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sabato 31 agosto 2013

Grave incidente con il parapendio

Un grave incidente in parapendio si è registrato questo pomeriggio alle 16.15 tra le cime Paolina e Coronelle. Secondo le prime ricostruzioni  due appassionati avrebbero perso il controllo del mezzo andando a schiantarsi verso il suolo. Gravi le condizioni di uno degli sportivi mentre l’altro ha riportato solo ferite di media entità. Immediato l’intervento del Soccorso Alpino e del Pelikan 1 che hanno trasportato le vittime all’ospedale di Bolzano. Rilievi di legge ad opera dell’Arma dei Carabinieri.

Biancofiore: "Io compro i cartelli, ora chi mi aiuta?"

I cartelli li ripristina lei: 9.000 euro tasca propria in un ordine per 1500 segnalazioni bilingui che Michaela Biancofiore si occuperà personalmente di reimpiantare lungo i sentieri. Chiaramente avrà bisogno di una mano ed è qui che si nasconde l'asso provocatorio della pasionaria invitando all'opera tutti gli esponenti del centrodestra che hanno tirato la corda del campanello d'allarme per la lingua italiana, ma anche il Pd, Durnwalder e la comunità di lingua tedesca e ladina. 
Biancofiore, insomma, mostra i muscoli sulla questione toponomastica e sbatte i pugni sul tavolo. Pare un rovesciamento di prospettive, ma il sottosegretario rivendica il suo ruolo nell'accordo siglato con il Ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio. Un ruolo che si limita all'aggiornamento perché nemmeno al primo sottosegretario provinciale è stato consegnato personalmente. Detto ciò la Biancofiore si presenta al tavolo della conferenza con l'accordo in mano senza divulgarlo interamente. Ad essere determinante nello sminare il territorio della sparizione della lingua italiana per la pasionaria é sufficiente il rimando ai criteri del patto Fitto-Durnwalder.
Attenzione, comunque, a un passaggio minimo ma importante riportato dal sottosegretario: qualunque associazione, Cai compresa, può richiedere la visione dell'accordo in quanto di pubblica utilità. Una richiesta che metterebbe fine ai commenti sulle ipotesi. A preoccupare veramente il Pdl locale, peró, sarà la norma d'attuazione ovvero l'istituzionalizzazione dell'accordo che passerà per le Commissioni dei Sei e Dodici.
Previsto, inoltre, un incontro a breve giro di posta tra Biancofiore-Delrio all'interno dei lavori del ministero dello sport dove, ovviamente, si tornerà anche sui dettagli della toponomastica.
A questo punto, peró, una volta in mano i cartelli non resta che aspettare chi si armerà di martello per superare con un picchetto l'intero steccato. 
Alan Conti

La delusione di Rifondazione respinta

Tutto rosa e fiori, ma tra le rose, si sa, le spine presto si palesano. Ecco, dunque, che in occasione della festa per l’inaugurazione della nuova sede di Sinistra Ecologia e Libertà si annidi qualche crepa tutta interna alla sinistra. A metterla in evidenza è Gianfranco Maffei, segretario di Rifondazione Comunista provinciale, che mostra i simbolici lividi della porta sbattutagli in faccia dalla lista Verdi-Sel per la corsa alle Provinciali del prossimo ottobre. Un diniego che ha lasciato il segno e che nonostante alcuni colloqui diplomatici di questa mattina rimane oggetto di amarezza.
Rifondazione, non è un mistero, si aspettava maggiore solidarietà dai compagni di Sel.
Verdi e Sel ancora non hanno preso posizioni ufficiali sulla questione, ma l’imbarazzo è abbastanza evidente perché se la destra è frantumata anche a sinistra appaiono le prime schegge impazzite. (a.c.)
Nel telegiornale di oggi l'intervista a Maffei



Pacifisti: "Siria, c'è ancora spazio per la diplomazia"

Una guerra sull’orlo dello scoppio che già conosce i suoi primi scudi. L’attacco alla Siria sembra ormai imminente con gli Stati Uniti piuttosto orientati ad affrontare la tempesta senza l’ombrello internazionale purchè sia una corsa breve e non troppo impattante. Uno scenario bellico imminente che ha messo in moto le campagne di chi dissenta e lo fa con un orientamento bipartisan. Recente lo striscione vergato da Casapound contro la scelta di bombardare, mentre nell’orbita della sinistra già è attivissima la campagna del “No alla guerra in Siria”.
La convinzione, insomma, è che la margherita della diplomazia non sia ancora stata sfogliata tutta. Il petalo della pace, però, è dannatamente difficile da trovare. (a.c.)
Nel telegiornale di oggi l'intervista completa

Sel a caccia della politica concreta

Poltica concreta, quanto ci manchi. E’ l’accorato appello che si alza dalla cerimonia di inaugurazione della nuova sede di Sinistra Ecologia e Libertà presso il centro culturale Arci “Angela Nikoletti” in via Nazario Sauro ad Oltrisarco. Un evento con tanto di taglio del nastro e grande partecipazione di cariche istituzionali per un locale che da oggi guadagna una doppia funzione in uno dei quartieri simbolo della Bolzano popolare e lontana dal Centro. Da qui il consigliere comunale e segretario Guido Margheri e il candidato di punta Lorenzo Sola vogliono partire per una politica che entri nella concretezza delle proposte smettendo di parlarsi in modo autoreferenziale: impresa oggettivamente ardua e ambiziosa. Il primo passo è stata quella rinnovata alleanza con i Verdi portata in dote dalle politiche con l’elezione da deputato di Florian Kronbichler, seppur con i resti. Presentato, per l’occasione, anche il simbolo ufficiale della lista per le provinciali con la classica colomba e l’aggiunta della dicitura Sel: un acronimo che non deve essere stato semplice far digerire in via Bottai. Una formazione, comunque, che ha abbastanza chiare le linee della propria idea di autonomia, oggetto della prima tavola rotonda moderata dal direttore dell’Alto Adige Alberto Faustini e con al tavolo lo stesso Kronbichler, la capolista dei Verdi Brigitte Foppa, Sola e il deputato Francesco Palermo. Dal passato per provare a guardare con un occhio differente il futuro politico di una formazione che prova a entrare alla sostanza delle misure da prendere: la sfida, per come è strutturata la politica moderna, pare ardua. Resta da vedere quanto il volo di questa colomba possa essere lineare.
Alan Conti

Spagnolli: "No ai bilanci sul nulla"

C’è bisogno di chiarezza e mani forti della politica locale. La vicenda della sostituzione dell’Imu con la Service tax inquieta il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli che senza mezzi termini chiede che si approdi presto a una definizione chiara e strutturata delle risorse su cui potranno contare le amministrazioni comunali. Nel 2014 c’è un bilancio da mettere in piedi e farlo sull’incertezza a piazza Municipio non è opzione nemmeno considerabile. Roma definisca la questione e Bolzano la rifinisca. Se possibile in fretta. Concessa l’offerta all’altare della vetrina politica di un’Imu sparita rimane la cassa dei Comuni da riempire in qualche modo. Nella vita di tutti i giorni, probabilmente, conta più la seconda. (a.c.)
Nel telegiornale di oggi l'intervista

Asdi a Kompatscher: "Aiuti i divorziati"

Una Provincia finora disattenta, forse un poco superficiale verso il tema dei separati e divorziati. Elio Cirimbelli, direttore dell’Asdi e freschissimo candidato nelle file di Scelta Civica, lo va dicendo da un pezzo che la politica dovrebbe prestare qualche attenzione in più alla realtà di chi oltre a un amore finito si ritrova tra le mani una miriade di altri problemi. Osservazioni che con la solita misura ha presentato direttamente al capolista Svp Arno Kompatscher, da più parti ritenuto Landeshauptmann in pectore, in un incontro tenuto direttamente nella sede dell’Asdi. Un Kompatscher che ha più che altro ascoltato e preso appunti su un Ipad come si confà alla new generation in attesa di capire con gli uffici competenti se e dove si possa intervenire. Ovviamente in campagna elettorale è difficili che si declini un qualsiasi invito, ma l’interesse è parso comunque brillante e coinvolto. “Un incontro – commenta – che mi è servito per comprendere meglio questo fenomeno sociale nei suoi bisogni e nei suoi aspetti anche meno conosciuti. In questo momento, chiaramente, non ho nessun titolo per affermare che la prossima giunta si impegnerà in questo senso, ma sicuramente si tratta di una questione da valutare con attenzione”. Cirimbelli annuisce: “Bisogna accrescere l’attenzione perché la sensazione è che talvolta ci sia il pregiudizio per cui un separato o un divorziato, in fondo, se la sia voluta. Non è affatto così perché può capitare proprio a tutti. In questi anni la politica non sempre ha capito questo e gli ultimi appartamenti riservati ai padri soli sono davvero un’ineiza rispetto a quello che sarebbe il reale bisogno. Come Asdi, infine, ci piacerebbe molto poter siglare una convenzione ufficiale direttamente con la Provincia”. Ora, dunque, Kompatscher ha salvato sul suo Ipad un bel file con alcune criticità di un fenomeno in diffusione. Dovrà aprirlo anche quando l’agenda digitale supererà il 27 di ottobre. 
Alan Conti

Rapina Renon, vittima legata e picchiata

Legata con delle fascette e colpita ripetutamente. Assume contorni ancora più drammatici la tentata rapina consumata giovedì a Soprabolzano ai danni di Helga Vigl, impiegata della filiale della Cassa Rurale di paese. Secondo le ricostruzioni dei Carabinieri di Bolzano e Renon, infatti, l’aggressore si sarebbe introdotto all’interno dell’abitazione della signora legandola con delle fascette che si usano per i cavi elettrici e minacciandola con una pistola. Dopo essere stata immobilizzatam Vigl è stata ripetutamente percossa a calci e pugni per convincerla a condurre il malvivente alla banca per aprire la cassaforte con le chiavi di servizio. I due stavano poi scendendo verso la filiale quando i vicini si sono accorti del trambusto e hanno dato l’allarme. Inizialmente la donna pensava a un furto d’auto, ma ben presto si è accorta che il ragazzo mirava ad altro. I Carabinieri, ora, cercano di ottenere quanti più dettagli possibili per trovare il delinquente che al momento sfugge. Per ora si sa che indossava dei pantaloni corti e parlava un fluente dialetto sudtirolese, ma sull’aspetto fisico ci sono ancora diversi dubbi dato che durante l’aggressione avrebbe calzato un berretto e degli occhiali da sole proprio per non farsi riconoscere. La donna è chiaramente sotto choc e vicino a lei ci sono costantemente il fratello e alcuni familiari. All’interno dell’abitazione, intanto, sono state ritrovate alcune impronte digitali. Potrebbe essere la traccia decisiva.
Alan Conti

venerdì 30 agosto 2013

Four You, linea verde in quartiere

È cominciata come un'idea di dieci colleghi, oggi è un'associazione che unisce 123 negozi del quadrilatero via Torino, via Dalmazia, via Palermo e via Milano che compongono il centro commerciale naturale indicato con "Four You". Un'esplosione piuttosto evidente per una realtà tradizionalmente difficile per i legami tra negozianti come quella bolzanina. Una realtà che può permettersi di presentare una campagna marketing stagionale con svariati aspetti di originalità condivisa. Non a caso alla presentazione ufficiale si presentano l'assessore comunale Judith Kofler Peintner e i provinciali Christian Tommasini e Thomas Widmann: la vetrina, insomma, è certificata. Il piano, comunque, prevede sedie colorate in ciascun esercizio commerciale, la mascotte "Frosch a forma di rana che si infila nei portachiavi e nei prodotti degli alimentari lungo la strada fino alle orme colorate sui marciapiedi che perimetrano il centro commerciale naturale. Tutto di un verde acceso.
Trovata l'unità associativa ora il prossimo step è quello della ricerca di un'uniformità estetica e di iniziative. Una nuova strada da segnare. Un'altra.
Alan Conti

Alloggi per anziani, feedback positivo

Un condominio per gli anziani, dotato di tutti gli standard di assistenza necessari. Questa la filosofia alla base dei 16 appartamenti costruiti in via Vintola 4 e i 18 di via Claudia Augusta 105 oggetto di una ricerca qualitativa promossa dall’Osservatorio per le politiche sociali e la qualità della vita comunale e presentata oggi in sala di rappresentanza. Positivi i feedback ricevuti con gli utenti che hanno apprezzato la possibilità di utilizzare servizi di cura all’interno dell’edificio in cui risiedono, oltre al piacere di condividere spazi comuni all’altezza come il centro diurno di Oltrisarco. Presente anche qualche indicazione critica per migliorare, ma come prevedibile ci si è concentrati di più nel comunicare quello che funziona. In ogni caso maggiore attenzione sarà posta agli elementi architettonici e strutturali, allo sviluppo di prestazioni ancora più individualizzate, la responsabilizzazione degli inquilini più attivi e la creazione di una rete sociale ancora più solida.
“Questo tipo di soluzione mi sembra la migliore per garantire una buona assistenza – le parole dell’assessore competente mauro Randi – e al contempo predisporre una sistemazione residenziale all’altezza. I feedback sono positivi quindi proseguiremo volentieri su questa strada. In questo modo evitiamo anche ricoveri impropri e risolviamo alcune emergenze abitative”.
Già previsto, in ogni caso, un ampliamento del progetto anche a Firmian, Casanova e ai Piani nell’area ex Reinisch. Curiosamente l’unico quartiere a rimanere fuori è Europa-Novacella, lo stesso che per anni ha lamentato l’assenza di una mensa per seniores. In fondo, della città, è solo quello dalla popolazione mediamente più anziana.
Alan Conti

Si presenta il Renon: "Non dimenticateci"

Non abbandonateci. La conferenza stampa dell'hockey Renon tenuta questa mattina presso il Parkhotel Holzner di Soprabolzano si trasforma ben presto in un accorato appello a media e appassionati. Il Bolzano, si sa, ha preso armi e bagagli per trasferirsi nel campionato internazionale della Ebel portandosi dietro tutti i riflettori e lasciando il campionato italiano un po' più in ombra. La differenza, per capirci, è quella che passa da Gardaland a un Luna Park, ma sull'Altopiano si sono impegnati per allestire un roster di ottimo profilo che possa puntare a uno storico tricolore capace di superare i campionati altrui. Ecco, dunque, che dagli spogliatoi di un'Arena Ritten rinnovata sopratutto nell'impianto di illuminazione spunterà davanti a tutti Chris Mason, portiere stellare per il livello italiano con un passato di Nhl a spizzichi e boccconi tra New Jersey Devils, Nashville Predators, St.Louis Blues, Atlanta Trashers e Winnipeg Jets. Con lui un roster che conta in difesa diverse giovani promesse agli indirizzi Max Ploner, Ivan Tauferer, Ruben Rampazzo affiancati da mostri sacri come Ingemar Gruber e terzini solidi del calibro di Travis Ramsay. In attacco la qualità dei vari Eric Johansson, Matt Siddall, Dan Tudin ed Emmanuel Scelfo si affianca al suggestivo ritorno in maglia bianconera di Luca Ansoldi.
In Italia l'avversaria con cui fare i conti pare a tutti gli effetti l'Asiago che occupa a ragione la posizione della favorita, ma mai come quest'anno le sorprese possono saltare fuori. Mentre i riflettori sono altrove i veri protagonisti potrebbero saltare fuori dall'ombra e allora sì che questo campionato può diventare indimenticabile.
Alan Conti

martedì 27 agosto 2013

Urzì: "Nuovo Carducci già inadeguato"

"Appena nato e già insufficiente ad ospitare tutti gli studenti del Carducci". È tranchant il giudizio che Alessandro Urzì esprime sul nuovo liceo di via Manci nel giorno della consegna ufficiale delle simboliche chiavi della scuola al dirigente da parte delle autorità amministrative di Provincia e Comune. "C'era tutto il tempo - scrive Urzì che, peró, non presenta alcuna cifra netta sull'esubero - per la Provincia per valutare la crescita di sviluppo e prevedere eventualmente qualche spazio in più per le future esigenze. Ci si è invece limitati a rigidi protocolli e così gli studenti dovranno usare i laboratori come aule normali. Addirittura i parametri di riferimento risalgono al 2009, nonostante l'assessore Florian Mussner affermi che il progetto sia stato calibrato in fase di esecuzione". Infine Urzì non si esime dal lanciare una nuova frecciatina al vicino polo bibliotecario. "La Provincia si è già premurata di cambiare la destinazione urbanistica del complesso scolastico Pascoli/Longon che sarà abbattuto dalle ruspe così ci ritroveremo con una scuola nuova già piccola e una struttura educativa che aveva risolto molti problemi di spazio per la scuola rasa al suolo". Costo totale: circa 110 milioni di euro. (a.c.)

Caso Don Carli, paga la Chiesa

500.000 euro alla presunta vittima e 100.000 euro a ciascuno dei genitori. Questo il conto che la sezione civile del tribunale di Bolzano ha presentato sulla scrivania della Diocesi di Bolzano e Bressanone e della parrocchia San Pio X per la vicenda che ha visto don Giorgio Carli accusato di violenza sessuale. L’iter processuale è noto e si articola attorno a un’assoluzione in primo grado, una condanna a sette anni e sei mesi di reclusione in secondo e un proscioglimento per prescrizione in Cassazione. Ora, però, arriva il sigllo pecuniario e la botta per la curia non è di quelle leggere: 700.000 euro totali dovranno andare alla donna, all’epoca minorenne, e ai suoi familiari. Una scelta che ha ovviamente causato reazioni differenti e speculari. “La sentenza è probabilmente la prima di questo genere in Italia – le parole dell’avvocato della donna Gianni Lanzinger – e consente, almeno in parte, una forma di risarcimento morale”. Piccata, invece, la diocesi che si dice “sorpresa e delusa di una decisione che risulta incomprensibile dal momento che nessuno è stato né condannato né accusato. Non solo – continua la nota diocesana – si ignora totalmente il fatto che durante il processo lo stesso vescovo Wilhlelm Egger avesse ammesso di non conoscere affatto le accuse mosse contro Giorgio Carli negli anni dal 1991 al 1994.
Alan Conti

Consegnato il nuovo Carducci

Salutano architetti, ingegneri e operai ed entrano studenti, professori e bibliotecari. Consegnato oggi ufficialmente il nuovo liceo classico Carducci in via Manci a Bolzano con tanto di cerimonia ufficiale alla presenza del presidente della Provincia Luis Durnwalder, gli assessori provinciali Christian Tommasini e Florian Mussner e il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli.
L'edificio, dunque schiude le sue porte e svela le 31 aule, locali secondari, uffici amministrativi, due palestre, la biblioteca e le aule speciali e dei professori. Occhi dei curiosi anche all'interno oltre che all'esterno per scoprire il progetto firmato dallo studio "Karl + Probst" di Monaco di Baviera. Le aule speciali e la Magna sono esposte verso via Manci utilizzata quasi come vetrina al pubblico, mentre i corridoi e la scala incastrate al centro del blocco conducono a tutte le aule disposte perpendicolarmente alla stessa via Manci. Al piano terra tutte le strutture dalla natura più pubblica quindi amministrazione e biblioteca oltre che l'aula magna, mentre i piani superiori sono più orientate sulla didattica.
"L'autonomia si concretizza anche in queste opere - le parole del presidente della Provincia Luis Durnwalder - che rappresentano veramente il futuro della nostra terra. Sono sempre orgoglioso quanto riusciamo a portare a termine passi del genere". "Vogliamo offrire ai nostri giovani - gli fa eco Tommasini - le migliori strutture con laboratori che rappresentano il massimo della specializzazione. E' la strada per uan didattica migliore accompagnata da una sempre maggiore apertura verso l'esterno". Del Carducci è stato allievo anche il sindaco: "Dentro queste mure si compieranno pezzi importanti della storia personale di moltissimi giovani bolzanini, proprio come è stato per noi. L'apertura alla cittadinanza è certamente importante, ma il ruolo centrale di un liceo storico per la città deve rimanere quello della formazione". "Non tutti credevano - chiude la carrellata Mussner - a un edificio costruito in tempi così rapidi. Siamo contenti di esserci riusciti”.
Non facile per i tecnici inserire in fase di esecuzione una palestra e qualche aula in più, frutto del repentino aumento degli studenti ormai arrivati a quota 720. A livello architettonico, invece, questa struttura di 40.300 metri cubi costati 20.446.000 euro in meno di tre anni di lavoro poggia sul gioco dei contrasti tra materiali freddi e caldi o superfici lisce e ruvide. Non ci dovrà essere contrasto, infine, con il polo bibliotecario con cui sul lato est è stato previsto un collegamento. Pare impossibile che un edificio costi un quarto dell'altro.
Alan Conti

venerdì 16 agosto 2013

Viaggio nel nuovo Carducci

Un cubo moderno screziato da aperture di vetro e scorci della vita di scuola. Un interno, ampio, di grande respiro che sembra fatto apposta per proporsi come scenario di cultura, amicizie o relazioni. Sono scesi i veli del nuovo liceo classico Carducci che finalmente si è mostrato ai bolzanini nel suo aspetto esterno che su via Manci, indubbio, restituisce un colpo d'occhio decisamente differente rispetto a prima. Già da fuori, comunque, si avverte la sensazione che sarà poi conferma all'interno: ogni dettaglio è studiato per essere all'avanguardia. Le classi, per esempio, sono tutte dotate di tripla lavagna a pennarello, con tanto di strumenti geometrici, ma anche videoproiettore e interfono. Molte di loro possono contare anche sulla cosiddetta Lim, la lavagna digitale di ultima generazione. Stiamo parlando solo delle classi ordinarie perché quelle speciali godono ciascuna di strumenti specifici all'uso. Due sono le palestre e al terzo e ultimo piano ecco una terrazza per la ricreazione che sembra una di quelle che si vedono nei cafè design dei centri storici. Le scale dominano il corpo centrale unendo tutta la scuola in un unicuum dagli uffici amministrativi delle segreteria al piano terra fino, appunto, alle terrazze. Per ritrovare una traccia del passato, giusto a voler concedersi un pizzico di nostalgia quanto basta, basta dare un'occhiata all'aula magna dove l'influenza di quella che fu è evidente. La qualità architettonica è lampante, ora sarà necessaria testarne la funzionalità quotidiana.
L'inaugurazione ufficiale per il pubblico è fissata al 27 agosto mentre l'entrata a regime pieno sarà il 5 settembre con l'inizio della scuola. 720 alunni sciameranno in 31 classi per scoprire il nuovo edificio da 44.300 metri cubi realizzato in due anni e costato alla Provincia 20 milioni di euro. Un'opera che rispetta la classica tradizione cubica del liceo bolzanino e promette davvero bene a un costo quattro volte inferiore del futuro polo bibliotecario.
Alan Conti

Seab chiusa per il ponte: è protesta

Se proprio non va la stampante basterebbe un pennarello, mal che vada una penna. Un drappello di cittadini infuriati si è presentato questa mattina davanti alla Seab protestando vivacemente per la chiusura degli uffici amministrativi dell'azienda. Niente relazioni con il pubblico di venerdì 16 che il maxi ponte ferragostano non si butta nel bidoncino. In azione solo l'ufficio tecnico il che, in piena modifica del sistema di raccolta, pare abbastanza normale. Per il pubblico che tempesta giornalmente di domande le redazioni, figuriamoci la Seab, porte sbarrate e nemmeno un cartello.
Dunque il cartello, che in questi giorni mettono persino i benzinai, è la miccia per accendere un'insoddisfazione latente e palese e la difesa appare quasi comica. "L'hanno scritto i giornali" ribatte il responsabile del servizio ambientale Francesco Gallina presupponendo un obbligo automatico della loro lettura. Forse oltre alla stampa bisogna rivolgersi anche direttamente al proprio pubblico. Chiedersi perché la cittadinanza lamenti poi scarsa informazione generale rischia di diventare retorica. (a.c.)

La Bolzano della solidarietà per salutare Tranquillini

Chiesa gremita questo pomeriggio a Regina Pacis per l'ultimo saluto a Gregorio Tranquillini. Una vita spesa in favore degli altri che ha trovato rappresentazione al fianco all'altare con gli stendardi di Admo e Aido, ma anche nei tantissimi abbracci che stringono la moglie e i due figli nel difficile momento delle lacrime. Diverse anime della città hanno voluto esserci, ancora increduli per una morte di quelle che colpiscono all'improvviso, senza darti un preavviso e tantomeno una spiegazione. Il suo impegno nel lavoro da elettrotecnico, da sindacalista e da volontario hanno trovato unità tra i banchi di una chiesa come nella sua vita. A porgere le proprie condoglianze, tra gli altri, i consiglieri comunali Primo Schönsberg, Enrico Lillo e Ubaldo Bacchiega così come l'ex segretario provinciale della Cgil Lorenzo Sola. La Bolzano che si spende per gli altri ogni giorno senza sosta, oggi si è spesa per lui lasciando anche un pensiero o un ricordo scritto. Si è fermata per un abbraccio a chi rimane ad affrontare un vuoto dentro sè, ad aiutare: come piaceva a Gregorio. (a.c.)

Galleria del Virgolo, tir in panne e Arginale a singhiozzo

Un camion della ditta Santini è rimasto bloccato nella corsia nord della Galleria del Virgolo sull'Arginale causando pesanti ripercussioni sulla viabilità cittadina. Intorno alle 15.30, infatti, la polizia municipale ha attivato il blocco degli accessi da viale Trento e predisposto la corsia alternata lungo la galleria. Inevitabile la formazione di code abbastanza lunghe nei tratti prima dei due accessi, ma anche lungo le strade e i ponti che insistono sull'Arginale. Il relativo traffico d'agosto, inoltre, ha aiutato. Il camion è stato agganciato da un rimorchio di soccorso mentre i vigili del fuoco si sono adoperati per ricoprire di ghiaia una lunga striscia oleosa fuoriuscita dal tir. Nel giro di un'ora le operazioni si sono concluse consentendo il ripristino rapido della normalità.(a.c.)

giovedì 15 agosto 2013

Chiostro del Duomo, un piccolo gioiello

Un camminatoio di grande eleganza dove una buona  fetta di questa terra poggia le spalle su quindi arcate ornate di affreschi gotici. Quale giorno migliore di Ferragosto per andare alla ricerca di angoli non troppo frequentati che rivestono importanza storica godendo di bellezza artistica come il chiostro del Duomo di Bressanone. Un angolo di Alto Adige che forse viene un po’ troppo dimenticato dagli altoatesini rispetto all’attenzione dei turisti. La struttura è del X secolo, gli affreschi del XIV e XV secolo e sui lati lem lapidi di canonici e importanti personalità dell’epoca che hanno segnato la direzione della storia locale. Un piccolo gioiello da esplorare.
Sono più i turisti, in ogni caso, gli interessati alla visita mentre gli altoatesini, al netto di qualche ecclesiastico, latitano.
Dal Duomo, poi, si può entrare all’interno della Chiesa di San Giovanni che raffigura il sinodo del 1080 e soprattutto Damaso II, vescovo di Bressanone divenuto poi papà. Partendo da questo portico ha poi afferrato le redini del mondo. (a.c.)

Nel telegiornale di oggi l'intervista al responsabile Johann Messner

Niente italiani sullo Sciliar? Non a Fiè

Un’estate con il fiato corto allo Sciliar a causa della mancanza di italiani sull’Altopiano. Questo il grido di allarme lanciato nei giorni scorsi da alcuni operatori della zona con un riferimento più a sensazione che statistico. Siamo saliti in uno dei luoghi simbolo del turismo nazionale, ma anche delle scampagnate degli altoatesini, per capire se e quanto stia cambiando la geografia politica di chi ci visita. Misurare, dunque, i riflessi della crisi del Belpaese. Le parole di chi di turisti ne vede passare a dozzine come un guidatore di carrozza e una titolare di un bar-albergo, però, vanno decisamente nella direzione opposta.
“Qui gli italiani non mancano mai e rispetto alle altre stagioni siamo pienamente in linea. Non ci lamentiamo. La nostra fortuna è di poter contare molto su una clientela molto tradizionale che torna di anno in anno. Siamo anche riusciti a costruire dei rapporti di amicizia duraturi che vanno oltre la crisi.

Gli italiani, dunque, continuano a essere elemento determinante del panorama  estivo di Fiè, anche se l’impossibilità di fare un’intervista in un ufficio turistico della zona per la scarsa dimestichezza con l’italiano degli operatori non è certo un bel segnale. Il turismo tiene e la contrazione è forse più limitata di quanto ipotizzato. Certo che a volte è forse un po’ facile dare tutta la colpa alla crisi tricolore e far finta di non vedere certi missili politici che dalla destra sudtirolese puntano verso Roma e che sfuggono a certi albergatori distratti dal tenere premuto il grilletto del lamento. (a.c.)

Delpero, il dramma in due ore e la polizia piange il suo ispettore

Due ore interminabili hanno spazzato via il sorriso montanaro di Walter Depero, 53enne ispettore capo della Digos, che ieri è stato colpito da una scarica di massi alla testa sul monte Lovello in Valle Aurina, esattamente dove Italia e Austria si guardano negli occhi. Due ore che emergono dalle ricostruzioni più dettagliate del dramma consumato ieri. In mattinata Depero decide di incamminasi da San Giovanni per la salita in quota fino ai 3.380 metri del Monte Lovello: sei ore di camminata. Con lui la moglie Hannelore e il figlio di lei, appena 17enne, a cui era legato da un affettuoso rapporto. Alle 11.30, però, a un centinaio di metri dalla vetta il poliziotto pare perdere l’appiglio scivolando e innescando una frana con un fronte tra i 5 e i 10 metri: alcuni sassi lo colpiscono alla testa e le condizioni paiono subito gravissime. Immediata la chiamata all’elisoccorso che data la gravità della situazione fila diretto verso l’incidente senza caricare gli uomini del Soccorso Alpino. Sul monte, intanto, la nebbia è un blocco fitto e per calare un soccorritore occorrono due tentativi e al momento di riportare sul mezzo ferito e operatore tutto si complica e il Pelikan 2 non ce la fa. Deve lasciare il piccolo gruppo sul monte: figlio, compagna, soccorritore e Walter che lotta contro la morte. Le condizioni migliorano solo 120 minuti dopo, ma Depero ha già reso le armi. Gli uomini del Soccorso Alpino, infatti, risalgono il monte partendo solo da 500 metri più in basso dove ha potuto lasciarli l’elicottero. Solo dopo altre due ore, alle 16, si riesce  a riportare a valle la compagna e il figlio talmente travolti dallo shock che per lungo tempo non riescono a fornire le generalità di Walter che con sé non aveva documenti. Nulla da fare, invece, per il corpo che è stato lasciato in quota la notte per recuperarlo oggi. A Bolzano lascia la madre e un fratelloi. In Questura arriva il ricordo dei colleghi e il fiato spezzato per una delle memorie storiche della questura del capoluogo: dall’85, infatti, curava i rapporti con il mondo tedesco date le sue origini in valle Aurina. Schuetzen, destra tedesca, associazioni ed enti di quell’area politica lo rispettavano e stimavano come referente Digos. Un uomo di raccordo e del dialogo che amava la sua terra: perderlo non fa male solo a chi lo conosceva, fa male a tutto l’Alto Adige.
Alan Conti 

Canguro, il fallimento prima del bidoncino

Allora in pochi se ne accorsero, ma il primo passo verso il bidoncino fu il canguro di piazza Matteotti. Inaugurato in pompa magna qualche anno fa e salutato come la sperimentazione in grado di dare nuove prospettive al sistema di raccolta rifiuti cittadini oggi questo bidone interrato oltre che un foro per terra, pare più un buco nell’acqua. Disfunzioni, letture errate delle tessere magnetiche, difficoltà nel conferimento e cambio di schede sono solo alcuni degli intoppi denunciati dai residenti della zona. Già perché per una manciata di condomini sulla piazza questo sarà il bidoncino vero e proprio che, a differenza del resto della città, continuerà ad essere su base familiare e non condominiale. Mentre il dirigente dei servizi ambientali di Seab Francesco Gallina, in ossequio al mantra dell’ottimismo a ogni costo sfoderato in questi giorni, spiegava al giornale “Alto Adoge” come tutto fosse perfettamente funzionante qualcuno in zona la pensava in modo diverso.
“Purtroppo non funziona mai – racconta un residente – e la situazione è piuttosto caotica. Anche oggi è tutto inchiodato, ma ormai ci stiamo facendo l’abitudine se non fosse che adesso si tratta del nostro bidoncino condominiale. Purtroppo una volta constatato il malfunzionamento sul posto siamo costretti a riportarci a casa tutta l’immondizia. Noi perché cerchiamo di essere il più possibile civili, ma molti esausti abbandonano il sacchetto per strada, a fianco al canguro”.
La consigliera comunale di Fratelli d’Italia Mariateresa Tomada, intanto, ha raccolto le lamentele di altri residenti scocciati per la mancata informazione da parte di Seab di un cambio delle tessere magnetiche che ha messo fuori uso le vecchie senza inviare le nuove per posta, ma costringendo gli inquilini ad andare a recuperarle direttamente in via Lancia. Sarebbero dettagli, probabilmente, di fronte a un meccanismo perfettamente funzionante come quello descritto da Gallina senza riscontri negli utenti. Con una differenza: quelli che lo usano sono i secondi.
Alan Conti


La difesa dell'ex Agadir: "Non siamo pericolosi

Una rissa, dodici punti alla testa, sangue e di colpo viale Trento ripiomba nella polemica e nel vortice del Café Agadir pericoloso. Le rimostranze dei residenti sono note, risalgono a mesi e anni fa e l'episodio, chiaramente, é tornato a preoccupare perché la violenza in pieno giorno non può passare inosservata. Il tentativo, peró, è quello di passare al di là del bancone e provare a capire e comprendere che tipo di atmosfera o frequentazione orbiti intorno al discusso locale. Basta poco per scoprire due aspetti nuovi che non sono proprio dettagli: il bar non si chiama più Agadir, ma Gazum perché è cambiata la gestione e i nuovi titolari hanno cercato di smarcarsi da episodi e polemiche precedenti. È il fratello del gestore vittima dell'aggressione ad accoglierci con disponibilità per poi passare la parola a un avventore con più dimestichezza con l'italiano. 
"Per noi trovarci qui è qualcosa di quasi sacro. Non esagero, provate a chiedere ai vostri nonni o ai vostri genitori che magari hanno un passato da emigrati e sapranno spiegarvi cosa significhi. Non facciamo nulla di straordinario nè di male: semplicemente ci troviamo nel locale a bere caffè o the e parlare di noi, delle nostre vite. Come si fa in qualsiasi altro bar". Però in passato non tutto è stato poi così tranquillo: "No, vero, ma spesso c'è gente che viene apposta per innescare confusione. Si tratta di individui e non di rapporti tra nazionalità o etnie". I residenti, però, sono scocciati e impauriti. "Lo sappiamo, ma noi non saremo mai dalla parte delle persone che vengono qui per provocare e non intendono vivere in pace. Sarebbe anche bello poterlo spiegare a chi abita qui". Avete mai avuto modo di colloquiare, fosse anche solo per conoscervi meglio? "No, mai, ma le porte del dialogo qui sono aperte per tutti".
Si chiariscono, intanto, alcune tensioni pregresse che potrebbero anche essere alla base del violento screzio di ieri. Non correrebbe buon sangue, infatti, tra il bar e alcuni commercianti di via Marconi. Secondo chi si affaccia al bancone la ricerca della rissa sarebbe proprio funzionale a screditare il nome del locale sui media. La fine del Ramadan di qualche giorno fa, inoltre, contribuisce a qualche eccesso alcolico, ma è proprio parlando con chi frequenta il Gazum che si scopre un altro dettaglio non di poco conto: il bar, per scelta, non serve alcun tipo di bevanda alcolica. Da una parte la voglia di evitare problemi di sorta dall'altra, indubbio, motivazioni religiose. A Bolzano, peró, quanti altri locali si contano che hanno fatto la medesima scelta?
Alan Conti

Caduta di venti metri, forte trauma cranico

Un piede in fallo e una caduta di una ventina di metri sono costati a una turista germanica di 40 anni un serio trauma cranico. La donna stava salendo il sentiero 18 che parte dalla stazione della funivia di Obereggen e sale fino alla Forcella dei Camosci sul Corno d’Ega nel gruppo del Latemar. L’incidente è avvenuto alle 10.20 di questa mattina a circa 2.400 metri d’altezza e ad intervenire con il verricello è stato l’elisoccorso dell’Aiut Alpin Dolomites insieme al Soccorso Alpino di Nova Levante. La donna è stata trasportata all’ospedale San Maurizio di Bolzano e le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni. Rilievi di legge affidati ai Carabinieri.(a.c.)

mercoledì 14 agosto 2013

Bolzanino muore centrato da un sasso sul Lovello

Un piede in fallo e una caduta di massi che lo ha travolto. Ha perso la vita così un escursionista che si trovava oggi a quota 3.300 metri sul Monte Lovello esattamente al confine tra Italia e Austria in valle Aurina. Non semplice il recupero del corpo da parte degli uomini del Soccorso Alpino e del Pelikan 2 mentre la ricostruzione della dinamica dell’incidente è stata affidata agli uomini dell’Arma dei Carabinieri. Secondo le prime informazioni in arrivo dal luogo dell’incidente la vittima sarebbe un bolzanino, ma ancora le operazioni non sono del tutto concluse. (a.c.)


Piani, fermata banda di ladri di rame

Hanno approfittato del periodo estivo per introdussi in una ditta dei Piani di Bolzano e sottrarre un discreto quantitativo di cavi di rame, ma ad aspettarli, a Mezzanotte di ieri, hanno trovato gli uomini del Nucleo Operativo Radiomobile dei Carabinieri di Bolzano. Cinque cittadini rumeni, di età compresa tra i 28 e i 43 anni e tutti senza fissa dimora, sono stati così denunciati a piede libero  per tentato furto in concorso.(a.c.)

Lavoro giovanile, La Destra chiede le quote verdi

Dalle quote rosa alle quote verdi. La Destra ha presentato oggi la propria ricetta per provare ad uscire dalle secche della crisi occupazionale giovanile. Una lista di proposte che, va da sé, non si coniuga affatto con quella stilata dall’assessorato al lavoro provinciale e che muove da due dati preoccupanti: dal 2002 al 2007 gli occupati tra i 20 e i 29 anni sono diminuiti del 20% mentre negli ultimi due anni sono quasi raddoppiati i disoccupati della stessa fascia d’età. Per il partito coordinato localmente da Mauro Minniti la via d’uscita è si trova in una quota di posti che le aziende destinano ai ragazzi ricevendo in cambio sgravi fiscali. Dal punto di vista imprenditoriale, invece, tutto passa attraverso meccanismi di prestito a interessi zero.
Intervista Mauro Minniti
Intervista Alfonso Ponticelli, responsabile regionale gioventù italiana
A completare il disegno di legge in attesa del suo cammino istituzionale si trovano anche impegni per una formazione di qualità, consulenze di orientamento, innovazione della formazione professionale e agevolazioni per l’accesso al credito. Difficile trovare la formula magica: al momento basterebbe trovare il pedale del freno.(a.c.)

Aperti sei infopoint per disabili

La parola è lì, sempre a disposizione e talmente comune da rischiare di passare sottotraccia eppure le potenzialità di questo strumento rimangono di primaria importanza. La cooperativa sociale Handicar, in collaborazione con l’associazione “Lebenshilfe” e l’Arbeitgemeinschaft fuer Behinderte cerca di sfruttare a pieno queste potenzialità puntando forte sui colloqui e sull'informazione per affrontare le difficoltà della disabilità dalla doppia prospettiva del disabile e del familiare. Nascono così i “Social Infopoint”, sei punti di riferimento dislocati in tutto il territorio della Provincia che offrono colloqui di orientamento su vari aspetti della vita sociale di chi è colpito da queste difficoltà: dal lavoro alla sanità passando per il semplice supporto psicologico. Per ogni esigenza, oltretutto, funzionano da vero e proprio centro di smistamento verso gli uffici pubblici competenti.
Sei dunque gli Infopoint a disposizione che si trovano esattamente a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Silandro e Caldaro. Per conoscere gli esatti indirizzi il sito da consultare è www.social-infopoint.it. Per riscoprire fascino e forza della parola. (a.c.)

Spacciava sul Talvera, arrestato

La Squadra Mobile della Questura di Bolzano ha arrestato un cittadino  nigeriano di 34 anni per spaccio in flagranza di reato. Appostati sulle Passeggiate del Talvera, infatti, i poliziotti hanno visto una ragazzina di 16 anni avvicinarsi all’uomo sdraiato sotto una grande pianta con altri connazionali e acquistare 1,6 grammi di hashish in una busta. Testimoniata anche la consegna di una banconota. Immediato è scattato l’arresto dell’africano mentre la giovane è stata bloccata e le è stata confiscata la sostanza stupefacente. (a.c.)

"Non fate il bagno nei fiumi, troppo pericoloso"

Ferragosto si avvicina e la voglia di buttarsi nell'acqua durante le tradizionali scampagnate rischia di essere intensa. Pensateci bene, peró, se vi trovate al cospetto di un fiume perché la recente cronaca che ha visto tre ragazzini inghiottiti dalle acque dell'Adige a Cavarzere in provincia di Venezia deve essere un monito anche poco più a nord. Il Talvera talvolta viene utilizzato come piscina di fortuna, sul Passirio è stata addirittura costruito un terrazzamento da spiaggia che sembra quasi invitare all'ingresso, ma il pericolo è davvero dietro l'angolo. I rischi sono tanti e si chiamano freddo, correnti e dighe e nemmeno i cani, per quanto sia ormai brutta abitudine lasciarli andare, sono immuni.
Il servizio di soccorso acquatico dei Vigili del Fuoco di Bolzano conta su 30 pompieri, mentre i sommozzatori sono 5, tutti brevettati professionisti. Gli interventi nella stagione estiva sono circa una trentina: significa uno ogni tre giorni.
Per capire la portata del rischio, peró, bastano un paio di dati. Le acque dei nostri fiumi hanno una temperatura media di 10-11 gradi, il che significa che nudi o vestiti il corpo resiste senza crampi la miseria di un minuto. Il tempo di intervento fisiologico dei vigili del fuoco sul territorio è di 3 minuti e già 11 minuti rischiano di essere fatali. Non solo, quando il fiume incontra degli ostacolo crea della controcorrente invisibile in superficie che non è controllabile preventivamente. Si innescano mulinelli che possono trascinare in profondità persino chi è dotato di salvagente professionale. Praticamente nessun fiume altoatesino, inoltre, è libero dalla presenza di dighe e badate bene che il rilascio delle piene non avviene affatto a tempi stabiliti e il massimo della segnalazione sono le sirene in alcuni paesi. Nel caso proprio doveste finite preda della corrente, infine, meglio avere il sangue freddo di non contrapporsi ma lasciarsi trasportare perché i nostri corsi hanno spesso insenature più calme. Certamente una reazione da sangue freddo molto complessa da mettere in atto nel panico, ma un modo migliore per evitarlo c'è: non immergersi.

Cassa self service al supermercato, rischio disoccupazione

In principio fu la macchina a vapore e oggi, coniugando il tutto alla modernità, ci troviamo di fronte alle casse che più che automatiche sono autogestite. A sollevare il caso è Alessandro Urzì di Alto Adige nel Cuore che ha rilevato come la catena Aspiag abbia introdotto un nuovo sistema di pagamento attraverso casse completamente autonome dove sono gli stessi clienti a battere i prodotti sul lettore del codice a barre e poi pagare attraverso un tipico meccanismo di self service. “Contestualmente a questa introduzione – le parole di Urzì – è venuta a calare la presenza di cassieri nelle postazioni tradizionali. I clienti, oltretutto, vengono palesemente invitati a servirsi del nuovo sistema, anziani compresi”. Ovvie le difficoltà e le preoccupazioni di sbagliare incappando poi nelle maglie dei controlli a campione che vengono fatti, ma a intimorire Urzì sono più che altro i riflessi occupazionali. “Mi auguro non si tratti di un sistema che porti alla creazione di nuovi disoccupati. Non solo, a fronte di uno sgravio di lavoro e spesa della catena che demanda tutto al cliente i prodotti caleranno di prezzo? Qual è il vantaggio per i consumator? Altri grando distributori come Poli hanno introdotto meccanismi di auto battitura, ma non prevedono mai la sostituzione in toto della risorsa umana dietro la cassa”. Pare un dettaglio, forse futuribile, ma andate a chiedere cosa ne pensavano della macchina a vapore nel 1768.
Alan Conti

martedì 13 agosto 2013

Perini: "Bacchiega è falso"

“E’ assolutamente falso quanto riportato da Ubaldo Bacchiega che invito ad essere cauto nell’usare termini come mobbing o licenziamento senza essersi documentato a dovere”. E’ stizzita la replica che il direttore dell’Istituto promozione lavoratori Stefan Perini rivolge al referente comunale per le disabilità. “E’ falsa - scrive Perini – l’affermazione secondo la quale la dipendente dopo molti anni sia stata licenziata. La signora fa tutt’ora parte dell’organico e ha chiesto lei stessa un trasferimento all’Ufficio personale della Provincia il 24 marzo scorso. L’Ufficio le ha proposto una nuova collocazione ed è ancora in attesa di una risposta. Falsa è anche l’affermazione secondo la quale Bacchiega avrebbe raccolto tutte le informazioni, dato che il nostro contatto si è limitato a una telefonata effettuata ieri e interrotta ancor prima che potessi esprimermi appieno”. Si chiarisce, intanto, la cornice entro la quale è montato il caso: dopo il cambio del direttore sarebbe stata avviata una progressiva riorganizzazione dell’istituto il che, evidentemente, ha innescato più di qualche tensione.
Alan Conti

In via Torino piovono calcinacci

Pericoloso crollo di calcinacci oggi verso le 13.30 quando dal soffitto di una struttura di via Torino a Bolzano si sono staccate alcune grosse pietre piombate a terra con violenza in corrispondenza di uno stallo a pagamento lungo la strada. Fortunatamente nessuna auto era parcheggiata in quel momento sul posto e, ancor di più, nessun passante ha rischiato di farsi male. Coinvolti i vigili del fuoco di Bolzano che hanno controllato la situazione e ripristinato le condizioni di sicurezza, anche se l’area è rimasta a lungo transennata con il nastro biancorosso per evitare il passaggio di pedoni.

Maxi tamponamento in A22, coinvolti 13 mezzi

Due maxi tamponamenti conseguenti hanno spaventato e bloccato oggi decine di viaggiatori sull’Autostrada del Brennero. Tra il chilometro 101 e 102 della corsia nord, grosso modo all’altezza dell’ingresso del casello di Egna/Ora, si sono dapprima scontrate otto vetture partendo dalla corsia di sorpasso e, in un secondo momento, altre cinque sono state coinvolte nel tentativo di evitare le lamiere. Un totale incredibile di 13 mezzi. Particolarmente coinvolti due minibus e cinque auto, ma nessuno degli occupanti è rimasto incastrato nel mezzo. Due tedeschi di Monaco hanno riportato ferite di media entità, mentre una signora 56enne di Mantova ha ricevuto una diagnosi di media gravità. I vigili del fuoco volontari di Egna hanno provveduto al trasporto di tutti i coinvolti nell’incidente a Bolzano. Pesanti le ripercussioni sulla viabilità con l’immediata formazione di sei chilometri di coda. L’intervento ha visto protagonisti anche i vigili del fuoco del corpo permanente di Bolzano, la Croce Bianca di Egna, Salorno e Bolzano, la polizia autostradale e il servizio strade dell’A22. (a.c.)

Task force comunale anti sacchetto: decine di multe

Il nuovo sistema di raccolta rifiuti sta procedendo benissimo, i bolzanini lo hanno compreso e nel giro di poco sarà assimilato con impennata conseguente della raccolta differenziata e l’allarmismo è colpa di chi ha voluto soffiare sul fuoco della confusione. Il sindaco Luigi Spagnolli nel consueto appuntamento dopo la giunta del lunedì ha sfoderato tutto l’armamentario della vetrina luccicante sull’ingresso in città dei bidoncini eppure un fatto concreto che sfoca l’idillio pare affacciarsi: il Comune ha dovuto predisporre una vera task force anti abbandono dei sacchetti per strada. A fronte di un sistema che pare più oliato dei motri Ferrari si scopre in un nostro servizio che Seab ha messo a punto un servizio apposito di recupero sacchi abbandonati mentre guardie e polizia ambientale sono impegnate nell’elevare addirittura decine di giustissime multe a chi imbratta per terra.
“L’imbrattamento del suolo sarebbe addirittura un reato penale, noi intanto provvediamo a punire con sanzioni e multe. Ne abbiamo elevate già a decine. Per risalire ai responsabili ci sono vari modi: etichette nei sacchetti, ma anche testimonianze di chi abita in zone e anche osservazioni di nostri agenti in borghese distribuiti sul territorio”.
Intanto la giunta ha deliberato l’acquisizione del sedime di piazza Don Bosco che dovrà portare alla riqualificazione dello spiazzo con l’innesto di un piccolo parco sulla falsariga di quelli presenti nelle piazze Mazzini e Adriano. Non è passata inosservata, intanto, la ricerca di mercato avviata da Renè Benko preso i proprietari di alloggi in via Garibaldi salutata, comunque, per quella che è ovvero un sondaggio imprenditoriale. Qualche sopracciglio in più lo ha alzato, invece, la condanna in primo grado per corruzione afflitta a Benko in Austria.
“In Italia non abbiamo nulla da insegnare sul ricoprire ruoli di responsabilità pur essendo soggetti a condanna. In ogni caso va attesa una sentenza definitiva, ma deve essere previsto uno specifico impedimento a procedere nelle azioni imprenditoriali come quella configurata su Bolzano. In quel caso non faremmo nemmeno un passo, ma siccome così non sembra non vedo particolari imbarazzi. Altrimenti dovremmo accettare la regola che chi è condannato debba direttamente morire perché non può più fare nulla”.
Le sentenze, insomma, in questo caso vanno prese con la massima cautela mentre sul bidoncino si può anche viaggiare ad altre velocità con l’ottimismo. Intanto fioccano le multe. A decine.
Alan Conti

Tre destini per i vecchi bidoni verdi

Accertato il destino dei bidoni metallici, restava in sospeso il futuro di quelli plastici. Ebbene è la stessa Seab a chiarire velocemente una domanda che è circolata veloce in città. Un destino che è uno e trino considerando che tre sono le possibili destinazioni dei cassonetti secondo il grado di conservazione e utilizzabilità. Nel caso di stato degenerato e inutilizzabile, chiaramente, i bidoni sono stati avviati al riciclo immediato, ma se ancora utilizzabili ecco che per il verde agricolo di Laives il riutilizzo è presto servito. Nei casi migliori, ovvero quei cassonetti perfettamente integri, si è provveduto invece a  installare l’ormai famosa serratura per trasformarli in bidoncini. Una scelta che ha sollevato alcune polemiche, un filo esagerate, tra chi sperava di avere in dotazione qualcosa di nuovo. Un’ultima annotazione, invece, riguarda ancora i bidoni metallici perché secondo Seab prima di avviare il bando di distruzione e compattamento vinto da Lamafer, è stata effettuata un’indagine di mercato presso le amministrazioni che ancora le hanno in uso per provare a venderli, ma la consultazione non ha portato a nulla. La scelta, dunque, sarebbe stata obbligata. Stabilito il futuro, più o meno glorioso, dei vecchi bidoni  gli ultimi aspetti ancora in sospeso sono tutti i dati e i dettagli delle vendite e delle quantità di cassonetti riutilizzati o distrutti. Probabile possano emergere solo tra qualche tempo, magari in seguito a un’interrogazione in consiglio comunale perché non serve essere particolarmente veggenti per comprendere che arriverà a stretto giro di posta.
Alan Conti

Spaccata in via Cagliari, arrestato il ladro

I Carabinieri di Bolzano hanno arrestato questa notte un cittadino tunisino di 32 anni che si è reso protagonista di un tentativo di furto all’interno del bar “White Cafè” di via Cagliari. Entrato nel locale l’uomo ha tentato di forzare dapprima alcune slot machines presenti per poi concentrarsi sui registratori di cassa. Il tutto, però, non proprio con grande rapidità e destrezza dato che i rumori hanno allertato i vicini che hanno chiamato gli uomini dell’Arma che prontamente cono intervenuti assieme a una Volante della Questura e lo hanno individuato. Inizialmente il nord africano ha cercato di nascondersi sotto il biliardo, ma ben presto gli agenti lo hanno immobilizzato. Non è la prima volta che il 32enne si rende protagonista di un episodio simile e ora dovrà risponderne davanti all’autorità giudiziaria.

Bacchiega shock: mobbing per la polio

A rischio licenziamento dall’Istituto Promozione Lavoratori di Bolzano perché non più in grado di svolgere le proprie mansioni a causa di una grave forma di poliomelite. E’ l’accusa shock presentata oggi dal consigliere comunale in quota Pd Ubaldo Bacchiega, referente dell’amministrazione per le disabilità, che chiama pesantemente in causa il lavoro pubblico e un istituto che, teoricamente, dovrebbe perseguire obiettivi diametralmente opposti. Non a caso l'Istituto ha già rispedito al mittente le accuse ribattendo che la 58enne è a pieno titolo nella pianta organica.
Incredibilmente a Bacchiega sarebbero arrivate anche altre segnalazioni di casi simili. Uno coinvolgerebbe addirittura un medico affetto da distrofia muscolare all’ospedale di Bolzano. Restano da attendere le conferma ufficiali e forse si spera che non arrivino mai.

Capannoni abbandonati, la Provincia non sa nemmeno quanti siano

Pare incredibile, eppure la Provincia non ha in mano un vero e proprio censimento dei capannoni vuoti in città. I Freiheitlichen hanno avanzato questa mattina in conferenza stampa una stima tra i 110mila e 150mila metri quadri il che, evidentemente, rappresenterebbe una fetta non indifferente di Alto Adige lasciato totalmente al suo destino. Su questo aspetto, così come in vista di un possibile raccordo con aziende che, al contrario, potrebbero avere necessità di spazi si basano i documenti ufficiali presentati dal partito della destra tedesca. 
Le nostre inchieste dei giorni scorsi hanno dimostrato come, solo a Bolzano, i luoghi dimenticati che si ergono a monumento del disagio e dell’abbandono siano diffusi in ogni singolo quartiere. La speranza è che le amministrazioni prendano di petto al questione, ma se nemmeno posseggono strumenti che possano in qualche modo catalogarli la strada pare ancora lunghissima. (a.c.)

Già distrutti i vecchi bidoni metallici


I vecchi bidoni già tutti demoliti, spariti, rivenduti. Le voci sul destino dei cassonetti stradali andati in disuso da qualche giorno in città si sono rincorse non senza la consueta dose di leggenda. Due le voci che è bene subito chiarire non essere veritiere: la prima è che il riciclaggio sia stato affidato interamente alla ditta "Santini", la seconda sta proprio in quell'interamente perché è ad essere spaccati e ridotti a blocchi sono anzitutto i cassonetti metallici. A vincere il bando indetto da Seab, per la cui visione, seppur pubblico, è necessario attendere l'espletamento delle pratiche di richiesta ufficiale, è stata la ditta trentina Lamafer ed è direttamente in azienda che ci spiegano concretamente che cosa avvenga ai cassonetti. 
Un appalto, comunque, che destava più di qualche interesse e che pare essersi deciso sul filo di lana. Secondo alcuni operatori, inoltre, la stessa Seab avrebbe effettuato una suddivisione preliminare tra i bidoni ancora utilizzabili e quelli da distruggere. Nel bando, infatti, alla ditta dovrebbe essere specificatamente imposta la distruzione vietandone la vendita. Difficile, infine, capire i contorni economici di guadagno di un'operazione che ha portato soldi nelle saccocce dell'amministrata comunale, della Lamafer e, in prospettiva, anche delle Acciaiere. Tris.
Alan Conti

lunedì 12 agosto 2013

Picchiano un ragazzo, denunciati due giovani bolzanini

Sempre i Carabinieri, questa volta della stazione di Appiano,  hanno denunciato due giovani in stato di libertà per aver percosso un giovane di 26anni all’interno di una nota discoteca. Si tratta di due bolzanini, di 22 e 24 anni, che in seguito a un diverbio futile hanno ripetutamente colpito la vittima al corpo e al capo procurandole ferite ed escoriazioni guaribili in venti giorni. Dovranno rispondere di lesioni aggravate in concorso.
Gli uomini della stazione di Senales, invece, hanno arrestato un pregiudicato 52enne senza fissa dimora, GM le sue iniziali, per furto aggravato delle elemosine che i fedeli avevano lasciato nella cassetta delle offerte della parrocchia Madonna di Senales. L’uomo, già noto ai militi per un episodio simile, è stato pedinato mentre si recava in paese e alla fine della funzione è stato colto mentre con una calamita cercava di recuperare il poco denaro presente nella custodia. L’uomo è stato portato presso il carcere di Bolzano.

Licheni, la mappatura scopre nuove specie

Sono i dettagli a fare la differenza, anche nei boschi altoatesini. Nello specifico si parla di licheni, organismi molto conosciuti di nome e assai meno di fatto, ma che sono fondamentali nel garantire equilibrio all'ecosistema ed anche testimoniare una certa qualità ambientale. Il Museo di scienze naturali ha promosso nel 2011 un progetto di ricerca dal nome lungo come i risultati sorprendenti che ha ottenuto. "Biodiversità, biomonitoraggio e conservazione dei licheni epifiti negli ambienti forestali della Provincia di Bolzano". Esiti di livello, dunque, perché sono stati individuate, tra le centinaie schedate, anche cinque nuove specie per il panorama italiano, dieci novità su livello regionale e addirittura una new entry di caratura continentale. La Rinodina Papillata scovata in un querceto di Laives, infatti, fino ad oggi risultava diffusa solo in Nord America e mai è stata trovata in Europa.
I licheni, dunque, sono traccia di una buona politica forestale e territoriale. Il che non è affatto un dettaglio.

In 700 per la centrale di Fontana Bianca

Operazione simpatia per Sel che cerca di uscire dalle secche degli scandali con iniziative come quella organizzata nella centrale di Fontana Bianca. Una giornata delle porte aperte che ha portato in val d’Ulitmo ben 700 visitatori incuriositi dai racconti dei tecnici della centrale che si sono impegnati per spiegare come l’acqua in movimento possa diventare la carica dei nostri cellulari o la luce delle nostre lampade. Un flusso che parte a 2500 metri di quota dal lago verde, artificiale, che viene rifornito da ghiacciai e nevai e rilascia lo scroscio 500 metri più in basso, verso il lago Pesce, di nuovo artificiale, creando energia. La centrale è ancora 650 metri più a valle ed è gestita da Se Hydropower, società al 60% di Sel e al 40% di Enel.
Dal 1949 al 1969 la realizzazione di sei laghi artificiali per alimentare quattro centrali ha segnato la storia della val d’Ultimo e a spiegare perché è bene accettare la creazione di bacini idrici dove Natura non li aveva minimamente previsti è direttamente il sindaco di Ultimo Beatrixd Mairhofer: "Inizialmente la gente non aveva accettato la costruzione di questi impianti e con il passare del tempo l'atteggiamento è migliorato. Iniziative come le porte aperte permettono di fare ulteriori passi nella direzione della giusta considerazione di opere importanti".
Tante, comunque, le domande poste dalla gente al personale della centrale
Davanti alla centrale, per l’occasione, è stato organizzato un mercato contadino con prodotti locali e assaggi. Insomma ci si gusta una delle realtà più efficienti di Sel e per il resto meglio berci su. (a.c.)

domenica 11 agosto 2013

Theiner tifoso alla prima del Bayern

L’assessore provinciale ed Obmann della Svp Richard Theiner non ha voluto mancare al battesimo della nuova stagione calcistica della sua squadra del cuore, il Bayern Monaco, a maggior ragione nell’anno dell’arrivo in panchina di Pep Guardiola. Così è tornato in quell’Allianz Arena che ben conosce e armato di sciarpa da tifoso d’ordinanza si è fatto riprendere in alcuni scatti nella pancia dello stadio e con il campo alle spalle. Foto pubblicate poi sul suo profilo Facebook con l’aggiunta della grande soddisfazione per la prima vittoria arrivata per 3-1 contro il Borussia Moenchengladbach. Non solo “un grande Ribery permette di sognare una stagione di altissimo livello” è lo stringato commento tecnico. L’Obmann è noto per la sua grande passione biancorossa e per una sua particolare scaramanzia: alla vigilia delle partite col Bayern vitatissimo ogni pronostico, a maggior ragione con i giornalisti. (a.c.)

Sesto Pusteria, alpinista muore precipitando in un crepaccio

La profondità del crepaccio è stata fatale a un alpinista precipitato oggi nella zona denominata “Inneren Loch” vicino a Sesto Pusteria. L’uomo era partito proprio dal paese pusterese per un’escursione estiva, ma una scivolata sul monte nevoso è stato l’ultimo passo che ha potuto concedersi. Con lui anche un gruppo di amici letteralmente sotto shock e immediatamente presi in consegna dall’assistenza spirituale della Croce Bianca. L’intervento sull’incidente è stato ad opera del 118 e del Soccorso Alpino che , purtroppo, hanno potuto solamente constatare il decesso e recuperare la salma con l’aiuto dell’elisoccorso Pelikan 2. I Carabinieri sono impegnati nella ricostruzione della dinamica.
Sesto Pusteria maledetta in questa domenica d’agosto perché prima delle 14 la località è stata teatro di un altro incidente molto pericoloso che ha coinvolto due appassionati di parapendio, maestro e allievo. Improvvisamente, infatti, i due sono precipitati, forse a causa di un colpo di vento e l’allievo, un uomo 44enne, ha riportato ferite alla colonna vertebrale e alla testa, ma non è stato giudicato in condizioni gravi o in pericolo di vita. Anche qui intervento di Croce Bianca e Soccorso Alpino con trasporto della vittima all’ospedale di San Candido.
Nessun aggiornamento invece giunge dalla clinica universitaria di Innsbruck dove risulta ricoverato in gravi condizioni il bambino indiano di tre anni che ieri ha infilato la manina nel tritacarne di un kebab gestito dai genitori. I medici mantengono ancora il più stretto riserbo e nella sua Lutago, come in tutto l’Alto Adige, si continua a trattenere il respiro.
Alan Conti

Gallo social gladiatore del bidoncino

Nell'arena dei social network il più strenuo gladiatore del nuovo sistema di raccolta rifiuti spunta a sorpresa ed è l'assessore Luigi Gallo. A sorpresa perché le sue competenze sarebbero di tutt'altro genere, dai lavori pubblici al personale, eppure non c'è post, commento, video o foto di critica al bidoncino a cui Gallo non riservi una risposta, una spiegazione finanche una piccata controbattuta. Il perché di tanto confronto lo spiega direttamente l'assessore: "Saró anche masochista dato che non si tratta nemmeno di una misura all'interno delle mie deleghe, ma di fronte ad alcune assurdità che stanno accadendo ci metterò sempre la faccia. Capisco che cambiare le abitudini non sia facile, ma spesso non ci rendiamo conto che i rifiuti costanti tantissimo e sostanzialmente si pagano due volte. Al momento dell'acquisto nella grande distribuzione e poi per il trasferimento o l'incenerimento". Il sistema di raccolta ideale di Gallo sarebbe un altro su cui ampiamente si è discusso e su cui l'amministrazione ha deciso di passare oltre, ovvero il sistema del porta a porta con tariffazione puntuale. "Quella sarebbe la soluzione che più mi piace: con tariffazione ultrapuntuale e misurazione personalizzata, ma non credo sarebbe stata accolta con maggiore favore".
Mentre gli altri rappresentanti della giunta sul tema stanno belli allineati e coperti concedendosi al massimo una puntata tutta costruita nel bunker casalingo di Seab, Gallo si butta nel sabbione virtuale dove, dato anche il momento, i dardi infuocati delle polemiche volano bassissimi. A dirla tutta non è nemmeno la prima volta che Gallo si mette in prima linea dietro alla tastiera. In una politica esagerata talvolta anche a livello di cittadini andrebbe rispolverato un antico valore: l'onore delle armi. 
Alan Conti

Viaggio nella Bolzano abbandonata e disperata

Lo sgombero di ponte Palermo, salutata con grande entusiasmo e sbandieramenti di efficenza, è solo la punta dell'iceberg di una Bolzano dell'abbandono, spesso immersa nel disagio. Una città ombra che cammina parallela a quella di tutti i giorni, a ridosso del luccichio proposto dai turisti. Muovendo i passi dal ritrovamento di ieri di un dormitorio d'emergenza all'interno della ex Speedline abbiamo girato lo sguardo della telecamera negli angoli più dimenticati del capoluogo. Nelle settimane dell'agitazione da bidoncino basta percorrere alcuni metri di via Einstein per accorgersi come sacchi neri e rifiuti di ogni genere punteggino i prati di quella che dovrebbe essere la nuova zona di espansione. Rimanendo in Zona industriale ecco la vecchia sede dell'Omnis dove all'entrata ci accolgono alcuni frigoriferi abbandonati e, incredibilmente, nel cortile interno uno scooter completamente sventrato. Targa abbondantemente rimossa, ma la presenza di qualche adesivo, le manopole personalizzate e il numero di telaio dovrebbero permettere di ricomporne in parte il destino. Verso il retro dell'edificio, ormai un rudere blindato, ecco fare capolino un giaciglio di fortuna di qualche senzatetto con vestiti ormai lerci e macchie nere che lasciano presagire piccoli fuocherelli di riscaldamento. Tappa a Oltrisarco dove all'interno dell'ex Anas tutto sembra sospeso fuori dal tempo. Garage e pompe di benzina che sembrano un set cinematografico d'annata introducono alle casupole rosse lasciato al loro destino da quasi un decennio. L'unico barlume di civiltà è la casetta abitata esattamente sotto la chiesa del Calvario. Per qualche settimana la zona doveva essere l'eletta per un nuovo centro culturale e musicale per giovani e ragazzi, ma oggi rimane buona solo come magazzino delle vecchie rampe dello Skate Park. Ai Piani la situazione non è più rosea perché basta soffermarsi al civico 36 di via Macello per imbattersi nell'ormai rudere Ferrotel, il dormitorio dei macchinisti delle ferrovie ormai totalmente lasciato a se stesso. Le logiche di organizzazione interna di Trenitalia hanno drasticamente ridotto le dormite fuori città rendendo di fatto sempre meno indispensabile la struttura che oggi langue desolata, sia nel suo corpo centrale sia nelle dependance rivolte verso la strada. Oltre alle erbacce altissime, comunque, la certosina e attenta chiusura di ogni possibile varco, con finestre chiodate e porte murate, ha impedito l'ingresso a chi cerca un tetto di fortuna. Paradosso effimero, peró, il collocamento di un bidoncino apposito esattamente all'esterno del palazzo fantasma. La congiuntura difficile di enti e proprietà interessate, comunque, lascia il timore che nulla si possa sbloccare prima dell'intervento sull'areale. A fronte dello sgombero di ponte Palermo, invece, ecco che sotto ponte Talvera si trova un medesimo accampamento di fortuna, con materasso e mobili improvvisati, che troviamo occupato dal proprietario. Senza contare alcuni accampamenti di nomadi che resistono in via Avogadro con parecchi mezzi, ma anche in via Einstein e in via Francesco Baracca prima dell'aeroporto. Tutti luoghi dove le difficoltà sociale non sono stati spazzati via dal lamento di qualche politico ma reclamano perlomeno la ricerca di una soluzione che sia umana e urbanistica. Tutti esempi che non sono nemmeno esaustivi della Bolzano dimenticata a cui si potrebbero aggiungere il palazzo che ospitava il giornale Alto Adige oppure l'edificio giallo nel centralissimo incrocio tra via Cassa del Risparmio e via Museo o ancora tutte le strutture del Virgolo, la zona aeronautica di via Novacella i tanti negozio chiusi, alcuni da decenni, e i cantieri fermi, Firmian e Guncina insieme. Non si tratta certamente di operazioni facili e non sono sempre situazioni imputabili all'amministrazione o alla volontà di qualche privato, ma in una città che ha sete sfrenata di terreni e vede per questo prezzi immobiliari stellari vien da sorridere a sentir parlare di convegni e certificazioni per risanare il costruito. Sarà bene cominciare a pensare di risanare anche il distrutto. 
Alan Conti
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Bidoncino, ora spunta la raccolta sacchi da marciapiede

Evidentemente qualcosa in questo nuovo sistema di raccolta rifiuti non sta affatto funzionando come dovrebbe. Quella che era una sensazione piuttosto diffusa tra i bolzanini riceve un involontario riscontro dalla creazione della Seab di un apposito servizio di recupero sacchetti trasbordanti. Evidentemente le tante segnalazioni hanno colpito nel segno e da qualche ufficio, tecnico o amministrativo, deve essere partito l'imput immediato: basta offrire assist alla critica e subito far sparire quei sacchi sui marciapiedi figli, è bene ribadirlo, di scarsa civiltà e maleducazione. La conferma fattuale di questo servizio ad hoc strutturato da Seab arriva da un episodio registrato ieri in via Dalmazia nella prima area di conferimento dopo l'intersezione con via Roma. Ebbene alle ore 20.20 la situazione è quella che vedete in questo scatto con alcuni bidoncini portati abbastanza inspiegabilmente nell'area conferimento più diversi sacchetti irregolari sparsi ai lati. Il giorno di raccolta nella zona è il giovedì, il che rende inutile oltre che sbagliato il posizionamento dei bidoncini, ma la sorpresa arriva intorno alle 22.40 quando arriva un mezzo di raccolta della Seab e, come si vede nelle immagini girate questa notte, di occupa solo delle eccedenze. I due operai, come si vede in modo piuttosto chiaro, prendono semplicemente i sacchi abbandonati ai lati ignorando totalmente i bidoncini, come peraltro previsto ampiamente dalla nuova organizzazione. Quello che non era prevista nei piani, perlomeno quelli sistematici, è proprio la raccolta aggiuntiva dei sacchi lasciati per strada il che innesca una doppia domanda di fondo. La prima è legata al costo di questo surplus di lavoro che da qualche parte ricadrà, fosse anche nelle spese previste per l'introduzione di un sistema che al momento ha semplicemente raddoppiato la necessità di intervento. La seconda è legata a una direttiva che ha tutto il profumo della richiesta politica, ma che inevitabilmente rende poco decifrabile l'effettiva permeabilità nella coscienza generale cittadina della nuova raccolta. Già le segnalazioni di cassonetti straboccanti sono moltissime , ma ora si scopre che lo sono nonostante un servizio quanto mai immediato di recupero immondizie da marciapiede. L'ultimo interrogativo, dunque, assume una dimensione inquietante: qual è davvero la situazione senza chi nasconde i sacchi sotto il tappeto?
Alan Conti
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sabato 10 agosto 2013

Trentino guida ubriaco: è la settima volta

Sette volte dove ne basterebbe una. Singolare la vicenda che ha visto protagonista un 34enne trentino fermato nella notte per un controllo alcolemico dai Carabinieri del Nor della Compagnia di Egna mentre si trovava alla guida di un furgone nella zona di Termeno. Appena sceso dal mezzo l’uomo è apparso subito in condizioni piuttosto alterate e il riscontro scientifico delle due prove dell’alcoltest è stato impietoso: 2,73 mg/l quando il limite, come noto, è fissato a 0,5. Una condizione, insomma, del tutto inadatta per mettersi in strada. Immediata la procedura per il ritiro della patente che ha permesso ai militari di scoprire una situazione che ha dell’incredibile. L’uomo, infatti, non possedeva un normale documento di guida, ma un semplice permesso provvisorio: questo perché già altre sei volte era stato pizzicato in stato di ebbrezza al volante. Un recidivo seriale che ora andrà logicamente incontro alle conseguenze amministrative e giudiziarie che merita.
Sempre i Carabinieri, questa volta motociclisti del Comando Provinciale di Bolzano supportati da quelli di Termeno, hanno monitorato per tre giorni le strade di Passo Gardena e Sella. Una conseguenza dei tanti incidenti che hanno funestato le strade dolomitiche nelle ultime settimane con troppe croci tra i centauri. Quindici militari a bordo di delle motociclette Bmw 850 con telelaser di rilevamento velocità in dotazione hanno dunque scandagliato il passaggio controllando ben 66 motoveicoli e contestando 30 contravvenzioni al Codice della Strada con decurtazione di 30 punti patente complessivi, quasi tutte per superamento dei limiti. Sequestrato anche un veicolo non coperto da assicurazione.
Alan Conti

La ex Speedline? Un dormitorio per disperati

Una piccola porta, mimetizzata lungo un murales che corre su via Buozzi, è l'unico ostacolo tra la strada e i lotti della ex Speedline, la fabbrica di cerchioni dismessa e rudere in attesa del Parco Tecnologico a Bolzano. Una porta che porta non sarebbe dato che originariamente rappresenterebbe l'uscio di un vano tecnico che oggi è stato abilmente scassinato rendendo necessaria una semplice spinta per portare all'interno. Un passaggio che porta dritti dritti in un accampamento di fortuna creato all'interno della fabbrica. Materassi sgualciti, moltissimi vestiti accompagnati da scarpe e scatolame di tonno, jogurt o mais lasciano intendere come ci si trovi al cospetto di un dormitorio di fortuna, probabilmente per disperati, che in confronto l'accampamento abusivo sotto ponte Palermo dei giorni scorsi pare un resort. Tutto intorno sporcizia e lerciume, con tanto di angoli utilizzati da gabinetto di fortuna. Oltre il degrado più profondo ci sono degli aspetti di sicurezza pubblica non indifferenti: due enormi taniche di olio carbonizzate e la vampata di bruciato sul muro lasciano intendere come siano stati accesi dei fuochi di non piccola entità. Considerate le temperature di questo giorni, inoltre, sono spia di una certa assiduità nella frequentazione che potrebbe tranquillamente risalire, come minimo, al periodo invernale. Le fiamme in un contesto simile, peró, sono un pericolo vero, basti pensare che nel grande complesso centrale dove una volta trovava posto la fonderia si trovano ancora grosse taniche di plastica, regolarmente vuote, ma che contenevano sostanze altamente tossiche. Senza contare tutto il corollario di macchinari abbandonati a vario titolo che in caso di incendio potrebbero risultare più che problematiche. Sul pavimento della prima stanza raggiungibile, comunque, appaiono anche un telefono cellulare e un autoradio: se per il primo è possibile ipotizzarne una funzione, la seconda lascia supporre qualche origine poco regolare. Per terra sono sparse le chiavi dell'azienda, con dicitura ordinata delle rispettive porte di funzionamento, a probabile testimonianza di un tentativo per aprirsi nuovi vani. La piccola rientranza che le ospitava, così come quella dedicata al pronto soccorso, è letteralmente divelta. Originariamente il lotto serviva come forno di trattamento termico di supporto alla fonderia. Tuttavia è salendo delle piccole scale che sembrano condurre a un prefabbricato sospeso, probabilmente una guardiola di quella che ha tutta l'aria di essere stata una portineria interna allo stanzone, che si trova la conferma di come la frequentazione non sia affatto occasionale o datata. All'interno, infatti, si trovano due materassoni ordinatamente riposti in uno stanza minimamente curata con tanto di scopa e stenditoio occupato. Un'abitazione di fortuna vera e propria: una lotta stridente tra marginalità e voglia di normalità che si concretizza in un tenero peluche di orso che naviga nel marciume. Uscendo, oltre alla preoccupazione di una situazione incontrollata, ci si porta dietro anche schegge di disagio.
Alan Conti
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