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giovedì 7 giugno 2012

I bolzanini dal Papa per celebrare la famiglia


Folla a Milano per il passaggio del Papa

Partiti da San Pio X sotto l'organizzazione dell'associazione "Il Cammino". Il racconto di Ivano Moltrer e la curiosa assenza di curia e ufficio pastorale.

BOLZANO. La famiglia come pietra angolare su cui costruire la società che ci porterà fuori da questa crisi. Prima ancora della possibilità di vedere sfilare il Pontefice lungo le affollatissime strade di Milano è stata questa convinzione a spingere 130 fedeli bolzanini alla trasferta in terra lombarda in occasione del Family Day. L’emozione dell’incontro con Benedetto XVI difficilmente sarà dimenticata, ma al centro dell’attenzione c’è la riflessione proposta dallo slogan “One world family world” . Nelle parole di un motto straordinariamente simile a quello di una nota radio nazionale si comprende il senso di questa giornata. "La famiglia è un valore fondamentale per tutta la comunità, compresa la società laica" le parole di Ivano Moltrer dell’associazione “Il Cammino” che con la parrocchia “San Pio X” ha organizzato la trasferta di circa 130 concittadini. "In un passaggio del suo discorso il pontefice ha ribadito l’identità tra la famiglia cristiana e la famiglia comunemente diffusa nella nostra società: è un aspetto molto importante che permette di guardare con fiducia al futuro".
 Tornando alla giornata milanese del gruppo bolzanino Moltrer racconta tutta la sua soddisfazione "per una trasferta che ha unito le generazioni, oltre che le associazioni cattoliche e i vari gruppi parrocchiali della città. E’ stato anche un momento per condividere un’esperienza con i propri figli, le mogli o i mariti. Nella partecipazione dei giovani, prima di tutto, possiamo raccogliere messaggi di fiducia. Spesso si parla della crisi di vocazioni poi capitano giornate come questa o la Festa della Gioventù che ci dimostrano, al contrario, che la spiritualità è diffusa anche tra i ragazzi. Dobbiamo coltivare questo interesse e non permettere che si disperda con il tempo". Benedetto XVI, ovviamente, è stata visto e salutato durante la sua discussa sfilata nel capoluogo lombardo. "Dei 37 settori in cui era stato diviso il percorso noi eravamo ai numeri 15 e 16, quindi esattamente a metà. Non avevamo alcun pass privilegiato o particolare permesso, ma ci siamo ugualmente goduti il momento". Nella serata, inoltre, c’è stato un altro momento di rilievo: "Abbiamo avuto un incontro tra tutte le sezioni nazionali dell’associazione “Il Cammino” per confrontarci proprio sul tema della famiglia e ragionare in quali direzioni operare. Riflessioni e spunti concreti che torneranno sicuramente utili nella pratica di tutti i giorni, compresa la proposta di coinvolgere intere famiglie nell’opera di evangelizzazione di zone in cui la cristianità è poco conosciuta".
 Curioso che l’appuntamento abbia pungolato parrocchie e associazioni, ma lasciato sostanzialmente indifferente la Curia. Il tentativo di organizzare un pullman dell’ufficio pastorale è naufragato di fronte alla penuria di partecipanti, mentre nessuno si accorgeva del centinaio di partecipanti radunati da San Pio X. Particolare anche la scelta del presidente della commissione Famiglia della Diocesi Ezio Baraldo che, evidentemente, tra i sui compiti non prevede la partecipazione al Family Day. "Purtroppo non sono andato, ma il messaggio lanciato dal Papa è di un’importanza fondamentale. Il parallelismo con il mondo laico sottolinea la necessità di sentirci parte di una comunità più ampia in cui tutti dobbiamo essere capaci di trovare forme proficue di collaborazione. Senza steccati".
Alan Conti

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