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lunedì 22 ottobre 2012

Il territorio al centro della nuova politica energetica

La centrale di Cardano
BOLZANO. La politica energetica provinciale deve cambiare, bisogna azzerare i margini di discrezionalità dell’organo provinciale e stabilire un meccanismo legato a dati il più possibile oggettivi. La giunta provinciale sottoscrive compatta la proposta di riforma sulle concessioni idriche pensata dal presidente Luis Durnwalder e anticipata dal nostro telegiornale mercoledì scorso. L’obiettivo è quello di allargare al massimo le persone coinvolte e rendere il meno decisivo possibile il ruolo del singolo.


“Il decreto Monti assegna la competenza allo Stato e prevede gare anche per le più piccole. Dobbiamo adattarlo al nostro fabbisogno e in futuro proponiamo, sotto i 440 kw, nessuna gara. Non c'è convenienza commerciale. Sará difficile, comunque, arrivare a un limite di 3000 come vorrebbe qualcuno. In futuro se scade una concessione, come avverrà tra poco con l'Edison (Ponte Gardena, Valdaora, Val di Vizze), in cinque anni dobbiamo pubblicare la gara oppure avvertire della domanda di un privato aprendo la gara. Tutti i progetti vengono poi presentati e valutati dagli uffici. I direttori fanno redazione dell'impatto ambientale che permette di proseguire. Chi va avanti accetta che la Provincia imponga loro una percentuale di investimenti per i Comuni: adesso è già così ma voglio che diventi decisivo. Oltre a questo devono offrire una certa cifra: la più alta vince. Qui la Giunta non interviene per nulla: conta la volontà di aiutare il territorio. I fondi vengono poi utilizzati per la sicurezza dei bacini, contro le frane, in generale sulla prevenzione e sicurezza. In futuro, infatti, questo settore di bonifica della zona rossa costerà tantissimo. I Comuni spingono per le loro riqualificazioni dappertutto: occorreranno molti soldi e chi ha il vantaggio dell'acqua deve anche valutarne la prevenzione. Oltre a questo chiederemo programmi per le famiglie e i posti di lavoro.

Rispetto al passato, insomma, tutti i direttori di Ripartizione saranno coinvolti, la valutazione di impatto ambientale sarà solo uno sbarramento senza voto di qualità e il vero discrimine sarà unicamente la quantità di offerta per opere di cura del territorio messa sul piatto di ogni singola azienda. Le scadenze di centrali importanti come Valdaora, Val di Vizze o Ponte Gardena e il decreto Monti sulle competenze, inoltre, impegnano la Provincia a muoversi velocemente per concretizzare un sistema che pare più trasparente come giudicato necessario dal consenso degli assessori. Senza il caso Laimer si sarebbe avvertita comunque questa necessità?

Alan Conti
TCA ALTO ADIGE TV (Intervista completa all'interno del telegiornale)

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