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martedì 8 maggio 2012

Pdl, il sussidio casa non si tocca


Case Ipes a Casanova: sussidio a rischio?
Sussidio, rimodulazione dei parametri per le rette, agevolazioni per giovani e padri separati: la ricetta alla legge sull'edilizia sociale di Minniti, Ponte e Ponticelli.

 BOLZANO. Sussidio casa intoccabile, rimodulazione dei parametri che fissano il canone d’affitto, agevolazioni per i giovani e maggiori tutele per i padri separati. E’ questa la ricetta che il Popolo delle Libertà mette sul piatto della discussione attorno alle modifiche della legge sull’edilizia sociale. Il presidente del consiglio provinciale Mauro Minniti, fiancheggiato dal presidente del comitato inquilini Ipes Gianfranco Ponte e dal rappresentante di “Giovane Italia” Alfonso Ponticelli, ha presentato ieri la lista degli emendamenti che intende portare in aula. La pietra angolare è l’intoccabilità del sussidio, accompagnata da un serio abbattimento delle rate d’affitto attraverso la modifica dei parametri di calcolo. Il rovescio della medaglia sarebbe una consistente diminuzione delle entrate nell’Istituto, giudicata comunque sopportabile.
"In tempi di crisi – comincia Minniti – pensare di abolire un importante sostegno come il sussidio è sbagliato. Non solo, va mantenuto anche l’aiuto di 50 euro mensili liquidati semestralmente: ogni centesimo è importante. Il presupposto della discussione, dunque, deve essere l’intoccabilità del sussidio Ipes". Fissata la base, ecco le proposte di riforma strutturale nel calcolo delle rette. "Crediamo corretto elevare la percentuale di detrazione dal reddito totale dal 25 al 35%. Per una famiglia media formata da due pensionati e un figlio si raggiungerebbe un risparmio di 90 euro mensili, pari a 1.084 euro annui. Cifre davvero considerevoli per un bilancio familiare". I figli, inoltre, sono al centro della seconda proposta. "Non è pensabile – attacca Minniti - che l’Ipes ipotizzi una trattenuta dei genitori sullo stipendio dei figli pari al 60%. Si tratta di una misura troppo lontana dalla realtà. Sarebbe più ragionevole prevedere un sistema a scaglioni che fissi questa percentuale allo 0% fino a 15.000 euro di reddito, 23% fino ai 30.000 euro, 29% fino ai 32.600 euro, 39% fino a 70.000 euro e 45% da 70.0000 euro in poi. Bisogna anche ipotizzare, infatti, che i giovani mettano da parte qualcosa per proporsi poi sul mercato immobiliare privato, senza pesare nuovamente sull’Ipes in futuro. Con questo sistema, comunque, la famiglia media risparmierebbe addirittura 139 euro mensili, per un totale di 1.669 euro annuali". Sulle esigenze giovanili, come detto, si è mossa “Giovane Italia” con alcuni emendamenti finalizzati a facilitare il riscatto delle abitazioni previste per questa fascia d’età. "Chiederemo – spiega Ponticelli – che il riscatto dell’appartamento possa avvenire dopo 5 anni a un prezzo di mercato decurtato del 15%. Agevolazione che dovrebbe salire al 25% qualora l’acquisto dell’alloggio avvenisse prima dello scadere del quinquennio".
 Il fantasma dell’abolizione del sussidio Ipes, comunque, agita le notti degli inquilini e a confermarlo è Gianfranco Ponte. "C’è molta preoccupazione e dietro l’angolo prevedo un aumento vertiginoso delle morosità. Già oggi l’Ipes registra circa 3.000 sfratti l’anno: un numero che potrebbe salire in modo preoccupante". Il Pdl, comunque, si appresta a una pioggia di 60 emendamenti non appena la legge entrerà in aula tra fine e maggio e inizio giugno. "Tra le altre cose – continua Minniti – bisogna far valere maggiormente gli anni di lavoro all’interno del territorio provinciale, prevedere una quota di abitazioni per i separati che in graduatoria dovrebbero ottenere gli stessi punti degli sfrattati e affidare alle cooperative, non ai Comuni, le liste per il ceto medio". Presidente, scusi, ma tutte queste misure sono sostenibili dalle casse dell’Istituto? "L’Ipes incasserebbe certamente di meno, ma il suo obiettivo non deve essere quello di migliorare gli utili. Il suo supporto, per essere funzionale, deve essere in linea con le capacità economiche delle famiglie e al momento non lo è".
Alan Conti 

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