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giovedì 27 febbraio 2014

Casanova, polemica sulla casetta Appa

L'hanno chiesta e salutata con favore, peccato che non la volessero lì. Il rione Casanova ha da qualche giorno la sua stazione di rilevamento degli inquinanti dell'agenzia provinciale per l'ambiente, ma la casetta ha affondato i piedi in due posti auto per i residenti. Lungo strade dove la fame di posteggi è sempre pungente questo ha sollevato immediatamente malumori decisi, espressi sopratutto su Facebook nel troppo creato apposta per i residenti. L'ubicazione per gli abitanti è quantomeno infelice.
La risposta dell'assessore Patrizia Trincanato arriva a stretto giro di posta: "Non siamo noi - dice - ad averla voluta posizionare in quel punto, ma abbiamo semplicemente dato seguito a una precisa richiesta dell'Appa. Ci sono delle motivazioni di carattere tecnico dipendenti dagli allacciamenti e dalla trasmissione dati. Impensabile, comunque, spostarla nel verde". Difficile, insomma, ipotizzare uno spostamento nel breve e per le macchine eccedenti rispetto al garage qualche giro in più. Quanto inquineranno, perlomeno, lo sapremo subito. 

Alan Conti

Bimba investita con la slitta: femore fratturato

Brutto incidente ieri sull'Alpe di Siusi nella zona Bullaccia dove una bimba di cinque anni è stata travolta da una slitta guidata da due persone che si sono poi date alla fuga. La piccola, cittadina ceca, stava scendendo sulla pista insieme al padre quando è stata colpita. Subito grande apprensione e trasporto immediato all'ospedale di Bolzano per la bambina che riportato la frattura del femore. Si cerca, intanto, di individuare i responsabili dell'incidente.

mercoledì 26 febbraio 2014

Rissa con coltello in via Parma

Paura in via Parma a causa di una rissa scoppiata per strada a causa di futili motivi. Chiamati sul posto, infatti, alcuni agenti di polizia hanno individuato un uomo di mezza età che si allontanava armato verso via Sassari. Una volta fermato è stato trovato in possesso di un coltello di 34 centimetri e di un altro attrezzo con ben 18 centimetri di lama.
Arrestato a Merano, invece, il ventiseienne serbo Nika Milos. Dopo essere stato trovato in possesso di 800 grammi di hashish, infatti, il giovane era stato affidato a una cooperativa sociale come pena alternativa. Il ragazzo, però, ha violato più volte le prescrizioni del giudice arrivando addirittura a sottrarre 1800 euro alla stessa cooperativa che lo faceva lavorare. Inevitabile la revoca del progetto di recupero e il ritorno in carcere dove dovrà scontare una pena di un anno e otto mesi. 

Spagnolli: "Uno schifo quei vitalizi"

Tra i tanti altoatesini colpiti dalla pioggia di euro tintinnante nelle casse degli ex consiglieri regionali trova spazio anche il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli. Niente mezzi termini nel guardare con un certo fastidio i tanti zeri.
"Uno schifo, la politica non deve arricchire. Va garantito un futuro anche a chi vuole provare a farla da giovane, ma così no".
Il primo cittadino, poi, ha difeso le buste paga dei dirigenti giudicate comunque adeguate ai rischi e alle responsabilità. Dirigenti che vanno verso la scadenza del mandato a fine marzo e per i quali è probabile un rinnovo, anche se sarà da valutare la lunghezza del mandato. Intanto a bocce ferme si torna a ragionare sulle prospettive del Pd provinciale. 

"Importante guardare con fiducia alle prossime elezioni ed essere capaci di porre la questione dei problemi di Bolzano in primo piano".
Tutto da discutere, infine, il destino dell'area Schrott. Spagnolli non vorrebbe erodere l'intero vigneto in un'ottica di rispetto del cuneo verde. Si vedrà, per ora con quei vitalizi lì si è erosa solo la decenza.

Alan Conti

Nel telegiornale di oggi su Alto Adige Tv l'intervista completa del sindaco

martedì 25 febbraio 2014

Lillo: "Concorsi pubblici in violazione della proporz"

Bandi di concorso per posti pubblici da vigili del fuoco e tecnici informatici totalmente incuranti della proporzionale”. A lanciare l'allarme è il coordinatore regionale di Forza Italia Enrico Lillo che ha scovato due bandi quantomeno dubbi. Per la copertura a tempo indeterminato di 14 vigili del fuoco, per esempio, viene specificatamente prevista l'elusione della proporzionale e, in caso di concorrenti non idonei, pure del patentino di bilinguismo. “Il tutto – sostiene Lillo – all'interno di settori dove il gruppo linguistico sottorappresentato è quello italiano. Non solo, stupisce che gli altri criteri richiesti siano sostanzialmente aderenti a quanto si ottiene nei corpi volontari dei vigili del fuoco chiaramente a maggioranza tedesca. Pretendiamo di conoscere quali siano le peculiarità evidenti che permettono la deroga alla legge di questi due concorsi pubblici”.
Alan Conti

Vitalizi, migliaia di euro ogni mese

Nella remota possibilità che vitalizi e pensioni non abbiano sufficientemente fatto ribollire il sangue nelle vene ecco che il giornale Alto Adige fornisce un altro elenco di quelli che lasciano una fitta e una fastidiosa sensazione di presa in giro. Tutto lecito e tutto risaputo: solo che poi arriva il nero su bianco a stuzzicare il fegato. La lista in questione è quella dei beneficiari diretti di assegno vitalizio ovvero coloro che mensilmente si portano in tasca uno stipendio pulito pulito senza aver più alcun compito specifico nell'amministrazione. Prenderemo in esame solo le cifre al netto ovvero esattamente quello che entra nei vari conti correnti. Per dire, il Roland Atz piangente che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare una dura crisi economica percepisce ogni mese 3.148 euro mentre Alessandro Boato e Giancarlo Bolognini si “accontentano” di 2.900 euro. 2.131 sono gli euro per Siegfried Brugger che, fortunatamente, potrà presumibilmente cavarsela con gli altri vitalizi in arrivo dallo Stato per le cariche parlamentari, mentre per Luigi Cigolla ecco 2.883 euro freschi freschi. Michele Di Puppo? Un sereno assegno di 2.500 euro ogni mese, appena 400 euro in meno dei 2.900 dell'ex Landeshauptmann Luis Durnwalder che per offrire le brioche al Dalai Lama si serviva del fondo di rappresentanza. Holzmann può sorreggersi con 2.890 euro e Georg Pardeller, da bravo Arbeitnehmer, di certo redistribuirà ogni mese 2.981 euro. Quasi tremila euro anche per Donato Seppi: magra consolazione dopo l'ultimo risultato elettorale.
Bene, sempre del quotidiano “Alto Adige” la notizia della necessità della scuola italiana di 99 nuovi insegnanti per garantire uno standard didattico più alto per i nostri bambini e i nostri ragazzi. Quante maestre e professori pagheremmo con questi soldi?
In quest'ottica quella fitta alla pancia prende anche un nome: si chiama pudore. Il rischio è che la sentiamo solo noi.

Alan Conti  

Maltempo, possibile l'esenzione dal pedaggio A22

I numeri battono come la pioggia e la neve su una situazione maltempo che questo inverno ha reso drammatica anche in Alto Adige. Seicento interventi dei vigili del fuoco, 5 famiglie ancora evacuate a Castelbello per un totale di 14 persone, altre 36 a Prato Isarco e ancora la recentissima frana a Sinigo che ha chiuso il lucchetto di tre aziende. Un bollettino drammatico riportato dall'assessore competente Arnold Schuler e che ha toccato, logicamente, anche le strade altoatesine con un lavoro incessante degli uffici competenti per ripristinare la viabilità ordinaria. Allo studio anche l'esenzione del pedaggio A22 in caso di passaggio obbligatorio.
Gli effetti totali di questa stagione critica, comunque, saranno visibili solo con il disgelo primaverile sperando, intanto, che le piogge si fermino.
Alan Conti

Rifugi, la Provincia punta su Cai-Avs

Una cordata per la montagna. La giunta provinciale e il presidente Arno Kompatscher cercano di rimettere insieme due lembi molto lontani, come Cai e Alpenverein, puntando forte sulle contingenze. Il bando in blocco per la gestione di 25 rifugi, infatti, mette le due associazioni di fronte alla necessità di riflettere su una collaborazione per vincere questa gara. Kompatscher stesso ha avuto dei contatti nei giorni scorsi con Giuseppe Broggi e Georg Simeoni ricavandone buone impressioni.
Si studia, intanto, una procedura con il Tribunale che possa portare a una diversa forma di dichiarazione linguistica per gli extracomunitari che partecipano ai concorsi pubblici con tutte le carte in regola. Una mancanza divenuta lampante nel caso di alcune infermiere di origine peruviana nelle scorse settimane.

Intanto oggi a Roma Matteo Renzi si è diretto alla Camera per la fiducia e il Landeshautpmann non ha voluto far mancare il proprio sostegno telefonando al premier congratulandosi per le parole sulle autonomie speciali. “Ha definito l'autonomia come modello”, la sottolineatura di Kompatscher. Chissà se all'ex sindaco fiorentino avrà anche ricordato che i modelli si citano subito e non solo su esplicita richiesta.
Alan Conti

Nel telegiornale di oggi di Alto Adige Tv l'intervista al presidente Arno Komptascher 

Laives, rientrano a casa e trovano il ladro

Stavano rientrando a casa dopo una normale serata quando, una volta varcata la soglia, hanno scoperto dentro l'appartamento un giovane ladro che stava mettendo a soqquadro l'abitazione. Un grosso spavento che ha dato inizio a una brutta avventura per un 70enne di Laives e il genero di 45. Una volta scoperto, infatti, il ladro 21enne cittadino croato ha tentato subito di darsi alla fuga. Dinnanzi a lui si è parato il genero, ma la reazione del malvivente è stata violenta con ripetuti colpi, anche con un cacciavite dalla parte del manico. La prontezza di riflessi, peró, deve essere affare di famiglia dato che l'anziano ha approfittato del momento per chiamare immediatamente i Carabinieri fortunatamente impegnati in un pattugliamento in zona. Rapido, dunque, l'intervento dei militi che hanno avuto ragione del giovane arrestandolo in flagranza di reato e portandolo in carcere con l'accusa di rapina in abitazione. Accompagnato all'ospedale con ferite lievi, invece, il 45enne. 
Alan Conti

Pd, ora la ripartenza

Tutto ci si aspettava dall'assemblea provinciale del Partito Democratico tranne di assistere a unanimità e acclamazioni varie. Invece ieri sera la bagarre tra Liliana Di Fede e Mauro Randi per la presidenza ha trovato una sua soluzione con la schema Di Fede segretario e Randi presidente dell'assemblea. Una proposta disegnata dall'assessore provinciale Christian Tommasini e subito individuata come via d'uscita. Un sospiro per tutti.
Gli stracci degli screzi son caduti, la polvere dei ricorsi depositata: ora per il Pd si dovrà ripartire davvero. Resta da verificare se quel mucchio delle polemiche rimasto sul pavimento sia davvero cenere oppure brace. (a.c.)


Nel telegiornal di oggi su Alto Adige Tv l'intervista al segretario Di Fede

Il cane sporca? Lo avveleniamo

"Lasciate ancora lo sporco dei vostri cani e noi ve li avveleniamo". È questo il messaggio dell'incredibile cartello comparso ieri in via Cadorna a Bolzano, all'altezza dei civici 10A e 10B. Letteralmente la parafrasi è più ampia e recita. "Avviso per il padrone del cane che fa i suoi bisogni nel giardino: lasceremo una ciotola con cibo adeguatamente trattato perché la pazienza ha un limite". Uno shock che corre lungo la schiena: punire, probabilmente a morte, un animale per la maleducazione del padrone. Un messaggio che ha giustamente drizzato i capelli in testa agli animalisti, agli amici dei cani e a tutti i bolzanini civili in genere. In un lampo si è mossa la catena dello sdegno e già in serata il foglio è stato rimosso e portato di filato alle autorità per una denuncia. Intanto nel condominio "Sordello"gran parte dei residenti si dice stupita e la zona non appare particolarmente sporca: per qualcuno molto peggio mesi fa. Cade dalle nuvole anche lo studio di amministrazione condominiale di Giorgio Fedel e Giorgio Compostrella: "Non sappiamo nulla perché sono cose intollerabili - fanno sapere - e di sicuro ci attiveremo perché i responsabili siano individuati. Un simile atteggiamento non è minimamente accettabile". Possibile, comunque, che l'identificazione non richieda troppa fatica: basta chiacchierare qualche minuto in più per intuire i più insofferenti. La pazienza ha un limite, ma lo ha anche la decenza e se da una parte c'è la maleducazione dall'altra si trova la vergognosa barbarie. 
Alan Conti

lunedì 24 febbraio 2014

Arriva Frozen Stories, i segreti dei ghiacciai

Il ghiaccio e come un uovo del tempo: racchiude per secoli e schiude a generazioni lontane oggetti e testimonianze che scrivono la storia. Al Museo Archeologico apre domani la mostra temporanea "Frozen Stories" che rimarrà a Bolzano per un anno. Ötzi è solo l'esempio più noto, ma i ghiacciai hanno sempre regalato oggetti che raccontano e pongono domande. La prima è certamente cosa andava a fare l'uomo della passato in queste zone così impervie?
L'archeologia dei ghiacciai, comunque, è un ramo di studio abbastanza recente e già deve combattere per la sua esistenza. Se i ghiacciai sono scrigni del passato lo sono anche per il futuro: mantenerli tali è un dovere.

Alan Conti
Nel telegiornale di oggi su Alto Adige Tv l'intervista alla guida Paola Claut.

Via Weggenstein, tagliano il tettuccio per rubare

Furto e vandalismo la scorsa notte in via Weggenstein a Bolzano. Una Bmw Z3 verde, infatti, è stata scassinata in piena notte da alcuni ladri che hanno prelevato dall'abitacolo un paio di occhiali da sole Ray Ban. Inizialmente i malviventi hanno provato a forzare la portiera, poi si sono accorti che tutto sarebbe stato più facile passando dal tettuccio della decappottabile così lo hanno tagliato, probabilmente con un taglierino o un piccolo coltello. Difficile risalire ai responsabili data l'assoluta mancanza di telecamere: si spera nella testimonianza di qualche passante. 

Sochi: l'Alto Adige salva l'Italia

Diciamocelo chiaro: con buona pace di Bruno Vespa se a Sochi non ci fosse stato l'Alto Adige la spedizione azzurra sarebbe stata una Waterloo anziché un tiepido brodino. Se a livello nazionale, infatti, possiamo parlare di Olimpiade sotto l'asticella della soddisfazione per la mancanza di un oro come non accadeva dal 1980 e per la carenza di varietà tra i campioni, sul fronte altoatesino i sorrisi sono molto più ampi. Si può, infatti, parlare di bilancio più che positivo per gli atleti della provincia in un'edizione russa che ha visto andare a medaglia i più attesi e sbocciare due belle sorprese. Nel tirare le somme bisogna essere sinceri e, oltre ogni meraviglia delle loro differenti storie, i bronzi olimpici di Armin Zoeggeler e Carolina Kostner erano ampiamente attesi. Seppur con difficoltà, infatti, ci si attendeva una carica ancora prorompente dal portabandiera e un acuto dalla gardenese sempre con le gambe tremolanti alle Olimpiadi prima della maturità russa. Ha lasciato tutti a bocca aperta, invece, Christof Innerhofer che ha scritto il suo capolavoro nell'argento di discesa: senza nulla togliere alle altre probabilmente la medaglia di maggior prestigio della spedizione. Il bronzo di Supercombinata è stata una sorpresa sulla sorpresa perchè ottenuto grazie a una magnifica prestazione nella manche meno attesa. Non vogliamo nemmeno pensare a cosa sarebbe potuto accadere senza la scivolata in Super G. Improvviso e bello anche il bronzo della staffetta mista del biathlon: Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer hanno scritto una gioia sportiva, ma anche educativa. Il trionfo della squadra oltre ogni genere. Insomma, se l'Italia si deve preoccupare di avere 8 medaglie di cui 5 condensate in soli due atleti grazie alla splendida Arianna Fontana, l'Alto Adige può guardare con fiducia anche ai diversi quarti posti e alle prestazioni sfortunate come la caduta di Visintin nello snowboard. Operando i conti della serva, comunque, il medagliere altoatesino recita 1 argento e 4 bronzi, quello di tutto il resto dell'Italia 1 argento e 1 bronzo: nettamente superiore. Non ditelo a Sven Knoll.
Alan Conti

A Znojmo tornano i Foxes

Aperta e chiusa una parentesi olimpica che ha riguardato, senza troppa soddisfazione, solo l'Austria oggi il Bolzano torna a focalizzare tutta la sua attenzione sulla Ebel. Partiti ieri verso Mezzogiorno in direzione Znojmo i biancorossi saranno sul ghiaccio ceco per difendere quel terzo posto che tengono attualmente tra le mani dietro a Vienna e Salisburgo. Sarebbe un piazzamento Champions e comunque di prestigio con vista playoff. Comincia così una settimana di fuoco per i Fixes che sosterranno quattro match in sette giorni affrontando poi al Palaonda le due battistrada. Lo faranno, come per il resto della stagione, senza l'attaccante Beaudoin infortunato al ginocchio e sostituito da David Lalibertè, un buon passato in Del e una fugace apparizione Nhl con la maglia dei Philadelphia Flyers. Per il resto roster al completo per coach Tom Pokel che ritrova anche i febbricitanti Santorelli ed Esposito. Dopo le amichevoli di prestigio contro Lugano, Rouen e Yugra, insomma, si torna a fare sul serio. “Comincia un altro mini campionato” sostiene l'allenatore e non aggiunge che può davvero succedere di tutto. 

venerdì 21 febbraio 2014

La storia del cartello anti camporella

Un comodo ed elegante letto, immerso nei profumi toccanti e intensi con una vista mozzafiato su alcune delle bellezze bolzanine. Sembra lo scenario incantevole di uno di quegli alberghi bio che tanto funzionano oggi: cornici romantiche di molti amori. Questa, però, è una storia che poco ha a che fare con il romanticismo e l'amore vero, ma gira tutto attorno a un cartello. Questi campi, infatti, sono presto diventati meta perfetta di quella che gergalmente viene definita come “camporella”, il più delle volte però legata alla prostituzione. Meta talmente quotata che il povero proprietario è arrivato, una notte, a contare addirittura 18 auto parcheggiate una di fianco all'altra, ciascuna intenta nelle sue attività. Così, ecco che per iniziativa di alcuni nemici è comparso questo cartello per chiedere di scegliere altri scenari, magari più ritirati, per le effusioni.
Il vizietto di frequentare questa campagna, comunque, non è una novità degli ultimi mesi.
Difficile, comunque, bloccare qualcuno o prendere seri provvedimenti e d'altronde difficilmente sarebbe anche produttivo.
I vicini di casa, però, non sempre hanno vissuto con uguale tranquillità la situazione e spesso si sono attivati per chiedere più risolutezza nella gestione dell'emergenza camporella.
Insomma gli appelli sono due: lasciate quel cartello al suo posto anche se fa ridere ed evitate di coinvolgere anche le vigne in certe attività. In fondo Fabrizio De Andrè lo ha insegnato: certi amori di foglia hanno solo gli occhi, mica lo sfondo.

Alan Conti

Nel telegiornale di oggi l'intervista al proprietario del terreno

Gardena, paura per le valanghe

Da risorsa a preoccupazione andata e ritorno. La neve in val Gardena è in questo periodo croce e delizia di turisti e residenti. Se da una parte i metri di fiocchi piovuti tengono chiuso da giorni il Passo Gardena, connessione con la Badia, dall'altra alimentano decise preoccupazioni per il pericolo valanghe.
Il turismo bianco poggia le sue fondamenta sulle nevicate, ma questi primi mesi dell'anno stanno presentando un conto salato alla valle in termini di gestione. Come tutte le facce della natura anche la neve concede opportunità, ma chiede il suo dazio.  

Kostner, ecco il lampo olimpico

Che le Olimpiadi siano sempre state per Carolina Kostner una sorta di shock lo capisci dal suo candido ammettere di non ricordare nulla della prova che a Sochi le ha consegnato ieri quella medaglia che sembrava stregata. Stavolta, però, tutto volge al positivo dopo i nervosismi e i fallimenti di Torino 2006 e Vancouver 2010. “Non regge la tensione” si diceva e invece stavolta ha retto anche il palco di uno spettacolo sul ghiaccio che le ha garantito un terzo posto con il punteggio stellare di 142.61. Cinque medaglie ai Mondiali (un oro, due argenti e due bronzi) e nove agli Europei (cinque ori, due argenti e due bronzi) non potevano rimanere senza l'accompagnamento del lampo più accecante: quello olimpico. Poco importa che sia bronzo il metallo in una gara in cui le hanno preferito la sudcoreana Yu Na Kim e la russa Adelina Sotnikova dimostrando di sapere perfettamente in quale Paese si trova Sochi. Quel Bolero gardenese, però, ha un significato tutto suo nello spazzare le nubi e regalare la luce che merita a una carriera che Carolina sembra voler chiudere a breve per dedicarsi a quella vita “normale” che non ha mai nascosto di volere e ricercare anche nel modo di porsi. In questo un'affinità incredibile con l'altra eroina di casa Tania Cagnotto che con le medaglie olimpiche (e i giudici) ha ancora un conto aperto. Subito dopo la prova le hanno chiesto se questo bronzo riscattasse Vancouver e Kostner ha rispedito al mittente le amarezze: “Quelle Olimpiadi le avevo già dimenticate da un pezzo”. La destrutturazione delle aspettative che esasperano la pressione: è la testa dei grandi campioni, è la leggerezza che si è allacciata ai pattini. Non importa se Alex Schwazer sia ancora il suo fidanzato o meno: importa che fosse davanti alla tv con un taccuino a segnarsi la lezione. Dalle donne c'è sempre da imparare.
Alan Conti 

Viale Trento non si riapre

Un pensiero veloce e poco più. Appena il tempo di riflettere su una possibile riapertura di viale Trento per alcune categorie di artigiani che già l'ipotesi è tramontata. La proposta era arrivata al sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli da parte del presidente di Cna Claudio Corrarati nei nostri studi durante la trasmissione “Punto Economia” e il primo cittadino si era detto possibilista. Assai meno lo è la Commissione Mobilità Comunale che ieri in Consiglio ha riproposto tutte le perplessità del direttore dell'ufficio mobilità Ivan Moroder. “Viale Trento – si legge nella relazione – deve rimanere una corsia sgombra per le linee del bus 10 e 7 che piegano dal sottopasso ferroviario e trovano tutto sgombro”. A parte le logiche di trasporto pubblico ci sono anche quelle di controllo dei flussi. “Il semaforo di ponte Loreto per piazza Verdi viene oggi tenuto con tempi lunghi per permettere un maggiore deflusso dalla zona Mayr Nusser: riaprendo viale Trento dovremmo accorciarlo con la conseguenza di intasare, con ogni probabilità, via Marconi”. Non contemplata l'ipotesi che proprio alcune vetture che oggi passano per via Marconi possano, invece, immettersi su viale Trento. Viale Trento, poi, vuole continuare a poter essere considerata valvola di sfogo per i giorni duri di Mercatino o durante alcune manifestazioni: poi capita si blocchi la galleria del Virgolo e non si riapra. L'ultimo rilievo, che di fatto mette una pietra tombale sull'iniziativa, è legato alla discrezione dei permessi: “perchè gli artigiani sì e gli agenti di commercio no?” ci si chiede. Una domanda che rimarrà poco più di un pensiero che non salterà mai quella transenna.
Alan Conti  

giovedì 20 febbraio 2014

Mair trovato morto in Africa

Aveva dedicato all'Africa tutta la sua vita, la sua passione e la sua arte. La stessa Africa che, come talvolta accade, ha deciso di tenersi Otto Mair e la sua bontà tutta per sé. La notizia è arrivata stamattina nella sua Val Gardena: il corpo di Mair sarebbe stato trovato privo di vita lungo una strada in Africa. Pochissimi i dettagli di una morte che presenta moltissimi lati oscuri e per cui non si esclude nessuna pista, nemmeno quella violenta. Non trapela, per questo, nemmeno il Paese dato che Mair usava spostarsi varie volte nei suoi progetti finalizzati a portare l'acqua e cancellare la fame dove poteva tra Kenya, Tanzania e Uganda. Otto era molto conosciuto in valle, ma anche in provincia: ciclicamente quando tornava in Alto Adige organizzava mostre, concerti o iniziative per raccogliere fondi da dirottare nel Continente Nero. Ad ottobre, per esempio, un concerto di musica folk che vedete nelle immagini concesse dalla nostra redazione Tca Ladin gli aveva fruttato benj 22.000 euro, mentre a ridosso di Natale Mair aveva racimolato altri soldi con una giornata dedicata alla Zumba. Poliedrico, insomma, anche nella generosità così come nella sua arte che gli permetteva di vendere a fini umanitari sculture di legno così come operare in prima persona all'interno delle chiese africane. Padre Angelo Insam, di Ortisei, è stato il suo esempio nelle missioni africane e Mair ha voluto con tutto il cuore ripercorrerne le orme impressionato da quel piccolo capolavoro portato a termine nella terra dei Masai con la costruzione di scuole un ospedale e un convento. L'Africa, però, non è terra agevole e un occidentale che si sposta spesso con dei soldi non è proprio affare che passa inosservato e non a caso Mair già due volte era stato rapinato e una volta anche malmenato. Non si sa ancora come l'Africa abbia deciso di tenersi per sempre la vita di Otto: di certo come padre Angelo ha lasciato un esempio e la ricchezza di cuore, quella no, non può mai rapinarla nessuno.
Alan Conti 

Protesta la Gardena: "Riaprire il Passo"

Due valli sorelle separate da una nevicata da record e relativo rischio valanghe, continuo e persistente. Gardena e Badia sono vicine di casa, si toccano attraverso il passo Gardena ma sono anche abituate a separarsi per qualche periodo. Una pausa di riflessione. Stavolta, però, la divisione comincia a essere un po' troppo persistente: 40 giorni filati con il Passo chiuso. Significa che se per passare da una parte all'altra ci si mette normalmente qualche minuto, da quaranta giorni il tragitto alternativo diventa di 100 chilometri. Un'eternità con riflessi sul turismo, ma anche sulla gestione dei servizi come lo smaltimento dei rifiuti gardenesi.
Mamma neve, insomma, con la sua furia ha diviso le valli sorelle allontanandole in modo beffardo. Gardena e Badia ora, però, vogliono tornare a guardarsi vicino. Hanno bisogno di tornare a prendersi per mano. 
Alan Conti

Tutte le interviste ad albergatori, esercenti, ristoratori e sindaco di Selva nel telegiornale di oggi.

Ucraini altoatesini: "La paura al telefono"

L'Ucraina è una maglietta strattonata con una manica allungata verso l'Europa e l'altra saldamente afferrata dalla Russia. Lo è sempre stata geograficamente, ma ora lo diventa drammaticamente anche dal punto di vista politico. Un movimento partito sotto le insegne arancioni per una maggiore apertura all'Europa con note piuttosto moderate è sfociato negli ultimi mesi in una battaglia di piazza senza mezze misure. Una striscia di 28 morti in Piazza Maidan a Kiev ancora fresca con il leader filosovietico Yanukovich che non esita a usare il pugno di ferro verso una protesta che conosce anche infiltrazioni estremiste pericolose. Nel mezzo la gente comune, quei cittadini e quelle famiglie che sono le stesse degli ucraini che, anche in Alto Adige, sono presenti e spesso aiutano nel campo assistenziale. Abbiamo incontrato una di loro per capire come si prova a sentire per telefono il fuoco di una guerra civile.
Le ultime ore hanno visto un orizzonte che volge all'abbassamento della tensione, ma il travaglio di questo Paese ci è meno distante di quanto possiamo supporre. L'Ucraina è tirata da due lati: se si spezza si spezza, con lei, anche una speranza. 

Alan Conti

L'intervista completa ad Hanna Broda nel telegiornale di oggi di Alto Adige TV

Koellensperger: "Con Renzi non poteva che finire così"

Non poteva che finire così: senza giudizi di merito ma con un certo fatalismo il consigliere provinciale del Movimento Cinque Stelle Paul Köllensperger analizza così l'incontro di ieri tra Renzi e Grillo. Un colloquio show che è più che altro lo spunto per un ragionamento più complessivo dell'opera grillina in parlamento.

A livello locale, intanto, tiene banco la gestione degli stipendi dei consiglieri e Köllensperger ha chiesto, invano, di poter restituire l'eccedente rispetto ai 2.500 euro mensili alla Provincia. Impossibile: la burocrazia lo impedisce. A questo punto il Movimento cercherà di finanziare un progetto di microcredito per le piccole imprese oppure sosterrà qualche fondo provinciale con, peró, precise garanzie. Sarà chiesto anche l'aiuto di altri consiglieri. Nel frattempo la prima donazione libera di 500 euro è partita in direzione val di Susa. 


Far parlare i fatti senza utilizzare i fatti per parlare: forse è quella la strada per non rimanere imprigionati in un blog. 


Alan Conti

Intervista completa nel servizio di oggi nel telegiornale di Alto Adige Tv

Frontale in Mebo, tre feriti non gravi

Brutto incidente questa mattina alle 6.30 quando due auto sono state protagoniste di un frontale presso l'entrata della Mebo ad Appiano. Fortunatamente, nonostante l'impatto violento, le tre persone ferite non riportavano danni seri. In ogni caso la Croce Bianca di Appiano e Bolzano ha provveduto a trasportare un 55enne di San Paolo all'ospedale San Maurizio. Intervento di ripristino ad opera dei vigili del fuoco volontari di Frangarto mentre i rilievi di legge sono stati affidati ai Carabinieri di Bolzano.

Metilaminorex, il nuovo incubo chimico

Metilaminorex. Un nome tanto complicato quanto i gravissimi danni che può causare la sua assunzione e che hanno messo in allerta tutte le strutture sanitarie e di prevenzione altoatesine. E' di oggi, infatti, l'allerta grado 3 spedita dal Dipartimento Nazionale delle Politiche Antidroga all'assessorato alla sanità provinciale, ai servizi per le tossicodipendenze e a tutte le comunità terapeutiche del territorio. L'allarme è di quelli che implicano gravi danni per la salute nella diffusione di nuove droghe chimiche: l'Alto Adige viene sempre coinvolto quando l'ondata di preoccupazione monta dal Nord Europa. E' esattamente il caso del Metilaminorex, una pasticca venduta nelle discoteche con simboli a forma di ciliegia, croce o con il logo di Playboy: di fatto una droga che può rivelarsi letale. Sono 26, infatti, i morti contati tra Ungheria e Irlanda del Nord solo negli ultimissimi mesi del 2013: un'ecatombe che si sta lentamente espandendo considerando che sequestri di pastiglie sono avvenuti anche in Finlandia, Slovacchia, Danimarca e Olanda, specificatamente nella battutissima Amsterdam. Cosa provoca esattamente questa sostanza nel corpo? Un mix di effetti collaterali preoccupanti come agitazione, ipotermia, sciallorea, ma sopratutto incide sull'estensione polmonare innescando problemi respiratori e arresto cardiaco. Il problema della sua rapida diffusione è connesso alla sua economicità e alla sua versatilità. Una pastiglia, infatti, costa appena 10-15 euro, ma si può anche reperire facilmente sottoforma di polvere bianca. Il Metilaminorex, oltretutto, va spesso in abbinata con altri stupefacenti come la cocaina, la cannabis, i catinoni o il diazepam. Lo smercio avviene nelle discoteche e nei locali notturni o del divertimento in generale e la diffusione del mercato ha una discesa dall'Europa settentrionale a scendere: l'Alto Adige, purtroppo, non è poi così lontano.
Alan Conti

Sunedison, Cig prolungata

A Sinigo arriva una boccata d'ossigeno con il prolungamento della cassa integrazione straordinaria prevista per i lavoratori Sunedison ex Memc. Dal viaggio di Arno Kompatscher in visita a Roma, insomma, esce anche il positivo incontro con il sottosegretario allo sviluppo economico Claudio De Vincenti che ha garantito di attivarsi su questo fronte presso il Ministero del Lavoro. Un impegno che ha regalato sicurezza all'assessore competente Martha Stocker ospite ieri sera nella puntata di Bianco&Nero dedicata al lavoro.
Il prolungamento della cassa integrazione straordinaria fino a novembre dovrebbe aprire le porte ad una riqualificazione più completa dei duecento lavoratori in uscita dal policristallo. Attenzione, però, a non dimenticare tutti quei lavoratori in difficoltà che escono da aziende piccole e che non esplodono nelle cronache come la Memc. Incontreranno le stesse difficoltà, ma non avranno un sottosegretario ad occuparsene.  (a.c.)

mercoledì 19 febbraio 2014

M5S: "Chiudere l'inceneritore"

Prende posizione contro l'inceneritore anche il Movimento Cinque Stelle che, con i consiglieri comunali Claudio Vedovelli e Paul Koellensperger, definisce il termovalorizzatore “una scelta sbagliata e superata dal punto di vista della gestione rifiuti oltre a essere un costante rischio per la salute dei cittadini con continui sforamenti”. Chiesta, dunque, la chiusura dell'impianto: “Ci vuole lo sviluppo di un piano di gestione dei rifiuti provinciale senza incenerimento che preveda la riduzione dei rifiuti, il riciclo e la differenziazione. Una richieste che si è fatta ormai urgente e non più rinviabile”.  (a.c.)

Pestata e ferita a undici anni

Una ragazza di appena undici anni è rimasta ferita oggi a alle 13.20 durante una collutazione. Il tutto, secondo quanto riporta il portale Suedtirol News, sarebbe avvenuto nella piazza del Municipio di Egna davanti alla fermata del bus. Una testimone si sarebbe subito precipitata in soccorso della ragazza, originaria di Laghetti. La Croce Bianca della Bassa Atesina ha poi trasportato la giovane all'ospedale di Bolzano. 

In auto 150 telefonini di dubbia provenienza

Si faceva consegnare i cellulari per ripararli e poi spariva senza mai restituirlo. Un cinquantenne milanese con abitazione a Fondo in Val di Non, però, è stato incastrato dall'operato della polizia postale di Bolzano che ha rintracciato alcuni apparecchi spariti dal centro giovanile “Vispa Teresa” e dal lido di Salorno nei mesi scorsi. Secondo le indagini, infatti, questi due telefonini erano stati attivati con delle sim riconducibili al cittadino di Milano e poi, in seguito, ad alcuni abitanti della Val di Non. Approfondendo la ricerca si è scoperto che l'uomo possedeva un domicilio a Fondo. Ieri, dunque, il procuratore Igor Secco ha disposto la perquisizione domiciliare che ha portato al ritrovamento, in automobile, di oltre 150 telefonini di dubbia provenienza e posti sotto sequestro. S.G., queste le sue iniziali, aveva di fatto trasformato la vettura in un laboratorio mobile ed è stato denunciato all'autorità per ricettazione.
Alan Conti  

martedì 18 febbraio 2014

Visintin, brutto ko

E' una tavola sfortunata quella degli altoatesini all'olimpiade di Sochi. Dopo il polso fratturato di Emanuel Perathoner in allenamento di boardercross ecco che stamattina a vedersela brutta è stato il 24enne di Lagundo Omar Visintin. Nella semifinale della prova a cinque cerchi, infatti, l'azzurro è stato toccato prima di un salto cadendo rovinosamente sulla schiena: tanta paura per una botta che ha fatto temere il peggio, con immediato soccorso in pista e trasporto all'ospedale per accertamenti. Fortunatamente il meranese non ha mai perso conoscenza e alla fine dovrebbe trattarsi solo di una forte contusione al gluteo. Peccato perchè Visintin poteva tranquillamente giocarsi una medaglia dopo essersi piazzato secondo nella manche degli ottavi e dei quarti: non a caso prima del volo era in testa. Niente da fare, però, per il campione del mondo juniores di Nagano e italiano alla fine risultato dodicesimo. L'oro, dunque, è andato al francese Pierre Vaultier che ha preceduto il russo Nikolay Olyunin e l'americano Alex Deibold. Le cadute, comunque, fanno parte del gioco e non c'è dubbio che Omar con il pensiero già accarezzi la sua tavola per apparecchiare la rivincita.
Alan Conti

Teodone, incendio spaventoso nella notte

Cinque squadre di vigili del fuoco per un incendio che questa notte ha levato il sonno all'intero abitato di Teodone. Nel pieno centro del paese pusterese, infatti, intorno alle 2 ha preso fuoco il tetto di un deposito posizionato al fianco di un fienile di pertinenza di un vecchio maso. Il codice rosso della chiamata, però, è stato determinato dalla presenza di tre bombole di gas all'interno del deposito: una potenziale esplosione in una zona densamente insediata. Gli uomini del corpo volontario di Teodone, Villa Santa Caterina, Perca e due squadre di Brunico hanno subito circoscritto le fiamme e in due ore, con l'uso di autopompe e autoscale, hanno domato il rogo. Limitati i danni alle strutture per un incendio che dovrebbe essersi propagato a causa di un corto circuito. In mattinata, comunque, previste le ispezioni dei Carabinieri di Brunico e dei vigili del fuoco di Bolzano. 
 Alan Conti
Foto Vdf

domenica 16 febbraio 2014

L'ultimo dei masi bolzanini

Infissi che profumano di storia, un bel giardino curato, una cantina con le botti che una volta accarezzavano Lagrein e un labirinto di Stube interne. Un bel maso in montagna coronato dai pascoli o dalle vette? No, una coraggiosa enclave della Bolzano di una volta incastonata nel retrobottega di via Palermo. Sembra incredibile eppure in una delle strade più strettamente popolari della città, dove i condomini, anche recenti, si sono letteralmente mangiati l'erba rimane un piccolo compendio della vita contadina di una volta. Ci vorrebbe quasi una grossa teca di vetro per dare l'esatta dimensione di quello che si prova nell'essere ospiti di Marianne Ziegler passeggiando oggi dentro ieri. Questo maso, infatti, da più di cento anni resiste al feroce sfruttamento territoriale di questo segmento di città e lo fa in nome di una precisa scelta che il padre di Marianne fece a suo tempo: non si vende per non allontanarsi dalla città. A fine Ottocento la famiglia Riegler possedeva questo maso e tutta la campagna intorno: appezzamenti che arrivavano fino all'abbazia di Novacella, dove ancora oggi resiste la vigna. La casa in sè, e qui si nasconde lo straordinario, è pressoché identica 
Fatta eccezione per la stalla che oggi si è trasformata in un box per auto. Il resto, però, è rimasto immutato rispetto al turbinio che si scatenava intorno. All'interno di quello che era il vecchio fienile si scende nella cantina attraverso una botola dove si conservava il Lagrein a riposo. Ancora oggi ci troviamo qualche botte, un paio di brocche e una graziosa tovaglia pronta all'incontro. La famiglia, d'altronde, continua ad essere proprietaria di diverse vigne nella zona di Caldaro e Appiano. Il tanto terreno di una volta, però, è stato frazionato nei vari passaggi familiari e in molti non se la sono sentita di dire no ad alcune offerte, così intorno ha cominciato ad avanzare il cemento fino a tagliare il tramonto al piccolo maso. “Ci si abitua a tutto” ci spiega Marianne, tranne all'idea di cedere un centimetro di questo piccolo gioiello di verde e storia. Non lo dice apertamente, ma si può tranquillamente supporre che più di qualcuno sia arrivato ad offrirle grosse cifre per salutare il suo passato. Si parlò di fare una scuola, un parcheggio e altri servizi laddove una volta l'unico servizio era il mulino della città esattamente lungo l'attuale via Visitazione. Sono tanti, comunque, i bolzanini che ricordano la famiglia Riegler con il loro piccolo banchetto dirimpetto il maso dove si andava a comprare frutta e verdura coltivata di lì a pochi passi, ma anche la latteria. Oggi la struttura accusa i colpi del tempo che passa: mura umide e colme di pietre con un primo piano ancora slacciato dalle forniture. Si abita solo di sotto. Le stanze, comunque, sembrano anche loro incastrate nel racconto di qualcosa di lontano: tutte fornite di stube, tutte di legno. Un letto è addirittura centenario e venne realizzato con il legno dell'albero piantato per il padre di Marianna: un'usanza piuttosto diffusa nella cultura contadina.
Sbiriciare indietro ha il suo fascino, ma punge quando Marianne ci rivela: “Non sono mica in tanti quelli che vengono a chiedermi la storia di questa casa”. Una difesa così strenua, forse, meriterebbe maggiore attenzione anche da parte delle istituzioni: non può bastare il non aver mai sfoderato l'esproprio, forse anche per contingenze fortunate. Qui dentro ci raccontano la storia della nostra città senza bisogno di un libro o un gruppo Facebook: farle fare la fine di una casetta degli uccellini sbalzata dal vento degli anni sarebbe un piccolo delitto.

Alan Conti 

Innerhofer fuori: niente tris

Dopo un argento e un bronzo che già penzolano al suo collo e quello dell'Alto Adige ci vuole del coraggio per rimanere in qualche modo delusi da Chritsof Innerhofer. Eppure qualche pensierino a un tris pazzesco lo si era fatto fino a quando, di prima mattina, il campione pusterese ha sbagliato uscendo dal super g dopo soli dieci secondi di gara. A quel punto speranze tutte riposte negli altri sciatori altoatesini nella speranza di un exploit che, però, non è arrivato lasciando all'ultima gara di velocità maschile a Krasnaja Poljana un certo amaro in bocca. Il migliore, alla fine, risulta Peter Fill classificatosi ottavo mentre Dominik Paris ha terminato sedicesimo e Werner Heel diciassettesimo. Podio, dunque, tutto straniero con l'oro per il norvegese Kjetil Jansrud in 1.18.14, argento allo statunitense Andrew Weilbrecht con 30 centesimi di ritardo e bronzo ex aequo al canadese Jan Hudec e l'altro americano Bode Miller. Ancora a bocca asciutta uno de protagonisti più attesi di Sochi ovvero lo svedese Aksel Svindal che, a questo punto, rientra pienamente nella categoria delle delusioni. Altro che Innerhofer.  

Casies, granfondo tedesca

Una Granfondo di Casies spolverata di tedesco. Tre vincitori su quattro della giornata dedicata alla tecnica classica, infatti, arrivano dalla Germania. La 42 chilometri ha visto alzare le braccia al cielo l'ex nazionale Franz Goering che ha saputo imporsi sul ceco Stanislav Rezak e l'italiano Bruno Debertolis in un impressionante sprint finale dove anche i materiali hanno giocato la loro parte. Il. Terzetto, comunque, ha saputo imprimere un ritmo elevato alla corsa fin dal chilometro 20 facendo il vuoto nella decisiva, come sempre, salita di Santa Maddalena. Un deserto alle spalle si è lasciata, invece, la ceca Adela Bourdikova che ha vinto la 42 chilometri con addirittura 11 minuti di vantaggio alla connazionale Martina Stursova: ci sarebbe stato tempo per un comodo caffè tra prima e seconda. Sulla 30 chilometri di questa 31esima edizione braccia al cielo per i tedeschi Andy Gerstenberger e Alexandra Svoboda. Ieri un bel cielo azzurro e temperature miti hanno baciato la giornata dedicata alla classica con un migliaio di partenti: oggi si pensa alla libera, con qualche preoccupazione in più con il naso all'insù.  
Alan Conti

sabato 15 febbraio 2014

L'agenda che celebra Durni? Con i soldi pubblici...

L'agenda di Monti era un fiorire di sacrifici, quella di Durnwalder una collana di celebrazioni. Una, però, era virtuale, la seconda diventa, a sorpresa, decisamente reale. Capita così che insieme alla nuova edizione del bollettino provinciale arrivi nella cassetta della posta degli altoatesini interessati un piccolo libercolo dalla copertina tutta scarabocchiata. Cattura l'occhio e sembra fatto apposta per farsi aprire e, fin dalla prima pagina interna. si annusa l'aria: “agenda di Luis D, Falzes” la scritta, realizzata a finta macchina. Scorrendo le pagine ecco un compendio di 25 anni di presidenza costellata di soli trionfi passando dal consolidamento dell'autonomia alla collaborazione transfrontaliera, senza dimenticare il recupero del ritardo delle infrastrutture e la pacificazione dei gruppi etnici. In aggiunta spuntano le intese di permuta, le nuove competenze, la mobilità, gli alloggi sociali, il volontariato e lo sport. Sulla pagina dell'Alto Adige modello di efficienza energetica compare addirittura il nuovo inceneritore che, curiosamente, per essere pienamente efficiente reclama i rifiuti trentini e aspetterà per anni l'intera rete di teleriscaldamento. Un capitolo è anche dedicato al “pragmatismo alla Durnwalder” con la descrizione di un approccio morbido alla scuola bilingue e l'applicazione flessibile della proporzionale in base al merito. L'arroccamento attorno all'articolo 19 e le polemiche sui posti apicali in sanità scomparsi.
L'intero libercolo ha una cura grafica notevole a firma di Philipp Putzer, la copertina è di Peppi Tischler e la stampa di Tezzele. Un prodotto di qualità che sicuramente non costa poco. Nulla vieta un'edizione celebrativa di un personaggio che ha scritto la storia, certamente anche positiva, della nostra terra ma vien da chiedersi se un simile bilancio trionfale spetti all'istituzione Provincia con relativi costi. L'ultima immagine, poi, dipinge simpaticamente una corona che salta da Durnwalder a Kompatscher. Una scena buffa, ma la simbologia è forte se si pensa che arriva dal luogo dove la democrazia dovrebbe essere freno della monarchia.

Alan Conti

Neruda, il sogno in un pugno di riso

Ora o mai più. Se il Volksbank Suedtirol Neruda intende inseguire un sogno quasi proibito deve dirlo forte e chiaro domani pomeriggio sul parquet del PalaResia. Alle 18, infatti, le altoatesine affronteranno al Riso Scotti Pavia, quattro punti sopra in classifica e sopratutto padrone di quel settimo posto che significherebbe il raggiungimento degli inaspettati playoff di A2 femminile. Per una squadra che ha l'obiettivo di salvarsi qualcosa più di un successo. Non sarà comunque semplice per le ragazze di coach Bonafede che all'andata persero 3-2 e dovranno fronteggiare un bomber di razza come la polacca Frackowiak (263 punti in campionato) e una palleggiatrice raffinata come Masino. Polsi fermi, però, perchè il Neruda dovrebbe ritrovare la punta di diamante Korobkova che viene da una settimana piena di allenamenti dopo l'infortunio e potrà sempre contare su Papa che di punti ne ha messi giù 262. Cumino, Medaglioni ,libero, Porzio e Gentili dovrebbero completare il sestetto di partenza, con quest'ultima in ballottaggio con Ceron e Bertolini. La sconfitta di Scandicci dell'ultimo turno brucia ancora, ma il riscatto potrebbe essere vicino. Sarà dura, ma nessun sogno arriva servito su un piatto d'argento.
Alan Conti

giovedì 13 febbraio 2014

Bertoldi: "Vergognoso gioire per la chiusura dell'Admiral"

"Gioite per la chiusura dell'Admiral? Bene, datevi da fare per assumere qualcuno dei 100 dipendenti che la società delle slot lascerà a casa". La provocazione è a firma di Alessandro Bertoldi, vicepresidente regionale di Forza Italia. "Trovo incredibile -scrive - che alcuni politici esprimano addirittura soddisfazione per la chiusura di un'attività imprenditoriale lecita che costerà il posto di lavoro a un centinaio di persone. Duecento lavoratori in uscita dalla ex Memc, cento dalla Wurth: la situazione è preoccupante e la Provincia deve giustamente aprire subito un tavolo. Perché, peró, i dipendenti Admiral devono valere meno e sopportare che rappresentanti delle istituzioni gioiscano della loro disoccupazione? Perché per loro nessuno ha chiesto misure forti mirate alla riqualificazione e al reinserimento?" In piazza Vittoria, dunque, la scelta di Admiral non piace per niente: "Esprimiamo piena solidarietà a queste persone. Certi esponenti politici non sono degni di rappresentarli". 

Memc, il giorno dell'amarezza

In cosa credere ora? Che obiettivo dare alla battaglia? Oltre la rabbia di una soluzione inaspettata come la chiusura della sezione policristallo la manifestazione organizzata questa mattina a Sinigo dai lavoratori della ex Memc serve anche a cercare di tratteggiare nuovi orizzonti.
Non sentirsi solo come un numero, una pedina sullo scacchiere d'organico. Questo il desiderio: chissà se imparare il tedesco può servire. 

Quando ti aspetti rabbia e incroci la rassegnazione è il momento in cui ci ti accorgi che qualcosa è andato rotto. Nella giornata della manifestazione dei lavoratori di Sunedison ex Memc è esattamente questo il sentimento che regna ai cancelli. Cancelli diventati ormai un simbolo del picchetto, di una battaglia che oggi si avverte come persa. 
Una storia che si chiude: per ora il dato significativo è questo e fa male più che arrabbiare. 

mercoledì 12 febbraio 2014

Si dimette Frena: "Baratto orrendo"

“Ha una lingua che affetta”. Durante la conferenza stampa tradizionale di giunta il sindaco Luigi Spagnolli definiva così l'oratoria del segretario Antonio Frena. Dopo pochissimi minuti è lo stesso Frena a dare conferma della sua descrizione infilando un “ex” davanti alla sua carica di segretario in scadenza e vergando parole pesantissime a corona delle sue dimissioni. Il motivo scatenante è l'elezione in consiglio provinciale di Roberto Bizzo nella Commissione dei Sei: evidente contrappeso della sua mancata carica di assessore regionale. Bene, uno scambio che a Frena non è piaciuto per nulla tanto da sottolinearlo in modo durissimo. “Tutti ricordano l'andamento delle recenti trattative con l'impegno per l'assessorato regionale su cui tanto si è speso il vice Carlo Costa”. Fronti di discussione che a Frena non entusiasmavano più di tanto visto che poi riferisce di “averne parlato anche troppo, in maniera poco onorevole, a dispetto delle vere questioni programmatiche”. Uno scambio che presta il fianco del Pd alle accuse di mercanteggio di poltrone: “Accuse da cui è difficile difendersi – scrive Frena – accuse che infangano tutto il Pd. Si poteva uscirne elegantemente rifiutando la logica del baratto orrendo che costa, inoltre, la perdita di un tecnico di valore come Alberto Zocchi”. Un atteggiamento che porta Frena a scoperchiare la sua opinione su molti compagni del partito “autori di capricci mai sazi che nel partito contano più dei meriti. Un atteggiamento incompatibile con la mia idea di partito e che, quindi, seppur simbolicamente data l'imminente sostituzione, mi impedisce di guidarlo”. La firma è altrettanto al curaro dato che Frena si dichiara segretario e, tra parentesi, non fantoccio.
Il Pd descritto da Frena, dunque, è quello di un partito incapace di imporsi in sede di trattativa e dove la meritocrazia è sotterrata: tutte tendenze che, di certo, non saltano fuori in un giorno. Se questa è la direzione presa dalla nave del Pd resta da capire come il segretario, che ne è di fatto il timoniere, si sia accorto di una rotta orrenda solo alla della attraversata.

Alan Conti

Casinò per eliminare le slot? Perchè no?

Fermate la ruota, al massimo fate partire la roulette. Il sindaco Luigi Spagnolli è netto nella lotta alle slot bolzanine e ai costi sociali e fiscali che la ludopatia comporta. Lo smantellamento di Admiral, in questo senso, viene salutato come un successo che non può essere frenato dai cento dipendenti e dalla possibile nascita di bische clandestine. A sorpresa, peró, al primo cittadino non dispiacerebbe affatto l'idea di un casino che spazzi via il resto.
Riportare i buoi nella stalla può essere più faticoso, ma forse curarne una buona parte lo è di più.

martedì 11 febbraio 2014

Bertagna, buon ottavo posto freestyle

Tra una gobba e un salto è un buon ottavo posto quello che Silvia Bertagna porta a casa al suo esordio olimpico a Sochi questa mattina nello slopestyle, disciplina del freestyle con gli sci. 69,60 il suo punteggio, piuttosto lontana dai 94,20 dell'oro canadese Dara Howell, dai 85,40 dell'argento statunitense Devin Logan seguita da Kim Lamarre, ancora canadese, bronzo con 85.00. Per l'altoatesina, comunque, una crescita continua nelle ultime apparizioni: già l'approdo in finale è da considerarsi un successo per la bionda gardenese che è anche salita rispetto al dodicesimo posto delle qualificazioni. Peccato per quel secondo run che l'ha vista perdere uno sci mentre forzava nel tentativo di salire ancora in classifica. In ogni caso l'altoatesina ha 27 anni e può ancora sperare in diverse stagioni ad alto livello cercando un nuovo raggio di sole olimpico.
Alan Conti


Innerhofer, la storia in un cognome

1921 e 2014. Anni distanti, epoche dai contorni nettamente distinti e unite, nel cambiamento da un cognome: Innerhofer. Oggi l'Italia è ai piedi del giovane Christof, 92 anni fa sparava, lasciava morire e si girava dall'altra per l'uomo Franz. Sembra un filo esile per i tanti Innerhofer che punteggiano l'Alto Adige eppure se lo guardi con gli occhiali della sensibilità italiana è un filo su cui corre la storia sociale di questa terra. Il 24 aprile del 1921 una marcia fascista guidata da Achille Starace pensata per contrastare un referendum tedesco in atto alla Fiera di Bolzano incrocia Innerhofer con un suo scolaro e apre il fuoco. L'uomo fa scudo al giovane e sacrifica al futuro la sua vita: la polizia interviene solo per scortare i fascisti in stazione, ma non muove un passo in più. Insieme alla vittima si contano anche 66 feriti, ma l'Italia non si cura delle ferite tedesche e le lascia cicatrizzarsi senza darne una ragione. A nulla serve il corteo funebre oceanico di Marlengo che chiede giustizia e a nulla serve la richiesta, post fascista, di risarcimento della famiglia Innerhofer. Per ottenere un minimo di consolazione si dovrà attendere il 25 aprile 2011 quando, nel novantesimo anniversario della marcia, il Comune di Bolzano intitola a Innerhofer la piazzetta antistante l'Università. Il 9 febbraio 2014 quella stessa Italia che voltava le spalle al suo omonimo si sveglia con le gocce di pioggia dell'alba per vedere se in Russia il pusterese Christoph ci regala una gioia. Arriva: una storica medaglia d'argento che fa alzare le braccia al cielo e costringe qualche commentatore a imparare la pronuncia di quel cognome così difficoltoso. L'Alto Adige di cui si discutono i privilegi e le richieste di autodeterminazione diventa la bandiera sul pennone nazionale e Innerhofer è contento per il suo Paese come Eva Klotz non potrà mai essere con una scopa in mano, nemmeno giocasse a curling. Il 24 aprile 1921 era una domenica, diventata di sangue. Il 9 febbraio 2014 è ancora una domenica, stavolta d'argento. Dove si piangeva separati ora si gioisce insieme: certe coincidenze, a volte, sembrano fatte apposta per farsi notare.
Alan Conti 

Lotta alla droga sulle piste della Gardena

Sono stati ben 12 nell'ultima settimana i turisti sorpresi a far uso o comunque in possesso di sostanza stupefacenti sulle piste Falk, Val Pudra, Plan de Gralba e Ciampinoi in val Gardena. A comunicarlo sono i Carabinieri di Ortisei impegnati in un pattugliamento di controllo sulle piste che ha portato al sequestro di 80 grammi fra marijuana ed hashish. Cinque turisti spagnoli tenevano 40 grammi di erba nella loro stanza nei pressi del Piz Sella, un ragazzo marchigiano ne deteneva altri 30 grammi, due ragazzi toscani minorenni avevano 4 grammi di marijuana e 7 hashish. Altri due giovani toscani e un emiliano, infine, si stavano fumando uno spinello all'interno del comprensorio. Tutti sono stati segnalati come assuntori di stupefacenti e, in base ai risultati di Laboratorio, per loro potrebbe scattare anche la denuncia a piede libero.
I Carabinieri di Egna, invece, hanno fermato due automobilisti a Ora, un neopatentato e un 48enne della zona, e li hanno deferiti per guida in stato di ebbrezza con valori all'alcoltest rispettivamente di 1,67 e 1,49. Arrestato in flagranza, invece, un 37enne di Laives che si è prima rifiutato di sottoporsi al test alcolemico e poi si è scagliato contro i militi strattonandoli e spintonandoli. Per lui è scattata la resistenza a pubblico ufficiale. Sempre per guida in stato di ebbrezza doveva scontare 8 mesi di detenzione un 42enne cittadino albanese che i Carabinieri di Laives hanno rintracciato e catturato. Per lui anche una pena pecuniaria di 7.000 euro e il trasporto in via Dante.
Nell'ambito di una normale operazione di controllo, infine, i Carabinieri della stazione di Cadipietra in Valle Aurina hanno fermato due cittadini bulgari, ospiti di una struttura ricettiva della zona, che a bordo di un vecchio autocarro Mercedes trasportavano 70 penumatici in pessimo stato. Pur non essendo iscritti al registro della Gestione Ambientale svolgevano operazioni di raccolta e trasporto rifiuti speciali. I due sono stati segnalati alla Procura e il mezzo sequestrato.
Alan Conti


Il Centro: la nostra "città"

Vado in città”. Lo diciamo solo noi bolzanini e non è una locuzione sbocciata per caso, ma ha i suoi motivi precisi basti pensare che si dice così sia in italiano sia in tedesco, ma non si tratta di una traduzione. Le origini sono antiche e legate al fatto che la Bolzano storica, effettivamente, si limitava alla striscia tra Talvera e Isarco e tutto il resto città non lo era mica. Il modo di dire, così, tradisce la storia. Un racconto di un rione, il Centro, da sempre cuore del commercio quindi della primissima attività economica. Nell'ipotetica linea tra “noi” italiani e “loro” tedeschi che, senza falsi buonismi, ha caratterizzato parte dello sviluppo di Bolzano il Centro è stato per diversi anni più loro che nostro. Di origine tedesca, infatti, erano buona parte delle attività e, contestualmente, degli immobili perché per molto tempo le due cose non correvano disgiunte. I portici, per dire, erano spesso bottega al primo piano, abitazione al secondo e magazzino sul retro. Un edificio trapezoidale e fateci caso quando camminate per via Argentieri: le case sono decisamente più larghe rispetto alla parallela via Portici. È poi anche dal Centro, comunque, che è cominciata la vera commistione etnica con piazza Walther che ha cominciato ben presto ad essere punto di riferimento, anche italiano, per le manifestazioni. Una piazza Walther con il tram o con le auto parcheggiate, così come piazza Domenicani. Un Centro diverso che ha cominciato solo nel tempo a prendere coscienza del suo essere più Centro e meno Bolzano. Tutto con un'ombra di eleganza in più perché dai quartieri popolari difficilmente si arrivava per un semplice shopping, ma si puntava "alla Città" per l'acquisto specializzato o la ricorrenza straordinaria. Certo, c'era sempre quella Piazza Erbe fiore all'occhiello della cultura contadina e dei prodotti della terra: un simbolo che non si è mai opacizzato come tale. Di sicuro, però, non viveva di notte e non annoverava la frutta secca tra le sue varietà. Non serve molto, comunque, per capire che l'artigianato era il re di queste strade: basta guadare i nomi delle vie di oggi e di quelle di ieri. Basi solidissime su cui si innesta, correndo veloci, l'accelerata  degli ultimi anni: il Mercatino, le multinazionali, il franchising, l'omologazione che batte la specificità, la grande distribuzione che batte la bottega. Nel frattempo la sua porta, il Monumento alla Vittoria, viveva un dibattito politico che ha portato ai cancelli di sicurezza e un'esasperazione che forse solo adesso sta spegnendo la sua fiammella. Dal punto di vista architettonico, comunque, i confronti con gli scatti di una volta rivelano una sostanziale capacità di mantenere gli splendori, ma anche questo orizzonte schiude una nuova sfida contemporanea lungo l'asse parco Stazione-via Alto Adige. Il Centro di interventi così impattanti in un sol colpo non ne ha ancora conosciuti: non è detto che sia un male puntare ancora in modo deciso sul turismo. Ricordiamoci, però, che il Centro è prima di tutto di chi, ancora oggi, lo chiama “Città”.
Alan Conti
 

domenica 9 febbraio 2014

Biathlon. Oberhofer a un soffio dal bronzo

Medaglia di legno: conta poco, si dice, ma per Karin Oberhofer di Velturno il quarto posto nel biathlon vale eccome e giustamente lo ha festeggiato. Nella gara sprint di 7,5 chilometri la ventinovenne azzurra è stata superata solo dalla slovacca Anastasiya Kuzmina, la russa Olga Vilukhina e l'ucraina Vita Semerenko. Il bronzo è rimasto distante solo sei centesimi: un soffio. Per lei si tratta, comunque, del miglior risultato in carriera dato che fino ad oggi il massimo ottenuto era stato un settimo posto a Oslo nel 2013. Perfetta dal poligono e buona anche la sciata. Buon sesto posto, invece, per Dorothea Wierer di Rasun capace di non sbagliare mai al tiro mentre solo trenottesima si è classificata la terza altoatesina Michela Ponza.  

Comunisti: "Il referendum solletica solo la pancia degli elettori"

La bassa affluenza alle urne di oggi ha scatenato un vero e proprio putiferio politico ancora prima di chiudere la votazione. Volano basse, sopratutto nel campo della sinistra. E' abbastanza significativa, per dire, la presa di posizione dei Comunisti Italiani che con il loro rappresentante Carlo Carlini assestano un colpo basso al referendum in generale giudicato come “strumento per solleticare la pancia degli elettori che viene invocato a causa di una sostanziale crisi delle assemblee elettive e delle organizzazioni sindacali riducendo tutto al singolo. Dovrebbe essere un'arma estrema perchè la chiamiamo democrazia diretta ma finisce con l'essere la negazione della stessa democrazia”. Linea vicina a quella dei Comunisti è quella seguita dal consigliere comunale Psi Claudio Della Ratta che non vede la differenza tra temi in cui decide una rappresentanza politica e temi dove tale scelta viene demandata a un comitato promotore. Compare, poi, una difesa del sindaco Luigi Spagnolli e il suo endorsement: “E' un rappresentante politico e come tale ha delle idee. Non è mica un presidente di un tribunale”.
Intanto tutti i promotori e molti cittadini continuano a sfruttare i social network per invitare a non disertare le urne perchè tra le due posizioni di questo voto c'è spazio per qualsiasi sfumatura sul concetto di referendum. Intanto si chiacchiera più di quanto non si voti.

Alan Conti  

Affluenza rasoterra: 5,5% alle 11

Sicuri che ai cittadini interessi veramente frequentare le urne con una certa periodicità? I primo dati sull'affluenza emessi dall'ufficio elettorale provinciale sembrano, paradossalmente, sconfessare lo stesso oggetto del referendum confermativo: la democrazia diretta. Alle ore 11 il dato parziale è impietoso: 5,5% con poco meno di 22.000 elettori. Lo stesso trend previsto per il pomeriggio senza grandi scarti. Con la legge Svp, per dire, 22.000 firme non sarebbero nemmeno sufficienti a proporlo un referendum. L'astensione, questa volta, assume contorni ancora più generali se si considera che i valori bassi sono spalmati su tutti i comprensori in modo abbastanza uniforme con Bolzano e Merano perfettamente nella media territoriale. Non sono gli italiani, questa volta, i principali indiziati: o meglio, non sono solo gli italiani ad avere lasciato finora la scheda elettorale nel cassetto. Eclatante, per esempio, il valore che sbuca dal seggio 27 della scuola “Archimede” di Bolzano: 38 votanti su 945, una miseria. La particolarità, però, è che questa consultazione è priva di quorum quindi comunque una decisione verrà presa, seppur da una minoranza. Resta da capire, dunque, se nelle prossime ore ci sarà una poco prevedibile accelerata e, sopratutto, resta da capire quando davvero possa interessare lo strumento della consultazione. Per decidere di decidersi bisogna anche decidersi a farlo, senza aspettare che te lo dica un giornale o la tv. 
Alan Conti

Innerhofer d'argento

E' la prima medaglia italiana di questi giochi olimpici russi e si infila al collo dell'altoatesino Cristof Innerhofer in una delle discipline simbolo dell'Olimpiade in generale e dello sci alpino in particolare: la discesa libera. Clamorosa la prestazione dell'azzurro che a Rosa Khutor ha stampato un 2.06.29 al cronometro, secondo solo all'austriaco Matthias Mayer lontano appena sei centesimi. Tempo impercettibile perso nella zona dei dossi a fronte di una magistrale danza sugli spigoli. A chiudere il podio il norvegese Kjetil Jansrud, terzo a dieci centesimi. Le dimensioni dell'impresa si possono ben comprendere se si pensa che era dal 1976 che l'Italia non saliva sul podio della discesa libera con Herbert Plank. Era da Salt Like City 2002 con Isolde Kostner e Karen Putzer, invece, che lo sci alpino altoatesino non conosceva una medaglia. Sulla pista di Krasnaja Poljana, dunque, il ventinovenne pusterese parla di sogno avverato: “Ho capito che poteva essere la mia giornata e ho spinto a tutta. Chiaramente una medaglia olimpica è l'obiettivo di una carriera, assieme a quelle del Mondiale. Le ho ottenute e sono felice. Ho dovuto rischiare, certo, ma senza rischio in questo sport difficilmente c'è divertimento. Ho fatto bene, comunque, a non sprecare troppe energie nelle prove. In ogni caso già in prossimità del traguardo mi sono accorto che avevo fatto un'ottima prova”. Grande gioia all'arrivo per lo sciatore di Brunico che si è letteralmente rotolato nella neve esultando.
Grande delusione per i superfavoriti con lo svedese Aksel Svindal quarto e Bode Miller addirittura ottavo. Buon settimo, invece, Peter Fill mentre Dominik Paris si è classificato undicesimo, ancora condizionato dalla caduta in Gardena, e Werner Heel dodicesimo. “Già una volta – ha detto Fill – Innerhofer ha iniziato a fare medaglie e io l'ho seguito: speriamo sia così anche qui”.
Immediate arrivano le reazioni politiche che il luccichio della medaglia attira sempre. “Innerhofer è arrivato nel momento giusto al top della forma e ha spinto con tutte le sue forze. Gli mancava solo l'affermazione olimpica dopo le tre medaglie mondiali e le sei vittorie in coppa del Mondo. Davvero complimenti” le parole del Presidente della Provincia Arno Kompatscher. “Non potevano iniziare meglio queste Olimpiadi per noi altoatesini. Siamo contenti, inoltre, di avere tutti e quattro i nostri atleti nei primi dodici” gli fa eco l'assessore allo sport Martha Stocker.

Alan Conti