mancanza di dettagli, infatti, spesso è alla base di insofferenze più o meno eclatanti anche verso aziende contigue come Equitalia. "Sicuramente dobbiamo continuamente cercare il dialogo con la gente per appianare qualsiasi incomprensione. La risposta degli altoatesini, comunque, è stata immediatamente positiva e le prime domande vertevano praticamente tutte sulla dichiarazione dei redditi. Non a caso abbiamo insistito perché il camper arrivasse in questo periodo dell’anno". Dino Gagliardini, assessore alla cultura e all’ambiente di Laives, affronta volentieri il tema della percezione dell’Agenzia dell’Entrate da parte dei cittadini nonostante competenze amministrative decisamente lontane. "Capire che il fisco alimenta la cassa comune, quindi il bene di tutti, è un passo importante per la coscienza civile. Proprio per questo siamo orgogliosi di ospitare a Laives questa iniziativa che mette a disposizione un servizio che soddisfa la curiosità dei cittadini in un ambiente rilassato. E’ un passo molto importante". Talmente importante che il sindaco Liliana Di Fede marca visita all’ultimo alla conferenza stampa di presentazione. Presente, invece, l’assessore alle finanze di Appiano Joseph Krager: "Ogni gesto che possa accorciare le distanze tra popolazione e amministrazione va salutato con piacere".
 Il camper, comunque, sarà ancora oggi a Laives davanti al Comune in via Pietralba. Per tutti orario continuato 10-17.30.
Alan Conti

Un'altra immagine del caravan


Rewalk, la speranza per tornare a camminare


Il macchinario Rewalk in azione

Il macchinario studiato a Villa Melitta sfrutta l'oscillamento del busto. Può consentire ai paraplegici il ritorno alla posizione eretta, ma richiede almeno venti ore di allenamento e 75.000 euro

BOLZANO. Riscrivere il destino di una vita in sedia a rotelle tornando a camminare. E’ questo il sogno che la tecnologia “ReWalk”, utilizzata e innovata dal team del dottor Andreas Waldner nella casa di cura privata “Villa Melitta”, potrebbe realizzare per i pazienti paraplegici. Il macchinario sanitario è, di fatto, un’armatura meccanica esterna che cinge le due gambe e risponde ai comandi di un elettromotore situato in una sorta di zainetto da tenere sulle spalle. "Trattandosi di pazienti con lesioni midollari medie o basse – spiega Waldner – ci troviamo di fronte a casi di mancanza assoluta di controllo negli arti inferiori. L’idea determinante di “ReWalk”, quindi, è stata quella di affidarsi ai movimenti del busto: ad ogni oscillazione avanti e indietro corrisponde un movimento naturale di camminata, seduta, salita e discesa delle scale". Per capire meglio, è come immaginarsi una sorta di joystick con il torace che gestisce le movenze, “ReWalk” che le asseconda e il paziente che si aiuta con due bastoni canadesi. L’autonomia della batteria è di circa due ore o due chilometri di cammino. L’idea per il prototipo, curiosamente, è nata nelle stanze militari dell’esercito israeliano come potenziamento del passo dei soldati. Ora permette un ritorno al cammino. Sull’altro piatto della bilancia, però, ci sono costi e allenamento. "E’ vero – spiega con onestà Waldner – perché imparare a gestire il macchinario non è operazione immediata. Diciamo che ci vogliono circa una ventina di sedute di allenamento prima di comprendere al meglio le varie possibilità. Alla fine, però, ci si garantisce una grande indipendenza e la possibilità di tornare a vedere tutte le altre persone negli occhi. In chi è paraplegico da molto tempo, oltretutto, c’è la necessità di riabituarsi alla postura eretta e a tutte le sue implicazioni". Sul prezzo, invece, Waldner spalanca le braccia. "Per il macchinario completo siamo attorno ai 75.000 euro, ma nel mondo della sanità, purtroppo, la tecnologia è molto cara in generale. Si tratta, per di più, di produzioni ancora limitate e non di grande scala. Di sicuro stiamo riscontrando un certo interesse da parte dell’Inail, quindi potrebbero aprirsi nuove prospettive in futuro".
 I numeri, comunque, descrivono un panorama piuttosto serio tra le lesioni midollari: in Alto Adige, infatti, si contano circa 36 nuovi casi annuali per una popolazione di circa 1.600 paraplegici. In Italia, invece, l’incremento annuo è pari a 1.800 unità a fronte di un totale di 80.000 infortunati. Nella maggioranza dei casi le cause sono da ricercare nella pratica sportiva. "Purtroppo l’arrampicata, il paracadutismo e la montagna in generale è in questo senso piuttosto pericolosa – precisa Waldner – poi vengono gli incidenti stradali. L’ortesi “ReWalk”, quindi, potrebbe anche rivestire un aiuto psicologico in persone abituate ad essere in movimento".  Presente alla conferenza stampa di presentazione anche il direttore del dipartimento provinciale alla sanità Florian Zerzer: "Le strutture private si dimostrano ancora una volta molto attive nella sperimentazione. Si tratta di componenti preziose per il nostro territorio e per il nostro sistema sanitario".
Alan Conti 
La conferenza stampa di presentazione

Zerzer: "Arrivano i miniospedali"

Florian Zerzer, capo dipartimento provinciale alla sanità
Florian Zerzer, direttore del dipartimento provinciale sanità, spiega come rivalutare il territorio e sgravare l'ospedale. "Centri di cure primarie sparsi in tutta la città".



Una decina di unità di cure primarie sparpagliate sul territorio come cuscinetto tra gli ambulatori dei medici di base e l’ospedale. I proponimenti di potenziamento del territorio nel sistema sanitario provinciale avanzati dall’assessore Richard Theiner durante il congresso della Cgil dell’altro giorno trovano un primo riscontro concreto nelle parole del direttore del dipartimento provinciale alla sanità Florian Zerzer. Intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dell’innovativo “Re-Walk” a Villa Melitta, infatti, Zerzer si è soffermato sulle possibili novità organizzative.

 Sgravare l’ospedale rafforzando il ruolo dei medici di base e del territorio. L’indirizzo della Provincia è chiaro, ma quanto ci vorrà?
"Non credo molto, in ogni caso i gruppi di lavoro si stanno già confrontando da mesi su questo tema. L’obiettivo è di ottenere una bilancia in equilibrio tra il clinico e il territorio, senza che uno sia in qualche misura superiore all’altro. Per ottenere questo bisognerà, tra le altre cose, mettere a punto una precisa formazione specifica per i medici di base e affinare meccanismi delicati con i sindacati. Stiamo studiando come muoverci al meglio".

 Dagli ambulatori, però, si alza un grido di sofferenza per la troppa burocratizzazione. Certificati di malattia, ricette e oneri vari stanno intasando le scrivanie dei medici di base.
 "Le procedure in ambito sanitario sono diventate più pesanti per tutti, poi è vero che i medici di base ne hanno risentito di più perché all’interno degli ospedali si è maggiormente tutelati da una macchina amministrativa imponente. In ogni caso, attenzione alle facili distinzioni perché molte volte si tratta di operazioni che richiedono comunque l’uso di una precisa conoscenza medica. Controllare la prescrittibilità di una ricetta rimborsabile, per esempio, non è affare da burocrate ma vero e proprio esercizio di medicina. Io distinguerei tra tempo passato con il paziente o meno".

In ogni caso il desiderio dei medici sarebbe quello di aumentare il primo.
"Mi sembra condivisibile, lavoreremo anche a questo".

Entrando nel concreto, però, la proposta di un’apertura h24 degli ambulatori non sembra aver sollevato particolari entusiasmi nell’amministrazione.
"Non è che non ci piace, diciamo che non lo riteniamo necessario per tutti gli ambulatori. La nostra idea sarebbe piuttosto la predisposizione di una decina di centri di cure primarie distribuiti sul territorio con team preparati in vari aspetti di intervento. Il tutto, ovviamente, completato da infermieri e personale ausiliario che permetta l’espletamento di moltissime operazioni che oggi finiscono dritte in ospedale".

Già ipotizzato il dislocamento?
"Sarà oggetto di valutazione, ma chiaramente terrà conto delle varie realtà. Una dimensione ospedaliera come quella di Vipiteno, per esempio, non dovrebbe averne bisogno, mentre Bolzano è più interessata".

Il futuro, quindi, vede tante piccole unità ospedaliere di quartiere?
"Grosso modo è esatto, anche se la definizione migliore sarà centri di cure primarie. Stiamo facendo molto per uscire dalla logica dell’ospedalizzazione, quindi sarebbe meglio definire in altro modo questa soluzione. In ogni caso potrebbero davvero semplificare il lavoro sia clinico sia dei medici di base sul territorio. Un buon compromesso. Non dimentichiamoci, infine, le collaborazioni con le strutture private che negli ultimi anni stanno dando risultati egregi".

Già, ma per predisporre le unità di cure primarie ci sarà bisogno, forzatamente, di nuovo personale per evitare l’effetto vasi comunicanti e non indebolire qualche altra struttura sanitaria.
"Valuteremo nel dettaglio come muoverci in questo senso. Il confronto con i sindacati, quindi, sarà importante".
Alan Conti

Torna ArtMaySound, esplosione di creatività


La conferenza stampa di presentazione del festival

Fumetti, disegni all'aperto, workshop, musica, giochi e sfilate di Cosplayer: piazza Walther nel prossimo weekend al centro della creatività. E Bolzano diventa centro fumettistico nazionale.

BOLZANO. Un’esplosione di creatività distribuita su tutta piazza Walther che ha reso Bolzano un centro importante del fumetto italiano. Venerdì 25 e sabato 26 maggio il festival ArtMaySound festeggerà la sua sesta edizione con un programma in grado di attirare appassionati di ogni genere: dal disegno alla musica passando per il gioco. La manifestazione, organizzata dai centri giovanili “Charlie Brown” e “Villa delle Rose” assieme all’associazione “La Strada”, si appresta a riproporre un carnet di eventi di spessore. Puntuale il grande gazebo in piazza che ospiterà disegnatori in arrivo da tutta Italia che terranno sessioni dal vivo e incontreranno tutti gli appassionati. Grandi pannelli verranno montati per essere a disposizione di tutti: professionisti, amatori e dilettanti. "Rispetto alle edizioni passate – specifica il curatore dell’iniziativa Giacomo Morello – abbiamo deciso di puntare maggiormente su più fumettisti in ascesa. Intendiamo, così, proporre un modello artistico vicino all’aspirazione di molti giovani e offrire una vetrina a chi magari nelle grandi fiere viene schiacciato dai grandi marchi internazionali". Davide Bardi, Werner Maresta, Davide Aicardi o Maurizio Rosenzweig sono solo alcuni degli artisti invitati che si affiancheranno, come sempre, all’affascinante mondo del fumetto indipendente o autoprodotto rappresentato dagli altoatesini Roberto “Rx” Gionta e Giordano “Giò” Segatta”. Nel capitolo workshop, inoltre, va sottolineata la collaborazione con l’Università di Bolzano che metterà a disposizione l’aula C4.01 per due interessanti incontri. Venerdì mattina, dalle 9 alle 13, spazio alla lezione sul fumetto umoristico per i ragazzi delle scuole medie, mentre al sabato, stessa ora e aperto a tutti, si affronterà la creazione del fumetto dal punto di vista più professionale. Prevista in piazza, in aggiunta, una mostra sui lavori realizzati dai ragazzi delle scuole superiori sul tema dell’interculturalità proposto dall’associazione “Africa e Mediterraneo” e dal noto fumettista altoatesino Armin Balducci.
 Importante anche lo spazio riservato alla musica con il concerto di sei band emergenti selezionate in un concorso organizzato dal Vintola 18 e due headliners di spessore. Tra i gruppi giovanili, dunque, palco a Doc Matrix, Junow, Stylish Kids In The Riot, Wooden Collective, Mirror e Hysteria, mentre venerdì sera riflettori per la Homeless Band con il loro raffinato rock-blues e sabato per lo ska-reggae dei Sisyphos. In ogni caso note libere dalle 19 alle 23.
 La voglia di giocare, però, è da sempre caratteristica centrale di ArtMaySound e per gli amanti del genere le date da cerchiolino rosso sul calendario sono proprio quelle di venerdì e sabato pomeriggio. Il 25, infatti, spazio al grande classico con il doppio torneo di Risiko, mentre il 26 la scena sarà tutta per Bang!, nuovo gioco ideato da un italiano che sta letteralmente conquistando milioni di giovani nel mondo. Anche quest’anno, inoltre, è prevista per sabato pomeriggio dalle 15 la sfilata dei Cosplayer, ovvero quei ragazzi che si travestono e interpretano i propri personaggi preferiti. In arrivo, come minimo, 40 partecipanti per una manifestazione che l’anno scorso ha letteralmente affascinato i bolzanini. Tutto, ovviamente, gratuito.
 Il festival, come detto, ha ormai varcato i confini cittadini. "Ci sono artisti che ci chiedono di collaborare – precisa Morello – perché preferiscono la nostra filosofia rispetto a quella delle fiere dove vanno solo gli appassionati. Ci siamo sorpresi quando alla famosa “Lucca Comics” abbiamo incontrato ragazzi con le magliette di ArtMaySound. Abbiamo creato qualcosa che in Italia ancora non esisteva". "A Bolzano – conclude Balducci – registriamo un incremento della passione per i fumetti tra i giovanissimi. Rispetto a qualche tempo fa ora si sentono supportati e tendono a non abbandonare la passione perché sanno che ci sono degli sbocchi. ArtMaySound, in questo, è stato fondamentale".
Alan Conti 

martedì 15 maggio 2012

Adunata, il regno del mangia e bevi


Un'infilata di salsicce pronte al servizio in via Roma

Grigliate ad ogni angolo e barbecue re dei campeggi. Via Verona si trasforma nella strada gastronomica, ma anche i bolzanini ne approfittano con la griglia libera. Giunto il momento di realizzare un'area attrezzata?

BOLZANO. Una cosa è certa: questa Adunata ha il sapore della carne alla griglia. Dopo il cappello e la penna nera, infatti, i bolzanini hanno scoperto che ad accumunare gli alpini di ogni angolo d’Italia c’è anche questa connaturata passione per il barbecue da campeggio. Griglie classiche, ma anche piccoli bracieri ricavati con le pietre e quattro rami bruciati: tutto è utile per “rendere la ciccia croccante”. Il contenuto del piatto, invece, è il vero distinguo tra le varie sezioni perché generalmente si punta forte sulle proprie specialità regionali: dalle cosce di bue venete agli arrosticini di pecora abruzzesi passando per le porchette di ogni tipo. Poco da dire, invece, sul bere dove gli alpini sono universalmente campioni olimpici di vino di ogni etichetta, provenienza, qualità o colore. Di fatto, da tre giorni in città è proibito avere fame perché ben presto i profumi diventano tentazione irresistibile. Bene anche la birra, assai più simbolica per gli altoatesini ma oggettivamente tutt’altro che sgradita a veci e bocia. La leggenda metropolitana della freddezza bolzanina, comunque, si è ben presto sciolta non appena i cittadini hanno capito che davvero non scherzavano quelli che raccontavano di un’offerta continua di assaggi e bicchieri, tenda dopo tenda dopo tenda. Da curiosi a ospiti della tavolate, insomma, il passo è stato brevissimo e in pochissime ore sono anche nate vere e proprie amicizie con le sezioni sotto casa. Non solo, per una volta interi gruppi di bolzanini, soprattutto ragazzi, ne hanno approfittato per prendersi qualcosa che per decenni è stato proibito: una grigliata sui Prati. Forse l’occasione è buona per convincere l’amministrazione cittadina a predisporre un’area attrezzata in tempi brevi.
 L’altro piatto della bilancia di questo brulicare di commensali improvvisati sono gli esercenti e gli ambulanti. Certo, il lavoro è tanto e le bevande coprono un normale servizio di mesi, ma sul cibo è stata forse sottovalutata la capacità alpina di arrangiarsi. I vasi comunicanti prevedono che se le casse dei supermercati e delle macellerie tintinnano a più non posso, quelle di ristoranti, chioschi e “brattari” lo fanno a un ritmo inferiore. La calata di molte attività da tutta Italia, inoltre, ha portato una concorrenza forse inaspettata. In ogni caso l’offerta è ampia e apprezzata. Cattura centinaia di foto, per esempio, l’intero bue messo allo spiedo al parco Stazione da un gruppo bavarese per una cottura di sei ore e piatti completi offerti a 14 euro: alla faccia di chi parlava di diffidenza tedesca. Vendono bene anche i prodotti tipici altoatesini che stuzzicano l’appetito degli alpini soprattutto alla voce speck e wurstel. Grandi classici, invece, sono stinco, musso e polenta proposti praticamente in ogni bancone. La strada dei camioncini fast food, però, è senz’altro via Verona dove romagnoli e umbri la fanno da padroni con piadine, fritture e porchette. "Purtroppo non si lavora così bene – si lamentano – perché il Comune ci ha messo in una stradina senza passaggio". Stessa lunghezza d’onda per Walter Calovi di “Snack Walter” in via Roma davanti all’Eurospar: "L’impressione è che molti prodotti torneranno in magazzino perché gli alpini sono arrivati più preparati del previsto. Ci avevano detto di aspettarci una fortissima richiesta di prodotto tipico, ma ancora non l’abbiamo vista e non ci aspettavamo tutta questa concorrenza". Il vero “crack” di questa Adunata, però, è sicuramente la carne argentina proposta dal vicino “Gauchito”. Mezzo Asado a 9 euro, grigliata intera a 15, vino e birra sudamericani. Le griglie, ciclopiche, accolgono anche salsicce, wurstel e solo a vederle si sente lo stomaco battere il piattino. Poco importa se di alpino rimane poco: simili profumi possono giustificare il piccolo “tradimento” verso la pianura della Pampa.    
Alan Conti

FOTOGALLERY:
Grigliata da campo davanti al Teatro

Via Verona è diventata la strada della gastronomia

Tavolo argentino

Dalla Baviera arriva un intero bue allo spiedo

Grande interesse per i prodotti altoatesini

Pezzi di carne di una grandezza incredibile

Succulenta preparazione

Bue in cottura per sei o sette ore

Piatto completi di canederli a 14 euro

Adunata, in 60.000 in stazione


Alpini a colloquio sui binari della stazione di Bolzano

Sabato giornata difficile per polizia ferroviaria, Trenitali, Rfi e volontari. Quintuplicato il personale, grande attenzione e programmazione del perfetto deflusso domenicale.

BOLZANO. Ondate di alpini a colpi di treno. Fin dalle prime ore del mattino la stazione si è trasformata letteralmente in un tappeto di penne nere. Ieri pensiline e binari hanno sopportato il passaggio di circa 60.000 persone, oggi la grande preoccupazione si chiama deflusso e nel giro di due giorni i treni speciali in transito saranno addirittura 126. I numeri della struttura chiamata a reggere l’urto sono da record per Bolzano: la polizia ferroviaria, comandante da Vincenzo Tommaso, metterà in campo venticinque agenti per ogni quadrante (turno orario) con supporti in arrivo da Trento, Rovereto, Verona, Brennero, Bressanone e Fortezza. L’Ana, dal canto suo, piantona stabilmente i binari con una quindicina di volontari all’interno della stazione per un totale di due turni che coinvolge una trentina di alpini. Per comprendere meglio le proporzioni di quel che sta accadendo, è sufficiente pensare che normalmente il funzionamento della stazione è garantito con quadranti da cinque uomini Polder e i treni regionali o interregionali di passaggio a Bolzano sono circa cento: meno della metà di queste giornate. Le forze umane, dunque, quintuplicano mentre tutto sembra procedere al meglio. "Stiamo cercando di reggere la situazione – spiega Tommaseo – e i miei uomini si stanno comportando egregiamente. Oltre che il classico compito di sorveglianza, infatti, rivestiamo anche una funzione di accoglienza al pari dei volontari Ana che ci stanno fornendo un prezioso aiuto". Trenitalia e Rfi, intanto, hanno mobilitato il proprio personale e, oltre ai normali punti informativi, hanno inviato alcuni operatori a girare per le pensiline dotati di apposito giubbotto di assistenza per chiunque avesse domande o interrogativi. All’interno dei treni, carichi al limite della portata e in gran parte di provenienza dal Triveneto, il servizio di controllo sarà garantito dagli stessi agenti Polfer di supporto in arrivo e di ritorno dalle città limitrofe, anche se chiaramente non è semplice gestire vagoni tanto affollati. Per ora, comunque, tutto il sistema tiene e gli unici piccoli inconvenienti sono stati una scazzottata tra pregiudicati venerdì notte e un lieve malore accusato da una passeggera che ha richiesto l’intervento dell’ambulanza. Le tante biciclette ammassate alla struttura, invece, sono state rimosse per permettere il passaggio delle persone e stipate in un magazzino adiacente alla stazione.
 Oggi, comunque, sarà un’altra prova del fuoco che preoccupa un poco i responsabili. "Stiamo predisponendo un quadro molto preciso e organizzato per le partenze dalla città – ancora Tommaseo – in perfetta collaborazione con Trenitalia". Dopo una primissima mattinata che dovrebbe vedere l’arrivo delle ultime penne nere delle zone più vicine per la sfilata, infatti, scatterà il piano deflusso. Le tre entrate principali saranno adibite al solo verso di entrata, mentre per l’uscita si utilizzerà l’ex deposito bagagli. I flussi, infatti, saranno quasi esclusivamente in uscita e la preoccupazione è che un eccessivo affollamento possa portare a pressioni o situazioni pericolose a ridosso dei binari e alla salita sui mezzi. L’obiettivo, quindi, sarà di cercare il più possibile uno scaglionamento dei viaggiatori in uscita aiutati, magari, dall’organizzazione stessa della sfilata che prevede una certa distanza tra un gruppo e un altro. Ruggero Passalongo, volontario Ana, butta acqua sul fuoco: "Abbiamo gestito tante Adunate e riusciremo a garantire normali partenze anche domani. Certo, staremo fino a tarda notte, ma tra alpini una soluzione si trova sempre. L’interesse generale, comunque, è concentrato su come raggiungere Merano, le valli vicine o i vari punti turistici. Le penne nere hanno subito voglia di scoprire l’Alto Adige".
Alan Conti 

FOTOGALLERY:
Arrivato un treno di alpini

Prima operazione: uno sguardo alla cartina

Piazza Stazione sabato mattina

Già si comprano i biglietti per il ritorno

Penne nere scrutano i tabelloni